<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Arezzo Polis &#187; veltroni</title>
	<atom:link href="http://www.arezzopolitica.it/tag/veltroni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.arezzopolitica.it</link>
	<description>Cultura politica, dibattito pubblico.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 12:15:10 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>La crisi del PD e i suoi riflessi sul PdL</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2009/02/18/la-crisi-del-pd-e-i-suoi-riflessi-sul-pdl/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2009/02/18/la-crisi-del-pd-e-i-suoi-riflessi-sul-pdl/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 19:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[veltroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=832</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/02/18/la-crisi-del-pd-e-i-suoi-riflessi-sul-pdl/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f4/Janus-Vatican.JPG/300px-Janus-Vatican.JPG" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>
Redazione
Secondo una tesi abbastanza diffusa la caduta di Veltroni creerà problemi anche nel centrodestra. Per due motivi, il primo pratico ed il secondo politico.
Sul piano pratico, viene a mancare l’interlocutore con cui portare avanti una serie di riforme che debbono necessariamente, o preferibilmente, essere condivise. Citiamo su tutte il federalismo fiscale, la giustizia, la bioetica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f4/Janus-Vatican.JPG/300px-Janus-Vatican.JPG"><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f4/Janus-Vatican.JPG/300px-Janus-Vatican.JPG" alt="" width="300" height="263" /></a></p>
<p><strong>Redazione</strong></p>
<p>Secondo una tesi abbastanza diffusa la caduta di Veltroni creerà problemi anche nel centrodestra. Per due motivi, il primo pratico ed il secondo politico.<br />
Sul piano pratico, viene a mancare l’interlocutore con cui portare avanti una serie di riforme che debbono necessariamente, o preferibilmente, essere condivise. Citiamo su tutte il federalismo fiscale, la giustizia, la bioetica. Ma anche decisioni da prendere in accordo con l’opposizione, come la nomina del Cda della Rai. Ed infine i grandi temi della politica estera e della sicurezza nazionale.<br />
Sul piano politico, si dice che se l’obiettivo del bipartitismo è andato in crisi a sinistra, potrebbe accadere lo stesso a destra. Insomma, la crisi, o meglio il fallimento del Pd potrebbe nuocere al Popolo della Libertà.<br />
Il primo scenario ha dei fondamenti. Il secondo no; anche se qui ovviamente dipenderà soprattutto da noi. Vediamo perché.<br />
La legislatura era partita, con il discorso programmatico di Silvio Berlusconi, all’insegna del dialogo con l’opposizione su alcune riforme condivise. Principalmente, appunto, il rinnovamento dell’impalcatura istituzionale attraverso il federalismo fiscale. Il centrodestra ha poi cercato di coinvolgere il Pd su altre scelte, dalla giustizia all’economia alla sicurezza dei cittadini. Il capo dello Stato si è sempre battuto in questa direzione: ultimo caso, la legge sul testamento biologico. Ci sono poi decisioni che vanno prese di comune accordo, e non si tratta di spartizione di potere ma di attuare delle leggi: il vertice Rai è una di queste.<br />
Al di là di queste intenzioni, il bipartitismo, se assegna alla maggioranza e all’opposizione ruoli ben chiari e distinti, tuttavia favorisce il dialogo bipartisan sui grandi temi di interesse del Paese.<br />
Ma chi è venuto meno alla promessa di chiarezza e semplificazione dello scenario politico? Chi non ha saputo attuarla? La risposta è nei fatti. Il Pd è in dissoluzione, il Pdl, benché nato dopo, è in piena salute. Il Pd ha perso tutte le battaglie, in Parlamento e nel Paese. Il Pdl le ha vinte.<br />
