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	<title>Arezzo Polis &#187; credito</title>
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	<description>Cultura politica, dibattito pubblico.</description>
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		<title>Banche e responsabilità sociale</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 17:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Arezzo]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/09/17/banche-e-responsabilita-sociale/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.liberaconcorrenza.it/uploaded_images/banche2009PERSONALIZZ.-785222.JPG" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>di Antonino Armao.
Sono le banche a non dare i soldi o sono le imprese a non chiederli? Questo è il dilemma che sta arrovellando i migliori pensatoi economici e finanziari. Di sicuro stiamo assistendo da un lato a una fortissima contrazione del credito, specialmente alle medie e piccole imprese, dall’altro a un forte sostegno alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.liberaconcorrenza.it/uploaded_images/banche2009PERSONALIZZ.-785222.JPG"><img class="alignleft" src="http://www.liberaconcorrenza.it/uploaded_images/banche2009PERSONALIZZ.-785222.JPG" alt="" width="360" height="270" /></a>di Antonino Armao.</strong></p>
<p>Sono le banche a non dare i soldi o sono le imprese a non chiederli? Questo è il dilemma che sta arrovellando i migliori pensatoi economici e finanziari. Di sicuro stiamo assistendo da un lato a una fortissima contrazione del credito, specialmente alle medie e piccole imprese, dall’altro a un forte sostegno alle grandi imprese in una situazione in cui gran parte dei finanziamenti concessi sono piuttosto una rinegoziazione di prestiti in modo da non passarli in default. In generale, stiamo assistendo ad una forte restrizione della possibilità di finanziare investimenti e quella parte del ciclo finanziario aziendale più esposta in un periodo di crisi, cioè il capitale circolante.</p>
<p>Ma a livello locale, qual è l’atteggiamento delle banche locali nei confronti di chi ha bisogno di nuovi finanziamenti o di prendere un pò di respiro; di chi vuole espandere l’attività all’estero o innovare la produzione; di chi fatica a riscuotere i crediti con la Pubblica Amministrazione? Qual è il comportamento degli sportelli locali nei confronti dei disoccupati o dei cassintegrati che hanno problemi a pagare il mutuo, che hanno bisogno di un anticipo su un assegno o hanno richiesto un prestito senza successo?</p>
<p>Venerdì 25 settembre il Prefetto di Arezzo riceverà i rappresentanti degli industriali, commercianti, artigiani, cooperative, agricoltori, allevatori e dei sindacati nell’ambito dell’Osservatorio sul finanziamento all’economia.</p>
<p>L’Osservatorio, voluto dal Governo d’intesa con l’ABI,  dà alle imprese l’opportunità di fornire elementi di valutazione in ordine alla sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio in base all’intesa sottoscritta il 3 agosto scorso presso il Ministro dell’Economia e delle Finanze. L’Osservatorio è l’occasione per conoscere direttamente da chi vive la crisi sulla propria pelle, il grado di applicazione delle misure finanziarie messe a disposizione dal Governo, per reagire alla crisi di credito e di liquidità.</p>
<p>Auspichiamo che la riunione di venerdì 25 in Prefettura serva a capire qual è la responsabilità sociale (CSR) che le banche, al di là delle cose che scrivono sui loro bilanci sociali, stanno mettendo in pratica per aiutare la comunità locale ad uscire dalla crisi.</p>
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		<title>I problemi veri dell&#8217;estate aretina</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 13:29:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/07/25/i-problemi-veri-dellestate-aretina/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2009/07/felix_socialist-150x150.gif" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="felix_socialist" /></a>
di Antonino Armao
Mentre in città impazza il Play Arezzo Art Festival (la moderna corazzata Kotiomkin di fantozziana memoria che piace tanto ai fedelissimi di Sabina Guzzanti ed alla locale stampa di regime) un osservatore attento e stimato dei fatti politici locali come Tito Barbini ci mette in guardia su quello che potrebbe essere un risveglio [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><strong>di Antonino Armao</strong></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2009/07/felix_socialist.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-1818" title="felix_socialist" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2009/07/felix_socialist-263x300.gif" alt="" width="263" height="300" /></a>Mentre in città impazza il Play Arezzo Art Festival (la moderna corazzata Kotiomkin di fantozziana memoria che piace tanto ai fedelissimi di Sabina Guzzanti ed alla locale stampa di regime) un osservatore attento e stimato dei fatti politici locali come Tito Barbini ci mette in guardia su quello che potrebbe essere un risveglio traumatico per l’economia locale quanto ci riavremo dalla finta ubriacatura dell’estate aretina.</p>
<p class="MsoNormal">Oggi Barbini, dalle colonne del Corriere di Arezzo, si domanda quale strategia abbia messo o abbia intenzione di mettere in campo la mamma dell’economia aretina, la BPEL, per consentire alle PMI di riaprire i battenti con serenità a settembre.</p>
<p class="MsoNormal">E le Associazioni di categoria che fanno? Si domanda pure Tito Barbini. Bella domanda, dico io.</p>
