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	<title>Arezzo Polis &#187; donne</title>
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	<description>Cultura politica, dibattito pubblico.</description>
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		<title>Violenza donne, Polverini: «rafforzare azione di contrasto a forme di intolleranza e violenza»</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 21:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/09/10/violenza-donne-polverini-%c2%abrafforzare-azione-di-contrasto-a-forme-di-intolleranza-e-violenza%c2%bb/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/06/06/482ec2a88fc65_normal.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Redazione.
L’appello del «presidente Napolitano a proseguire sulla strada della piena affermazione dei diritti delle donne sia di sprone per rafforzare l&#8217;azione di contrasto alle discriminazioni e a qualunque forma di violenza e per garantire concretamente pari dignità e pari diritti per le donne».
Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini che ha partecipato questa mattina all&#8217;apertura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://media.panorama.it/media/foto/2007/06/06/482ec2a88fc65_normal.jpg"><img class="alignleft" src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/06/06/482ec2a88fc65_normal.jpg" alt="" width="416" height="304" /></a>Redazione.</strong></p>
<p>L’appello del «presidente Napolitano a proseguire sulla strada della piena affermazione dei diritti delle donne sia di sprone per rafforzare l&#8217;azione di contrasto alle discriminazioni e a qualunque forma di violenza e per garantire concretamente pari dignità e pari diritti per le donne».</p>
<p>Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini che ha partecipato questa mattina all&#8217;apertura della Conferenza internazionale contro la violenza sulle donne.</p>
<p>«Il Capo dello Stato – aggiunge &#8211; ha richiamato l&#8217;attenzione alle violenze domestiche, da quelle più brutali come lo stupro e le mutilazioni genitali, a quelle che ancora le donne subiscono nei luoghi di lavoro contro le quali il sindacato da sempre si batte affinché le lavoratrici non siano vittime di vessazioni, di mobbing o di pratiche odiose come le dimissioni in bianco.</p>
<p>Il G8 dedicato alle donne voluto dal ministro Carfagna, che ha rimarcato come la lotta contro la violenza sulle donne sia una priorità del governo, rappresenta senza dubbio una importante occasione per approfondire un tema delicato, che riguarda tanto i paesi ricchi quanto quelli più poveri, e che unitariamente va affrontato per dare un segnale deciso di reazione e di azione». «Dopo i fatti gravi che si sono verificati di recente nel nostro Paese contro donne, anche giovanissime, ma anche contro omosessuali, è importante che sia forte il rifiuto di ogni forma di intolleranza, per questo – conclude &#8211; l’Ugl ha aderito alla fiaccolata contro ogni forma di violenza che si svolgerà a Roma il 24 settembre, e che vede unite tutte le istituzioni locali, per ribadire il proprio impegno per tutti coloro i quali ancora oggi in Italia e nel mondo vengono discriminati a causa del sesso o della razza e per una compiuta affermazione dei diritti umani».</p>
<p>Fonte : ufficio stampa dell’UGL di Roma</p>
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		<title>Da oggi “tolleranza zero” per chi si macchia di reati contro le donne</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 20:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[stalking]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/04/23/da-oggi-%e2%80%9ctolleranza-zero%e2%80%9d-per-chi-si-macchia-di-reati-contro-le-donne/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.melamangio.com/wp-content/uploads/2009/03/stalkingjpg.jpeg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>
di Carla Fabbrini
 Responsabile pari opportunità
UGL – Unione Generale del Lavoro di Arezzo
E’ diventato legge il reato di Stalking inserito sul decreto sicurezza appena approvato in Senato con il consenso praticamente  unanime di maggioranza e opposizione.
È una giornata storica. Da oggi le donne italiane possono sentirsi davvero più tutelate.
