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	<title>Arezzo Polis &#187; governo</title>
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	<description>Cultura politica, dibattito pubblico.</description>
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		<title>Liberate Sandra Mariani!</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 22:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frabetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2011/05/14/liberate-sandra-mariani/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/05/mariani-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="mariani" title="mariani" /></a>(Redazione) E&#8217; dal 02 maggio scorso l&#8217;ultimo messaggio video di Sandra Mariani, la volontaria rapita in Algeria da Alqaeda il 02 febbraio di quest&#8217;anno. Da allora, non si hanno avuto più testimonianze dirette della sua esistenza in vita. L&#8217;Occidentale pubblica una accorata cronistoria di una delle più tristi storie di sequestro di persona e terrorismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7364" title="mariani" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/05/mariani.jpg" alt="mariani" width="436" height="328" />(Redazione) E&#8217; dal 02 maggio scorso l&#8217;ultimo messaggio video di Sandra Mariani, la volontaria rapita in Algeria da Alqaeda il 02 febbraio di quest&#8217;anno. Da allora, non si hanno avuto più testimonianze dirette della sua esistenza in vita. L&#8217;Occidentale pubblica una accorata cronistoria di una delle più tristi storie di sequestro di persona e terrorismo internazionale, perchè non si spenga la speranza di liberazione della Ns. concittadina. Anche noi ci uniamo affinchè governo, servizi di sicurezza e quanti altri competenti si adoperino per far rilasciare la Ns. concittadina, vittima innocente della violenza politica.-  </strong><span style="COLOR: #222222">Sandra Mariani: un nome ricomparso sulla stampa lo scorso 2 maggio grazie ad un video, a distanza di tre mesi da quando l’avevamo vista per l’ultima volta nel deserto algerino, nelle mani di Al Qaeda. Un nome passato sotto silenzio in questi mesi, quasi dimenticato. </span><span style="COLOR: #222222">A rompere il silenzio e riaccendere la speranza nei cuori dei familiari è stato il messaggio che la scorsa settimana i rapinatori della 53enne fiorentina di San Casciano Val di Pesa – che di tanto in tanto si recava in Algeria per portare vestiti e giocattoli ai bambini – hanno fatto recapitare al premier Silvio Berlusconi, per negoziare con il governo un riscatto. Tra le richieste si ipotizza il ritiro delle truppe francesi dall&#8217;Afghanistan e una contropartita economica destinata al finanziamento della loro organizzazione terroristica. </span><span style="COLOR: #222222">Quella giunta al presidente del Consiglio è qualcosa di più dell’ennesimo video di rivendicazione. È la prova che Sandra è viva e che i qaedisti del Maghreb islamico sono disposti a raggiungere un accordo. Cosa che dice anche la polizia maliana. Cosa che scrive anche la testata online araba, <em>Echorouk</em>: “I rapitori della turista italiana vogliono negoziare con Berlusconi. Noi siamo Aqim, Al Qaeda nel Maghreb islamico, brigata Tarq Ibn Riyadh. Parlo a nome di Abdul Hamid Abu Zayd. Questa donna chiede di trasmettere questo messaggio, cosicché il presidente del suo Paese lo ascolti&#8230;”. </span><span style="COLOR: #222222">Nonostante ciò, da più di dieci giorni ormai, anche questo segnale di speranza sembra essere caduto nell’oblio, scavalcato magari dall’onda mediatica sollevatasi in seguito alla notizia della morte di Osama bin Laden, giunta nello stesso giorno della comparsa del videomessaggio. Per ironia della sorte nello stesso giorno si sono fatalmente