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	<title>Arezzo Polis &#187; scelte</title>
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		<title>Buongoverno: la coerenza e le scelte</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 11:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Difesa dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/03/21/buongoverno-la-coerenza-e-le-scelte/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2009/03/logo-pdl-300x299.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="logo-pdl" /></a>Redazione
Questo capitolo è intitolato “coerenza”. Chi non ce l’ha non se la può dare. Il detto manzoniano, riferito al coraggio mancante a don Abbondio, si applica benissimo a quest’altra qualità morale e politica, soprattutto nell’attuale momento storico.
La coerenza e la crisi. Chiedete in giro cosa pensa la gente del piano casa. Il consenso è generale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2009/03/logo-pdl.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1126" title="logo-pdl" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2009/03/logo-pdl-300x299.jpg" alt="" width="180" height="179" /></a>Redazione</strong></p>
<p>Questo capitolo è intitolato “coerenza”. Chi non ce l’ha non se la può dare. Il detto manzoniano, riferito al coraggio mancante a don Abbondio, si applica benissimo a quest’altra qualità morale e politica, soprattutto nell’attuale momento storico.</p>
<p><strong>La coerenza e la crisi.</strong> Chiedete in giro cosa pensa la gente del piano casa. Il consenso è generale. L’intuizione di Berlusconi non è l’esito di un marketing di pronta leva, ma nasce dalla conoscenza della natura della crisi e della mentalità e dei valori degli italiani. Un atteggiamento che ha caratterizzato le scelte del governo sin dal primo istante in cui si è palesato il disastro finanziario americano e via via globale. Pensare al cittadino e alla famiglia. Occuparsi di dare serenità con direttive ed atti al singolo, frastornato da notizie devastanti.<br />
Dunque: la prima cosa è stato garantire i conti correnti, spiegando a tutti come i depositi bancari e i risparmi non corressero rischi di alcun tipo. Quindi l’investimento è stato sulla fiducia, sulla certezza che non sprofonderemo nell’abisso per quanto dura possa essere la congiuntura.<br />
Questa insistenza sulla fiducia non è stata una mossa sentimentale, ma si appoggia alle analisi più serie. Persino personaggi da sempre avversi al Cavaliere – come Francesco Giavazzi della Bocconi e del Corriere della Sera – hanno tardivamente riconosciuto che la leva decisiva per affrontare questo dramma è la volontà di ripresa e la certezza che ce la possiamo fare. Tutte le decisioni sono state all’insegna di questo sostegno all’investimento e alla spesa delle famiglie. La social card, il bonus bebé, il contributo alle fasce più deboli, l’incremento dei fondi per gli assegni familiari sono in questa chiave.<br />
Ottimismo è andato insieme al realismo e alla prudenza. Il nostro debito pubblico è un fardello che non possiamo fingere di ignorare. La cosa ridicola è che la sinistra accusa il governo di edulcorare la situazione economica, e poi chiede di dimenticare il dato strutturale più pesante: che è quello del debito. Spendere allegramente come chiedono Franceschini e soci, per di più annunciando prossime catastrofi, è come chiedere a un corridore che ha sulle spalle uno zaino di piombo (il debito) di fingere di non averlo e di indurlo anzi a caricarsene ancora di più sulle spalle. Il rischio è quello di farlo scoppiare.<br />
L’ottimismo è serio e vero se tiene conto dei dati di realtà.</p>
<p>L<strong>a coerenza e il piano casa. </strong>Da subito, sin dal 1994, uno dei santi chiodi fissi di Forza Italia e del suo fondatore è stato di sostenere tutti gli italiani nel loro desiderio di una casa decorosa e adeguata alle necessità della famiglia. Il condono era in questa logica. Lo studio di un piano generale per la costruzione di quartieri per le giovani generazioni, come si fece nel dopoguerra, procede.<br />
