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	<title>Arezzo Polis &#187; avanti tutta</title>
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	<description>Cultura politica, dibattito pubblico.</description>
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		<title>La nave di Enrico Rossi va “avanti tutta”. La Toscana no.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 11:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[avanti tutta]]></category>
		<category><![CDATA[claudio martini]]></category>
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		<category><![CDATA[toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2010/02/21/3438/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2010/02/indietro_tutta1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="indietro_tutta1" title="indietro_tutta1" /></a>Antonino Armao (PdL)
 
Dipartimento Innovazione, Informazione e Nuove Tecnologie.
C’è uno slogan elettorale che campeggia in questi giorni nelle città della Toscana dove Enrico Rossi, attuale assessore-imperatore della Sanità pubblica, si candida a fare il  “comandante del vapore”, sulla tolda più alta della Regione.
E lo fa suggestivamente con un ordine perentorio al popolo bue che lui immagina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-3439" title="indietro_tutta1" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2010/02/indietro_tutta1-195x300.jpg" alt="indietro_tutta1" width="195" height="300" />Antonino Armao (PdL)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dipartimento Innovazione, Informazione e Nuove Tecnologie.</strong></p>
<p style="text-align: justify; ">C’è uno slogan elettorale che campeggia in questi giorni nelle città della Toscana dove Enrico Rossi, attuale assessore-imperatore della Sanità pubblica, si candida a fare il  “comandante del vapore”, sulla tolda più alta della Regione.</p>
<p style="text-align: justify; ">E lo fa suggestivamente con un ordine perentorio al popolo bue che lui immagina nelle cabine di terza classe e nelle caldaie fumose della sala macchine a spalare carbone per mandare avanti la “sua” nave: Toscana avanti tutta!</p>
<p style="text-align: justify; ">Ebbene, ce la siamo andati a guardare questa Toscana governata da 35 anni sempre dalla stessa parte politica. E ce la siamo guardata da un osservatorio imparziale quale quello dell’IRPET, l’organo tecnico-scientifico del Comitato regionale per la programmazione economica della Toscana. Non dall’ufficio stampa del PdL.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il quadro è sconfortante.</p>
<p style="text-align: justify; ">La Toscana ha goduto per lungo tempo di almeno quattro certezze che sembravano definitivamente acquisite e finora mai messe in discussione: il livello di benessere; la qualità del suo territorio; la coesione sociale; la capacità innovativa e la vocazione imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify; ">Queste quattro certezze già da qualche anno non appaiono più tali, mostrandosi anzi tutte in crisi.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il tenore di vita pare non possa più continuare a crescere indefinitamente ed è ormai diffusa la convinzione che non necessariamente figli e nipoti godranno di standard di vita migliori dei loro genitori e nonni.</p>
<p style="text-align: justify; ">La qualità ambientale e territoriale viene percepita come un bene sempre più a rischio, minacciata da stili di vita e utilizzo dell&#8217;ambiente non più sostenibili.</p>
<p style="text-align: justify; ">La tradizione di accoglienza e tolleranza della Toscana sembra compromessa dall&#8217;immigrazione di massa, favorita da una legislazione “premiale” che crea concorrenza per i servizi sociali.</p>
<p style="text-align: justify; ">L&#8217;innovazione pare addirittura diventata un fattore di debolezza della regione: gli investimenti in ricerca sono generalmente sporadici e casuali, gli investimenti produttivi hanno ceduto il passo a quelli immobiliari e mancano nuovi imprenditori.</p>
<p style="text-align: justify; ">Questo il quadro impietoso di una Toscana che procede nella notte come il Titanic mentre il comandante alza il calice ad una vittoria che sente già sua.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ma che cosa ha fatto finora questa Regione per invertire la tendenza? Ce lo dice il solito IRPET. E il quadro che viene fuori è ancora più clamoroso.</p>
<p style="text-align: justify; ">Nelle analisi economiche dell’istituto di ricerca si dice che tra i fattori che fanno da freno allo sviluppo economico in Toscana ci sono le “rendite da scarsità” e le “rendite da posizione dominante”. Che cosa sono?</p>
<p style="text-align: justify; ">Si tratta di un insieme di fenomeni economici che producono sostanzialmente un innalzamento dei prezzi di alcuni beni e servizi a favore di pochi ed a spese di molti. Si fa riferimento alla remunerazione che va in tasca a chi possiede la terra di alto pregio (rendita da scarsità) a chi eroga servizi in condizioni di monopolio o oligopolio, a chi opera in mercati protetti o addirittura in assenza di mercato, come nel caso della pubblica amministrazione (rendite da posizione dominante).</p>
<p style="text-align: justify; ">Per essere ancora più chiari, si parla delle attività immobiliari, delle attività che sfruttano i pregi del territorio,  di alcune libere professioni, dei servizi bancari, dei servizi di pubblica utilità e delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p style="text-align: justify; ">In sostanza in Toscana si assiste ad una politica di minore favore verso i settori economici più aperti alla concorrenza specie se questi sono rivolti alle esportazioni, e questa tendenza si è rafforzata negli ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify; ">In altri termini, vi è in Toscana una più spiccata abitudine a favorire i settori già protetti o dove si possono originare nuove rendite che quelli esposti alla competizione internazionale.</p>
<p style="text-align: justify; ">Dall’analisi del periodo 1995-2006 emerge che è la remunerazione del capitale ad assumere l’andamento più favorevole; in alcuni settori (in particolare in quelli a prevalenza pubblica) i salari aumenterebbero più della loro produttività; l’evoluzione della remunerazione del capitale è più marcata nel settore dei servizi e, in particolare, nel settore assicurativo, del credito e degli alberghi; cresce la remunerazione nel settore delle costruzioni e cresce anche la remunerazione del capitale immobiliare.</p>
<p style="text-align: justify; ">E tra i settori dove il valore aggiunto cresce più della media c’è proprio la Sanità pubblica che assorbe il 75% delle risorse del bilancio regionale e che quindi rappresenta la più grande e remunerativa azienda della Toscana. L’azienda di Enrico Rossi, appunto. Quella si che va “avanti tutta”. Con buona pace della tradizione manifatturiera e della vocazione all’export di questa regione.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ecco che cosa rimane della via italiana al socialismo voluta da Togliatti e realizzata da Berlinguer: la difesa delle rendite che derivano dalla proprietà della terra e dal mantenimento di posizioni dominanti al riparo dell’ombrello pubblico.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ecco come si spiegano alcuni Piani strutturali come quello appena varato dal Comune di Arezzo.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ecco che cosa rimane delle politiche della sinistra: privilegi per pochi e impoverimento e concorrenza per i servizi sociali, per molti.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ecco il programma politico della sinistra in Regione Toscana per i prossimi cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify; ">Auguri a tutti noi.</p>
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