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	<title>Arezzo Politica &#187; meritocrazia</title>
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	<description>Politica e Polis. Dibattito politico e passione civile</description>
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		<title>La meritocrazia in politica non esiste.</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 22:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.arezzopolitica.it/2009/04/20/la-meritocrazia-in-politica-non-esiste/><img src=http://risodegliangeli.corriere.it/20081121-meritocrazia.gif class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  alt="" /></a>
di Antonino Armao
La meritocrazia in politica non esiste. O meglio, intendiamoci su che cosa è la meritocrazia. C&#8217;è un dibattito interessante in questo momento sulla meritocrazia nella scuola e nell&#8217;università dove già le risposte sono difficili. Chi decide chi è bravo e chi no? Nella scuola (e nell&#8217;università) dipende da come si costruisce il sistema di valutazione che deve [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><strong><a href="http://risodegliangeli.corriere.it/20081121-meritocrazia.gif"><img class="alignleft" src="http://risodegliangeli.corriere.it/20081121-meritocrazia.gif" alt="" width="400" height="319" /></a>di Antonino Armao</strong></p>
<p class="MsoNormal">La meritocrazia in politica non esiste. O meglio, intendiamoci su che cosa è la meritocrazia. C&#8217;è un dibattito interessante in questo momento sulla meritocrazia nella scuola e nell&#8217;università dove già le risposte sono difficili. Chi decide chi è bravo e chi no? Nella scuola (e nell&#8217;università) dipende da come si costruisce il sistema di valutazione che deve riguardare non solo gli studenti, ma anche i docenti, i presidi e la scuola stessa. Un sistema scolastico meritocratico è fatto di incentivi e penalizzazioni per tutti: bocciature, espulsioni oppure borse di studio per gli studenti. Licenziamenti oppure incentivi economici e di carriera per i docenti. Incentivi oppure chiusura per le scuole inefficienti. Il problema è come si misura il merito. Ma nella scuola il dibattito è aperto.</p>
<p class="MsoNormal">E in politica? Ho le mie personali opinioni ovviamente. Di recente è stata pubblicata sulla stampa locale una classifica dei politici più gettonati. Vogliamo prendere quello come parametro? Facciamolo, per me va bene. Il gradimento degli elettori in democrazia è il criterio sovrano. Il problema è un altro (come si dice a sinistra) sono le opportunità di accesso. Chi decide chi entra e chi rimane fuori? E qui intervengono le telefonate a Roma e da Roma. Contro lo strapotere telefonico il rimedio è uno solo: quello più antico, semplice ed efficace del mondo. L&#8217;autorganizzazione dal basso. La partecipazione spontanea. E&#8217; la strada più dura, faticosa, lunga e difficile che esista in politica. Ma è l&#8217;unica per chi non è figlio di nessuno e non ha niente da vendere sul mercato della politica (dove si vende e si compra di tutto). Olio di gomito e sudore della fronte: altro che Rawls e Finkielkraut che pure ci accompagnano e ci fortificano nel cammino. Ma che da soli non bastano, non possono mai bastare.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
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		<title>MARCEGAGLIA: SERVE WELFARE E CONTRATTO PRO-GIOVANI</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 05:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Difesa dei Consumatori]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.arezzopolitica.it/2009/01/31/davos-marcegaglia-serve-welfare-e-contratto-pro-giovani/><img src=http://media.panorama.it/media/foto/2008/03/14/482f4b99bdf85_normal.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  alt="" /></a>ANSA &#8211; 2009-01-30 21:18 di Corrado Chiominto
ROMA &#8211; Bisogna fare &#8216;&#8217;spazio ai giovani&#8221;. Cambiare cosi&#8217; un welfare che spende tutto in pensioni, un sistema scolastico che non sa premiare le eccellenze, un mercato del lavoro che non tiene conto della meritocrazia: dove gli anziani sono inamovibili e i giovani precari. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://media.panorama.it/media/foto/2008/03/14/482f4b99bdf85_normal.jpg"><img class="alignleft" src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/03/14/482f4b99bdf85_normal.jpg" alt="" width="416" height="340" /></a>ANSA &#8211; 2009-01-30 21:18 di Corrado Chiominto</strong></p>