Questa unanimità di voto al Senato  segna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.melamangio.com/wp-content/uploads/2009/03/stalkingjpg.jpeg"><img class="alignleft" src="http://www.melamangio.com/wp-content/uploads/2009/03/stalkingjpg.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></a><strong>di Carla Fabbrini</strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong> Responsabile pari opportunità<br />
UGL – Unione Generale del Lavoro di Arezzo</strong></p>
<p>E’ diventato legge il reato di Stalking inserito sul decreto sicurezza appena approvato in Senato con il consenso praticamente<span>  </span>unanime di maggioranza e opposizione.</p>
<p class="MsoNormal">È una giornata storica. Da oggi le donne italiane possono sentirsi davvero più tutelate.</p>
<p class="MsoNormal">Questa unanimità di voto al Senato<span>  </span>segna un doppio traguardo raggiunto in due direzioni complementari e ugualmente tangibili: la maggiore tutela del diritto soggettivo della donna<span>  </span>e il contesto culturale, sociale<span>  </span>e istituzionale di riferimento che nel suo cammino lento e faticoso, pone un altro importante tassello verso un cambio di civiltà, una trasformazione della cultura dello stupro e di ogni forma di violenza sulla donna, verso una cultura del pieno rispetto e della libertà e dignità perché<span>  </span>la<span>  </span>Violenza di Genere non è<span>  </span>solo un problema di sicurezza da risolvere con il codice penale, o una maggiore illuminazione delle strade, i taxi rosa o l’assegnazione di un militare quale<span>  </span>guardia del “corpo femminile” ma è anche<span>  </span>un problema principalmente<span>  </span>culturale.</p>
<p class="MsoNormal">Il punto di svolta nell&#8217;approccio al tema della violenza è l&#8217;ottica dell&#8217;intervento che cambia da una posizione che ha considerato fino ad oggi la donna come &#8220;vittima&#8221;, soggetto passivo e debole &#8211; processo di vittimizzazione ritenuto senza via d&#8217;uscita, perché connesso al &#8220;destino&#8221; femminile &#8211; ad una posizione<span>  </span>della donna come soggetto “credibile”, forte, che interagisce con le violenze subite ed è<span>  </span>capace di fronteggiare la situazione con coraggio e determinazione per proteggere se stessa senza paura di<span>  </span>intimidazioni e falsi pregiudizi.</p>
<p class="MsoNormal">Ecco quali sono i reati<span>  </span>penalmente perseguibili :</p>
<p class="MsoNormal">a)<span>            </span>violenza fisica, sessuale e psicologica, dentro la famiglia (da partner o ex partner) e fuori dalla famiglia (da sconosciuto, conoscente, amico, collega, amico di famiglia, parente ecc.).La violenza fisica è graduata dalle forme più lievi a quelle più gravi: la minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di strangolamento, di soffocamento, ustione e la minaccia con armi.</p>
<p class="MsoNormal">b)<span>            </span> La violenza sessuale: vengono considerate le situazioni in cui la donna è costretta a fare o a subire contro la propria volontà atti sessuali di diverso tipo: stupro, tentato stupro, molestia fisica sessuale, rapporti sessuali con terzi, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle conseguenze, attività sessuali degradanti e umilianti.</p>
<p class="MsoNormal">c)<span>            </span> le molestie verbali, il pedinamento, gli atti di esibizionismo e le telefonate oscene.</p>
<p class="MsoNormal">d)<span>            </span> Le forme di violenza psicologica rilevano le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le strategie di isolamento, le intimidazioni, le forti limitazioni economiche subite da parte del partner</p>
<p class="MsoNormal">Ecco quali sono le sanzioni.</p>
<p class="MsoNormal">Il codice penale prevede per i reati sopradescritti<span>  </span>la reclusione da 6 mesi a 4 anni e l’ergastolo in caso di violenza sessuale con omicidio della vittima.</p>
<p class="MsoNormal">Diventa obbligatoria<span>  </span>la custodia cautelare in carcere se ci sono gravi indizi di colpevolezza per omicidio e alcuni reati sessuali come induzione alla prostituzione minorile, pornografia minorile, turismo sessuale, atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo.</p>
<p class="MsoNormal">In flagranza di reato<span>  </span>nei casi di violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo è obbligatorio l’arresto .</p>
<p class="MsoNormal">Pochi i<span>  </span>benefici penitenziari: i condannati per delitti sessuali non potranno ottenere permessi per lavoro esterno (salvo casi particolarissimi) non beneficeranno di<span>  </span>permessi premio e misure alternative.</p>
<p class="MsoNormal">Gli arresti domiciliari saranno concessi agli<span>  </span>accusati di stupro, solo se il magistrato gli riconoscerà le attenuanti.</p>