incrociate due storie diverse, quella di una vittima e quella di un carnefice, ma legate dallo stesso minimo comune denominatore: Al Qaeda. </span><span style="COLOR: #222222">Questa coincidenza fa salire la paura ai parenti della donna, perché il prezzo di Maria Sandra, d&#8217;improvviso, sarebbe salito al fixing internazionale dei jihadisti: “Questa faccenda del Bin Laden ammazzato ci fa paura”, dice papà Lido. La cosa che allarma di più è che sono dello stesso avviso anche gli esperti di terrorismo nordafricano, come Geoff Porter, che avverte: “Temo che i rischi per gli ostaggi adesso aumentino. Il loro destino sta virando”. </span><span style="COLOR: #222222">I qaedisti dell&#8217;Aqim e del Gspc sono delle cellule nate dal terrorismo islamico di questi anni e vedono a capo un amico personale di Osama, Abdel Malek Droukdel. La jihad sahariana è erede diretta del sanguinario Gruppo islamico armato (Gia) che negli anni ‘90 trucidò spietatamente migliaia d&#8217;algerini e dal quale perfino Bin Laden, che inizialmente gli aveva fornito armi e denaro, prese le distanze. </span><span style="COLOR: #222222">Negli ultimi tre anni sono stati alcune decine i turisti stranieri sequestrati e rilasciati dopo alcuni mesi e solo dopo il pagamento di un riscatto. Ma qualcuno di loro, però, non ha superato indenne la prigionia e ha dovuto pagare con la vita. Speriamo non sia questo il caso. Ci auguriamo che il silenzio calato sulla vicenda sia solo funzionale a risolvere nel migliore dei modi la questione e che la storia di Sandra si concluda con un lieto fine, come successo un anno fa a Sergio Cicala e sua moglie.</span></p>
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		<title>Ecco i soldi veri stanziati dal governo per famiglie, aziende e lavoratori</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 22:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/03/16/ecco-i-soldi-veri-stanziati-dal-governo-per-famiglie-aziende-e-lavoratori/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.tendenzeonline.info/images/news/20090315_051024_BB6ABB9E.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Redazione
“Il pacchetto di aiuti dell’Italia è un risposta adeguata alla recessione e le misure sono in linea con il programma europeo”. Così lunedì 7 marzo l’Ecofin, il consiglio dei ministri economici dell’Unione europea, promuoveva a pieni voti quanto fatto fino ad allora dal governo per combattere la crisi. Di più: lo additava ad esempio ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.tendenzeonline.info/images/news/20090315_051024_BB6ABB9E.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.tendenzeonline.info/images/news/20090315_051024_BB6ABB9E.jpg" alt="" width="399" height="250" /></a>Redazione</strong></p>
<p>“Il pacchetto di aiuti dell’Italia è un risposta adeguata alla recessione e le misure sono in linea con il programma europeo”. Così lunedì 7 marzo l’Ecofin, il consiglio dei ministri economici dell’Unione europea, promuoveva a pieni voti quanto fatto fino ad allora dal governo per combattere la crisi. Di più: lo additava ad esempio ad altri paesi perché l’Italia ha destinato le sue risorse su le tre direttrici di famiglie, ammortizzatori sociali ed imprese, anziché impegnare capitali dei contribuenti in un’incerta opera di nazionalizzazione di banche e assicurazioni, come invece Gran Bretagna, Francia e Germania.</p>
<p>Questa dovrebbe essere una risposta al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che nel fine settimana ha reclamato dal governo “soldi veri” per le aziende e l’economia. Che i soldi veri ci sono, la Marcegaglia lo sa benissimo, anche perché il più delle volte ha partecipato personalmente assieme alle parti sociali alla stesura dei provvedimenti, condividendoli. Certo, il presidente della Confindustria si rivolge in queste occasioni alla platea dei suoi iscritti, alle prese con la crisi e con il credito bancario. In un certo senso fa la sua parte.</p>
