<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Arezzo Polis &#187; Costume e società</title>
	<atom:link href="http://www.arezzopolitica.it/category/costume-e-societa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.arezzopolitica.it</link>
	<description>Cultura politica, dibattito pubblico.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 11:30:19 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Generazione EMO: quando la Tv deforma il problema</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2012/02/05/generazione-emo-quando-la-tv-deforma-il-problema/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2012/02/05/generazione-emo-quando-la-tv-deforma-il-problema/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 13:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frabetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[arezzopolis]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[generazione emo]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[rai tv]]></category>
		<category><![CDATA[tutti pazzi per amore]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=9434</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2012/02/05/generazione-emo-quando-la-tv-deforma-il-problema/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2012/02/EMO-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="EMO" title="EMO" /></a>Redazione- Un pezzo di  Chiara Bini (Direttrice di Profiling, nr. 04/2011, rivista ONAR specializzata in problemi minorili) dedicato al problema EMO e alle falsificazioni su di esso costruito dai media. Pubblichiamo il pezzo per doverosa e necessaria divulgazione nell&#8217;interesse dei minori e delle famiglie, convinti che solo la corretta informazione sia utile per le famiglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9435" title="EMO" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2012/02/EMO.jpg" alt="EMO" width="442" height="354" />Redazione- Un pezzo di  Chiara Bini (Direttrice di <em>Profiling</em>, nr. 04/2011, rivista ONAR specializzata in problemi minorili) </strong><strong>dedicato al problema EMO e alle falsificazioni su di esso costruito dai media. Pubblichiamo il pezzo per doverosa e necessaria divulgazione nell&#8217;interesse dei minori e delle famiglie, convinti che solo la corretta informazione sia utile per le famiglie per la prevenzione e la gestione di queste problematiche. Tratto dal link: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969);" href="http://www.onap-profiling.org/" target="_blank">http://www.onap-profiling.org/</a></strong><span style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; line-height: normal; background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969);">-</span><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;">Ebbene sì, anch’io faccio parte di quei quasi 5 milioni di italiani che la domenica sera si adagiano sul divano davanti alla </span><em>fiction</em><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;"> “Tutti pazzi per amore 3”. E, pur facendo zapping durante le scene musicali che trovo insopportabili, un po’ per pigrizia un po’ per relax un po’ perché acciambellata nella mia narcosi pre-piumone, me lo sciroppo quasi fino alla fine, se non mi addormento prima. </span><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;">A risvegliarmi dal torpore però l’altra sera è arrivata l’ultima trovata uscita dalle menti di questi autori che qualcuno ha addirittura definito geniali. Sempre molto attenti a infarcire lo zuppone con tematiche moderne – dalla famiglia allargata al triangolo lesbo – stavolta gli autori “geniali” hanno pensato bene di somministrarci nientepopodimenoche ‘sta mamma Laura, una delle protagoniste, preoccupata per la svolta “emo” della figlia. In pratica la piccola Nina – che pare abbia dagli otto ai dieci anni – ha chiamato il suo gatto nero Angoscia, colorato della stessa tinta la sua stanza e si è invaghita di un ragazzino che sembra il fratellino di Bill Kaulitz, il </span><em>frontman</em><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;"> dei Tokio Hotel. La madre, giornalista, tra una riunione di redazione e un avvinghiamento con il marito, pensa con rimpianto a quanto sarebbe stato meglio se la sua bambina avesse mantenuto il proprio colore di capelli e avesse fatto danza. E poi basta. Pazienza. Intanto capiamo che la situazione procede fintanto che Nina, d’accordo con l’amichetto, non decide di uscire di casa nottetempo e entrare in un cimitero a fare riti magici con il succo di pomodoro e l’aranciata. Oh che divertente. Oh che originali questi autori “geniali” che, travolti anche loro dalla perniciosa melassa generale, hanno trasformato il problema “emo” – che non è affatto una semplice moda innocente come vorrebbero farci credere – in un bozzetto dai contorni naif e para-comici, insomma una “ganzata” che una bambina un po’ eccentrica ha il coraggio di fare con minimo danno anzi, rimediando il sorriso bonario degli adulti che non la rimproverano nemmeno all’insegna del “poteva fare cose assai peggiori”. </span><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;">E questo è quanto. Nel mezzo c’è la facilità con la quale si veicolano certi modelli “culturali” di identificazione dando per scontate cose che scontate non sono affatto. Ovvero, nelle armoniose moderne e tolleranti famiglie di oggi le bambine di otto anni naturalmente possono tingersi i capelli e le pareti della camera da letto del colore preferito senza che i genitori muovano foglia ma semplicemente paghino il conto. Ancora, le bambine di otto anni possono uscire tranquillamente di casa per introdursi nottetempo nei cimiteri con la stessa normalità con la quale vanno in cameretta a giocare con le bambole. E hanno senz’altro il fidanzatino che ovviamente rientra a far parte della “straordinaria famiglia allargata dell’amore”. </span><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;">Questo è quanto. Per adesso. Perché c’è da aspettarci, vista la gara al rialzo, che una volta normalizzata questa spettacolare famiglia “pazza per amore”, la prossima edizione sarà ancora più “pazza”, con gli adulti, o meglio, i protagonisti maggiorenni sempre più simili ai minorenni, sicuramente sempre meno responsabili e portatori di stili di vita discutibili per non dire rovinosi, celati sotto l’alibi della commedia leggera che deve svagare e quindi in cui tutto è concesso. </span><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;">L’altra questione: gli “emo”. Considerando che essere “emo” è una pratica che in genere inizia nell’età della pre-adolescenza (dai 13/14 anni) è stupefacente constatare che in quella </span><em>fiction</em><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;"> si arriva ad attribuirla a una bambina di meno di dieci anni. La cosa è ancor più stupefacente se si pensa che la fiction, come si suol dire “da famiglie”, è seguitissima dai ragazzini e il messaggio quindi sarà arrivato diretto: essere “emo” è solo un modo un po’ bizzarro di passare il tempo e non piace ai genitori. Stop. Peccato o, se volgiamo, fortuna, che a fronte dei molti che affrontano la questione “emo” come un semplice stile di vita tutto sommato innocuo, ci siano insegnanti, genitori sensibilizzati e sociologi che vedono il fenomeno come una trappola che si trascina dietro i rischi di una deriva pericolosa che può sfociare nell’autolesionismo. </span><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;">La tendenza purtroppo oggi è molto diffusa e l’aumento dei siti dedicati all’argomento ne è la prova. Il fenomeno, lungi