<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Arezzo Polis &#187; Cultura</title>
	<atom:link href="http://www.arezzopolitica.it/tag/cultura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.arezzopolitica.it</link>
	<description>Cultura politica, dibattito pubblico.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 12:15:10 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Sulla questione del finanziamento pubblico alla cultura</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2009/11/18/sulla-questione-del-finanziamento-pubblico-alla-cultura/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2009/11/18/sulla-questione-del-finanziamento-pubblico-alla-cultura/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 22:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=2406</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/11/18/sulla-questione-del-finanziamento-pubblico-alla-cultura/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://aldovidali.com/wp-content/uploads/2009/02/fellini-camera.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>di Antonino Armao
Questo Governo sta rivedendo radicalmente la politica dei finanziamenti al Fus, Fondo unico per lo spettacolo, è vero. Ma c’è una ragione in tutto questo, etica ed estetica.
La cultura e l’arte, per vivere e prosperare, non hanno bisogno di assistenzialismo ma di avere la forza della bellezza. L’assistenzialismo impigrisce, toglie creatività. Inoltre comporta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://aldovidali.com/wp-content/uploads/2009/02/fellini-camera.jpg"><img class="alignleft" src="http://aldovidali.com/wp-content/uploads/2009/02/fellini-camera.jpg" alt="" width="412" height="269" /></a>di Antonino Armao</strong></p>
<p>Questo Governo sta rivedendo radicalmente la politica dei finanziamenti al Fus, Fondo unico per lo spettacolo, è vero. Ma c’è una ragione in tutto questo, etica ed estetica.</p>
<p>La cultura e l’arte, per vivere e prosperare, non hanno bisogno di assistenzialismo ma di avere la forza della bellezza. L’assistenzialismo impigrisce, toglie creatività. Inoltre comporta un altro guaio: lega al carro di chi ti dà denari, e se non ne condividi l’ideologia, finisci comunque per cercare di dimostrare d’essere degno del finanziamento pubblico.</p>
<p>Vogliamo fare l’esempio del cinema? Facciamolo, tanto il discorso è lo stesso per tutte le altre Muse.</p>
<p>La crisi del nostro cinema, soprattutto dei film di interesse culturale nazionale (Icn), cioé di quelle pellicole che dovrebbero tenere alta la bandiera della qualità artistica, sembra ormai evidente più all’estero che in Italia, dove l’ipocrisia dei media funziona ancora da comodo paravento. Ed è una crisi dove le responsabilità politiche della sinistra sono enormi: l’egemonia gramsciana che nell’arco di alcuni decenni i comunisti e i postcomunisti hanno costruito nel mondo del cinema, per una certa fase in gara con la Dc di Giulio Andreotti, alla resa dei conti ha portato a risultati catastrofici sotto ogni profilo, sia artistico sia economico. Oggi quello della cinematografia italiana è un settore assistito e clientelare, ampiamente foraggiato con i finanziamenti del ministero per i Beni culturali, che di fatto mettono a carico dei contribuenti il mantenimento di una sterminata clientela di finti produttori, di finti registi, di finti sceneggiatori, i quali con l’impiego di attori e comparse schierati pure loro a sinistra producono film-flop che non sempre riescono ad uscire nelle sale, tanto sono inguardabili, e che quando ci arrivano, salvo rare eccezioni, incassano dal botteghino pochi spiccioli, per poi sparire nel dimenticatoio. Una vergogna per la politica e per la cultura, un fallimento che dobbiamo denunciare con forza come un frutto avvelenato dell’egemonia instaurata dalla sinistra, in un settore di enorme importanza nel campo della comunicazione.</p>
<p>Il politico che più si è distinto nell’impresa di sostenere il cinema assistito con il denaro pubblico è Walter Veltroni. Quando è stato alla guida del ministero dei Beni culturali, ha modellato una legge sul cinema che sembra fondata sul principio “prendi i soldi e scappa”, legge con la quale ha regalato centinaia di miliardi del vecchio conio alla “intellighenzia” rossa, che lo ha eletto a proprio eroe. Un nome per tutti tra i suoi cantori: Roberto Benigni. Certo, non tutti a sinistra hanno condiviso quei metodi. E non è un caso se Salvatore Settis ha indicato proprio Veltroni come il campione della “cultura prêt a porter”, che ha spostato “l’asse d’interesse dei Beni culturali dal monumento al cinema, dal paesaggio al concerto rock”.</p>