<p>Al solito il segretario del Pd Dario Franceschini ha cercato di saltare sul treno (sbagliato) delle parole della Marcegaglia per rispolverare il suo vecchio slogan “molte promesse, niente soldi”. Se la leader della Confindustria recita il suo ruolo di pungolo al governo – immediatamente accontentata da Silvio Berlusconi, che la vedrà domani – Franceschini, come sempre, mente.</p>
<p>Non sarà male, in ogni caso, fornire l’elenco aggiornato dei “soldi veri” stanziati finora dal governo. In soli quattro mesi.</p>
<p>•	<strong>Ammortizzatori: 21 miliardi.</strong> Per il biennio 2009-2010 il governo ha messo a disposizione 21 miliardi di euro. Di questi, 12 miliardi sono a copertura degli ammortizzatori “ordinari”: quelli compresi nel bilancio dello Stato e destinati alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria. A questi si devono aggiungere altri 8 miliardi (4 nel 2009, altrettanti nel 2010) destinati ad ammortizzatori sociali “in deroga”. Cioè, per tutte quelle categorie che – tradizionalmente – erano escluse da assegni di copertura sociale: a cominciare dai lavoratori atipici e dai precari. Non solo. Nell’ultimo consiglio dei ministri il governo ha ulteriormente irrobustito con un altro miliardo l’assegno per i precari a cui non viene rinnovato il contratto, raddoppiando dal 10 al 20% dell’ultima retribuzione l’indennità in assenza di lavoro; e ha concesso ai cassintegrati di svolgere lavori saltuari (fino a 3.500 euro) in aggiunta alla cassa integrazione. Un assieme di norme che va a beneficio dei lavoratori, ma che evidentemente consente anche di ridurre la pressione sociale sulle aziende.</p>
<p>•	<strong>Imprese: 11 miliardi.</strong> A sostegno diretto delle aziende è stato creato – presso la presidenza del Consiglio – un Fondo destinato all’economia reale. Si tratta di 9 miliardi pronta cassa alimentato con i soldi originariamente destinati alle aree sottoutilizzate, in carico ad ogni singolo ministero, e che rischiavano di andare persi. Non solo: il governo ha erogato, già da metà febbraio, 2 miliardi di euro come bonus rottamazione di auto, elettrodomestici, mobili, elettronica. Il tutto in una logica anche di ricambio ecologico. I primi effetti si sono visti con gli incentivi per l’auto: il mercato ha fatto registrare un aumento di vendite già nel’ultima parte del mese, mentre a marzo dovrebbe, dopo molti mesi, tornare completamente positivo.</p>
<p>•	<strong>Famiglie: 8 miliardi</strong>. Fin dal manifestarsi della crisi (fine 2008) il governo ha stanziato prima 7 miliardi, poi un altro miliardo, destinati: alla carta acquisti, o social card, per i meno abbienti e gli anziani; al bonus fiscale (fino a 2.500 euro) per i nuclei a basso reddito e con disabili a carico; agli sconti per l’iscrizione dei bambini agli asili nido; ai crediti d’imposta per l’acquisto di prodotti dell’infanzia (latte in polvere e pannolini); al rinnovo della detraibilità fiscale di una serie di consumi sociali, come l’abbonamento ai mezzi pubblici.</p>
<p>•	<strong>Infrastrutture: 18 miliardi.</strong> Nel complesso il governo ha sbloccato (anche con l’impegno dei privati) risorse per 17,8 miliardi di euro. Dieci miliardi destinati per l’ammodernamento e potenziamento della rete stradale e autostradale, dalla Pedemontana lombarda alla Salerno-Reggio Calabria alla statale Jonica. Il resto distribuito nel rafforzamento delle infrastrutture ferroviarie (Alta velocità, 2,75 miliardi); metropolitane (1,5 miliardi); Ponte sullo Stretto (1,3 miliardi); edilizia scolastica (un miliardo); salvaguardia della laguna di Venezia (800 milioni); l’edilizia carceraria (200 milioni); i sistemi idrici meridionali (150 milioni). Si tratta anche qui di soldi veri: i cantieri si apriranno entro sei mesi. Ed a chi dubita o si attarda in facili ironie, basterà ricordare il precedente del Passante di Mestre: dopo decenni di discussioni inconcludente, il precedente governo di centrodestra ne ha avviato i lavori nel 2005, e poco più di quattro anni dopo, un mese fa con Berlusconi, lo ha inaugurato perfettamente funzionante.</p>
