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	<title>Arezzo Polis &#187; brunetta</title>
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	<description>Cultura politica, dibattito pubblico.</description>
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		<title>Disonora il padre? La ricetta di Brunetta per i giovani “bambaccioni”</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 22:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mugnai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[bamboccioni]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2010/02/04/disonora-il-padre-la-ricetta-di-brunetta-per-i-giovani-%e2%80%9cbambaccioni%e2%80%9d/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2010/02/brunetta_foto-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="brunetta_foto" title="" /></a>di Giorgio Frabetti e Federico Mugnai  &#8221;Tutti fuori casa a 18 anni per legge&#8221;: un vespaio di polemiche e reazioni hanno suscitato le recenti parole del Ministro della Funzione Pubblica. Da ormai un lustro, finita la moda mediatica che dipingeva il ventenne e il trentenne come &#8220;giovane leone&#8221; (sulla scia di certo yuppismo anni &#8216;80, poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3330" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2010/02/brunetta_foto-300x229.jpg" alt="brunetta_foto" width="300" height="229" />di <strong>Giorgio Frabetti e Federico Mugnai </strong> &#8221;Tutti fuori casa a 18 anni per legge&#8221;: un vespaio di polemiche e reazioni hanno suscitato le recenti parole del Ministro della Funzione Pubblica. Da ormai un lustro, finita la moda mediatica che dipingeva il ventenne e il trentenne come &#8220;giovane leone&#8221; (sulla scia di certo yuppismo anni &#8216;80, poi proseguito negli anni &#8216;90 sull&#8217;onda dell&#8217;ottimismo indotto dalla globalizzazione e dalla fine della &#8220;guerra fredda&#8221;), è invalsa la tendenza a rappresentare il giovane nel clichè del &#8220;sacrificato&#8221; (il S. Precario, il &#8220;bambaccione&#8221; …). Cosa dire di questo stato di cose? Anzitutto, dobbiamo avvertire che sull&#8217;argomento esiste una certa circolarità nei &#8216;clichè&#8217; sociologici, che obbliga a fare la &#8220;tara&#8221; da facili moralismi: ad esempio, di &#8216;precariato&#8217; e di &#8216;disoccupazione giovanile&#8217; si parlava già negli anni &#8216;70 (vedi il convegno del PCI sui giovani del 1977); se poi vogliamo andare più indietro, possiamo risalire ai primi del secolo, quando Francesco Saverio Nitti (grande meridionalista e poi Presidente del Consiglio nel cd &#8220;biennio rosso&#8221; 1919-20) denunciava la disoccupazione intellettuale, dovuta al numero a suo dire crescente di laureati che non trovava sbocchi occupazionali. In effetti, tutt&#8217;ora il tema dei &#8220;bambaccioni&#8221; è ancora associato largamente alla &#8220;disoccupazione intellettuale&#8221;: spesso, infatti, nei servizi televisivi e giornalistici (vedi da ultimo &#8220;Presa diretta&#8221; di Jacona su Rai3), i precari sono indicati più negli insegnanti-supplenti, nei ricercatori a contratto, negli addetti ai call center, nelle Partite IVA intellettuali ed artigiane (attuale versione del &#8220;lavoro a domicilio&#8221;), piuttosto che negli Operai di fabbrica classici, perché privi ammortizzatori sociali tradizionali (dovrebbero, però, far riflettere le condizioni inumane dei precari dell&#8217;industria che, oltre a non avere contratti a tempo indeterminato, si trovano a lavorare senza alcuna garanzia e condizione di sicurezza!). I veri problemi che i riferimenti ai &#8220;bambaccioni&#8221;/&#8221;precari&#8221; sollevano per l&#8217;attualità politica sono, però, altri: innanzitutto, il problema del razionamento della Spesa Sociale/Previdenziale di cui i giovani sono le principali vittime; in secondo luogo, la questione pone un enorme problema di &#8220;cittadinanza attiva&#8221; degli Italiani e delle nuove generazioni, in particolare. Per quanto concerne, il primo punto, c&#8217;è poco da dire: i giovani che oggi trovano conveniente vivere con mamma e papà, piuttosto che affrontare, con i propri redditi, una vita autonoma, sono vittime del classico fenomeno, tipico del Welfare State, che viene denominato &#8220;trappola della povertà&#8221;; tale per cui il lavoratore assistito, tende a preferire la certezza del sussidio (in Italia, il mantenimento delle famiglie), piuttosto che il rischio di trovare un reddito con propria occupazione. Dietro questo fenomeno, in realtà, stanno varie cause e sarebbe un errore dare la colpa solo ad uno di questi fattori (le famiglie, i Sindacati, lo Stato …) piuttosto che ad un altro. Anzitutto, in Italia, non è mai morta la tradizione secondo cui la prima previdenza viene dalla famiglia: da un certo punto di vista, quindi, diventa naturale che, specie nelle fasi di crisi e di disoccupazione, la famiglia diventi un &#8220;bene rifugio&#8221; per i giovani. In secondo luogo, non possiamo dimenticare la tendenza (tutta italiana, ma non solo) a dichiarare redditi bassi e a dichiarare stati di disoccupazione, per le relative facilitazioni a trovare almeno &#8220;lavori di ripiego&#8221;, lavori saltuari (per lo più &#8220;in nero&#8221;), che, se non risolvono l&#8217;economia complessiva, diventano comunque utili in vista di particolari spese (il viaggio all&#8217;estero