<p class="MsoNormal">Un appello accorato a tutte donne<span>  </span>che fino ad oggi hanno preferito non denunciare le gravi lesioni fisiche e psicologiche subite. Non abbiate più paura. Denunciate i vostri persecutori, rivolgetevi alla polizia, ai carabinieri, chiamate il numero di emergenza anti-violenza .</p>
<p class="MsoNormal">Lo Stato ha previsto il patrocinio gratuito anche in deroga ai limiti di reddito già previsti che si traduce in totale assistenza legale gratuita.<span>  </span>Per quest’anno 150 milioni di euro andranno alle forze dell’ordine e 3 milioni al Fondo per le vittime di violenza sessuale. Sarà istituito un numero verde anti-stalking e i Comuni potranno usare sistemi di videosorveglianza in luoghi pubblici.</p>
<p class="MsoNormal">Il Governo ha dato vita ai provvedimenti<span>  </span>sullo stalking, sulla violenza sessuale, sul contrasto alla prostituzione, sulla tutela e la promozione e la salvaguardia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, volendo maggiormente tutelare per legge la persona e la sua dignità ,<span>  </span>la garanzia della sicurezza e della libertà, tutti valori senza i quali<span>  </span>non esisterebbe vera uguaglianza e vera parità, ma è soprattutto<span>  </span>da ora i poi che il contributo della società civile oltre che delle istituzioni, (magistratura e polizia), delle parti sociali, dei comitati, delle Associazioni di volontariato, delle associazioni religiose dovrà essere incisivo e principalmente rivolto al<span>  </span>contrasto preventivo del fenomeno<span>  </span>in modo che si attenui fino a sparire. Un impegno capillare e condiviso trasversalmente da tutti , un’azione deterrente verso gli stalkers, razza umana che ha potuto finora sopravvivere solo e grazie<span>  </span>all’impunità dei reati commessi.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Lettera aperta alle donne del PdL</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 23:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Arezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo pdl]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/03/11/lettera-aperta-alle-donne-del-pdl/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2009/03/foto.jpeg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="foto" /></a>
di Antonino Armao
Lunedì 9 marzo le donne del Popolo della Libertà si sono date appuntamento all’Hotel Minerva per la festa della Donna, ospiti della Consigliera Regionale Rossella Angiolini e della Coordinatrice regionale dei Circoli del Buongoverno Simonetta Fossombroni.
Donne di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, della Nuova DC, dei Popolari liberali e persino della Lega Nord, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><strong><a href="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2009/03/foto.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-991" title="foto" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2009/03/foto.jpeg" alt="" width="274" height="300" /></a>di Antonino Armao</strong></p>
<p class="MsoNormal"><span>Lunedì 9 marzo le donne del Popolo della Libertà si sono date appuntamento all’Hotel Minerva per la festa della Donna, ospiti della Consigliera Regionale Rossella Angiolini e della Coordinatrice regionale dei Circoli del Buongoverno Simonetta Fossombroni.<br />
Donne di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, della Nuova DC, dei Popolari liberali e persino della Lega Nord, unite dall’amicizia prima ancora che dalla comunione politica.<br />
E poiché l’8 marzo per le donne del PdL è la festa dell’orgoglio e della dignità femminile da cui gli uomini non sono esclusi, tra gli ospiti della serata c’erano numerosi esponenti di sesso maschile degli stessi partiti che compongono il Popolo della Libertà.<br />
Da fortunato testimone, sono rimasto impressionato dalla forza delle argomentazioni (per nulla di circostanza) con cui le Consigliere regionali di F.I. Rossella Angiolini, Stefania Fuscagni, Anna Maria Celesti e la Coordinatrice comunale Lucia Tanti, come donne impegnate in politica, hanno affermato il loro ruolo nella società.<br />
Donne che si qualificano per la diversità di genere e per la conciliazione che hanno saputo trovare tra famiglia, lavoro e impegno politico e non per una malintesa omologazione con gli uomini. Se omologazione con i colleghi maschi deve esserci, questa deve riguardare le pari opportunità nell&#8217;accesso al mondo del lavoro e nella conciliazione con i tempi di vita e familiari. Rispetto a tutto questo, la perequazione dell&#8217;età pensionabile con gli uomini, proposta dal Governo Berlusconi, è una misura di civiltà e di pari dignità che ci allinea al resto dei paesi europei a condizione che le risorse liberate vadano a supportare il welfare familiare. Una battaglia per la liberazione della donna dal ruolo di badante nel quale alcuni vorrebbero relegarla con il pensionamento anticipato.<br />