<p>•	<strong>Edilizia: 1,5 miliardi.</strong> Il piano casa varato assieme alle regioni vale 550 milioni, ma potrebbe risultare molto più ampio a seconda di quanti vorranno utilizzarlo. Come è noto si tratta da una parte di far ripartire l’edilizia popolare, dall’altra di consentire l’aumento di cubature, nel rispetto dei piani paesaggistici e senza abusi, in percentuali dal 20 al 30% a seconda che si usino tecnologie ecologiche e di risparmio energetico. In più è stato reso permanente l’abbattimento al 10% dell’Iva sulle costruzioni.</p>
<p>•<strong> Soldi al credito: 12 miliardi. </strong>Traduciamo così i Tremonti bond. Il meccanismo è semplice: il governo compra dalle banche che ne fanno richiesta obbligazioni da loro emesse remunarandole intorno al 7,5%. In cambio gli istituti di credito si obbligano a fornire una serie di garanzie alle aziende ai privati: dai fidi e prestiti per le imprese (sui quali i prefetti vigileranno in collaborazione con Bankitalia), alla sospensione temporanea della rata del mutuo per chi si trovi in cassa integrazione o in disoccupazione. Che non si tratti di “soldi alle banche”, come ha cercato di far credere la sinistra, ma di soldi veri al sistema produttivo lo dimostra l’iniziale incertezza con cui gli istituti di credito hanno aderito all’iniziativa. Non desiderando perdere i loro privilegi, specie in tema di prestiti, hanno atteso il da farsi, finché il Banco Popolare ha rotto il fronte prenotando 1,45 miliardi, in gran parte che consentiranno il salvataggio della Banca Italease (e relativi clienti). Altrettanto, per importi diversi, si accingono a fare Intesa SanPaolo, Unicredit, Mps ed altri.</p>
<p>•	<strong>Straordinari e contratti.</strong> A questo elenco, finora pari a 71,5 miliardi di “soldi veri”, si possono aggiungere i fondi messi a disposizione dal governo per il finanziamento del nuovo modello contrattuale, definito dalla Confindustria “una conquista per le imprese e per i lavoratori”, e che invece è stato bocciato dalla Cgil. Si tratta dell’articolazione del contratto su vari i livelli; il governo interviene detassando gli straordinari ed i premi di produzione fino a 3.500 euro, tetto che potrà essere aumentato con la ripresa. Importo? Almeno 500 milioni.</p>
<p>•	<strong>Garanzie su depositi, mutui e obbligazioni.</strong> Fin dall’inizio della crisi il governo ha assunto su di sé, cioè sullo Stato, la garanzia sui depositi in conto corrente di ogni cittadino, fino ad un importo di 103.000 euro per ogni singolo intestatario. Garantite anche le obbligazioni ed i pronti contro termine espresse in titoli pubblici. Garantita la rata dei mutui, che in sostanza non potrà eccedere, per quelli a tasso variabili, l’interesse complessivo (spread compreso) del 4%. La Banca d’Italia ha messo a disposizione 40 miliardi di euro per il riacquisto dalle banche di titoli tossici in cambio di titoli ad elevata qualità. Questi fondi non li conteggiamo: ma, se caso mai occorresse, ci sono.</p>