di Natale, ovvero la cucina da rinnovare etc.). Per questo complesso di motivi, noi andremmo cauti ad esprimere sui giovani &#8220;bambaccioni&#8221; i giudizi &#8220;spregiativi&#8221; di Padoa-Schioppa nell&#8217;ottobre 2007, tesi a dipingere i giovani che non uscivano di casa come assolutamente incapaci di assumersi responsabilità (avversi tout court al rischio del mercato del lavoro). Sarebbe, quindi, riduttivo circoscrivere il mondo dei &#8220;bambaccioni&#8221; ai giovani che non aspettano altro che la &#8216;paghetta&#8217; dei genitori per fare le vacanze a Sharm-el-Sheik! Nel loro piccolo, invece, la maggior parte dei &#8220;bambaccioni&#8221; è composta da giovani che si danno anche da fare e che (a loro modo) si industriano anche. Il problema vero, quando si parla di giovani (almeno in Italia), è passare dalla dimensione individuale dei problemi a quella generale; perché è evidentissimamente qui, che il problema-giovani si presenta nella sua gravità: solo a livello politico, si può, cioè, gestire lo scandalo e la vergogna di un sistema previdenziale che, per pagare le pensioni, deve attingere alla riserva della Gestione Separata degli autonomi e dei cococo (la Previdenza dei giovani lavoratori emergenti, per di più, insufficiente per la crisi!) per far fronte al boom di pensioni di anzianità che si è profilato con la crisi (vedi lavoce. Info); macabro lato &#8220;vampiresco&#8221; del Welfare italiano, che, alla pari del Conte Ugolino, costringe i Padri a succhiare le risorse prodotte dal lavoro dei figli! Molto giustamente e con grande puntualità, quindi, il Ministro Brunetta ha puntato l&#8217;attenzione sulle pensioni di anzianità: &#8220;si deve agire sulle pensioni … che partono dai 55 anni di età. Facendo in questo modo si potrebbero trovare risorse che consentirebbero di dare ai giovani non 200 ma 500 euro al mese&#8221; (successivamente il Ministro ha precisato trattarsi non di assegni una tantum, ma di &#8220;borse di Studio&#8221; etc.). Brunetta appunta, quindi, gran parte delle responsabilità al fatto che il nostro Welfare è troppo sbilanciato nel tutelare i diritti dei &#8220;padri&#8221; a discapito dei &#8220;figli&#8221;, spesso lasciati soli senza garanzie e chiare prospettive per il futuro: la colpa di questo stato di cose, quindi, secondo il Ministro, &#8220;non è dei giovani, ma dell&#8217;egoismo e della miopia dei genitori, che sono iper-protetti dal Welfare e lasciano pochissimo spazio di lavoro e garanzie ai giovani, e in cambio se li tengono in casa&#8221;. Una buona fetta di responsabilità, poi, Brunetta la individua nei sindacati che negli ultimi 40 anni soprattutto, sono stati soprattutto attenti al presente, alle esigenze immediate, mancando però di una prospettiva per il futuro. In questi termini, tutelando sempre gli ultimi e lasciando indietro i più giovani, si tende a conservare e rafforzare il sistema, da un lato, ed indebolirlo e infiacchirlo dall&#8217;altro; laddove, invece, soprattutto per un Paese come l&#8217;Italia, a natalità bassissima e con l&#8217;età media sempre più elevata, sarebbe necessario bilanciare il nostro Welfare per dare ai giovani maggiori possibilità per costruirsi la loro vita. Da ultimo, il ministro della Pubblica amministrazione, al di là delle polemiche, invita tutti a fare &#8220;un esame di coscienza, dare prospettive di libertà di scelta ai giovani e non di costrizione: non c&#8217;è lavoro, nelle università non ci sono campus e borse di studio, la preparazione delle università non é abbastanza buona&#8221;. Detto questo, però, occorre anche precisare una cosa. Si può (e anzi si deve) discutere all&#8217;infinito su quali provvedimenti adottare per spingere i giovani all&#8217;autonomia: dall&#8217;assegno una tantum, alle agevolazioni-detassazioni sugli affitti, ai contributi in caso di matrimonio (proposta, quest&#8217;ultima, che permetterebbe a molti giovani di coronare presto i loro sogni di mettere su una famiglia con figli, senza attendere tempi biblici); tutte proposte sacrosante e legittime: il punto vero, però, della questione è un altro. Aldilà di sprechi ed inefficienze che vanno colpite e sanate, sarebbe un grave errore pretendere che solo dal Welfare (per quanto riformato) possa scaturire come per incanto la fine dell&#8217;epoca dei &#8220;bambaccioni&#8221;. Come ha spiegato mirabilmente una decina di anni fa Giulio Tremonti nel suo Stato Criminogeno (Laterza, 1997), il Welfare italiano ha prodotto le attuali distorsioni (&#8221;bare piene&#8221;, &#8220;culle vuote&#8221;), perché … ha funzionato troppo bene; perché, almeno in Italia, complice la pressione assistenzialista della Prima Repubblica, il Ns. Welfare, finanziato con la &#8220;cambiale mefistofelica&#8221; del BOT (del Debito Pubblico distribuito ai cittadini), ha retto oltre le proprie capacità: almeno fino allo stop imposto dal Trattato di Maastricht! Ora, una cosa non la possiamo utilmente negare: l&#8217;assistenzialismo in Italia, pur con le degenerazioni che tutti conoscono, partiva da una grande ispirazione ideale (vuoi nel mondo cattolico, vedi Fanfani, vuoi nel mondo socialista), quella di distribuire i redditi per realizzare un mondo migliore; con un occhio speciale alle nuove generazioni. La politica di ieri pensava ai giovani, perché c&#8217;era un tessuto sociale che premeva in questa direzione: fino a 30 anni fa, essere giovani