dall’essere innocuo, ruota intorno al sangue e, in ultima ipotesi, inneggia al suicidio, accarezzando quella idea di morte che ormai sta diventando quasi l’ingrediente fisso di una sottocultura che sempre con maggiore audacia si avvicina all’infanzia. </span><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;">Diventare “emo” è più facile di quanto si creda. Si inizia con il cambiare abbigliamento e pettinatura e molto rapidamente si arriva ai primi tagli sulle braccia. Già, quello che sembra apparentemente inconcepibile e rasenta l’autolesionismo esercita un’attrazione molto forte sui ragazzini più suggestionabili che, oltre a infliggersi piccoli tagli con lamette o coltellini per dimostrare di appartenere al gruppo, traggono una sensazione di calma, come se il taglio placasse l’ansia e l’agitazione. Così dall’effetto “positivo” della ferita nasce una specie di dipendenza, proprio come se si trattasse si una Perché un ragazzino diventa “emo”: per imitazione sicuramente, ma la pratica, cruenta e estrema, attecchisce sull’insicurezza tipica dell’età pre-adolescenziale e adolescenziale durante la quale i ragazzi sono più soggetti a diversi tipi di influenze e sono molto esposti a comunicazioni di tutti i tipi, dai video ai film alle pubblicità e alla musica che incitano a superare i limiti, ad amare gli eccessi e sfoderare tutta la propria carica aggressiva, anche contro se stessi. Tutt’altro dunque che una semplice moda, la pratica non esiterei a definirla un serio segnale d’allarme. </span><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;">Se poi un genitore assiste alla metamorfosi del proprio figlio e cerca di capire cosa gli stia succedendo, se ci tiene, sicuramente non si metterà a sospirare sulle scarpette da ballo e il tutù mancati, ma si preoccuperà. Parecchio – come stanno già facendo in molti ai quali è capitato di confrontarsi con questo problema – . E farà bene. Aiuti ne troverà pochi perché ancora centri specializzati non ce ne sono, ma si possono trovare professionisti che conoscono il fenomeno e possono dare una mano. </span><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;">Certo, finché ci saranno autori tv “geniali” che producono </span><em>fiction</em><span style="color: #333333; font-family: georgia, 'times new roman', verdana; font-size: 1.1em; text-align: justify;"> edulcorate in cui, tra una risata e una falsa commozione, passano messaggi come quello che mi ha risvegliato l’altra sera, sarà tutto molto più difficile.</span></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2012/02/05/generazione-emo-quando-la-tv-deforma-il-problema/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia dei mille Schettino</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2012/01/19/litalia-dei-mille-schettino/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2012/01/19/litalia-dei-mille-schettino/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frabetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[arezzopolis]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[costa crocere]]></category>
		<category><![CDATA[francesco schettino]]></category>
		<category><![CDATA[guicciardini]]></category>
		<category><![CDATA[italietta]]></category>
		<category><![CDATA[machiavelli]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[mandolino]]></category>
		<category><![CDATA[msac]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[piero gobetti]]></category>
		<category><![CDATA[preti]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[spaghetti]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=9319</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2012/01/19/litalia-dei-mille-schettino/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2012/01/francesco-schettino-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="francesco-schettino" title="francesco-schettino" /></a>di Giorgio Frabetti- Schettino difeso dai Paesani in quel di Sorrento: ma sono “usciti pazzi” questi individui, o c’è da essere orgogliosi di un personaggio simile? Ma chi è costui da essere salutato dai paesani se non un eroe, comunque con tanta riverenza? Si sa, a pensar male si fa peccato … ma ci si prende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9320" title="francesco-schettino" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2012/01/francesco-schettino.jpg" alt="francesco-schettino" width="432" height="270" />di <strong>Giorgio Frabetti</strong>- Schettino difeso dai Paesani in quel di Sorrento: ma sono “usciti pazzi” questi individui, o c’è da essere orgogliosi di un personaggio simile? Ma chi è costui da essere salutato dai paesani se non un eroe, comunque con tanta riverenza? Si sa, a pensar male si fa peccato … ma ci si prende sempre (o quasi)! Conoscendo gli italiani, conoscendone purtroppo l’abbastanza innato servilismo è probabile che l’individuo appartenga ad una famiglia sufficientemente potente. Non diciamo altro. In Italia, la solidarietà anche nelle malefatte evidenti è quasi sempre prerogativa di chi è potente. Disgrazia per i poveracci e i “fuori casta” che non contano la classica beata “minchia”, in Italia l’illegalità è uno stigma di prestigio per chi è potente: l’illegalità non è, come in altri Paesi, la rottura del patto sociale, quanto la ciliegina sulla torta della distinzione sociale. Altrove è il merito, il lavoro, l’onestà, da noi … Paradossalmente, nemmeno il Silvio Nazionale ha avuto l’onore delle armi che ha conosciuto Schettino: a Silvio e ai suoi in quel 12 novembre (giorno di dimissioni) è stato riservato il boato di una folla arrabbiata e mancava poco che si arrivasse alle monetine di Craxi (in compenso c’è stato il “ditone” di Formigoni, inconsulta reazione del leader cattolico alla protesta della folla). Ma la storia di Schettino non è l’unica storia di compiacenza e forse omertà che si conosca in Italia. Troppo comodo, parlare dell’omertà del Sud. Qualcuno vada a Parma e chieda di Tanzi: vedrà una coltre di gelo e silenzio imbarazzato. No, certi atteggiamenti omertosi e di tolleranza dell’illegalità non sono solo al Sud: ovunque in Italia, da Milano a Palermo, si trovi una famiglia importante, il servilismo italico porta i cittadini comuni ad atteggiamenti compiacenti e tolleranti, tali da far digerire anche le più gravi illegalità, senza che queste vengano stigmatizzate come in altri Paesi. Perché questo? Nei Paesi più civili la critica pubblica è un diritto, in Italia … un peccato, perché … “a pensare e a parlare male” è peccato. In compenso, se a parlare male si fa peccato, è anche vero che “i panni sporchi si lavano in famiglia”: ossia, se è peccato criticare pubblicamente, ricattare privatamente invece si può, in nome di una “doppia morale” le cui origini non sapresti se attribuire vuoi a degenerazioni clericali o avvocatesche. Non per niente, non siamo una Nazione: la siamo stata, non la saremo più. Se questo è il tessuto connettivo di una Nazione, ebbene noi siamo l’Austria allo sfacelo alla vigilia dell’<em>Anchluss</em>, pronta ad essere divorata dal gigante di turno (Germania o chi per essa). Inutile, questi atteggiamenti, queste doppiezze ci rendono inaffidabili verso il resto del mondo e forse ci stanno in questi giorni condannando ad una crisi e ad un attacco speculativo da farci sfiorare il baratro della Grecia. Ma come può vederci un inglese, un tedesco? Finchè non ci daremo un contegno, tedeschi, inglesi ci considereranno sempre degli eterni saltimbanchi, degli eterni lunatici. Possiamo anche essere geni nella Ns. capacità di gestire da veri equilibristi le situazioni più difficili. Ma l’arte di arrangiarsi, può servire a famiglie, individui magari; non ad una Nazione, che ha bisogno di ben altra costruttività, operatività e moralità. Stando così le cose, l&#8217;<em>Italian Life</em> &#8220;Spaghetti-mafia-mandolino&#8221; è inesorabilmente condannato ad uscire dalla storia.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2012/01/19/litalia-dei-mille-schettino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gesù Bambino e i due papà: storia di un improbabile &#8216;presepe&#8217; gay</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/30/gesu-bambino-e-i-due-papa-storia-di-unimprobabile-presepe-gay/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/30/gesu-bambino-e-i-due-papa-storia-di-unimprobabile-presepe-gay/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 22:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frabetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[ARCI gay]]></category>