<p>Per anni, la sinistra ha dato la colpa della crisi del cinema alla televisione, soprattutto alle tv private. Un alibi penoso: all’estero, dove le tv private non mancano, il cinema si è rilanciato con opere di qualità, gradite al pubblico.</p>
<p>La verità è che in Italia la sinistra non ha uno Spike Lee o un Ken Loach. Produce solo robetta propagandistica, per lo più autoreferenziale, mettendo al centro dei suoi film a volte la classe operaia, a volte l’antifascismo, ma più spesso la crisi esistenziale del ceto medio di sinistra, con le sue corna, le sue canne, le confidenze pruriginose all’analista e le confortevoli case dei quartieri bene di Roma, con l’immancabile inquadratura sulle bibliotechine domestiche che fanno molto libreria Rinascita.</p>
<p>Film per lo più di una noia mortale e inguardabili. Oppure, per alzare il tiro, opere di pura ideologia antiberlusconiana, come “Il Caimano” di Nanni Moretti, regista più vicino ai girotondini che ai ds, al quale va riconosciuto almeno un merito: non ha mai fatto parte della folta schiera di registi rossi che prendono i soldi dalla greppia pubblica. E forse questo gli ha dato l’autonomia sufficiente per criticare anche D’Alema e Fassino, incapaci a suo avviso di fare qualcosa di sinistra.</p>
<p>Se l’egemonia della sinistra sul cinema ha richiesto decenni per affermarsi, per smontarla ci vorranno tempi non brevi, agire lucido e molta pazienza, come si conviene ai buoni riformisti.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2009/11/18/sulla-questione-del-finanziamento-pubblico-alla-cultura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La cornice culturale del PdL</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2009/04/18/la-cornice-culturale-del-pdl/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2009/04/18/la-cornice-culturale-del-pdl/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 23:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[cornice]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=1350</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/04/18/la-cornice-culturale-del-pdl/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.glow-boell.de/media/de/foto/HannahArendt.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>di Federico Mugnai
Il Popolo della Libertà è nato ufficialmente il 29 Marzo 2009. In realtà si trattava di un partito, o per meglio dire di un movimento di popolo, che era già nel cuore di una buona parte degli italiani, molto prima di questa data. Non bisogna però commettere l’errore di credere che con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.glow-boell.de/media/de/foto/HannahArendt.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.glow-boell.de/media/de/foto/HannahArendt.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>di Federico Mugnai</strong></p>
<p>Il Popolo della Libertà è nato ufficialmente il 29 Marzo 2009. In realtà si trattava di un partito, o per meglio dire di un movimento di popolo, che era già nel cuore di una buona parte degli italiani, molto prima di questa data. Non bisogna però commettere l’errore di credere che con la nascita del Pdl, il lavoro all’interno del partito possa definirsi concluso. Al contrario essa costituisce solo il punto di partenza di un grande cammino. E’ vero che abbiamo raggiunto un vasto consenso popolare attorno a questo grande movimento. E’ altresì vero che non possiamo più permetterci il vanto di amministrare o di governare senza avere alle spalle una visione della società molto più dettagliata. Bisogna iniziare a far leva sul popolo, incentivarlo a partecipare a qualsiasi iniziativa, purché sia tesa al bene comune, dare cioè a qualsiasi cittadino la possibilità di esprimere le sue qualità, apportando il suo bagaglio di esperienze e di capacità, senza però costringerlo a vincoli di appartenenza. Ciò è espressione della più viva partecipazione del popolo ed allo stesso tempo della sua libertà. Altro tema importante ed in parte collegato al precedente è la cultura. Chi afferma oggi che il centro-destra non abbia una propria cultura è bugiardo. A livello nazionale vi sono decine di grandi associazioni cui appartengono importanti uomini e donne, intellettuali, filosofi, storici, politologi, sociologi di tutta Italia, che stanno dando un notevole contributo culturale al Pdl. La presunta egemonia culturale della sinistra non esiste. E’ una delle più grandi finzioni che il genere umano ricordi. A meno che, se per egemonia culturale si intenda controllare le maggiori case editrici, in modo tale che le librerie di tutta Italia siano costrette a vendere per lo più