Di questo risultato, a sinistra, portano la responsabilità in egual misura sia l’incapacità e l’incoerenza di Veltroni, sia la vocazione distruttiva di Massimo D’Alema. Il segretario dimissionario dei democratici ha tradito quasi tutte le promesse fatte solennemente nel 2007 al Lingotto, e ripetute in campagna elettorale. Il suo nemico interno probabilmente non ha mai creduto al progetto del Pd: talvolta proponendosi come interlocutore diretto del centrodestra; più spesso cercando di recuperare ruolo e identità dei vecchi partiti che avevano già perso con l’Ulivo, dai Ds all’estrema sinistra.<br />
Chi tra Veltroni e D’Alema abbia più colpe, difficile dirlo. Gli elettori del Pd e della sinistra sono però i giudici migliori: e queste colpe le dividono equamente fra entrambi, come dimostrano i risultati elettorali. E, per ciò che contano, quelli delle primarie. C’è nel cosiddetto popolo dei Democratici una gran voglia di voltare pagina rispetto a tutti i vecchi nomi ed i vecchi rituali, sia quelli dalemiani sia quelli veltroniani.<br />
Tutto ciò non trova eguali nel centrodestra e nel Pdl. Lo ha spiegato efficacemente Andrea Romano sul Riformista di ieri: “Non è vero, come ha sostenuto di recente Bersani, che senza berlusconismo non esisterebbe Berlusconi. In realtà proprio la storia politica di Berlusconi è quella di chi ha dato consistenza ad un blocco di opinione che attendeva di essere riconosciuto come tale”. In altri termini: il Pdl e la leadership di Berlusconi non sono una “anomalia italiana”, come molta sinistra (e non solo) si attarda pigramente a rappresentarli per mascherare i propri guai. Sono, appunto, l’espressione politica di un blocco sociale e di opinione che si può genericamente definire liberale e moderato, e che esiste in Italia come in tutti i paesi del mondo.<br />
La vera anomalia invece è l’assenza, da noi, di un analogo blocco sociale progressista e laburista, e della sua rappresentanza politica. Ciò che sono i democratici Usa, i laburisti inglesi, i socialdemocratici tedeschi e spagnoli, in Italia non si riesce ad avere. Doveva essere questo il progetto del Pd; ma è fallito. Ed è fallito per mancanza di leadership innanzi tutto; e poi perché chi doveva attuarlo non ha mai chiuso completamente i conti con il passato comunista e statalista; né ha voluto rinunciare alla rappresentanza di interessi corporativi (dagli statali ai magistrati) rispetto a quelli di una parte del Paese. C’è vicino a noi un esempio più o meno simile: la Francia, dove la sinistra, dopo Mitterand, non ha mai più avuto un leader vero, ha sempre divorato i propri capi, ed i capi si sono divorati a vicenda, condannando i loro elettori al ruolo di minoranza e di rappresentanza più che mediocre. Un pessimo modello. Ma in Francia il blocco dei moderati, nonostante che al suo interno esistano diversità ed identità più forti che in Italia, non è mai stato contagiato dalla crisi del sinistra; mai ha messo in secondo piano la responsabilità di guidare il Paese rispetto al piccolo cabotaggio politico.<br />
Ecco perché non esiste un motivo serio per cui la caduta di Veltroni e la probabile dissoluzione del Pd producano contraccolpi tra i moderati italiani; se non quelli, inevitabili, legati alla mancanza di una sponda nell’opposizione.<br />
Sulle scelte condivise o condivisibili immediate, in assenza di un partito e di una leadership, bisognerà agire pragmaticamente, trattando con chi avrà la gestione provvisoria, ma soprattutto in Parlamento. Senza cadere nelle trappole, perché chi prenderà in mano il partito (o i partiti, visto che si parla di scissione della Margherita) vorrà forse ricorrere al logoro espediente dell’antiberlusconismo. Ma anche senza forzare, e grazie anche alla concordia con il Quirinale.<br />