		<category><![CDATA[ARCI lesbica]]></category>
		<category><![CDATA[arezzopolis]]></category>
		<category><![CDATA[convivenze more uxorio]]></category>
		<category><![CDATA[Dico]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia di fatto]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia legittima]]></category>
		<category><![CDATA[lesbo]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[PACS]]></category>
		<category><![CDATA[presepe gay]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=9148</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2011/12/30/gesu-bambino-e-i-due-papa-storia-di-unimprobabile-presepe-gay/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/santi-giuseppe-e-giuseppe-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="santi-giuseppe-e-giuseppe" title="santi-giuseppe-e-giuseppe" /></a>di Giorgio Frabetti- Ci mancava solo questa: Gesu’ bambino, il bue, l’asinello e due San Giuseppe. E’ l’iniziativa, destinata a far discutere, del piu’ frequentato centro sociale bergamasco, che ha allestito un presepe senza Maria, ma col bambinello accudito da genitori gay, rappresentati da due statuette di Giuseppe. Nella visione del centro, il Paci’ Paciana, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; border-image: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; color: #222222; font-family: georgia, 'palatino linotype', palatino, 'times new roman', times, serif; line-height: 18px; text-align: justify; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><img class="alignleft size-full wp-image-9160" title="santi-giuseppe-e-giuseppe" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/santi-giuseppe-e-giuseppe.jpg" alt="santi-giuseppe-e-giuseppe" width="442" height="332" />di <strong>Giorgio Frabetti</strong>- Ci mancava solo questa: Gesu’ bambino, il bue, l’asinello e due San Giuseppe. E’ l’iniziativa, destinata a far discutere, del piu’ frequentato centro sociale bergamasco, che ha allestito un presepe senza Maria, ma col bambinello accudito da genitori gay, rappresentati da due statuette di Giuseppe. Nella visione del centro, il Paci’ Paciana, la sacra famiglia e’ “una coppia di fatto” che ha “usufruito della fecondazione eterologa”, e’ “contro l’omofobia” e, per questo, solidale con chi ha “subito discriminazioni per il suo orientamento sessuale”. “Nel nostro Paese”, spiegano, in una nota i responsabili del centro, “non esiste nessuna legislazione penale ne’ contro la discriminazione ne’ contro gli atti di violenza e di incitamento all’odio sulla base dell’orientamento sessuale”. ”Per questo la Sacra Famiglia, in collaborazione con il Csa Paci’ Paciana, presentandosi per il Natale 2011 come famiglia omogenitoriale-  prosegue -, esprime piena solidarieta’ a tutti coloro che hanno subito qualunque tipo di discriminazione a causa del proprio orientamento sessuale o delle proprie scelte di vita”. “Ciò non deve stupire – si conclude -: checche’ ne dicano porporati e politicanti la Sacra Famiglia, in quanto coppia di fatto che ha usufruito della fecondazione eterologa, e’ da sempre sensibile a queste tematiche”. Con tutto il rispetto che si può e si deve portare alle associazioni e al mondo gay dobbiamo dire che stavolta hanno proprio toppato: il mondo gay con la Sacra Famiglia non potrebbero essere più lontane. Non è una faccenda moralistica. Piaccia o non piaccia, nell&#8217;universo biblico la famiglia eterosessuale è sacra (e considerata ad immagine e somiglianza di Dio) perchè procrea: la continuità tra le generazioni del popolo di Israele è garantita dalla procreazione (non per niente la sessualità è tenuta in altissima considerazione dalla Bibbia) e la Sacra Famiglia di Maria e Giuseppe che procrea il Messia si inserisce in questo filone. Ciò posto, credo si comprenda meglio il motivo di questa &#8220;Sacra Famiglia <em>gay</em>&#8220;: un modo per reiterare il consueto refrain gay sul riconoscimento a favore delle coppie omosessuali dei diritti alla filiazione (fecondazione assistita, adozione etc.). Il mondo <em>gay</em> vive di simboli, di marketing &#8220;di parte&#8221; e non poteva mancare nel parterre dei simboli e delle provocazioni anche questa ultima trovata. Purtroppo, il mondo <em>gay</em> non capisce un assunto: la famiglia <em>gay</em> (chiamiamola così) può anche essere in qualche modo riconosciuta socialmente, ma non le si addice la procreazione. E per quanto non si possa negare ai gay la capacità non solo di amarsi, ma di sviluppare solidarietà reale come e forse più di una famiglia, un solo tipo di solidarietà non potrà mai sviluppare, la solidarietà generazionale. La famiglia gay è una famiglia strutturalmente &#8220;sterile&#8221;.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; border-image: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; color: #222222; font-family: georgia, 'palatino linotype', palatino, 'times new roman', times, serif; line-height: 18px; text-align: justify; margin: 0px; border: 0px initial initial;">
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/30/gesu-bambino-e-i-due-papa-storia-di-unimprobabile-presepe-gay/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il &#8216;grande flop&#8217; del &#8220;Grande Fratello&#8221;: dalla Tv deficiente alla Tv Intelligente?</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/30/il-grande-flop-del-grande-fratello-dalla-tv-deficiente-alla-tv-intelligente/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/30/il-grande-flop-del-grande-fratello-dalla-tv-deficiente-alla-tv-intelligente/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 23:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frabetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[alessia marcuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[arezzopolis]]></category>
		<category><![CDATA[franca ciampi]]></category>
		<category><![CDATA[GMG 2000]]></category>
		<category><![CDATA[GMG madrid]]></category>
		<category><![CDATA[GMG roma]]></category>
		<category><![CDATA[grande fratello]]></category>
		<category><![CDATA[indignados]]></category>
		<category><![CDATA[luca argentero]]></category>
		<category><![CDATA[miriana]]></category>
		<category><![CDATA[pietro taricone]]></category>
		<category><![CDATA[salvo il pizzaiolo]]></category>
		<category><![CDATA[tv deficiente]]></category>