libri scritti da uomini di sinistra, mentre molti altri interessanti libri vengano messi ai margini, perché pubblicati da case editrici di secondo livello. Va però riconosciuto che la situazione è notevolmente migliorata. Quando vi era ancora il “democratico” Pci i libri scomodi non venivano nemmeno pubblicati. Cito solo uno dei casi, forse uno dei più emblematici. Nel 1951 veniva dato alle stampe l’importante volume di Hanna Arendt, “Le origini del totalitarismo”, in cui si affermava che il comunismo era un totalitarismo terroristico. Dovettero passare molti anni prima che quel fondamentale volume fosse pubblicato in Italia. E’ questa purtroppo la concezione di libertà che hanno alcuni all’interno della nostra Nazione. Noi non saremo mai così arroganti da definirci culturalmente superiori agli altri. Desideriamo e pretendiamo però che la cultura non sia più controllata da una fazione politica, ma sia patrimonio di tutta la Nazione. A noi del Pdl non resta che esprimere la nostra cultura non più solo a livello nazionale, ma bensì allargandola a livello provinciale, a stretto contatto con i vari territori locali.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2009/04/18/la-cornice-culturale-del-pdl/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quale cultura per il Popolo della Libertà</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2009/04/13/quale-cultura-per-il-popolo-della-liberta/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2009/04/13/quale-cultura-per-il-popolo-della-liberta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 10:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[crespi]]></category>
		<category><![CDATA[domenicale]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=1248</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/04/13/quale-cultura-per-il-popolo-della-liberta/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.laboratorio1.unict.it/lezioni/01-analogia/pagine/leonardo.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>di Angelo Crespi (www.ildomenicale.it)
Nonostante i pregiudizi di molti commentatori, incapaci di cogliere la portata del fatto, la nascita de Il Popolo della Libertà muta radicalmente quello che viene definito “berlusconismo”. E questa mutazione avviene con l’approvazione dello stesso Silvio Berlusconi.
Il Pdl infatti che si configura come un partito tradizionale, pur a forte connotazione presidenzialista, nega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.laboratorio1.unict.it/lezioni/01-analogia/pagine/leonardo.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.laboratorio1.unict.it/lezioni/01-analogia/pagine/leonardo.jpg" alt="" width="241" height="288" /></a>di Angelo Crespi (www.ildomenicale.it)</strong></p>
<p>Nonostante i pregiudizi di molti commentatori, incapaci di cogliere la portata del fatto, la nascita de Il Popolo della Libertà muta radicalmente quello che viene definito “berlusconismo”. E questa mutazione avviene con l’approvazione dello stesso Silvio Berlusconi.<br />
Il Pdl infatti che si configura come un partito tradizionale, pur a forte connotazione presidenzialista, nega l’esistenza di un problema di democrazia interna. Il rischio del “cesarismo” è stato infatti superato con il varo di uno statuto in cui ad alcuni organi allargati viene affidata la definizione delle linee programmatiche e la scelta dei dirigenti. Lo stesso triunvirato garantisce nell’unità la duplicità, anzi la triplicità, delle linee culturali espresse dai coordinatori che per esperienze e sensibilità rappresentano mondi diversi.</p>
<p><strong>Dai molti, l’uno.</strong><br />
Se ciò non bastasse, il discorso di Gianfranco Fini soprattutto nel passaggio relativo al testamento biologico, applauditissimo al congresso, ha di fatto evidenziato l’esistenza di una seconda linea di pensiero all’interno del Pdl, mettendo un punto perfino su una futura propria candidatura alla leadership, di cui Berlusconi dovrà tener conto.<br />
Più in generale, l’amalgama tra Forza Italia e An a tutti i livelli territoriali impone meccanismi di decisione e selezione della classe dirigenti che non possono non essere improntati alla democrazia. Se da una parte, infatti, Forza Italia è nata ed è stata gestita come un movimento a forte connotazione carismatica, in cui ogni relazione con il centro si configurava spesso in forma stellare come relazione personale con Berlusconi, dall’altra An si è sempre caratterizzata come un partito vecchio stampo, radicato sul territorio e forte di gerarchie piramidali, in cui si confrontano uomini, idee, blocchi di interessi, correnti.<br />