Quanto alla linea strategica, l’unità del centrodestra e dei moderati è nei fatti e sarebbe non solo un errore, ma un peccato mortale, sacrificarla o rinnegarla perché non ci sono riusciti dall’altra parte. Non dimentichiamo che il bipolarismo politico è l’obiettivo del bipartitismo, non viceversa. La tentazione di iniziative personali, di qualche giro di valzer fuori e dentro il Parlamento fa parte della politica. Ma queste pratiche sarebbero inesorabilmente bocciate dagli elettori, vissute come un tradimento. Così come il popolo del Pd si sente in questi giorni tradito e abbandonato dall’incapacità di Veltroni e dalle manovre della vecchia nomenclatura che si dice democratica. Non c’è alcun motivo di riservare le stesse sgradevoli sorprese ai moderati, che oltretutto sono da sempre la maggioranza numerica, innovativa e produttiva degli italiani.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2009/02/18/la-crisi-del-pd-e-i-suoi-riflessi-sul-pdl/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dalla Sardegna a Firenze, signori si cambia.</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2009/02/18/dalla-sardegna-a-firenze-si-cambia-ad-arezzo-si-conserva/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2009/02/18/dalla-sardegna-a-firenze-si-cambia-ad-arezzo-si-conserva/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 06:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Arezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[renzi]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[soru]]></category>
		<category><![CDATA[veltroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=825</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/02/18/dalla-sardegna-a-firenze-si-cambia-ad-arezzo-si-conserva/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.cir.marche.it/stemmi%20regioni/301px-Sardegna-Stemma_svg.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Redazione
Ve lo ricordate il discorso di Veltroni a Spello, quella sequela di parole in libertà, di programmi senza concretezza, di enunciazioni retoriche ormai fuori del tempo, pronunciate sullo sfondo della serena campagna umbra, presa come modello di una inesistente Italia di mezzo, l’area da dove avrebbe dovuto iniziare la rinascita del Partito Democratico?
 La risposta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.cir.marche.it/stemmi%20regioni/301px-Sardegna-Stemma_svg.png"><img class="alignleft" src="http://www.cir.marche.it/stemmi%20regioni/301px-Sardegna-Stemma_svg.png" alt="" width="301" height="415" /></a>Redazione</strong></p>
<p>Ve lo ricordate il discorso di Veltroni a Spello, quella sequela di parole in libertà, di programmi senza concretezza, di enunciazioni retoriche ormai fuori del tempo, pronunciate sullo sfondo della serena campagna umbra, presa come modello di una inesistente <em>Italia di mezzo</em>, l’area da dove avrebbe dovuto iniziare la <em>rinascita</em> del Partito Democratico?</p>
<p><span style="font-family: 'Lucida Grande', Verdana, Helvetica, Arial;"><span> La risposta, dopo l’Abruzzo è venuta dalla Sardegna e soprattutto da una città tradizionalmente e pervicacemente di sinistra come Firenze: qui i Ds, gli eredi del Pci, il vecchio Partito comunista italiano, hanno subìto una sconfitta, se possibile, ancora più disastrosa.<br />
Per una volta aveva ragione Veltroni, a cui va l’onore delle armi: le primarie del centrosinistra a Firenze sono state una grande prova di democrazia. Peccato che il segretario del Pd non abbia colto il senso profondo di questa consultazione popolare, e cioè che è finita l’egemonia rossa su Palazzo Vecchio, perché la vittoria di Matteo Renzi, ciellino ed ex Margherita, rappresenta una svolta probabilmente senza ritorno. È stata la rivolta della base, in larga parte ancora comunista, contro la nomenclatura formatasi nel Pci e che guida la città dai tempi della vicenda di Castello, a fine anni ‘80, quando Occhetto sentì “puzza di bruciato” e bloccò con un editto da Botteghe Oscure la maxioperazione Fiat-Fondiaria che avrebbe rappresentato l’espansione urbanistica a nord-ovest. Una maledizione, quella di Castello, che è aleggiata per tutto questo tempo e si è ripresentata puntuale venti anni dopo, alla fine dell’era Domenici, con una raffica di avvisi di garanzia che hanno falcidiato la giunta comunale allungando la spessa ombra della questione morale sul sistema del socialismo municipale che ha in Toscana le sue casematte.<br />