		<category><![CDATA[vero tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=9145</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2011/12/30/il-grande-flop-del-grande-fratello-dalla-tv-deficiente-alla-tv-intelligente/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/grande_fratello-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="grande_fratello" title="grande_fratello" /></a>di Giorgio Frabetti- Dove sono andati a finire i tempi in cui non si parlava d&#8217;altro che di Grande Fratello? La trasmissione-evento del XXI Secolo che, bene o male, ha rappresentato un&#8217;epoca ed ha lanciato la sconcertante epoca dei reality, sconvolgendo apertamente la sintassi e la grammatica televisiva pare proprio condannata ad un declino inarrestabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9146" title="grande_fratello" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/grande_fratello.jpg" alt="grande_fratello" width="450" height="361" />di<strong> Giorgio Frabetti</strong>- Dove sono andati a finire i tempi in cui non si parlava d&#8217;altro che di Grande Fratello? La trasmissione-evento del XXI Secolo che, bene o male, ha rappresentato un&#8217;epoca ed ha lanciato la sconcertante epoca dei <em>reality</em>, sconvolgendo apertamente la sintassi e la grammatica televisiva pare proprio condannata ad un declino inarrestabile e senza rimedio.Per la prima volta da dodici edizioni il <em>Grande Fratello</em>, in emorragia di ascolti, potrebbe chiudere i battenti anzitempo. Stando a &#8220;Vero Tv&#8221;  &#8221;da indiscusso campione di ascolti, la casa di Cinecittà si è trasformata all’improvviso nella meno spiata dagli italiani, tanto che la sua chiusura potrebbe essere anticipata a marzo&#8221;. Alessia Marcuzzi, la presentatrice minimizza: &#8221;Ci sono abituata è successo anche l’anno scorso, quando è partito bene e poi ha avuto un calo fisiologico in concomitanza con il programma di Fazio e Saviano. Quest’anno c’era Fiorello e noi non siamo ma andati sotto il 14% di <em>share</em>. La verità? Non mi sono mai davvero preoccupata, so che le persone da casa hanno bisogno di tempo per affezionarsi ai ragazzi&#8221;. Sarà vero, ma il calo esiste ed è imbarazzante: senza la concorrenza spietata dello <em>show</em> ammazza-ascolti di Fiorello &#8220;Il più grande spettacolo dopo il week-end&#8221;, il programma che è riuscito a raccogliere al massimo 4 milioni di spettatori e il 15 % di <em>share</em>. Il <em>Grande Fratello</em> ha partorito glorie effimere, emblemi di &#8220;supercafoneria&#8221; italica contemporanea come Miriana, come Salvo il Pizzaiolo; ma è stato anche un trampolino di lancio per discrete carriere artistiche, come è stato per Pietro Taricone e Luca Argentero. Già si discute su <em>Facebook</em>, sui giornali sul significato dell&#8217;evento: secondo alcuni, il fatto è da interpretare come segno di una maturata sensibilità del pubblico giovanile. Diagnosi abbastanza risibili e patetiche che fanno il paio con le patetiche telecronache dei Ns. giornalisti sulle Giornate Mondiali della Gioventù, divenute nella topica televisiva il &#8216;refrain&#8217; stucchevole della &#8220;bella gioventù&#8221; volenterosa, pulita e acqua e sapone, tanto declamata in Tv, quanto assente e invisibile socialmente. Il <em>Grande Fratello</em> è stata l&#8217;apoteosi di due grandi tendenze sociali, prima che televisive: innanzitutto, la logica del &#8220;tanto basta apparire&#8221; in Tv per avere successo; anche a costo di fare una scorreggia, anche a costo di apparire seduti sulla &#8220;tazza&#8221;, come nel celebre film di Luis Bunel <em>Il Fantasma della libertà</em> (1974), profetica raffigurazione dei paradossi di una società consumistica avviata ad esaltare la corporeità, la sensualità, l&#8217;esibita propensione ad esternare ogni emozione, anche la più irritante e urtante, fino al punto da invertire i canoni del comune senso della <em>privacy</em>, del pudore (non solo sessuale). Qualcosa ci dice che queste tendenze non stanno certo morendo con <em>Il Grande Fratello</em>: la fortuna di <em>Facebook</em> che non stenta a declinare sta lì a dimostrare che questa cultura è viva e operante e non servono grandi analisi per comprenderlo. L&#8217;impressione più fondata è che il declino del <em>Grande Fratello</em> faccia parte della storia e della dialettica televisiva, dove la ripetizione degli stessi <em>format</em> genera sazietà e stanca facilmente il pubblico che viene così facilmente indotto a cercare altri lidi, che per altro non mancano nell&#8217;ampio spettro dell&#8217;offerta mediatica. Ma è arduo dire che sia in atto una conversione del popolo televisivo dalla &#8220;Tv deficiente&#8221; (celebre e arguta definizione di Franca Ciampi dell&#8217;attuale Tv) alla &#8220;Tv intelligente&#8221;. La Tv non conosce formule, che non conosce alcuna classicità stilistica questa è proprio la Tv, legata per eccellenza non alla &#8220;mediazione creativa&#8221; (sia pure nella forma minimalista del format), ma è legata all&#8217;immediatezza, alla tendenza del pubblico di identificarsi con personaggi, situazioni. Facile a dirsi, difficile a farsi: cos&#8217;è che fa scattare questa alchimia, questa scintilla? Non si sa: può essere una catastrofe, un terremoto, la puttanata di Berlusconi, una centrale nucleare che scoppia &#8230; Questo è il bello della Tv, il bello della diretta, come diceva Gianni Minà, dove l&#8217;imprevedibilità domina sovrana; e dove la prevedibilità uccide i programmi: come successo al <em>Grande Fratello</em>.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/30/il-grande-flop-del-grande-fratello-dalla-tv-deficiente-alla-tv-intelligente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per chi suona le campane</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/26/per-chi-suona-le-campane/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/26/per-chi-suona-le-campane/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 23:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frabetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[arezzopolis]]></category>
		<category><![CDATA[ARPA]]></category>
		<category><![CDATA[dpcm 11 novembre 1997]]></category>
		<category><![CDATA[elemire zolla]]></category>
		<category><![CDATA[ernest hamingway]]></category>
		<category><![CDATA[jacques le goffe]]></category>
		<category><![CDATA[medioevo]]></category>
		<category><![CDATA[per chi suona la campana]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione francese]]></category>
		<category><![CDATA[secolarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[tempo della chiesa tempo del mercante]]></category>
		<category><![CDATA[unione campanari bolognesi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=9118</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2011/12/26/per-chi-suona-le-campane/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/campane1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="campane1" title="campane1" /></a>Redazione-«Stette attento, e riconobbe uno scampanare a festa lontano; e dopo qualche momento, sentì anche l’eco del monte, che ogni tanto ripeteva languidamente il concento, e si confondeva con esso. Di lì a poco, sente un altro scampanio più vicino, anche quello a festa; poi un altro. – Che allegria c’è? cos’hanno di bello tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9119" title="campane1" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/campane1.jpg" alt="campane1" width="480" height="360" />Redazione</strong>-«Stette attento, e riconobbe uno scampanare a festa lontano; e dopo qualche momento, sentì anche l’eco del monte, che ogni tanto ripeteva languidamente il concento, e si confondeva con esso. Di lì a poco, sente un altro scampanio più vicino, anche quello a festa; poi un altro. – Che allegria c’è? cos’hanno di bello tutti