<p>•	<strong>L’Italia ha fatto più degli altri governi. </strong>Conclusione “l’Italia ha finora erogato 45 miliardi di euro, e con i fondi europei già impegnati si raggiunge, nel triennio 2008-2010, gli 80 miliardi di euro”. La fonte? Repubblica di oggi. Fonte non sospetta, diremmo. Vediamo quanto hanno messo sul piatto gli altri paesi: Germania 81 miliardi, Spagna 61, Francia 29, Gran Bretagna 23. Parte di quanto speso dai nostri partner, però, comprende i fondi serviti al salvataggio delle banche, cioè ad intervenire direttamente nel loro capitale (non è il caso della Gran Bretagna, che li conteggia a parte: si tratta di ben 200 miliardi). Certo, sono cifre distanti dai 660 miliardi previsti finora dal piano Obama. Ma la crisi è nata neli Usa, là si sono persi mutui e case, l’industria automobilistica è al crack, non esiste l’assistenza sanitaria per tutti. E non esiste neppure la certezza che il piano Obama funzioni. Tornando a noi: si chiedono “soldi veri”. Eccoli: veri, anzi “verissimi”.</p>
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		<title>Non lasceremo indietro nessuno</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 22:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/03/13/governo-non-lasceremo-indietro-nessuno/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.sergiomarconi.com/solidarieta05.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Redazione
La crisi economica è “una terra incognita” ma il governo farà del tutto “per non lasciare indietro nessuno”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti intervenendo a un convegno sull’Agricoltura. “Siamo in una terra incognita, conosciamo alcuni elementi ma non tutti: ma siamo certi &#8211; ha assicurato il ministro &#8211; di fare il massimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sergiomarconi.com/solidarieta05.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.sergiomarconi.com/solidarieta05.jpg" alt="" width="370" height="300" /></a>Redazione</strong></p>
<p>La crisi economica è “una terra incognita” ma il governo farà del tutto “per non lasciare indietro nessuno”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti intervenendo a un convegno sull’Agricoltura. “Siamo in una terra incognita, conosciamo alcuni elementi ma non tutti: ma siamo certi &#8211; ha assicurato il ministro &#8211; di fare il massimo possibile per non lasciare indietro nessuno”.<br />
Il ministro in apertura di intervento ha anche citato il libro della Genesi della Bibbia. “È il solo libro che oggi ci può dare qualche indicazione”, ha commentato. Parlando sempre della crisi economica, Tremonti ha ribadito che “è globale non solo nell’impatto ma anche nelle cause perchè la globalizzazione è stata fatta troppo in fretta”.<br />
Ricordando che tutto è cominciato 20 anni fa il ministro ha sottolineato: “Mai nella storia dell’umanità un cambiamento così intenso è stato fatto in così breve tempo. Dal 1989 sono passati 20 anni e 20 anni non sono il passaggio da una generazione all’altra”.<br />
“Dal ‘90 gli Stati &#8211; ha spiegato &#8211; hanno rinunciato alla sovranità monetaria e hanno permesso che la moneta fosse stampata dalle banche. Accanto a una moneta buona, sovrana, si è aggiunta un’altra moneta non buona, stampata sul nulla. Così c’è stata una diffusione esponenziale di titoli che non rappresentano una proprietà, valori oggettivi”.<br />
Per Tremonti “le crisi hanno sempre un termine e questa non è la fine del mondo ma la fine di un mondo, dominato dall’illusione della ricchezza costruita attraverso il debito e dominato dalla falsificazione dei bilanci. Il mondo al termine della crisi avrà dimensioni meno surreali e più reali, meno finanziari e più materiali. Ci si guadagnerà &#8211; ha sottolineato Tremonti &#8211; in termini di valori spirituali”.<br />
Per il ministro questa crisi potrà dare anche un valore diverso all’agricoltura: “Il cibo non è una merce qualsiasi, una qualunque comodity, che per esempio dall’alto dell’Europa va trattata in termini di concorrenza”.<br />