<p class="MsoNormal">Per questo mi sembra molto sensata una maggiore trasparenza da parte di chi ha delle responsabilità verso questo territorio. Pertanto mi permetto di suggerire pubblicamente al Prefetto di Arezzo di rendere noti i dati che le banche locali avrebbero dovuto già trasmettergli quale Presidente dell’Osservatorio sul finanziamento all’economia.</p>
<p class="MsoNormal">L’Osservatorio è stato istituito in ogni provincia dal Governo proprio per monitorare in modo capillare le politiche del sistema creditizio di fronte alla crisi finanziaria globale.</p>
<p class="MsoNormal">Per quanto riguarda l’utilizzo del Fondo di Garanzia per l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese, previsto dalla Legge 662/96 e abbondantemente rafforzato con i famosi “Tremonti bond”, bisognerebbe chiedere alle Banche, non a Tremonti che invece lo ha rifinanziato e messo a disposizione degli Istituti di credito che vogliono accedervi per sostenere le PMI in debito di ossigeno.</p>
<p class="MsoNormal">Quello che riporto di seguito è un post pubblicato sul forum del sito <a href="http://www.fondodigaranzia.it">www.fondodigaranzia.it</a> e che più di ogni altro commento ci fa capire qual’è la situazione delle PMI e quale può essere (in positivo ed in negativo) il ruolo delle banche rispetto all’utilizzo del fondo.</p>
<p class="MsoNormal"><em>Gentili, ho un&#8217;azienda di telecomunicazioni qualcuno potrebbe consigliarmi cosa dire a un direttore di banca ottuso che per meno di 10.000,00 € di scopertura, fido (5000) e un anticipo fattura (3400) non andato a buon fine perchè l&#8217;azienda non ha pagato, tenuto conto che sul conto corrente abbiamo avuto in due anni un giro di 400.000 mila euro, vorrebbe costringerci a rientrare o a pagare tutto il muto confidi in una unica soluzione (circa 21.000e). Come posso accedere a questo fondo, come posso riuscire a non farmi rovinare per 10.000e?forse devo fondare una squadra di calcio? o farmi raccomandare?</em></p>
<p class="MsoNormal">Attendiamo dal Prefetto di Arezzo qualche delucidazione in proposito. Magari prima che sia fatta la frittata.</p>
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		<title>L&#8217;effetto Italia sulla crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 21:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Difesa dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/03/05/leffetto-italia-sulla-crisi/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://cervellodiscorta.files.wordpress.com/2007/07/risparmio1.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>
Redazione
“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”. È l’art. 47 della Costituzione. Un articolo che Tremonti ha difeso e valorizzato durante la vicenda Cirio-Parmalat, e che ora intende applicare alla lettera in tempi di crisi finanziaria.
Proprio il rispetto dell’articolo della Costituzione è alla base dell’iniziativa promossa dal ministro dell’Economia, che [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><strong><a href="http://cervellodiscorta.files.wordpress.com/2007/07/risparmio1.jpg"><img class="alignleft" src="http://cervellodiscorta.files.wordpress.com/2007/07/risparmio1.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a>Redazione</strong></p>
<p class="MsoNormal">“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”. È l’art. 47 della Costituzione. Un articolo che Tremonti ha difeso e valorizzato durante la vicenda Cirio-Parmalat, e che ora intende applicare alla lettera in tempi di crisi finanziaria.</p>
<p class="MsoNormal">Proprio il rispetto dell’articolo della Costituzione è alla base dell’iniziativa promossa dal ministro dell’Economia, che ha messo intorno al tavolo imprenditori, sindacati e mezzo governo. Obbiettivo: discutere tutti insieme le formule ed i modi per evitare che alle aziende manchi il necessario flusso di finanziamenti.</p>
<p class="MsoNormal">La stretta creditizia – ha detto Tremonti – è stata “più marcata” in Italia che “nel resto dell’area Euro”. Seppure altre economie continentali stiano vivendo in modo più significativo gli effetti della crisi, le nostre banche (meno esposte alla turbolenza finanziaria) hanno stretto i cordoni della borsa, e limitato l’accesso al capitale da parte delle aziende.</p>
<p class="MsoNormal">In questo quadro si inseriscono i cosiddetti Tremonti-bond. Strumenti destinati, da una parte, a garantire la necessaria patrimonializzazione delle banche; e, dall’altra, a creare le condizioni affinchè gli istituti tornino ad erogare i finanziamenti alle imprese. I Tremonti-bond, quindi, sono un mezzo al servizio delle aziende. Ma anche uno stimolo destinato ad eliminare dal campo ogni alibi all’industria del credito di rallentare il suo ruolo vitale a sostegno dell’economia.</p>
<p class="MsoNormal">In altre parole, il governo – nel rispetto della Costituzione – ha creato le condizioni perché all’economia reale non manchi l’elemento fondamentale (il credito). A questo punto, ogni attore della scena economica deve fare la propria parte. E le banche, in testa.</p>
<p class="MsoNormal">D’altra parte, proprio gli istituti di credito stanno beneficiando di quella che è una caratteristica intrinseca della società italiana: la propensione al risparmio. Stime ufficiose parlano di un aumento dei depositi per valori prossimi ai 30 miliardi di euro: due punti di pil. A fronte di impieghi che non dimostrano la stessa velocità.</p>
<p class="MsoNormal">Ne consegue che le banche sono nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo di volano dell’economia. Così da tamponare gli effetti della crisi su imprese e famiglie. E nel pieno rispetto dell’art. 47 della Costituzione. </p>
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