comportava un movimento di presa di coscienza collettiva (vedi il 68, anche se spesso degenerato) da parte dei giovani stessi, i quali si sentivano artefici e protagonisti del loro futuro. A quasi quarant&#8217;anni dalla &#8220;contestazione generale&#8221;, i Ns. &#8220;bambaccioni&#8221; vivono di &#8220;arte di arrangiarsi&#8221;, ma di fatto non hanno trovato un&#8217;idea, un movimento di identificazione capace di dare un progetto, una speranza sul futuro, oltre al &#8220;coatto&#8221; ripiegamento nel proprio privato-familiare. Certo, è vero che è anche colpa di questo Welfare se i giovani di oggi sono spesso annoiati, abulici, infelici, depressi; ma la cosa più brutta è che negli ultimi anni si sia spento nei giovani quel sano spirito di &#8220;cittadinanza attiva&#8221; di cui essi solo sono &#8220;avanguardia naturale&#8221;, con quella voglia di &#8220;scoprire e progettare la sfera collettiva e sociale&#8221; dei giovani di altri tempi: pretesa, poi, quest&#8217;ultima, legittima, sacrosanta oltreché naturale, dato che il domani … è dei giovani! Deve, invece, rinascere nei giovani il naturale coraggio, di osare, di vivere intensamente, perché chiusi in un circuito che non dà loro spazio. Se c&#8217;è questa disposizione, anche quella che oggi appare cd. &#8220;precarietà&#8221; può essere vissuta con spirito diverso e senza negativismi: senza mettere in discussione il principio che il lavoro va sempre retribuito per il giusto e che l&#8217;assistenza previdenziale non può essere negata, credo vada accolta la provocazione da L&#8217;Occidentale del 19/01/2010 (Ai giovani d&#8217;oggi non resta che un po&#8217; di precarietà per crescere) nella sua rubrica L&#8217;uovo di giornata: &#8220;forse l&#8217;ultima chance che i nostri giovani hanno di crescere e diventare responsabili è proprio la precarietà a cui devono far fronte e sono costretti, per i motivi più diversi, per costruire un loro futuro stabile e sereno&#8221;. Anche noi, come L&#8217;Occidentale crediamo che la &#8220;precarietà&#8221; sia l&#8217; &#8220;ultima prova rimasta alle giovani generazioni per dimostrare chi sono, che cosa vogliono diventare e dove vogliono arrivare, malgrado tutto e tutti, in fondo sia giusta&#8221;. E con la stessa convinzione &#8220;crediamo che possano superarla con successo&#8221;. La precarietà, quindi, diventa una &#8220;prova di iniziazione&#8221; (non senza un non so che di &#8220;sacrale&#8221;, pur in senso civile) per selezionare i migliori: così è sempre successo in tutte le società, in cui i giovani, per sostituire i Padri, hanno sempre dovuto pagare almeno un prezzo, ovvero una &#8220;prova di iniziazione&#8221; per dimostrare di esserne degni: nulla ai giovani è stato dato gratis, questo lo dovrebbero ricordare i giovani stessi, ma anche le famiglie, indubbiamente portate (in modo diseducativo) ad essere ultra-protettive con i figli. Diamo ai giovani l&#8217;opportunità di dimostrare il loro valore, le loro capacità, di poter sacrificarsi e farsi carico delle responsabilità delle loro azioni. La storia è piena di questi passaggi: ricordiamo le &#8220;radiose giornate di maggio&#8221; del 1915, quando la &#8220;meglio gioventù&#8221; borghese, insofferente per le angustie del sistema liberal-giolittiano, volle conquistarsi il suo &#8220;posto al sole&#8221; nella società, offrendosi alla Patria. Con questo, non voglio auspicare per i &#8220;bambaccioni&#8221; un nuovo Piave o una nuova Caporetto; voglio solo dire che devono trovare la consapevolezza che solo dalla disponibilità alla &#8220;prova&#8221; (qualunque essa sia) si vede la differenza tra un vero giovane e un &#8220;bambaccione&#8221;. Per questo motivo, crediamo che i giovani potranno crearsi il proprio futuro e solo in questo modo far rinascere l’Italia anche sul piano morale, con idee nuove per il bene comune e rafforzare il sentimento nazionale, oggi sempre più flebile. Se la gran maggioranza dei giovani sono disinteressati alla politica, sono poco sensibili alle attività sociali, disinteressati a tutto ciò che ha un interesse generale e sono invece proiettati soltanto a godersi la loro vita, a curare i loro interessi privati, quando mai vedremo rinascere il Ns. Paese? In questa direzione, quindi, va ritrovata la via per un rilancio di una sana e non demagogica politica di promozione delle giovani generazioni.</p>
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		<title>Lucca sigla il protocollo d&#8217;Intesa con il Ministro Brunetta</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2009/10/14/lucca-sigla-il-protocollo-dintesa-con-il-ministro-brunetta/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 18:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[lucca]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/10/14/lucca-sigla-il-protocollo-dintesa-con-il-ministro-brunetta/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.loschermo.it/uploads/articoli/foto1/1608579798.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>A cura della Redazione -
Lucca sigla il protocollo d&#8217;Intesa con il Ministro per la Pubblica Amministrazione per l&#8217;innovazione organizzativa e tecnologica per la realizzazione di servizi ai cittadini e alle imprese.
Lucca è fra i primi Comuni d&#8217;Italia a sottoscrivere con Brunetta il patto per l&#8217;innovazione tecnologica e il miglioramento dei servizi ai cittadini.