Il ministro infine, ricordando il dizionario filosofico di Voltaire, ha detto che se si dovesse scrivere oggi “dovrebbe iniziare proprio con ‘A come Agricoltura’”.</p>
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		<title>Le misure del Governo contro la crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 06:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[misure]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/02/16/crisi-le-misure-del-governo/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://paoladifraia.files.wordpress.com/2008/12/economia.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>
di Antonino Armao
Rilanciare i consumi
Il Governo ha varato un pacchetto del valore di circa 2 miliardi di euro per dare sostegno ai settori industriali in crisi e rilanciare i consumi. A cominciare dal settore auto con una serie di incentivi che permetteranno di rinnovare il parco degli autoveicoli e agevolare gli acquisti di elettrodomestici e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><strong><a href="http://paoladifraia.files.wordpress.com/2008/12/economia.jpg"><img class="alignleft" src="http://paoladifraia.files.wordpress.com/2008/12/economia.jpg" alt="" width="400" height="369" /></a>di Antonino Armao</strong></p>
<p class="MsoNormal">Rilanciare i consumi</p>
<p class="MsoNormal">Il Governo ha varato un pacchetto del valore di circa 2 miliardi di euro per dare sostegno ai settori industriali in crisi e rilanciare i consumi. A cominciare dal settore auto con una serie di incentivi che permetteranno di rinnovare il parco degli autoveicoli e agevolare gli acquisti di elettrodomestici e mobili. A partire da subito si potrà beneficiare del bonus che va dai 500 euro per i motorini fino ad un massimo di 6.000 euro per i veicoli commerciali ecologici legati alla rottamazione di un vecchio mezzo. Il bonus base per le auto è fissato a 1.500 euro mentre per l&#8217;acquisto di elettrodomestici e mobili da parte di chi ristruttura casa si potrà usufruire di uno sconto Irpef fino ad un massimo di 2.000 euro. Le auto ecologiche legate alla rottamazione di un vecchio mezzo danno diritto a un bonus di 5.000 euro mentre i veicoli commerciali senza rottamazione a un bonus di 4.000 euro. Il parco circolante potenziale a cui si rivolgono gli incentivi contenuti nel decreto legge è pari a circa 15 milioni di auto.<span id="more-814"></span></p>
<p class="MsoNormal"> Favorire la rottamazione</p>
<p class="MsoNormal">Il decreto varato dal Governo per rilanciare i settori in industriali in crisi vale circa 2 miliardi di euro. Per il solo 2009 il valore complessivo delle misure ammonta a 1,2 miliardi e sarà compensato per oltre la metà da maggiori entrate fiscali derivanti dall&#8217;incremento del gettito Iva e dagli effetti indiretti sull&#8217;indotto.</p>
<p class="MsoNormal"> Auto. Arriva il bonus rottamazione di 1.500 euro per l&#8217;acquisto di veicoli ecologici Euro 4 o 5 a basse emissioni a fronte di auto immatricolate fino al 31 dicembre 1999. Il bonus rottamazione può arrivare a 5.000 euro se si acquista un veicolo &#8216;verde’ alimentato a metano, elettricità, idrogeno sempre a basse emissioni e contemporaneamente si rottama un veicolo vecchio. Aumenta poi il contributo da 350 a 500 (per il Gpl) e da 500 a 600 euro (per il metano) per chi vuole trasformare la propria auto da motori a benzine verso alimentazioni ecologiche.</p>
<p class="MsoNormal">Moto. Incentivo di 500 euro per l&#8217;acquisto di un motociclo nuovo di categoria Euro3 (fino a 400 centimetri cubici di cilindrata) con contestuale rottamazione di un motociclo o di un ciclomotore di categoria euro 0 oppure euro 1.</p>