Per quanto riguarda i Circoli del Buongoverno, la Presidente Simonetta Fossombroni e le donne del PdL hanno espresso parole di grande apprezzamento per il lavoro svolto finora dai vari Circoli di Arezzo che sono e restano libere formazioni di cittadini, ciascuna con una propria vita associativa, con lo scopo statutario di difendere la libertà degli individui e di promuovere la partecipazione all’attività politica e sociale al fine di alimentare una viva corrente di opinioni capace di indirizzare la vita artistica, culturale, economica e morale del Paese.<br />
Alle iscritte, alle simpatizzanti ed alle donne che già sono classe dirigente di questo nuovo grande Partito, giunga l’ammirato omaggio degli uomini del PdL, con l’auspicio per noi tutti di trarre esempio e ispirazione morale dal buon senso e dalla concordia che le donne sanno esprimere quando si tratta di dare risposte concrete ai problemi della società senza distinzioni di sesso o appartenenza.<br />
Sia questo il migliore viatico per il congresso costituente che a fine mese darà alla luce il Popolo della Libertà.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>Antonino Armao</strong></span><span><strong><br />
</strong> </span><span><strong>Coordinamento provinciale di Forza Italia verso il PdL</strong></span><span><strong><br />
</strong> </span><span><strong>Il Buongoverno nel PdL &#8211; Circolo di Piazza Giotto – Arezzo.</strong></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Donne e pensioni: quando e come</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2009/03/05/donne-e-pensioni-quando-e-come/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 21:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/03/05/donne-e-pensioni-quando-e-come/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.affaritaliani.it/static/upl/lav/lavoroonline.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Redazione
Il 28 ottobre 2008 un gruppo di 10 parlamentari del Pd &#8211; tra i quali esperti come Pietro Ichino e Nicola Rossi, ed ex ministri come Emma Bonino e Linda Lanzillotta – scrisse al ministro del Welfare Maurizio Sacconi una lettera aperta per chiedere di innalzare da 60 a 65 anni l’età di pensione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.affaritaliani.it/static/upl/lav/lavoroonline.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.affaritaliani.it/static/upl/lav/lavoroonline.jpg" alt="" width="420" height="200" /></a>Redazione</strong></p>
<p>Il 28 ottobre 2008 un gruppo di 10 parlamentari del Pd &#8211; tra i quali esperti come Pietro Ichino e Nicola Rossi, ed ex ministri come Emma Bonino e Linda Lanzillotta – scrisse al ministro del Welfare Maurizio Sacconi una lettera aperta per chiedere di innalzare da 60 a 65 anni l’età di pensione di vecchiaia delle donne. Nel pubblico impiego, ma anche nel settore privato. Il documento venne firmato anche da economiste come Fiorella Kostoris Padoa Schioppa e Stefania Sidoli.</p>
<p>Il governo risponde, a loro ma soprattutto ad una direttiva nello stesso senso della Commissione europea, inviando a Bruxelles il testo di un disegno di legge da sottoporre al Parlamento: prevede, nello Stato, la parità di pensione di vecchiaia uomo-donna a 65 anni entro il 2018. Si tratta, parole di Sacconi ma anche di Ichino “di un atto dovuto. Diversamente avremmo avuto un trattamento discriminatorio e saremmo stati condannati dalla Corte di Giustizia europea”. Vediamo i risvolti tecnici e politici di questa decisione.</p>
<p>•	Innalzamento graduale. Lettera a Bruxelles e poi ddl in Parlamento, presumibilmente di un unico articolo da inserire nel testo annuale di recepimento delle direttive comunitarie. Si parla esclusivamente di dipendenti dello Stato, dove il datore di lavoro è appunto la pubblica amministrazione. A partire dal 2010 ed ogni 24 mesi l’età di pensione di vecchiaia per le donne verrà innalzata di un anno: quindi 61 nel 2010; 62 nel 2012; 63 nel 2014; 64 nel 2016 e 65 nel 2018, quando si realizzerà appunto la parità.</p>
<p>•	Benefici per lo Stato e per le lavoratrici. Due miliardi e 300 milioni in otto anni saranno i risparmi per l’Inps, che potrebbero raddoppiare se il meccanismo venisse esteso ai privati. Quanto alle lavoratrici, calcolando che il trattamento di pensione di vecchiaia è pari circa all’80% dell’ultima retribuzione, e tenendo conto della dinamica degli aumenti di stipendio nel pubblico impiego (circa il 2,5% l’anno, più alta che nel privato), in otto anni esse dovrebbero recuperare il 40% di reddito: la metà come differenza tra pensione e stipendio, e l’altra meta (2,5 per otto) come aumenti retributivi.</p>