costoro?». E’ il capitolo XXI de<em> </em><em>I promessi sposi</em>. A suggello della notte che lo porterà alla conversione, l’Innominato ode suonare le campane all’alba per salutare l’arrivo del cardinale Federigo Borromeo. Ora, volendo fare la figura di quelli che vogliono a tutti costi fare i “guastafeste” e “poeticizzare” tutto, non possiamo fare a meno di chiederci: che livello di decibel raggiungeva quello scampanio? Forse il volume era eccessivo, anche per celebrare un così lieto evento. Forse era un poco disturbante alle orecchie di qualche ateo od agnostico. Già perché in questo 2011, per impulso decisivo della UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) sono fioccate le multe e le contravvenzioni contro i campanili, rei di disturbare la quiete pubblica. Ma non si tratta delle suonate “fuori orario” di quei patiti e un po’ esaltati cultori della campaneria che, razza in via di estinzione, tenacemente resistono al culto di questo antico strumento; si tratta anche di campanili parrocchiali. La Bussola Quotidiana ci segnala che a San Benedetto del Tronto, città marchigiana dedicata al santo martirizzato sotto Diocleziano una parrocchia è stata multata per “disturbo della quiete pubblica” a causa di uno scampanio troppo rumoroso. Un solerte cittadino, che lasceremo innominato, ha segnalato ai vigili la bronzea cacofonia ed i tutori della legge hanno accertato che le emissioni sonore andavano oltre il limite consentito, al pari di alcuni locali del paese che sono stati multati nell’estate per far ballare il latino-americano a volume troppo alto. Il campanile non era conforme ai requisiti fissati dal DPCM 11 novembre 1997 sui limiti di tollerabilità dei suoni. Qualcuno potrebbe dire che le campane hanno perso la loro funzione sociale e che questa azione oggi è più che giustificata. Come ricorda il sito dell’<em>Unione Campanari Bolognesi </em>(<a href="http://www.unionecampanaribolognesi.it/">http://www.unionecampanaribolognesi.it/</a>), l’erudito Giovanni di Ghirlanda nel suo Dictionarius del XIII Secolo dichiarava: “le campane prendono il nome dai contadini che abitano in campagna, i quali non saprebbero che ore sono se non tramite le campane”; con ciò avvalorando la funzione civile delle stesse. Ma a questa valutazione, fa da controcanto il grande storico Le Goff, che mette in rilievo la non secondaria funzione religiosa della campana: “Più ancora per esigenze pratiche che per ragioni teologiche, che d’altronde ne sono alla base, il tempo concerto della Chiesa è, adattato dall’antichità, il tempo dei chierici, ritmato dagli uffici religiosi, alle campane che li annunciano, eventualmente indicato dalle meridiane, imprecise e mutevoli, misurato talvolta dalle clessidre grossolane. A questo tempo della Chiese, mercanti e artigiani sostituiscono il tempo più esattamente misurato, utilizzabile per le faccende profane e laiche, il tempo degli orologi. La grande rivoluzione del movimento comunale nell’ordine è rappresentata proprio da questi orologi rizzati Dappertutto di fronte ai campanili delle chiese.” (<em>Tempo della Chiesa, Tempo del Mercante</em>). Questi brevi cenni, allora, dovrebbero farci riflettere. Non possiamo condannare la Campanerìa solo perché non è più utile, solo perché ha esaurito le proprie funzioni pratiche e civili. Noi non discutiamo dei requisiti di legge, ci mancherebbe altro, ma non possiamo fare a meno di notare, sulla scia di Le Goff, come il rifiuto della campanerìa sia coerente e organico con una generazione che rifiuta il Sacro dal proprio orizzonte di vita. Il Sacro, come insegna anche Zolla, è essenzialmente una questione di “tempo separato”, un “tempo diverso” da quello profano: del tempo ritmato non solo dalle vicende umane, ma anche dalla preghiera e dal rapporto con il Sacro, il Divino. Senza voler e senza potere fare della Campanerìa un <em>kulturkampf</em>, ovvero una battaglia di principi in nome della fede cattolica, non si può negare l’opportunità di una rivalutazione della Campanerìa almeno in chiave culturale, in una accezione meno meschina e riduttiva di quella proposta (e imposta) dalla UAAR. La questione del “tempo del Sacro” ci riporta all’opportunità di ripensare nel Ns. quotidiano i tempi delle occupazioni “gratuite”, non dedicate alla produzione, ma alla famiglia, ai rapporti interpersonali. Questa come noto era ad esempio la funzione del Sabato Ebraico. Ecco, allora, che recuperare la “dimensione sacra” del tempo risulta molto meno inattuale di quanto sembri: presi come siamo dagli affanni della crisi economica e dello stipendio che non arriva a fine mese, forse se sapremmo ritrovare quella “dimensione gratuita” del tempo che una volta era del “Sacro”, potremmo riscoprire il senso della Famiglia, della Comunità, delle Relazioni: e ritrovare linfa per affrontare i problemi quotidiani e le contrarietà. Dalle campane alle radici della vita tradizionale, della vita sana? Forse potrà sembrare eccessiva la Ns. riflessione: ma poi alla fine non così peregrina.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/26/per-chi-suona-le-campane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Due senegalesi uccisi a Firenze: tra follia individuale e fragilità della società italiana</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/14/due-senegalesi-uccisi-a-firenze-tra-follia-individuale-e-fragilita-della-societa-italiana/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/14/due-senegalesi-uccisi-a-firenze-tra-follia-individuale-e-fragilita-della-societa-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 11:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mugnai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=9047</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2011/12/14/due-senegalesi-uccisi-a-firenze-tra-follia-individuale-e-fragilita-della-societa-italiana/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/firenze_2-500x333.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="firenze_2-500x333" title="firenze_2-500x333" /></a>di Federico Mugnai- Gianluca Casseri ha sconvolto ieri la pace quotidiana di Firenze, con l’uccisione di due senegalesi, ferendo altre persone e infine uccidendosi mentre stava per essere catturato dalla polizia. Il folle era un ragioniere solitario, un uomo affascinato da quella subcultura di estrema destra, razzista, xenofoba, nichilista, intollerante e ispiratrice di falsi miti. Insomma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9051" title="firenze_2-500x333" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/firenze_2-500x333.jpg" alt="firenze_2-500x333" width="410" height="333" />di <strong>Federico Mugnai-</strong> Gianluca Casseri ha sconvolto ieri la pace quotidiana di Firenze, con l’uccisione di due senegalesi, ferendo altre persone e infine uccidendosi mentre stava per essere catturato dalla polizia. Il folle era un ragioniere solitario, un uomo affascinato da quella subcultura di estrema destra, razzista, xenofoba, nichilista, intollerante e ispiratrice di falsi miti. Insomma un “Breivik” all’italiana era Gianluca Casseri, se proprio vogliamo trovare analogie con altri “amanti del terrore”. Trovare una spiegazione, un “perché” dell’accaduto è difficile se non impossibile, poiché la follia umana è di per sé inspiegabile, ha radici così profonde nelle perversioni della mente umana da rimanere oscura a chiunque e forse persino allo stesso Casseri. Ovviamente l’esaltazione ideologica ha spinto Casseri a compiere il suo piano terroristico, forse credendo che la sua fosse una missione per “purificare e salvare il mondo”, un