Ora l’idea di Berlusconi è l’uovo di Colombo. Gli italiani risparmiano, hanno una solidità patrimoniale straordinaria (siamo il Paese occidentale con il minor debito delle famiglie in rapporto all’acquisto della casa: circa il 17 per cento del Pil rispetto a circa il 90 per cento di Usa e Gran Bretagna). Rimettere in circolo subito investimenti e non spese fatue può riguardare la casa che già si ha, ciò che riguarda l’84 per cento delle nostre famiglie. Poter abbattere una vecchia costruzione e ricostruirla con tecniche d’avanguardia ed ecologicamente perfette aggiungendo un 30 per cento di cubatura; oppure aumentare del 20 per cento la propria abitazione con una ristrutturazione, va incontro alle necessità di mettere in circolo risorse, e dare aspettative di maggior benessere per tutti, anche per i ceti medi e medio-bassi che oggi sono i più trascurati. Con un beneficio per l’occupazione non solo nell’edilizia ma in tutto l’indotto.</p>
<p><strong>La coerenza e la fiducia negli italiani.</strong> La sinistra con i suoi orribili architetti che hanno sfasciato le periferie delle grandi città italiane intona la danza macabra sui paesaggi italiani sostenendo che ingrandire le case devasterà il nostro Paese.<br />
Peggio di quanto loro hanno fatto loro? Impossibile. Berlusconi ribadisce la fiducia negli italiani e nella loro intelligenza. Sa che se si aggiunge un locale, non è interesse di nessuno, men che meno del proprietario o del progettista, appiccicare un bitorzolo alla propria abitazione.<br />
Invece per il Partito democratico e l’Italia dei valori gli italiani sono anzitutto ladri, gente da manette, pronti ad abbruttire il Paese. Vogliono che ogni cosa sia affidata alla loro burocrazia, al minculpop della bruttezza che ha dominato la loro cultura simil-sovietica e da sinistra al caviale, con i loft newyorkesi, e i formicai Zen, con disprezzo sommo per le villette del ceto medio. Logico che poi il popolo trattato da bue punisca costoro nell’urna.</p>
<p><strong>La coerenza e le piccole imprese.</strong> Emma Marcegaglia dichiarato che il governo non aveva dato soldi veri. Berlusconi ha risposto: soldi verissimi. Alla fine, dinanzi all’evidenza dei fatti, e persino a nuovi provvedimenti dedicati nella misura di un miliardo di euro alla piccola impresa, ha ammesso e corretto lealmente il suo tiro. Dopo averci marciato sopra, la sinistra – con la solita coerenza nella falsificazione e nella censura – ha fatto finta di niente.</p>
<p><strong>La coerenza nell’accanimento fiscale di Franceschini e del Pd. </strong>Dario è un nome da imperatore persiano: sprecato. In realtà la filosofia di un ex dc che doveva essere l’alfiere del cambiamento è la riproposizione della filosofia draculesca alla Visco.<br />
La mossa di voler tassare i redditi dichiarati sopra i 120 mila euro, è una misura demagogica e punitiva. Soprattutto contraddice qualsiasi analisi degli economisti sul modo per attraversare al meglio la crisi. È bene che chi ha un reddito più alto, e paga già tutte le tasse, conservi la fiducia, e non si tenga sotto il materasso risparmi e redditi per essere pronti a pagare nuove tasse…<br />
Anche qui: la sfiducia verso la gente è il motto da scrivere nello stemma del Pd.</p>
<p><strong>La coerenza di Di Pietro. </strong>Ormai il suo partito è il Partito dei Pm. Pmi per lui non è l’acronimo di Piccola e media impresa, ma Partito della magistratura italiana. Per di più indagata. La decisione di candidare Luigi De Magistris indagato a Roma ripete coerentemente l’incoerenza di Di Pietro. Non è un gioco di parole, ma la sostanza dell’atteggiamento dell’ex (ex?) pm.<br />
Se ne andò dalla magistratura per candidarsi in politica quando si stava per aprire un provvedimento disciplinare contro di lui, dopo il recepimento da parte della magistratura di Brescia della storia di prestiti e Mercedes… La storia si ripete… Dice che il suo partito non vuole indagati, e sceglie un indagato fresco fresco… La coerenza se uno non ce l’ha, non se la può dare.</p>
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