Non è un caso che proprio Berlusconi in un passaggio del suo discorso abbia sottolineato l’esigenza di dare vita a un dibattito all’interno del partito, chiedendo solo che le culture espresse non si radicalizzino in correnti, al contrario siano feconde e mirate a trovare una posizione unitaria. Appunto come ha titolato il Domenicale settimana scorsa, e pluribus unum.</p>
<p><strong>Non è la vecchia DC.</strong><br />
L’idea vincente per non ripetere lo schema della Democrazia Cristiana è infatti quella di non radicalizzare le sfumature e le diversità in correnti che sono l’espressione peggiore della democrazia in un partito, poiché esprimono blocchi di interesse, talvolta misere vanità di leadership, e non piuttosto molteplicità di culture. Semmai, come accade negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, bisogna trovare nelle fondazioni culturali e politiche, nei think tank, nelle associazioni, nei circoli, il luogo giusto addirittura per fecondare ed esaltare il dibattito tra sensibilità diverse che naturaliter esistono quando si vuole rappresentare il 50% degli elettori.<br />
Per loro natura infatti le fondazioni esterne ai partiti e i think tank sono luoghi deputati alla risoluzione dei problemi e non alla radicalizzazione dei conflitti. È scontato dirlo ma l’unità tra i due partiti, che già esiste nell’elettorato ma non ancora nella nomenklatura, non può che avvenire mediante un processo di tipo culturale, attraverso il quale alla fine si trovano e si preferiscono i tratti unitari a quelli distintivi. La cultura è infatti lo strumento di riconoscimento dell’altra parte, di condivisione con l’altra parte.</p>
<p><strong>Certo, in questo senso molte cose vanno fatte e velocemente.</strong><br />
An porta in dote nel Pdl non solo numerose fondazioni culturali e riviste, ma anche una cultura di fondo in cui queste anime si riconoscono. In sostanza An aveva già trovato il modo per far condividere la diversità esistenti al proprio interno. Mentre in Forza Italia, se si esclude l’anima legata a Cl forte di una identità prepolitica, le altre culture hanno raggiunto un’unità solo nella forza e nella lungimiranza del leader in cui si stemperano e trovano risoluzione le diversità.<br />
Da settimana scorsa, anche per espresso desiderio di Berlusconi, la cosa non dovrà più essere sufficiente. Un Berlusconi che, contrariamente a quanto indicano i detrattori, esprime con forza l’idea che il Pdl deve sopravvivere e sopravviverà al proprio fondatore. E lo potrà fare solo se il meccanismo di fusione culturale comincerà a produrre quei valori e quei simboli di appartenenza nei quali al di là delle lecite sfumature gli elettori potranno trovare un’identità comune.</p>
<p><strong>La novità, grande.</strong><br />
La scommessa non è piccola. Soprattutto perché il Pdl è certamente il primo partito postideologico e in quanto tale non può rifarsi a precedenti ideologie o categorie politiche. Essendo il primo partito post-ideologico, come spiegavo nell’editoriale di settimana scorsa, è anche il primo partito a-culturale. Nel senso che la cultura da sola non è sufficiente per generare identità e spiegare le ragioni dell’esistenza di un blocco sociale che vota compatto da 15 anni il Centrodestra, e che percepisce la propria identità pur restando escluso e lontano dal vecchio dibattito culturale ed egemonico.<br />
Credo si dovrà partire, come ha sottolineato Berlusconi, da una riflessione sul termine “popolo”. Poi da un’analisi del termine “libertà”. Tenendo presente che il Pdl esprime anzitutto la cultura del buon senso e del fare. Due categorie estranee alla riflessione politologica degli ultimi cinquant’anni. Due categorie con le quali bisognerà però fare i conti, perché in tempi di crisi serve un approccio al reale basato sulla certezza del reale e non contro il reale basato sulla certezza delle proprie idee.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2009/04/13/quale-cultura-per-il-popolo-della-liberta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Omosessualità: un diritto o una facoltà?</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2008/12/08/omosessualita-un-diritto-o-una-facolta/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2008/12/08/omosessualita-un-diritto-o-una-facolta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 22:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=66</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2008/12/08/omosessualita-un-diritto-o-una-facolta/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>di Federico Mugnai