Questa mattina (sabato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.loschermo.it/uploads/articoli/foto1/1608579798.jpg" alt="" width="300" height="301" />A cura della Redazione -</strong></p>
<p>Lucca sigla il protocollo d&#8217;Intesa con il Ministro per la Pubblica Amministrazione per l&#8217;innovazione organizzativa e tecnologica per la realizzazione di servizi ai cittadini e alle imprese.</p>
<p>Lucca è fra i primi Comuni d&#8217;Italia a sottoscrivere con Brunetta il patto per l&#8217;innovazione tecnologica e il miglioramento dei servizi ai cittadini.<br />
Questa mattina (sabato 10 ottobre) a Torino, il Comune di Lucca, ha infatti sottoscritto il protocollo d&#8217;intesa con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione per l&#8217;innovazione organizzativa e tecnologica per la realizzazione di servizi ai cittadini e alle imprese, in occasione dell&#8217;ultima giornata dell&#8217;assemblea Annuale dell&#8217;Anci.<br />
A rappresentare il sindaco Mauro Favilla, al momento della sottoscrizione è stato l&#8217;assessore alle politiche finanziarie Luca Leone.</p>
<p>&#8220;Lucca è fra i primi comuni d&#8217;Italia &#8211; sottolinea il primo cittadino -, insieme a Orvieto ed Ascoli Piceno a siglare questo accordo con il ministero, che si propone di sviluppare l&#8217;innovazione organizzativa e tecnologica e la realizzazione di servizi ai cittadini e alle imprese. Lo scopo finale è proprio quello di fare un importante passo avanti in termini di efficienza e qualità del servizio ai cittadini&#8221;.</p>
<p>Il Ministero ha infatti promosso progetti innovativi atti a favorire la comunicazione con i cittadini e l&#8217;elaborazione dei livelli di soddisfazione nell&#8217;accesso e nella fruizione dei servizi, per fornire in tempo reale dati utili al monitoraggio della valutazione oggettiva delle prestazioni, dei risultati e della qualità delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p>&#8220;L&#8217;amministrazione Comunale &#8211; sottolinea il sindaco Favilla &#8211; dal momento del suo insediamento ha sostenuto precise linee strategiche finalizzate sia al miglioramento dei servizi, attraverso politiche di innovazione tecnologica, sia alla realizzazione di una politica di comunicazione verso i cittadini in termini di diffusione informativa, ma anche di partecipazione dei cittadini. In questo senso va anche l&#8217;impegno verso la trasparenza degli atti amministrativi, la concertazione avviata con la città per le scelte importanti come il Piuss per la riqualificazione di grande parte del centro storico e il piano della mobilità, ma l&#8217;impegno verso la certificazione di qualità ottenuta da 12 uffici comunali nel corso di quest&#8217;anno&#8221;.</p>
<p>&#8220;Con la firma del protocollo d&#8217;intesa &#8211; spiega l&#8217;assessore Luca Leone &#8211; il Comune di Lucca avvierà una sperimentazione per la customer satisfaction dei servizi ai cittadini attraverso l&#8217;utilizzo di touch screen dotati di emoticon: per intendersi le faccine da sorridenti a tristi, per esprimere in modo veloce e semplice la soddisfazione, o meno, dei cittadini. Questo ovviamente servirà a comprendere cosa e come dobbiamo migliorare i servizi agli utenti cittadini. Ma il Comune si impegna anche a dare il via ad altre azioni importanti come un maggiore informatizzazione con il potenziamento dei servizi on line. Il protocollo ha la durata di tre anni e permette al Comune di accedere a specifici fondi stanziati dal ministero. Il protocollo prevede anche l&#8217;attuazione della cosiddetta Linea Comune, una linea telefonica in grado di fornire le prime informazioni al cittadino. Lucca in realtà ha già attuato questo servizio con il suo centralino chiamato appunto &#8216;Voce Comune (0583/ 4422)&#8217;: chi risponde è in grado di fornire un primo aiuto ai cittadini, anche su tutti i servizi delle aziende partecipate&#8221;.</p>
<p>I comuni che adotteranno le cosiddette &#8221;faccine&#8221;, oltre Lucca, sono quelli di Cingoli, Assisi, Prato, Sassuolo, Belluno, Pietrasanta e Monghidoro.</p>
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		<title>Prato: il sindaco Cenni &#8220;ci mette la faccia&#8221; con il Ministro Brunetta</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2009/10/14/prato-il-sindaco-cenni-ha-firmato-il-protocollo-mettiamoci-la-faccia-con-il-ministro-brunetta/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 18:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[cenni]]></category>
		<category><![CDATA[prato]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/10/14/prato-il-sindaco-cenni-ha-firmato-il-protocollo-mettiamoci-la-faccia-con-il-ministro-brunetta/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.pratoblog.it/public/gestionesito/cenni_roberto/cenniroberto090421000x.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>A cura della Redazione -
Il sindaco Roberto Cenni ha firmato questa mattina con il Ministro Renato Brunetta, nello spazio-stand del Ministero per la Pubblica Amministrazione l&#8217;Innovazione allestito nella sede della XXVI Assemblea Annuale dell’ANCI, il protocollo d&#8217;intesa &#8220;Mettiamoci la faccia&#8221;. La sigla, che ha riguardato anche altri enti, era stata approvata durante la giunta di Martedì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.pratoblog.it/public/gestionesito/cenni_roberto/cenniroberto090421000x.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.pratoblog.it/public/gestionesito/cenni_roberto/cenniroberto090421000x.jpg" alt="" width="349" height="298" /></a>A cura della Redazione -</strong></p>
<p>Il sindaco Roberto Cenni ha firmato questa mattina con il Ministro Renato Brunetta, nello spazio-stand del Ministero per la Pubblica Amministrazione l&#8217;Innovazione allestito nella sede della XXVI Assemblea Annuale dell’ANCI, il protocollo d&#8217;intesa &#8220;Mettiamoci la faccia&#8221;. La sigla, che ha riguardato anche altri enti, era stata approvata durante la giunta di Martedì scorso.</p>