sacrificio necessario per svelare a tutti i “presunti mali” che attanagliano la nostra società. Questa chiave di lettura è però troppo restrittiva e non tiene conto di altri fattori che potrebbero aver influito su Casseri. Anche gli effetti della crisi economica possono rendere ancora più fragili, persone tormentate e solitarie come Casseri. La nostra società è fragile, disgregata e con la crisi che la attanaglia, viene a mancare la speranza nel futuro, una visione ottimistica della vita, quasi fossimo ad un punto di non ritorno, dinanzi all’iceberg che potrebbe farci naufragare tutti. Questo senso di smarrimento, questa mancanza di fiducia e di prospettiva lede il tessuto sociale e fa riemergere gli estremisti con il loro odio che sfocia in tutta la sua dirompenza e violenza. Se analizziamo i fatti accaduti nelle ultime settimane possiamo purtroppo evincere in maniera evidente una recrudescenza dell’estremismo di destra e sinistra. Se l’ odio per il sistema, la lotta di classe alimentano certa subcultura di sinistra, è il disprezzo per lo straniero, per “il diverso” di cui si nutre la subcultura di destra. I fatti di Firenze mostrano come il radicalismo in Italia non sia mai morto, come la “guerra civile” latente non sia mai stata rimossa e che per uscire veramente dalla crisi è doveroso anche fare un salto di qualità come società e come Nazione</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/14/due-senegalesi-uccisi-a-firenze-tra-follia-individuale-e-fragilita-della-societa-italiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La guerra che noi preferiamo: Zagaria assicurato alla Giustizia</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/08/la-guerra-che-noi-preferiamo-zagaria-assicurato-alla-giustizia/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/08/la-guerra-che-noi-preferiamo-zagaria-assicurato-alla-giustizia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 11:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frabetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[antonio manganelli]]></category>
		<category><![CDATA[arezzopolis]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[gigi di fiore]]></category>
		<category><![CDATA[gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[michele zagaria]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[questione meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[roberto saviano]]></category>
		<category><![CDATA[rosaria capacchione]]></category>
		<category><![CDATA[società civile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=9020</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2011/12/08/la-guerra-che-noi-preferiamo-zagaria-assicurato-alla-giustizia/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/zagaria-michele-camorra-111207121543_big-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="zagaria-michele-camorra-111207121543_big" title="zagaria-michele-camorra-111207121543_big" /></a>di Giorgio Frabetti- Forse non ci sarà quel &#8220;totale ripristino della legalità&#8221; auspicato dal Capo della Polizia Manganelli, ma è certo che la cattura della &#8220;Primula rossa&#8221; della mafia casalese Michele Zagaria segna un grande successo a favore della lotta alla criminalità organizzata casalese. Non c&#8217;è comunque da esultare: le catture seguono la circolazione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9021" title="zagaria-michele-camorra-111207121543_big" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/zagaria-michele-camorra-111207121543_big.jpg" alt="zagaria-michele-camorra-111207121543_big" width="428" height="285" />di <strong>Giorgio Frabetti</strong>- Forse non ci sarà quel &#8220;totale ripristino della legalità&#8221; auspicato dal Capo della Polizia Manganelli, ma è certo che la cattura della &#8220;Primula rossa&#8221; della mafia casalese Michele Zagaria segna un grande successo a favore della lotta alla criminalità organizzata casalese. Non c&#8217;è comunque da esultare: le catture seguono la circolazione delle èlites all&#8217;interno delle varie Cupole criminali, normalmente se un boss si fa catturare o è &#8220;scaricato&#8221; dai compari o è lui a invocarlo, per proteggere sè stesso e la sua famiglia. Si sa, le cose funzionano così: ad un boss arrestato segue un altro boss che prende il potere, morto un Papa se ne fa un altro. Non c&#8217;è nessun esoterismo in quanto andiamo dicendo: niente &#8220;trattativa tra Stato e Antistato&#8221;: la Polizia si sa opera così. Ma la Polizia non può sostituirsi alla società civile; è da essa che deve partire il salto di qualità per la sconfitta delle mafie. Una società civile che purtroppo nel Sud (come denunciato da Gigi Di Fiore e da Rosaria Capacchione) tende a farsi sentire contro le mafie solo quando ci sono i riflettori dei media puntati addosso (per qualche fatto di sangue di solito): No, Signori, la lotta alle mafie si fa anche (e soprattutto) con i riflettori spenti. E non c&#8217;è alternativa al &#8220;salto di paradigma&#8221; etico-politico-culturale che la lotta alla mafia esige. Solo la fine di certo spirito di clan del Sud (che porta talora a tollerare parentele compromettenti), solo la fine della cultura che vede nella Mediazione dei &#8220;Compari&#8221; la risorsa per risolvere ogni problema possono costituire ribellione efficace contro la camorra e tutte le mafie. Il popolo meridionale è un popolo fiero, intraprendente, capacissimo di &#8220;arrangiarsi&#8221;; ma &#8220;arrangiarsi&#8221; oltre un certo segno, quando cioè lo Stato è debole e incapace di far introiettare un sano ethos pubblico (come sempre nel Meridione) significa una sola cosa: legge della jungla. E lì ha la meglio inevitabilmente il più forte, il più violento: con una spirale negativa che pare non avere freni. Comprenda il Sud che contro le mafie non resta che intraprendere una lunga e tenace guerra: la guerra che noi preferiamo!</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/08/la-guerra-che-noi-preferiamo-zagaria-assicurato-alla-giustizia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Roberto Benigni, un altro &#8220;orfano&#8221; del berlusconismo</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/07/roberto-benigni-un-altro-orfano-del-berlusconismo/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/07/roberto-benigni-un-altro-orfano-del-berlusconismo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 12:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mugnai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=9016</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2011/12/07/roberto-benigni-un-altro-orfano-del-berlusconismo/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/roberto_benigni4_3-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="roberto_benigni4_3" title="roberto_benigni4_3" /></a>di Federico Mugnai- Ha suscitato un’impressione sgradevole l’intervento di Roberto Benigni allo show di Fiorello di Lunedì sera. Il comico aretino appariva stanco, spento, privo di inventiva e di quella geniale improvvisazione che lo ha reso celebre in Italia e nel mondo. Alla fine si è accontentato di cantare “l’inno del corpo sciolto” e a fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9017" title="roberto_benigni4_3" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/roberto_benigni4_3.jpg" alt="roberto_benigni4_3" width="405" height="360" />di <strong>Federico Mugnai-</strong> Ha suscitato un’impressione sgradevole l’intervento di Roberto Benigni allo show di Fiorello di Lunedì sera. Il comico aretino appariva stanco, spento, privo