E’ possibile auspicare ed avere una società aperta? E fino a che punto? Ovviamente più una società è chiusa, maggiori sono le libertà soppresse, maggiore è l’oppressione subita dai cittadini. Ma è altrettanto vero che più una società è aperta e più si avvicina all’anarchia, all’egualitarismo delle azioni, degli usi, dei costumi, al cosmopolitismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Federico Mugnai</strong></p>
<p><a href="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2008/12/orgogliogay3.jpg"><br />
</a></p>
<p>E’ possibile auspicare ed avere una società aperta? E fino a che punto? Ovviamente più una società è chiusa, maggiori sono le libertà soppresse, maggiore è l’oppressione subita dai cittadini. Ma è altrettanto vero che più una società è aperta e più si avvicina all’anarchia, all’egualitarismo delle azioni, degli usi, dei costumi, al cosmopolitismo e all’appiattimento di qualsiasi valore che contraddistingue una nazione, una regione, una città. Questa ultima scelta finisce per far disperdere le qualità di una società, di ammassare senza logica idee contrapposte, tradizioni e culture non compatibili per storia e filosofia di vita. L’</p>
<p>omosessualità è una questione pertinente ed anche attuale per rispondere alla domanda iniziale. Innanzi tutto distinguiamo tra sfera pubblica e sfera privata. La sfera pubblica riguarda valori condivisi e interessi generali, consuetudini e costumi tramandati e diffusi, senza dei quali(la storia a tal proposito è ricca di esempi) una società non può esistere e sopravvivere. La sfera privata riguarda invece valori e interessi, tendenze, volontà e propensioni personali che provengono da realtà diverse e alcune volte contrapposte rispetto alla comunità.</p>
<p>La famiglia rientra nella sfera pubblica, l’omosessualità in quella privata. La famiglia rappresenta il nucleo fondante una nazione, che genera, alleva e sviluppa figli, tutela gli anziani, porta con se sofferenze, gioie, insomma la vita, è cioè la società naturale e culturale, tramandata nei secoli e presente in ogni civiltà. L’eterosessualità non deve essere considerata solo un modo per fare sesso con gli altri (come spesso erroneamente si crede), ma è principalmente l’unico rapporto che genera figli e garantisce la continuità di una società. La famiglia è quindi un bene pubblico anche se in realtà attiene alla sfera personale di ciascuno. E’ la prima istituzione in difesa dei deboli e più indifesi, anziani e bambini e ha valore educativo e conoscitivo. L’omosessualità praticata è invece una scelta di vita (Freud afferma che l’omosessualità in molti casi deriva da un trauma infantile; per approfondimenti leggere:”Tre saggi sulla sessualità” 1905) che in una società libera attiene al diritto di ciascun individuo. Ma non è e non deve essere considerato un valore generale. Lo Stato , gli enti pubblici, la società stessa non dovrebbero né tutelare, né promuovere, né punire o perseguitare l’omosessualità. Dovrebbero semplicemente non intromettersi, tranne implicazioni di ordine penale. Una certa cultura, che tende sempre a voler liberare la società da qualsiasi tradizione, da qualsiasi radice, in nome del “progresso” rischia di promuovere una politica tesa al regresso: non tutela valori condivisi e sensibilità radicate, ma tutela pubblicamente e a gran voce le diversità e le anomalie nel segno del politically correct. Si tratta di regresso, perché è proprio la storia, che certe filosofie (idealismo hegeliano e materialismo marxista, anche se in termini contrapposti) considerano come progresso e divenire perpetuo, che ce lo insegna. I Greci ad esempio, tutelavano prima di tutto la famiglia, anche se era comune la bisessualità sia fra uomini e donne. E’ bene ricordare ad esempio la scuola filosofica epicurea, la cui morale aveva come fine il bene dell’individuo, la ricerca della felicità, considerata come soddisfacimento di piaceri fra i quali il cibo, il sesso e l’amicizia). E’ noto come in tale circolo avvenissero orge senza distinzione di sesso. Già a partire dalla civiltà romana il primato della famiglia, composta da un uomo e una donna, diviene più solido e in certi periodi dell’Impero romano l’omosessualità verrà addirittura perseguitata. Questo primato indiscusso dell’eterosessualità, della famiglia, come sentimento comunitario, almeno in Occidente, non verrà messo in discussione fino al 1789 con lo scoppio della Rivoluzione Francese. Il termine uguaglianza che in tal caso faceva riferimento principalmente ai diritti e all’equità sociale verrà esteso a tutte quelle persone che erano fuori dai costumi e dalle regole che la società era riuscita faticosamente a porre in evidenza, cioè a creare quell’ossatura necessaria per una