<p>ROMA &#8211; Bisogna fare &#8216;&#8217;spazio ai giovani&#8221;. Cambiare cosi&#8217; un welfare che spende tutto in pensioni, un sistema scolastico che non sa premiare le eccellenze, un mercato del lavoro che non tiene conto della meritocrazia: dove gli anziani sono inamovibili e i giovani precari. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, assieme a un nutrito drappello di banchieri (Profumo di Unicredit e Passera di IntesaSanPaolo) e imprenditori (Galateri di Telecom, Moretti Polegato di Geox, James Murdoch di Sky Italia, Robert Polet di Gucci) lancia da Davos un appello. L&#8217;Italia penalizza le sue giovani generazioni e in questo modo distrugge il suo futuro.<span id="more-703"></span> Allora &#8221;bisogna sfruttare la crisi per riconvertire il sistema e dare piu&#8217; potere ai giovani&#8221;. I nodi da affrontare sono tanti, ma due appaiono piu&#8217; vistosi. Il primo e&#8217; nel mondo del lavoro dove &#8211; per dirla con le parole di Marcegaglia &#8211; c&#8217;e&#8217; un forte divario tra &#8221;i lavoratori anziani di fatto stabili e inamovibili, e i giovani che invece sono precari&#8221;. Lo dice anche l&#8217;amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo. </p>
<p>&#8221;Bisogna ripensare anche il sistema delle carriere, per fare spazio ai giovani e, nel contempo, utilizzare le capacita&#8217; degli anziani in altre mansioni&#8221;, spiega, e aggiunge di esser pronto a dare l&#8217;esempio, ricordando che aveva gia&#8217; detto che sarebbe andato in pensione a 60anni. &#8221;Anche prima&#8221;, afferma ora ridendo. Per risolvere questo divario, la soluzione potrebbe arrivare da un contratto unico anti-gap, &#8221;anti-disparita&#8221;, che unisca giovani e anziani. Su questo &#8211; ricorda Marcegaglia &#8211; anche il Partito Democratico sta lavorando.</p>
<p> &#8221;Il nodo si affronta non con licenziamenti piu&#8217; facili &#8211; mette in chiaro la &#8216;numero uno&#8217; degli industriali italiani &#8211; ma studiando un contratto unico che preveda inizialmente meno tutele e poi progressivamente un loro aumento, evitando cosi&#8217; l&#8217;attuale segmentazione troppo netta tra anziani e giovani&#8221;. </p>
<p>Lo dice anche Passera, criticando l&#8217;attuale sistema di carriera, che &#8221;dalla pubblica amministrazione alla giustizia, e&#8217; basato sull&#8217;anzianita&#8221;&#8217;. La parola chiave, piu&#8217; volta richiamata da Marcegaglia, e&#8217; &#8221;meritocrazia&#8221;. Ma non serve solo questo. &#8221;Bisogna migliorare il contesto per i giovani: da sempre loro sanno trovare la loro strada e superare i vecchi &#8211; sostiene Passera &#8211; Ma noi abbiamo la responsabilita&#8217; di creare le basi per dare loro maggiore spazio&#8221;. Un processo &#8211; spiega il numero uno di Gucci, Robert Polet &#8211; che passa anche attraverso le mamme: &#8221;In Italia tra mamme e nonne tengono a casa i figli fino a 33 anni, mentre all&#8217;estero vengono buttati fuori da casa a 18 anni&#8221;. Sul tappeto c&#8217;e&#8217; anche il tema del welfare, che in Italia non puo&#8217; che essere declinato con la parola pensioni. Il sistema &#8211; affermano tutti i protagonisti &#8211; &#8221;va ripensato&#8221;. </p>
<p>&#8221;E&#8217; tutto spostato sugli anziani&#8221;, dice Passera, e aggiunge che non favorisce la mobilita&#8217; sociale, ad esempio sostenendo i giovani studenti. Lo ribadisce in modo piu&#8217; deciso Marcegaglia. &#8221;&#8217;Abbiamo un sistema di welfare che passa tutto per le pensioni, agli anziani &#8211; spiega &#8211; senza dare un euro per i sussidi di disoccupazione per i giovani e per le donne che hanno figli. Tutto il welfare e&#8217; pensato per un sistema di lavoro indeterminato, maschile, per aziende che non cambiano mai&#8221;. Porta la sua esperienza anche James Murdoch, giovane presidente europeo di News Corporation. Parla di Sky Italia che &#8221;in 4 anni ha creato 10 mila posti&#8221; con i forti investimenti (1,5 miliardo e mezzo negli ultimi 5 anni) &#8221;nonostante si lavori in un contesto avverso&#8221;. Non parla espressamente della Sky Tax prevista dal decreto anti-crisi ma mette tra i punti da superare anche &#8221;la imprevedibilita&#8217; del sistema fiscale italiano&#8221;. La sua Tv, racconta, ha comunque puntato sui giovani talenti italiani. Ma &#8211; se si vuole davvero aprire ai giovani &#8211; l&#8217;Italia deve muoversi e, ora, con la crisi si trova davanti &#8221;ad un crocevia&#8221;: deve fare attenzione a non sbagliare la strada.</p>