di inventiva e di quella geniale improvvisazione che lo ha reso celebre in Italia e nel mondo. Alla fine si è accontentato di cantare “l’inno del corpo sciolto” e a fare satira su Berlusconi per poi ripiegare ricordando Pertini e  richiamando all’unità gli italiani in questo momento difficile che attraversa il Paese. Ma è durante il suo monologo su Berlusconi che Benigni ha dimostrato di essere a corto di idee, schiavo di un’epoca, quella berlusconiana, definitivamente tramontata, in cui il comico toscano (come molti altri suoi colleghi) ha messo a nudo tutte le debolezze, le gaffe del Cavaliere. Ora che Berlusconi si è defilato, ora che la contrapposizione ideologica in Italia si è affievolita e il Cavaliere per gli italiani rappresenta solo il passato, la satira su Silvio è parsa fuori luogo e fuori tempo massimo. Infatti, dovrebbe essere buon costume non infierire sui “cadaveri politici” per non ottenere un effetto contrario rispetto alle proprie intenzioni. Sembrava Benigni quasi nostalgico di un suo fiero avversario che attraverso la satira derideva non solo allo scopo di suscitare ilarità e scagliarsi contro il potere che Berlusconi rappresentava, ma anche con scopi educativi come a sinistra spesso avviene, affinchè con Silvio fosse tacciata un’intera fetta del popolo italano che non solo sosteneva il Cav., ma soprattutto il suo progetto politico. Benigni nel suo piccolo ha diviso l’Italia e ha contribuito a creare quel clima di tensione sociale, di lotta feroce ed aspra tra berluscones ed antiberluscones, mentre il Paese pian piano affondava sia per l’incapacità di Berlusconi a governare, ma anche per la mancanza di un’alternativa politica credibile a Silvio. Non solo, ma l’eclissi politica di Silvio sembra coincidere con quella dei suoi più acerrimi avversari. Lunedì infatti, abbiamo avuto la conferma che la satira di Benigni (e di tanti altri comici) su Berlusconi derivava più da un’ossessione e da un livore impressionante, rispetto a quella satira genuina che in genere è disinteressata, gioisa e armonica. Il fantasma di Berlusconi spaventa gli orfani del berlusconismo che, trovandosi all’improvviso senza il loro bersaglio da colpire finiscono per essere spiazzati. Ebbene, Roberto Benigni Lunedì sera era il fantasma di sé stesso o meglio, sembrava un uomo frastornato che ha smarrito la strada.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/07/roberto-benigni-un-altro-orfano-del-berlusconismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Monti non doveva andare a &#8220;Porta a Porta&#8221;: l&#8217;ultima trovata degli &#8220;orfani&#8221; del berlusconismo</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/06/monti-non-doveva-andare-a-porta-a-porta-lultima-trovata-degli-orfani-del-berlusconismo/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/06/monti-non-doveva-andare-a-porta-a-porta-lultima-trovata-degli-orfani-del-berlusconismo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 14:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frabetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[arezzopolis]]></category>
		<category><![CDATA[bruno vespa]]></category>
		<category><![CDATA[carlo freccero]]></category>
		<category><![CDATA[fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[lucia annunziata]]></category>
		<category><![CDATA[orfani del berlusconismo]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[porta a porta]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=9007</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2011/12/06/monti-non-doveva-andare-a-porta-a-porta-lultima-trovata-degli-orfani-del-berlusconismo/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/monti1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="monti" title="monti" /></a>di Giorgio Frabetti- Il premier Monti da Bruno Vespa? Santo Cielo perde di autorevolezza! &#8220;I professori devono parlare ex cathedra, non adagiarsi su quelle poltrone bianche, dove si è seduta la politica dell&#8217;informazione spettacolo &#8230; In uno stato d&#8217;emergenza, in cui si annunciano sacrifici terribili, il potere deve essere frontale rispetto alle telecamere. Non trasversale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9011" title="monti" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/monti1.jpg" alt="monti" width="400" height="240" />di <strong>Giorgio Frabetti</strong>- Il premier Monti da Bruno Vespa? Santo Cielo perde di autorevolezza! &#8220;I professori devono parlare ex cathedra, non adagiarsi su quelle poltrone bianche, dove si è seduta la politica dell&#8217;informazione spettacolo &#8230; In uno stato d&#8217;emergenza, in cui si annunciano sacrifici terribili, il potere deve essere frontale rispetto alle telecamere. Non trasversale, nel solito salotto di Bruno Vespa&#8221; (Freccero, Fatto Quotidiano, domenica). Fa eco Lucia Annunziata, sempre sul Fatto: &#8220;Mario Monti fa bene ad andare da Vespa, ma sappia che nell&#8217;immaginario collettivo è il luogo in cui fu firmato il contratto con gli italiani, che non fu rispettato [quello di Berlusconi, ndA]. Allo stesso modo, loro vanno ad annunciare un patto con il Paese, che spero non vada male come per Berlusconi&#8221;. Secondo Freccero, poi, il più grave errore è stata la collocazione dell&#8217;intervento di Monti in seconda serata, martedì, dopo Fiorello, quindi senza il traino di <em>audience</em> di una trasmissione popolare di successo: &#8220;Dopo le ventitrè, la Tv è vista dai professionisti, dagli intellettuali. Sono loro gli spettatori della tarda serata. Il pensionato o l&#8217;impiegato vanno a letto alle ventidue&#8221;. Ora, dopo questa infornata di interventi per lo più surreali, non faticheranno i Ns. &#8220;venticinque lettori&#8221; (forse meno) di manzoniana memoria a capire perchè in Italia un laureato in scienze della comunicazione non riesce a trovare un buco di lavoro! Studiare i testi sacri della comunicazione, per arrivare poi a &#8220;pettinare le bambole&#8221; in questo modo &#8230; auguri! In realtà, la polemica di questi ultimi giorni su Mario Monti da Bruno Vespa è solo in parte polemica e critica di costume, ma è sopratutto espressione di una polemica politica &#8220;di retroguardia&#8221; degli &#8220;orfani&#8221; del berlusconismo (Annunziata, Freccero), ormai sempre più simili a quei <em>kamikaze</em> giapponesi scoperti nel 1999 sulle alture giapponesi a tirare imboscate agli americani, senza che nessuno abbia detto loro che la guerra era finita oltre cinquant&#8217;anni prima! Dal punto di vista effettuale c&#8217;è poco da dire: Mario Monti, come <em>premier</em> e Ministro del Tesoro è il principale azionista della Tv statale: se foste in lui a quale Tv vi rivolgereste? Fatevi la domanda, datevi la risposta. E poi, non c&#8217;è nessun arcano dietro la ragione che ha spinto Monti a recarsi a <em>Porta a Porta</em>, anzichè a Ballarò: Vespa con la sua trasmissione intercetta una fascia di pubblico (sempre più esigua dicono gli analisti) costituita dall&#8217;opinione pubblica media tradizionale (pensionati, casalinghe etc.) di solito <em>naturaliter</em> &#8220;governativa&#8221; e quindi più congeniale. A chi obbietta l&#8217;opportunità e l&#8217;auspicabilità che il Governo si lasci mettere sotto stress in trasmissioni più aggressive come <em>Piazzapulita</em> (Corrado Formigli), <em>Servizio Pubblico</em>(Sky), <em>Ballarò</em> (Raitre) cosa si deve dire? Che il Governo è già sotto <em>stress</em> per conto suo &#8230; E che comunque il circuito del dibattito pubblico non è leso solo perchè un premier non presenzia ad un contraddittorio Tv, perchè oggi i canali di discussione e comunicazione sono svariatissimi (da <em>Facebook</em>, a <em>Twitter</em> etc.). No, il nodo della polemica è politica. Nella dimensione èlitaria del Governo Monti certa stampa e certa Tv giacobina di Sinistra vuole additare una specie di &#8220;berlusconismo oltre Berlusconi&#8221;. Lo abbiamo detto, è il solito argomento del &#8220;fascismo ritornante&#8221; tipicamente azionista, che si è scaricato prima sulla DC, poi su Silvio Berlusconi, poi adesso su Mario Monti. E del resto, ogni giornalista sa che deve trovare qualcosa su cui parlare: finito Berlusconi, il &#8220;fascista di ritorno&#8221;, occorre pur parlare di qualcosa per &#8220;sbarcare il lunario&#8221;&#8230; E ci si attacca a tutto!</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/06/monti-non-doveva-andare-a-porta-a-porta-lultima-trovata-degli-orfani-del-berlusconismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebook, la vita come videogame</title>