Ma c’è un altro elemento da sottolineare: alle primarie di Firenze, tanto per non lasciare l’Abruzzo e la Sardegna casi isolati, ha perso ancora una volta Veltroni, che da mesi aveva puntato tutto – attraverso Franceschini – su Pistelli, e ha visto il suo candidato finire a 15 punti dal vincitore. Il quale, a soli 33 anni, ha vinto una battaglia storica correndo da solo contro tutti gli apparati: gli avevano proposto una comoda rielezione a presidente della Provincia, ma lui ha voluto mettersi in gioco e correre a tutti i costi per Palazzo Vecchio. Se avesse perso, sarebbe tornato nell’azienda di famiglia. Invece ce l’ha fatta al primo turno ed è, per il centrodestra, l’avversario più insidioso, perché ha fatto una campagna elettorale tutta basata sulle parole d’ordine moderate, dalla sicurezza all’immigrazione, schierandosi perfino per il no alla tramvia in piazza Duomo, che era un punto irrinunciabile del programma stilato dal Pd.<br />
Il monolite rosso della Toscana si sta sgretolando, e almeno a Firenze non sembra avere fondamento il timore di Rutelli, quello di morire da “indipendenti di centro” in una forza egemonizzata dagli ex ds, che lì stanno pagando una colpa politica connaturata alla mancata alternanza: l’eccesso di potere.<br />
Si registra ormai nel nostro Paese un fenomeno diffuso, del quale cercano di non accorgersi i grandi quotidiani nazionali (e alcuni locali): lo scollamento tra <em>questa</em> <em>sinistra</em> e la gente, la vuotezza di un linguaggio politichese falsamente <em>perbenista</em> che in realtà si oppone a tutte le innovazioni.<em><br />
</em>Ci vorrà tempo per capire la <em>svolta</em>, ma oggi, in tempi di crisi, vince chi vuole cambiare, non chi conserva, vincono i territori che vogliono scommettere sul futuro e sul rinnovamento per uscire dalla crisi.<br />
Alla Provincia di Arezzo il PD ha candidato Roberto Vasai, uno della vecchia guardia: che segnale sarà?</span></span> <!--EndFragment--></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2009/02/18/dalla-sardegna-a-firenze-si-cambia-ad-arezzo-si-conserva/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sondaggio: Frattini il ministro più amato. Il Pdl sale al 42%</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2008/12/11/sondaggio-frattini-il-ministro-piu-amato-il-pdl-sale-al-42/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2008/12/11/sondaggio-frattini-il-ministro-piu-amato-il-pdl-sale-al-42/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 16:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[frattini]]></category>
		<category><![CDATA[mannheimer]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[storace]]></category>
		<category><![CDATA[veltroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=191</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2008/12/11/sondaggio-frattini-il-ministro-piu-amato-il-pdl-sale-al-42/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://pub.tv2.no/multimedia/na/archive/00240/berlusconi-t_240342c.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Redazione
E&#8217; rimasto stabile al 51% il consenso nel presidente del Consiglio e nell&#8217;esecutivo, mentre, in sette giorni, il Popolo della Libertà ha guadagnato un altro 0,5% salendo così al 42%. Ferma anche la fiducia nel leader del Partito Democratico Walter Veltroni, al 32%. Franco Frattini è il ministro più amato dai cittadini. Sono gli ultimissimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Redazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://pub.tv2.no/multimedia/na/archive/00240/berlusconi-t_240342c.jpg"><img class="alignleft" src="http://pub.tv2.no/multimedia/na/archive/00240/berlusconi-t_240342c.jpg" alt="" width="396" height="210" /></a>E&#8217; rimasto stabile al 51% il consenso nel presidente del Consiglio e nell&#8217;esecutivo, mentre, in sette giorni, il Popolo della Libertà ha guadagnato un altro 0,5% salendo così al 42%. Ferma anche la fiducia nel leader del Partito Democratico Walter Veltroni, al 32%. Franco Frattini è il ministro più amato dai cittadini. Sono gli ultimissimi dati del sondaggio Consortium, realizzato martedì nove dicembre e diffuso in esclusiva da Affaritaliani.it.