<p>•	Gia oggi in pensione più tardi. La pensione per le donne a 65 anni esiste del resto già oggi, nel pubblico e nel privato, su base volontaria. Tanto che nello Stato appena il 16% delle donne va in pensione prima dei 60 anni (cioè usufruisce del pensionamento di anzianità), il 44% ci va a 60 anni e ben il 40% si trattiene oltre i 60. La tendenza è dunque di restare al lavoro per mantenere un potere d’acquisto adeguato.</p>
<p>•	Una questione di giustizia. Tuttavia l’Europa, così come anche la lettera dei parlamentari del Pd, ed oggi il governo, ne fa una questione di parità e giustizia. Riconoscere alle lavoratrici le stesse opportunità per il pensionamento di vecchiaia riservate agli uomini. Fermo restando la possibilità di usufruire della pensione di anzianità una volta raggiunti i requisiti contributivi, non si vede perché una donna debba essere allontanata dal lavoro, per vecchiaia, cinque anni prima dei colleghi maschi.</p>
<p>•	La situazione in Europa. Nei maggiori paesi la parità uomo-donna esiste già. In Francia la pensione di vecchiaia è stata portata a 70 anni su base volontaria (65 obbligatoria); in Germania a 67 su base obbligatoria entro il 2029; in Inghilterra l’età di pensionamento delle donne è stata innalzata da 60 a 65 anni ed aumenterà a 68 entro il 2046.</p>
<p>•	L’innalzamento dell’aspettativa di vita. Tutto ciò è una conseguenza della durata media della vita, o aspettativa di vita. Oggi per l’uomo è in Italia di 80,4 anni, la più alta d’Europa; per la donna di 85,3 (seconda in Europa dopo la Francia, 85,4). La durata effettiva è ovviamente più elevata perché nella statistica entrano le morti accidentali e per malattia. Nel 1950 l’aspettativa di vita degli uomini era di 66 anni, nel 1980 di 74,5.</p>
<p>•	Ma quale accanimento? Detto tutto ciò, non si capisce perché la Cgil alzi al solito le barricate; e parli di “inaccettabile accanimento”. Anche gli altri sindacati sono prudenti (l’Ugl chiede che i 65 anni siano su base volontaria: dimenti che è già così). Si tratta, al contrario, di un diritto in più per le lavoratrici.</p>
<p>•	Propaganda e realtà. Secondo la retorica corrente a cui contribuiscono non poco molti talk show, la gente sarebbe costretta a “lavorare a vita”. E questa è anche la logica che ha spinto il governo Prodi a smantellare in fretta e furia lo scalone Maroni per le pensioni di anzianità. La realtà e ben diversa. Per le fasce più basse di reddito, ma anche per le professioni più qualificate, restare di più al lavoro è un beneficio, sia economico sia professionale. Resta comunque l’opzione della pensione di anzianità.</p>
<p>•	Il Pd spaccato. La decisione del governo divide ancora di più il Pd, che Franceschini aveva pensato di compattare dietro lo slogan dello stipendio pubblico per i licenziati (incentivo alle aziende per sbarazzarsi dei lavoratori). Una parte cospicua del partito, come confermano oggi Ichino e Linda Lanzillotta, è infatti favorevole alla parità di pensione di vecchiaia uomo-donna, e chiede anzi che venga estesa al settore privato. Altri, come Enrico Letta, chiedono che si metta mano alla riforma delle pensioni, ripristinando lo scalone, per finanziare gli ammortizzatori sociali. Ma su questo ultimo punto il governo, saggiamente, frena: “In un momento come questo non vogliamo aggiungere altra incertezza” dice il ministro Sacconi.</p>
<p>•	Il sì di Ciampi. L’ex capo dello Stato, padre della “miniriforma” del 1998 (il termine è suo) benedice l’azione del governo: “Per le pensioni è’ necessario per le pensioni portare a compimento un un cammino iniziato quasi vent’anni fa, con l’accordo del luglio ’93, la riforma Dini del ’95 e la miniriforma del 1998 per la quale mi impegnai intensamente assieme all’allora sottosegretario al tesoro Laura Pennacchi, con la frustrante rottura in xtremis di Rifondazione comunista. Oggi bisogna chiudere il cerchio e smussare le curve della spesa. Nulla di precipitoso, ma se non si interviene, entro i prossimi trent’anni l’intero sistema rischierà di diventare insostenibile e collassare”.</p>
<p>•	Il governo con l’Europa, da Franceschini solo slogan. Conclusione: il governo si allinea all’Europa (e risponde anche alle sollecitazioni dei riformisti del Pd). Il neosegretario democratico, che pensava di aver trovato una mossa ad effetto con l’assegno ai disoccupati, vede sempre più il suo slogan tornargli contro come un boomerang. Ed il suo partito torna nuovamente a dividersi. Quando si parla di temi seri, di questioni europee, la questione va lasciata appunto alle persone serie. Franceschini di strada deve ancora farne.</p>
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