<p class="MsoNormal">Veicoli commerciali leggeri. Per la rottamazione di veicoli euro 0, 1 e 2 e immatricolati entro la fine del 1999 è previsto un bonus di 2.500 euro, mentre gli incentivi arrivano a 4000 euro per l&#8217;acquisto (senza rottamazione) dei veicoli nuovi a metano, Gpl o idrogeno. Il bonus può arrivare a 6.500 euro se si cumula l&#8217;incentivo con la rottamazione.</p>
<p class="MsoNormal">Elettrodomestici e mobili. Per chi ristruttura casa e cambia il mobilio o acquista elettrodomestici nuovi (frigo e lavatrici) arriva un bonus fiscale che può arrivare fino a 2.000 euro. In pratica il Dl introduce una detrazione Irpef del 20% per chi acquista elettrodomestici o mobili ed ha effettuato lavori di ristrutturazione dell&#8217;immobile. La spesa complessiva su cui si potrà calcolare il bonus fiscale è fissata in 10.000 euro. </p>
<p class="MsoNormal">Mezzi pubblici. Arriva un finanziamento straordinario di 55 milioni di euro per i contributi all&#8217;installazione dei dispositivi di abbattimento delle emissioni di particolato dei gas di scarico.</p>
<p class="MsoNormal">Immobili. L&#8217;imposta sostitutiva per la rivalutazione degli immobili (prevista dal dl numero 185 del 2008) viene ridotta di oltre la metà. Il decreto prevede infatti che l&#8217;aliquota del 7% prevista per gli immobili ammortizzabili scenda al 3%, mentre quella del 4% relativa agli immobili non ammortizzabili scende all&#8217;1,5% .</p>
<p class="MsoNormal">Piccole e medie imprese. In arrivo 450 milioni di euro destinati a rimpinguare il fondo nazionale di garanzia per le Pmi.</p>
<p class="MsoNormal">Contrastare il lavoro nero</p>
<p class="MsoNormal">Ristrutturi casa? Il 36% lo paga lo Stato. Compri un mobile, un divano, un frigorifero, una lavatrice? Il 20% non lo paghi. Questi, in estrema sintesi, gli effetti delle misure contenute nel decreto varato venerdì dal consiglio dei ministri. Interventi che dovrebbero interessare una platea di mezzo milione di famiglie, vale a dire, circa un milione e mezzo di persone.</p>
<p class="MsoNormal">Fin qui, i benefici diretti. La misura, però, a ben vedere ha un valore “morale” che supera i suoi effetti positivi sui bilanci familiari. Con interventi di questo tipo il governo punta anche a far emergere quella consistente “fetta” di lavoro nero (e di ricchezza occulta) che si cela dietro le ristrutturazioni edilizie. Introducendo misure così vantaggiose, il governo tende a far diventare “meno conveniente” interventi di ristrutturazione domestica affidati a ditte che non si dichiarano al fisco.</p>
<p class="MsoNormal">D’ora in avanti, le famiglie dovranno fare bene i conti prima di non ricorrere ai benefici previsti dal decreto. Infatti, gli sconti fiscali su mobilio ed elettrodomestici saranno concessi soltanto se l’acquisto è collegato a ristrutturazioni edilizie che hanno beneficiato del bonus fiscale del 36%.</p>
<p class="MsoNormal">Facciamo un esempio specifico. Attualmente acquistare gli elettrodomestici di una cucina costa in media 1800 euro. Con le misure del governo, si ottiene uno sconto fiscale di quasi 400 euro.</p>
<p class="MsoNormal">Si tratta di calcoli approssimativi, ma che rendono l’idea del beneficio; e, specularmente, “peseranno” sulla scelta di una famiglia se ristrutturare la casa “in nero”, od utilizzare le misure del governo e chiedere ricevuta alla ditta di costruzioni.</p>
<p class="MsoNormal">Un modo trasparente per far emergere lavoro nero, e costringere le stesse aziende a regolarizzare i lavoratori che utilizzano nel settore.</p>
<p class="MsoNormal">Ecco, quindi, come una misura a sostegno al reddito delle famiglie finisce per avere effetti positivi sull’intera economia, ed eliminare quelle forme distorsive della concorrenza determinate dal vantaggio fiscale di chi opera alle spalle del Fisco.</p>
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