		<link>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/05/facebook-la-vita-come-videogame/</link>
		<comments>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/05/facebook-la-vita-come-videogame/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 11:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frabetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[arezzopolis]]></category>
		<category><![CDATA[CENSIS]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe de rita]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto censis sulla situazione sociale del paese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arezzopolitica.it/?p=8870</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.arezzopolitica.it/2011/12/05/facebook-la-vita-come-videogame/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/facebook-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="facebook" title="facebook" /></a>di Giorgio Frabetti- E&#8217; ora che gli italiani si sveglino. Il Re è nudo e Facebook, il social network che pure continua a rivoluzionare le vite dei singoli, di famiglie, di intere nazioni (vedi le rivolte del Nord Africa, dove il social network è stato determinante), accanto a grandi opportunità e potenzialità (se lo si usa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9000" title="facebook" src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/uploads/2011/12/facebook.jpg" alt="facebook" width="389" height="287" />di <strong>Giorgio Frabetti</strong>- E&#8217; ora che gli italiani si sveglino. Il Re è nudo e <em>Facebook</em>, il <em>social network</em> <em>che pure</em><em> </em>continua a rivoluzionare le vite dei singoli, di famiglie, di intere nazioni (vedi le rivolte del Nord Africa, dove il <em>social network</em> è stato determinante), accanto a grandi opportunità e potenzialità (se lo si usa in modo creativo e critico) è circostanza aggravante del sempre più marcato &#8220;autismo&#8221; accusato nei rapporti interpersonali dall&#8217;ultimo rapporto CENSIS sulla &#8220;situazione sociale del Paese&#8221;.  Secondo una recente indagine del Censis l&#8217;85,5% degli italiani si arroga il diritto di essere il giudice unico dei propri comportamenti, affermando il primato della coscienza individuale. Un atteggiamento confermato dal 67,6% che ribadisce che le regole non devono soffocare la libertà personale. Una libertà che può arrivare persino all`utilizzo delle cattive maniere per difendersi da quello che si considera un sopruso (la pensa in questo modo il 51,4% degli intervistati). Anche perché, se non ci si fa rispettare, non si riuscirà mai a ottenere il rispetto altrui (la pensa così il 70,7% degli intervistati).  Ma attenzione: questa tendenza al solipsismo personale non porta necessariamente alla violenza, al conflitto. Porta anche ad una &#8220;fuga dalla relazione&#8221;, in un&#8217;illusoria auto-sufficienza solipsistica. Questo è <em>Facebook</em>, il quale, pur non nominato dal Rapporto, è parte integrante di questo diffuso processo di &#8220;ripiegamento individuale&#8221; che sta caratterizzando la Ns. società (alla base delle preoccupanti tendenze al declino della vita nazionale). Il <em>social network</em> sta, cioè, diventando in modo sempre più preoccupante il rifugio di chi si sente in qualche modo vinto dalla vita, di chi accusa problemi di relazione. Di chi, in difficoltà con la vita e i contatti umani, reagisce mettendo in atto strategie di difesa psicologica, ai limiti dell&#8217;autismo. Da questo punto di vista, il Social Network è un vero &#8220;vaso di Pandora&#8221;. Non paia uno scherzo se sempre più si affacciano nei Ns. SERT e nei consultori persone che accusano vere e proprie forme di dipendenza da Facebook. Non c&#8217;è nulla da fare, <em>Facebook</em> è per molti, ma non per tutti. Paradiso dei creativi (ad esempio, i 50-60 enni che hanno fatto il &#8216;68 e che hanno fatto dell&#8217; &#8220;immaginazione al potere&#8221; la loro bandiera, sono stati più a loro agio con il <em>Social</em> <em>network</em> di tanti giovinetti che diresti mangiano a &#8220;pane e informatica&#8221; dalla mattina alla sera!) e dalle enormi <em>potenzialità partecipative</em><em> </em><em>(vedi esplosione di</em><em> Facebook </em><em>e l&#8217;uso molto aggregativo e coinvolgente del <em>social network</em> in esperienze come &#8220;Cavalieri della luce&#8221; e simili, di grande e positivo impatto sulla gioventù sbandata</em><em>), </em><em>se a monte di chi ne fa uso non c&#8217;è una personalità strutturata,</em><em> Facebook</em><em> </em>può anche diventare una tragica prova, una tragica spirale di alienazione e dissociazione mentale e psicologica. <em>Facebook</em> restituisce un <em>setting</em> caldo e accattivante, ma non può sostituire il calore umano, la relazione vera, che è fatta di alti e bassi, gioie e fatiche, incontri e scontri. Non è un vero luogo di relazione: è un luogo virtuale, un luogo &#8220;finto&#8221;. Ecco che, allora, <em>Facebook</em> è assolutamente contro-indicato per quelle persone fragili, che, con l&#8217;alibi dell&#8217;amicizia e della realtà virtuale, possono davvero perdere un allenamento (magari già debole) ai rapporti umani e alla fatica (anche esaltante) che questo esige. Il fatto è che con <em>Facebook</em> si realizza in questo senso anche una &#8220;nemesi&#8221; del &#8216;68: l&#8217;illusione cioè di una nuova morale in cui quello che un tempo era definito obbligo morale (vedi Kant) potesse essere compiuto con gioia, soddisfazione: il &#8216;68 ha abolito la categoria del &#8220;sacrificio&#8221; e dell&#8217;auto-trascendenza dal vocabolario della morale, tutto ha frainteso in nome di un utopico &#8220;stato di grazia&#8221; (o di natura) in cui il bene uscisse spontaneo e diretto dalla volontà dell&#8217;uomo.  Un&#8217;illusione che ha distrutto oltrechè la morale tradizionale anche la capacità di vita di relazione (non serve ricordare il <em>boom</em> di separazioni e divorzi degli ultimi anni, adesso anche per colpa di <em>Facebook</em>!). E non è un caso quanto dice il CENSIS sull&#8217;aumento della litigiosità e della conflittualità sociale: quando le persone, impattando col reale, non riescono a uscire dal videogame, della realtà virtuale costruita su misura in cui vivono e si beano, allora &#8230; si sbrocca!</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.arezzopolitica.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.arezzopolitica.it/2011/12/05/facebook-la-vita-come-videogame/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