<p>Il progetto, il cui fine è sottolineare il grado di soddisfazione del cittadino utente dei servizi della pubblica amministrazione, ha come filo conduttore l&#8217;uso degli emoticons, ovvero delle cosiddette &#8220;faccine&#8221;. In ogni caso, secondo il protocollo siglato oggi, il progetto «Mettiamoci la faccia» sarà realizzato in fasi distinte. Nella prima verranno inseriti dei touchscreen (video sui quali si agisce con il tocco della mano) con le tre diverse versioni degli emoticons: una faccia che ride, una indifferente ed una imbronciata. I primi uffici ad essere sottoposti all&#8217;esame degli utenti saranno quelli dell&#8217;anagrafe, entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>E&#8217; peraltro previsto entro il mese di Marzo il via libera ad un sistema di giudizio sui servizi on- line del Comune, mentre entro settembre 2010 i touchscreen arriveranno anche ai punti Jolly, al Suap e negli uffici dell&#8217;assessorato all&#8217;Immigrazione. Infine un ultimo passaggio: entro il prossimo anno gli emoticons saranno utilizzati per giudicare, on- line, i servizi delle partecipate dell&#8217;Amministrazione Comunale.</p>
<p>La delegazione che ha seguito i lavori dell&#8217;ANCI a Torino, guidata dal primo cittadino, era composta dall&#8217;assessore all&#8217;Innovazione, Anna Lisa Nocentini, dal presidente del Consiglio Comunale, Maurizio Bettazzi, e dal vice presidente, Andrea Amerini, con il consigliere dell&#8217;IDV, Aurelio Donzella. Presente anche l&#8217;assessore ai Rapporti Istituzionali, Filippo Bernocchi, in qualità di delegato nazionale ANCI.</p>
<p>Una città, Torino, dove la campagna pubblicitaria per sensibilizzare i cittadini all&#8217;utilizzo degli emoticons negli uffici pubblici del Comune è già partita con l&#8217;impiego di cartellonistica e inserzioni.</p>
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		<title>Aria nuova in Toscana</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2009/05/10/aria-nuova-in-toscana/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 21:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Arezzo]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[provincia arezzo]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/05/10/aria-nuova-in-toscana/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://digilander.libero.it/y93/brunetta.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>di Antonino Armao
Chiunque governerà questo territorio dopo le prossime elezioni amministrative dovrebbe applicare una semplice equazione politica:

MENO      costi della politica
MENO      tasse sulla famiglia, sul lavoro, sulle imprese
UGUALE      più consumi, più produzione, più posti di lavoro, più entrate nelle casse   [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><strong><a href="http://digilander.libero.it/y93/brunetta.jpg"><img class="alignleft" src="http://digilander.libero.it/y93/brunetta.jpg" alt="" width="351" height="234" /></a>di Antonino Armao</strong></p>
<p class="MsoNormal">Chiunque governerà questo territorio dopo le prossime elezioni amministrative dovrebbe applicare una semplice equazione politica:</p>
<ul type="disc">
<li class="MsoNormal">MENO      costi della politica</li>
<li class="MsoNormal">MENO      tasse sulla famiglia, sul lavoro, sulle imprese</li>
<li class="MsoNormal">UGUALE      più consumi, più produzione, più posti di lavoro, più entrate nelle casse      pubbliche per aiutare chi ha bisogno, per realizzare le infrastrutture,      per diminuire il debito pubblico.</li>
</ul>
<p class="MsoNormal">Nel triennio 2004 – 2004 – 2006 la Provincia di Arezzo per mantenere se stessa ha speso la bella cifra di € 82.506.678, su un bilancio complessivo di € 205.885.691. Ma questi soldi sono stati spesi bene?</p>
<p class="MsoNormal">Il Prof. Renato Brunetta (dipendente pubblico anche lui) al proposito ha idee molto chiare. La macchina pubblica in Italia costa più o meno il doppio rispetto a quello che produce, quindi per pareggiare i conti abbiamo due possibilità. O tagliamo le spese della metà (ma avremmo minore spesa pubblica con riflessi negativi sui servizi, sull’occupazione e sui consumi) oppure raddoppiamo la produttività per avere il doppio di benefici con la stessa spesa.</p>
<p class="MsoNormal">E allora, voi, da buoni padri di famiglia, che cosa fareste?</p>
<p class="MsoNormal">Ecco che cosa dovrebbe fare una buona amministrazione locale, qualunque sia il suo colore politico.</p>
<ul type="disc">
<li class="MsoNormal">Migliorare      il rapporto qualità/prezzo nei servizi pubblici locali a favore dei      consumatori a partire dal carico delle bollette.</li>
<li class="MsoNormal">Ridurre      i costi della politica a carico dei consumatori attraverso la liquidazione      degli enti intermedi e delle società pubbliche non essenziali nel quadro      delle norme già in vigore e delle riforme in corso di approvazione in      Parlamento.</li>
<li class="MsoNormal">Riconvertire      le attuali risorse verso la ricerca e l’innovazione che servono, in      rapporto alle esigenze della competitività. L’innovazione che serve è      quella che fa fare profitti agli imprenditori e che da lavoro ai giovani      ed alle famiglie.</li>
<li class="MsoNormal">Sostenere      lo sviluppo di un Polo di eccellenza nella ricerca e nella formazione      finalizzata alla valorizzazione delle risorse produttive tipiche dei      questo territorio.</li>
</ul>
<p class="MsoNormal">Occorre un nuova visione, un nuovo patto sociale e una forte riqualificazione delle risorse pubbliche (dove per riqualificazione si intende meno spesa improduttiva o più produttività a parità di spesa) per tirare fuori Arezzo e la Toscana dalle secche nelle quali si sta ritrovando dopo decenni di amministrazione pubblica pigra e improduttiva.</p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Brunetta sulla Ferrari targata PA</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 18:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Difesa dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[PA]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/03/22/brunetta-sulla-ferrari-targata-pa/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.blogmotori.com/wp-content/uploads/2007/07/ferrari-f430-scuderia-01.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>di Carla Fabbrini

&#8220;Dietro il nostro lavoro, c&#8217;è sempre un cittadino a cui rispondere&#8221;.