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le informazioni sui provvedimenti per fronteggiare la crisi economica sono piaciute agli italiani&#8221;, spiega ad Affaritaliani.it Nicola Piepoli, presidente dell&#8217;istituto demoscopico. &#8220;Il piano anti-crisi ha convinto una grande fetta dei cittadini-elettori, tanto che il consenso sui singoli punti raggiunge livelli altissimi&#8221;. E ancora: &#8220;Si spiega così la fiducia nel presidente del Consiglio e nell&#8217;esecutivo, attualmente al 51% rispetto al 48 del 17 novembre. Non solo. Premier e governo hanno interrotto un trend negativo che durava ormai da qualche settimana&#8221;. E il segretario del Partito Democratico? &#8220;In sette giorni è rimasto stabile al 32%&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro più amato dagli italiani? Franco Frattini &#8220;batte tutti. Non offende nessuno e parla molto bene in pubblico&#8221;, afferma Piepoli. Non solo. &#8220;Nei momenti drammatici e di difficoltà come questo il ministero degli Esteri è rassicurante per i cittadini. Rappresenta in modo lodevole il Paese all&#8217;estero ed è anche estremamente efficiente in termini di rapporto con la cittadinanza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-191"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alle intenzioni di voto non ci sono stati grandissimi cambiamenti rispetto alla settimana precedente. Il Centrodestra cresce ancora di mezzo punto dal 52 al 52,5%, grazie all&#8217;incremento del Popolo della Libertà al 42% dal precedente 41,5. La somma della Lega Nord e dell&#8217;Mpa vale ben il 10,5%. Il Partito Democratico ha perso mezzo punto in sette giorni, scendendo al 33,5% dal precedente 34; mentre l&#8217;Italia dei Valori è ferma al 5% (somma della coalizione 38,5). L&#8217;Udc di Casini si attesta al 4,5%. Pessima la situazione della sinistra radicale. Rifondazione Comunista e i Verdi sono all&#8217;1% e i Comunisti Italiani allo 0,5%. La Destra di Francesco Storace vale l&#8217;1%. Gli altri l&#8217;1.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sondaggio Consortium è stato realizzato martedì nove dicembre: campione di 2.000 casi. Campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne in base ai parametri ISTAT di sesso, età e macro-area di residenza; metodologia C.A.T.I.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mannheimer: il Pd ha perso un milione di voti in due settimane<br />
</strong>Il Partito Democratico ha perso circa un milione di voti negli ultimi quindici giorni, a causa dei conflitti interni e delle inchieste che hanno colpito le Amministrazioni comunali di Firenze e Napoli. E&#8217; il clamoroso risultato del sondaggio realizzato da Renato Mannheimer, presidente dell&#8217;ISPO, e diffuso in esclusiva da Affaritaliani.it.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il Partito Democratico, che era arrivato fino al 30% nei mesi scorsi, nelle ultime due settimane è sceso fino ad arrivare tra il 27 e il 28%&#8221;, afferma lo stesso Mannheimer. Ma dove sono finiti questi voti? &#8220;Sono andati un po&#8217; all&#8217;Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e un po&#8217; sparsi. Abbiamo registrato anche una cresciuta del Popolo della Libertà, però, probabilmente, non è stato un flusso diretto dal Pd al Pdl&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause di questa flessione dei Democratici &#8220;sono le questioni interne, i continui conflitti tra le varie anime del partito e anche le recenti vicende giudiziarie che hanno colpito il Pd in diversi comuni, da Napoli a Firenze&#8221;. In termini reali, quindi, &#8220;il Partito Democratico ha perso circa un milione di voti &#8216;virtuali&#8217; nel giro di quindici giorni&#8221;.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2008/12/11/sondaggio-frattini-il-ministro-piu-amato-il-pdl-sale-al-42/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