condivisione di valori. Infine la filosofia di Karl Marx prevede proprio l’egualitarismo sociale e civile e la liberazione dai presunti ganci della società (la famiglia, Dio, la Nazione). Tale filosofia rischia però di creare un vuoto spirituale e una voragine dove l’anarchia delle scelte individuali è  all’interno di un contesto di privazione, ed invece di liberare la società la soffoca, la disorienta e le toglie energie vitali, alienando l’individuo, disperdendolo fra la massa , creando un altro Dio questa volta immanente(il partito), una nazione(il cosmo) e una famiglia (la massa). La storia e certa filosofia dovrebbero essere di insegnamento ai molti che sui temi etici si battono per appiattire la società, per riflettere su chi veramente merita di essere tutelato. Certo umanitarismo di basso livello che fa leva sull’emancipazione degli omosessuali è profondamente disgustoso, perché porta soltanto a far emergere divergenze tra la società. La natura stessa, con una legge simile a quella del contrappasso, “condanna” l’omosessuale, che non potendo generare, andando contro il ciclo naturale della vita, le ragioni intrinseche dell’esistenza di due sessi, finendo pertanto per disprezzare il suo stesso sesso, non può pretendere certi diritti che spettano alla famiglia, non può cioè rivendicare l’esistenza di una seconda famiglia, perché la famiglia è una sola. L’omosessuale, d’altra parte, deve richiedere ed ottenere rispetto in quanto individuo assolutamente non inferiore agli altri. Chi crede che la diversità riguardo i gusti sessuali di una minoranza sia una colpa è un’idiota, come colui che crede che tale diversità sia un pregio, un qualcosa da diffondere e di cui andare orgoglioso. L’omosessuale (lo stesso vale per l’</p>
<p>eterosessuale)  intelligente, consapevole e sobrio non ama esternare troppo la propria sessualità, ma ama viverla nella sfera privata.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2008/12/08/omosessualita-un-diritto-o-una-facolta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nasce ArezzoPolitica.it</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2008/12/08/nasce-arezzopoliticait/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2008/12/08/nasce-arezzopoliticait/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 16:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[e-magazine]]></category>
		<category><![CDATA[liberale]]></category>
		<category><![CDATA[moderato]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Arezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Toscana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=3</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2008/12/08/nasce-arezzopoliticait/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/thumbnail-for-excerpts/tfe_no_thumb.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Nasce ArezzoPolitica.it. Il Blog dei moderati e dei liberali
ArezzoPolitica.it nasce per iniziativa del Circolo del Buongoverno di Piazza Giotto. ArezzoPolitica.it, un e-magazine di approfondimento culturale e politico.    Lo scopo del sito &#232; quello di offrire a tutti ma soprattutto ai pi&#249; giovani, un luogo di dibattito e discussione interattiva fatto di proposte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nasce ArezzoPolitica.it. Il Blog dei moderati e dei liberali</strong></p>
<p><strong>ArezzoPolitica.it</strong> nasce per iniziativa del Circolo del Buongoverno di Piazza Giotto. <strong>ArezzoPolitica.it</strong>, un e-magazine di approfondimento culturale e politico.    Lo scopo del sito &egrave; quello di offrire a tutti ma soprattutto ai pi&ugrave; giovani, un luogo di dibattito e discussione interattiva fatto di proposte, commenti, segnalazioni, denunce, critiche, &nbsp;suggerimenti e informazioni fatto e gestito dagli stessi lettori. Tutti possono essere autori di A<strong>rezzoPolitica.it </strong>e questa &egrave; la vera novit&agrave;.</p>
<p>Il sito &egrave; moderato (&hellip; e liberale) e ospita interventi riguardanti politica locale, nazionale e internazionale, costume, societ&agrave;, consumatori e cultura generale, storica e politica. Chiunque pu&ograve; collaborare con <strong>ArezzoPolitica.it</strong>. Se pensi di avere una notizia o un commento interessante, chiunque pu&ograve; pubblicare con il proprio nome e cognome scrivendo a: <strong>redazione@arezzopolitica.it</strong>. Il sito &egrave; sempre in movimento per renderlo sempre migliore e accessibile a tutti.  Scriveteci.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2008/12/08/nasce-arezzopoliticait/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