Nell’attuale processo in corso in cui lo Stato si sta trasformando in senso “federalista”,  è quanto mai  necessario che anche la  Pubblica Amministrazione, si riqualifichi  come struttura di servizio ai cittadini, alle imprese, alla comunità secondo il principio fondamentale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blogmotori.com/wp-content/uploads/2007/07/ferrari-f430-scuderia-01.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.blogmotori.com/wp-content/uploads/2007/07/ferrari-f430-scuderia-01.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>di Carla Fabbrini<br />
</strong></p>
<p><strong>&#8220;Dietro il nostro lavoro, c&#8217;è sempre un cittadino a cui rispondere&#8221;.</strong></p>
<p>Nell’attuale processo in corso in cui lo Stato si sta trasformando in senso “federalista”,  è quanto mai  necessario che anche la  Pubblica Amministrazione, si riqualifichi  come struttura di servizio ai cittadini, alle imprese, alla comunità secondo il principio fondamentale di sussidiarietà e in senso europeista.<br />
Tradizionalmente è sempre stato attribuito ai  leaders politici, la funzione di  determinare cosa andava garantito attraverso i servizi pubblici, con quali modalità e nei confronti di  quali destinatari. Così di conseguenza  i dirigenti e funzionari pubblici hanno  erogato i servizi  modellandoli su un archetipo autoritativo più al servizio del Sindaco, del Presidente o del Ministro pro-tempore, cioè dell’apparato politico,  che del cittadino relegato di fatto  ad un ruolo  del tutto passivo.<br />
“Di qui l’idea ottocentesca dell’amministrazione come macchina anonima e imparziale, rigidamente subordinata ai propri vertici politici, gestita da funzionari pubblici selezionati per applicare (rectius: interpretare) norme, separata dalla società (anche grazie ai suoi due segreti, di Stato e di ufficio) ma ad essa sovraordinata, in nome della superiorità di quell’interesse pubblico la cui tutela è all’amministrazione affidata in via esclusiva, anche a costo, se necessario, di ledere interessi dei privati” (G. Arena Forum PA 2007).<br />
Oggi però,  con le riforme in atto ( federalismo  e Pubblica Amministrazione) stanno delineandosi  nuovi assetti normativi che cambieranno radicalmente questi  comportamenti orientandoli ad  una  maggiore attenzione nei confronti del cittadino  riconoscendogli  un ruolo importante, quello  “Stakeholder”  (portatore di interessi)<br />
Tale cambiamento avrà un grosso impatto sul ciclo delle politiche pubbliche: il cittadino utente sarà  maggiormente coinvolto anche  nelle varie fasi  di progettazione, decisione, implementazione, monitoraggio e valutazione dei servizi .<br />
L’attivazione di strategie di partecipazione e la conoscenza dei bisogni e delle performance divengono essenziali.<br />
Tutto ciò  implica che le istituzioni pubbliche debbano necessariamente evolversi da un sistema ancora chiuso e auto-referenziale di “fornitore di servizi” ad un’organizzazione aperta, a rete, nella quale il pubblico ha fiducia.<br />
Come sarà  possibile tutto questo? attraverso processi di trasparenza e responsabilità e spostando il centro dell’attenzione  dal livello interno (risorse e attività) a quello esterno (produzione e risultati) agendo sul ciclo classico del servizio pubblico: “progetto-decisione-produzione-valutazione”, tramite il coinvolgimento, in ogni fase, dei portatori d’interesse in generale e dei cittadini-clienti in particolare. Questi ultimi diventeranno  così “co-progettatori, co-decisori, co-produttori e co-valutatori”.<br />
“Le amministrazioni  si pongano in atteggiamento di ascolto verso i cittadini-utenti, riconosciuti come portatori di saperi che sono una risorsa preziosa per il miglioramento del servizio da esse erogato. E’ in questo senso, dunque, che si può dire che il modello bipolare tradizionale evolve verso un modello temperato dall’ascolto “<br />
Le organizzazioni pubbliche, dovranno soddisfare in maniera diametralmente opposta  i bisogni complessi di  una società sempre più eterogenea, la domanda di maggiore trasparenza, insieme al bisogno di maggior coinvolgimento dei cittadini e imprese<br />
Tra politica ed amministrazione dovrà esserci una distinzione netta, dove la politica e gli organi di governo  avranno le funzioni di indirizzo e di controllo, e la PA di gestione.</p>
<p>Certamente questa nuova modalità è molto più impegnativa, ma se vogliamo dare una svolta davvero innovativa e arrivare ad una partnership più strategica, se vogliamo consolidare il settore pubblico, rendendolo forte, apprezzato e degno di fiducia, questo è l’unico modo.<br />
Lo ha capito molto bene il Ministro Renato Brunetta che, fin dall’inizio del suo mandato si è impegnato  a dare  una svolta epocale a questa enorme macchina targata PA.<br />
E con grande determinazione ed efficacia sta mantenendo parola ai suoi impegni  attuando una vera e propria rivoluzione che porterà il cittadino al centro dell’azione amministrativa grazie all’utilizzo delle tecnologie informatiche che garantiranno innanzitutto standard uniformi di servizi su tutto il territorio.<br />
Una grande strategia è quella  di “linea amica” . Sistema di reti  di URP uffici di relazione con il pubblico che rispondono  in maniera efficace  a risolvere i problemi della gente. Già in parte questo avviene, con la risposta a 300 mila telefonate giornaliere e il monitoraggio continuo della “CS” la soddisfazione o insoddisfazione degli utenti che chiamano per avere risolti i loro problemi con la PA.<br />
“Una PA finalmente amica che dia una mano al paese, non più palla al piede dell’economia, non più un costo da pagare  ma  &#8211; la Ferrari – è quanto afferma il Ministro   Brunetta che con la sua instancabile tenacia si è  prefissato questo ambizioso obiettivo:<br />