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		<title>Scuola: una scommessa per il futuro</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 06:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.arezzopolitica.it/2009/01/30/scuola-una-scommessa-per-il-futuro/><img src=http://www.arezzonotizie.it/images/stories/news/varie/aprea.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=100  alt="" /></a> 
Circolo &#8220;Scuola&#8221; del Buongoverno di Santina Tremori
Grande soddisfazione tra gli organizzatori, ed ampio successo di pubblico in occasione del Convegno  organizzato dal Circolo Scuola di Santina Tremori, con la partecipazione attiva di Daniela Manganelli e del Dott.  Alfonso Caruso, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo.
Il Convegno ha avuto come ospite principale l’On. Valentina Aprea Presidente [...]]]></description>
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<p><strong><a href="http://www.arezzonotizie.it/images/stories/news/varie/aprea.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.arezzonotizie.it/images/stories/news/varie/aprea.jpg" alt="" width="165" height="220" /></a>Circolo &#8220;Scuola&#8221; del Buongoverno di Santina Tremori</strong></p>
<p>Grande soddisfazione tra gli organizzatori, ed ampio successo di pubblico in occasione del Convegno  organizzato dal Circolo Scuola di Santina Tremori, con la partecipazione attiva di Daniela Manganelli e del Dott.  Alfonso Caruso, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo.</p>
<p>Il Convegno ha avuto come ospite principale l’On. Valentina Aprea Presidente della Commissione Cultura presso la Camera dei Deputati.</p>
<p>L’On. Aprea ha motivato, dopo una disamina critica sulle attuali condizioni della scuola, le ragioni fondanti del nuovo modello scolastico tratteggiato nel disegno di legge che porta anche il suo nome.<span id="more-707"></span></p>
<p>Per dare una risposta, sia all’emergenza educativa posta in evidenza, sia alla crisi economica del nostro paese, di cui l’ambiente scolastico risente,  l’On. ha affrontato con compiutezza alcune tematiche che spaziano trasversalmente dalla scuola Primaria sino all’Università.</p>
<p>Il punto cardine è lo spostamento del baricentro educativo sulla “meritocrazia”, concetto del quale molti parlano, ma che  ad oggi, sembra  essere assente nel panorama Italiano. Riconoscere e premiare i meritevoli affinché possano affacciarsi  nel mondo in modo valido e concreto, per il bene di tutta la società.</p>
<p>Altro passaggio saliente ha visto una critica all’attuale “format-educativo” che vede una predominanza marcata di nozioni  teoriche, spesso slegate dalle oggettive esperienze lavorative, tanto che i nostri laureati hanno spesso un curriculum di conoscenze molto ricco, ma una capacità pratica  minore rispetto ai loro colleghi stranieri. </p>
<p>L’On. ha spiegato anche la questione dei “tagli economici”, questione discussa molto negli ultimi tempi,  spiegando che  andranno a colpire solo ciò che considerato superfluo e dannoso per il sistema scolastico, impiegando così le risorse in modo migliore.</p>
<p>L’Onorevole Aprea ha altresì posto l’attenzione sulla necessità di restituire ruolo e dirigenza al corpo scolastico e non solo, rivendicando una maggior autorevolezza da parte di chi vi opera.</p>
<p>Al termine  è seguito un vivace dibattito, nel corso del quale non sono mancate voci critiche, alle quali l’On. Aprea ha risposto in maniera esaustiva, mettendo a fuoco gli attuali scenari politici ed economici che vedono la Scuola  Italiana in un momento di forte transizione.</p>
<p><strong>Redazione giovani</strong></p>
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