“Io voglio che la PA sia come la Ferrari nell’immaginario collettivo nazionale e internazionale, una cosa di cui andare orgogliosi. Ci sono tutte le risorse per farlo perché ci costa un sacco di soldi questa meravigliosa PA, tanto vale farla fruttare! “<br />
Tra i progetti annunciati da Brunetta anche quello di &#8221;un testo unico dedicato ai doveri della Pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini”. Una sorta di codice, che sarà pronto a breve e metterà fine &#8221;a cartelle pazze e vessazioni&#8221; da parte della P.A</p>
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		<title>Innovazione e nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 07:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Difesa dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[nuove-tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2009/01/31/innovazione-e-nuove-tecnologie-nella-pubblica-amministrazione/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.matrablog.it/wp-content/uploads/2008/06/pubblica-amministrazione.gif" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Antonino Armao &#8211; IL BUONGOVERNO nel PdL &#8211; Coordinamento provinciale di Forza Italia verso il PdL

Carla Fabbrini – UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI – Delegazione di Arezzo
 
Mentre ad Arezzo si consuma  la battaglia elettorale tra i DS per decidere i destini della Provincia e con essi quelli dell’umanità, il Senato ha definitivamente approvato con voto bipartisan il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.matrablog.it/wp-content/uploads/2008/06/pubblica-amministrazione.gif"><img class="alignleft" src="http://www.matrablog.it/wp-content/uploads/2008/06/pubblica-amministrazione.gif" alt="" width="432" height="368" /></a>Antonino Armao &#8211; IL BUONGOVERNO nel PdL &#8211; Coordinamento provinciale di Forza Italia verso il PdL<br />
</strong></p>
<p><strong>Carla Fabbrini – UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI – Delegazione di Arezzo</strong></p>
<p> </p>
<p>Mentre ad Arezzo si consuma  la battaglia elettorale tra i DS per decidere i destini della Provincia e con essi quelli dell’umanità, il Senato ha definitivamente approvato con voto bipartisan il Ddl Brunetta di riforma della Pubblica Amministrazione &#8220;Disegno di legge recante delega al Governo finalizzata all&#8217;ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico.<span id="more-711"></span></p>
<p>Uno dei fattori principali del nostro ritardo rispetto ai principali paesi europei  è costituito dalla PA. Per questo il governo di centrodestra ha deciso di intervenire con una riforma profonda che vuol  fare della PA una struttura interamente digitalizzata con costi fortemente ridotti e grandi vantaggi per tutti: famiglie e imprese.</p>
<p>La burocrazia italiana costa ad ogni cittadino italiano 4500 euro contro i 3300 in media degli altri paesi europei.  Con le riforme in corso in parte già avviate, potremmo  scendere al livello di costo di paesi come la Germania.</p>
<p>Dei passi sono stati già compiuti  avendo approvate 2 leggi importanti  come la n. 133 del 6 agosto 2008 che ha soppresso tutti gli Enti inutili con meno di 50 dipendenti e ha ridotto drasticamente le consulenze e poi la legge delega finalizzata all’utilizzazione della produttività del lavoro pubblico che ha designato in 34 punti una completa riforma della pubblica amministrazione.</p>
<p>Con l’approvazione del Ddl di riforma della PA e il piano E-gov 2012 si dà il via ad una seconda fase, in piena sintonia con gli obiettivi strategici europei del piano di Lisbona. Un piano che fa  leva soprattutto sul codice dell’amministrazione digitale.</p>
<p>L’obiettivo quello di allineare l’Italia alle migliori performance europee nell’uso delle tecnologie internet e digitali e dare anche per questa via, un contributo e una spinta al superamento della crisi economica. </p>
<p>Oggi in Italia, purtroppo soltanto il 17% delle famiglie usa internet su una media europea del 32% e sale al 40% nei paesi più avanzati, Francia e Germania e soprattutto il nord Europa. </p>
<p>La nostra PA con 3 milioni e 600 mila dipendenti e 192 miliardi di euro di massa retributiva, incide sull’economia nazionale esattamente come l’industria manifatturiera. I due settori sono pari al 17% del PIL . Inoltre la PA soffre di una bassa produttività e di una elevata inefficienza. Due fattori che rallentano la dinamica produttiva dell’intero sistema economico nazionale. </p>
<p>Se nei prossimi anni la PA aumentasse la propria produttività di un punto all’anno, l’Italia potrebbe ridurre fino ad azzerare i divari di crescita con gli altri grandi paesi grandi europei.</p>
<p>La commissione europea ha stimato che per l’Italia i costi amministrativi sulle imprese sono pari al 4,6 % del PIL quindi se noi ipotizziamo una riduzione del 25% di questi costi, che è una riduzione del tutto realistica, avremo un risparmio di 75 miliardi di euro. Questo è un risultato che non si può raggiungere dall’oggi al domani ma il processo è  già iniziato  con la legge 133 taglia oneri, ovvero gli oneri burocratici più costosi.</p>
<p>Vediamone qualche  esempio.</p>
<p>La spesa burocratica più costosa per le PMI è quella per la tenuta del libro paga che costa all’industria circa 6 miliardi di euro l’anno. Con la legge già approvata ci dovrebbe essere già un risparmio di 3,3 miliardi all’anno pari al 56%. Ora sommando i vari risparmi che saranno possibili con l’applicazione di questa legge,  le PMI avranno una minore spesa di 4 miliardi su un onere complessivo che è adesso di 6,9 miliardi l’anno.</p>
<p>Grazie al protocollo d’intesa del 22 dicembre 2008 con il Consiglio Nazionale del Notariato, è già possibile ottenere in ben 5000 studi, l’erogazione di servizi anagrafici altamente specializzati, come ad  esempio le visure catastali  che ora sono gratuite e rapide.</p>
<p>Con il programma  “Reti amiche”  i punti di accesso del cittadino ai servizi della pubblica amministrazione sono stati moltiplicati. Grazie alle reti esistenti nelle  rivendite di tabacchi e alle poste abbiamo 25mila punti di accesso in più ai servizi pubblici che saliranno già entro il 2009 a 100mila e senza costi per nessuno, né per lo Stato né per i contribuenti. </p>
<p>Entro il 2012 assisteremo al processo graduale di informatizzazione  che consentirà  l’abolizione totale della carta nella PA. Ogni pratica quindi sarà digitalizzata con l’eliminazione delle code agli sportelli e la possibilità di fare tutto anche  da casa con il proprio personal computer.</p>
<p>I settori su cui sono già stati fatti  i principali interventi.</p>
<p><span>Scuola e l’università</span>.  Su 1100 scuole e università sono già stati attivati interventi di informatizzazione. Entro il 2012 su tutte le scuole dello Stato. A ciascuna scuola è stato già fornito l’accesso alla piattaforma per la didattica digitale “innovascuola” ed assegnati 10mila euro per l’acquisto dei contenuti digitali.” </p>
<p>L’obiettivo del progetto è la  semplificazione delle comunicazioni scuola-famiglia attraverso la disponibilità in rete dei principali documenti prodotti dalle scuole, domande di iscrizione, prenotazione colloqui, comunicazioni , pagelle elettroniche e registro elettronico, possibilità di utilizzare diversi canali di comunicazione, internet, e-mail- sms. Tutto questo riguarda 10.700 scuole 42.000 Sedi, 370mila classi, 7,2milioni di  studenti e 3milioni di insegnanti. Nel 2012 tutte le scuole italiane saranno dotate di aule informatizzate con lavagne digitali interattive e pc.</p>
<p><span>Giustizia</span>. Nel processo civile, l’invio delle comunicazioni e delle notifiche per via telematica dagli uffici giudiziari agli avvocati e gli  ausiliari del giudice. La notificazione telematica è una premessa indispensabile per l’abbreviazione dei tempi dei processi in quanto permette la costituzione del fascicolo elettronico dei giudici e l’archiviazione e la consultazione informatica della documentazione.</p>
<p>E’ previsto anche il  rilascio telematico dei certificati giudiziari, come ad esempio quello del casellario giudiziario e il certificato relativo ai carichi pendenti attraverso gli  sportelli di altre pubbliche amministrazioni sul territorio e all’estero. Il solo casellario che oggi è  rilasciato in forma cartacea e annualmente in oltre un milione di copie, non sarà più cartaceo, non saranno più richieste personalmente e manualmente ma per via elettronica. Il progetto inoltre permetterà l’accesso diretto  in rete ai dati del casellario giudiziario alle pubbliche amministrazioni e agli Enti pubblici.</p>
<p>Il 90% dei problemi della giustizia italiana che è un comparto fondamentale per la vita di tutti i cittadini, è dovuto a scarsa efficienza e di organizzazione. L’introduzione dell’ ICT, di internet e della forme elettroniche di comunicazione risolverà molti problemi.</p>
<p>Il piano prevede l’agevolazione dell’attività della procure nella fase delle indagini e pre-dibattimentale del processo penale consentendo la trasmissione telematica alle procure stesse delle notizie di reato da parte delle forze di polizia giudiziaria, con l’alimentazione automatica del registro delle notizie di reato e la costituzione del fascicolo elettronico del PM e del giudice delle indagini preliminari (nel rispetto e nella riservatezza della privacy e delle singole competenze).</p>
<p><span>Salute</span>. Alcune sperimentazioni del passato fatte in 3 province del Lazio hanno dimostrato che con  la sola prescrizione elettronica delle ricette e la  semplificazione dei relativi controlli  si è potuto ottenere la  riduzione della spesa sanitaria del 10-30%.</p>
<p>Considerando che in Italia si spendono tra i 15 e i 20 miliardi di euro per prescrizioni in termini di medicine, potremmo prevedere  una riduzione dei costi e degli sprechi dal 10 al 30% ovvero fino a 6 miliardi di euro  all’anno. Sarà inoltre introdotto il fascicolo elettronico individuale nonché il certificato elettronico di malattia sia per il settore privato che per il settore pubblico.</p>
<p><span>Sicurezza e libertà</span>. Già dal 2009, carta d’identità  e passaporto elettronico; Anagrafe unitaria  con sistema catastale degli immobili. </p>
<p><span>Dematerializzazione</span>: che vuol dire eliminazione della carta. La provincia di Verona ha già autonomamente realizzato un progetto di dematerializzazione e ha stimato un risparmio in 3 anni di 500 milioni di euro.  Facendo una proiezione per tutte le province, per tutti i comuni, per tutte le regioni e infine per lo stato si può  intuire cosa può comportare in termini di efficienza e risparmio l’eliminazione della carta. Una stima in termini volumetrici dell’equivalente quadruplo  del duomo di Arezzo.</p>
<p>Tutto questo si traduce in minori costi per le famiglie, minori costi per le imprese, minori costi per la Pubblica amministrazione.</p>
<p>L’impegno finanziario per realizzare l’E-gov  è stimato in  un miliardo e 400mila euro che  se si fanno due conti costi e benefici non è una cifra enorme. </p>
<p>I cittadini però devono sapere che l’ostacolo maggiore al completamento del piano è rappresentato dai vicoli e dalle complicazioni poste da burocrazie gelose.</p>
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