31 lug, 2012
“Fermare il declino”: la rivolta dei ceti medi!
di Giorgio Frabetti e Federico Mugnai- Si può fermare il declino dell’Italia? Certo, se finalmente matura nei cittadini la convinzione che la politica deve essere un servizio; un servizio reso senza protagonismi, leaderismi sciocchi e vacui, ma con pragmatismo, per far ripartire l’economia, e tutelare il ceto medio (produttivo e risparmiatore), unica vera riserva di Democrazia. Se i cittadini prendono coraggio e gridano “Il Re è nudo” davanti alla vuota arroganza corporativo-statalistica delle Destre e Sinistre Ufficiale, della panzane grilline che predicano come ricetta alla crisi economica il rigetto dell’Euro, l’impossibile ritorno della lira (come dire: buttare via il bambino e l’acqua sporca!). Se i cittadini comprendono che senza l’Europa (e l’Euro) per l’Italia non c’è salvezza, specie davanti alle grandi sfide che attraversando la struttura sociale europea stesso (crollo demografico, invecchiamento della popolazione), dove ormai nemmeno con il Welfare State puoi permetterti la politica del “piede di casa”. “Fermate il declino”! E’ questo l’appello lanciato, complice Oscar Giannino e altri, da un’associazione che mette insieme economisti, giornalisti, professori, avvocati, etc. Di una fetta di Società Civile che si alza in piedi e dice “Basta” a decenni di statalismo, a decenni (e forse più) di corporativismo che stanno strozzando l’Italia, dietro questo ectoplasma di alternanza di sedicenti Destre e Sinistre. Mentre i partiti giocano le loro stancanti partite tattiche nei palazzi del potere, c’è un mondo non rappresentato che vuole emergere, non tanto per sete di protagonismo, ma per la presa d’atto dell’immensa mole di problemi e danni apportati dalla classe politica degli ultimi 30-40 anni e che stanno mettendo in ginocchio un’intera generazione di italiani. Non si può continuare a giocare a scaricare le responsabilità sugli avversari politici, mentre le tasse soffocano il Paese, le piccole e medie imprese, costrette a chiudere e a lasciare per strada centinaia di migliaia di lavoratori. Tutta questa cecità dei partiti, dediti a difendere le loro posizioni, le loro poltrone, le loro clientele è uno spettacolo squallido; per quanto riguarda la politica la misura è colma. Fermare il Declino, oggi significa denunciare il folle “punto di non ritorno” di una politica, che, incapace di correggere la “logica dello scambio politico debito dietro consenso”, non dichiarata, ma sciagurata “costituzione materiale” della Prima e della Seconda Repubblica, incapace di gestire il debito riducendo la spesa e dismettendo patrimonio pubblico, sta portando la Penisola alla folle deriva della “patrimoniale”; al suicidio dell’Italia e in prospettiva della Democrazia! Non si illudano gli italiani che contro lo spettro della patrimoniale sia sufficiente un voto di protesta! Non credano che gli italiani che movimenti “nuovi” come M5S li salveranno da questa deriva. Il Manifesto Fermiamo il declino ritiene però gravemente insufficienti queste risposte protestatorie. Al movimento di base M5S (confuso e talora programmaticamente temerario, specie in politica estera), occorre contrapporre un movimento di base dei ceti medi moderati e responsabili, ma altrettanto fermo e consapevole nella lotta: lotta per la libertà economica, per il risanamento del bilancio, e per un’Europa che sia un vero “grande spazio” politico-economico, grande potenza. Memore del fiasco berlusconiano, a tal proposito scrive Oscar Giannino, uomo di punta di questa nuova associazione: “ Non [una Formazione] fondata su un leader, ma su scelte concrete, condivise e sostenute dal basso. Una squadra o, meglio una collezione di squadre, di saperi e specialismi, di gente che ha alle spalle anni di lavoro nel privato, nei mercati italiani e mondiali, nelle aziende, nelle scuole, nelle organizzazioni internazionali. Gente prestata davvero alla politica per cambiarla, non funzionari di partito o miliardari alla ricerca di autoprotezione.” Parole che colpiscono al cuore e che se accostate ai dieci punti programmatici messi in luce dall’associazione possono far riemergere dal sottosuolo delle nostre paure, da un declino annunciato, quelle energie sane per ripartire. Ma gli italiani, seppur disgustati dal triste spettacolo cui stanno assistendo, seppur costretti a dover affannosamente tirare la cinghia per arrivare a fine mese, per tenere in piedi la propria azienda, etc.., sono davvero disposti a sobbarcarsi l’onere di un vero rinnovamento? E’ vero nel voto degli italiani fanno premio campanilismi, particolarismi e anche la paura può avere un peso non indifferente e portarci ad esiti imprevedibili. E si sa il rinnovamento non si costruisce dalla sera alla mattina. Ma è anche vero che ci sono momenti nella storia dove si tocca il fondo. Solo toccando il fondo, si può trovare la forza di riemergere. Il Ns. auspicio è che questo male, questa crisi renda i cittadini più maturi e consapevoli.
Dottor Giannino, la seguo su radio 24 tutte le volte che posso e condivido le
Sue idee.
Via tutti i ladri e i corrotti, via tutti quelli responsabili di averci affogati
nel debito pubblico, via al finanziamento sregolato ai partiti ( io penso che dovrebbero avere un rimborso spese documentato e controllato in modo da non
renderli ricattabili o servi di finanziatori esterni)Via tutti quelli attaccati
da troppo tempo alla poltrona visti i risultati ottenuti e via via via….
Gloria
Comunicazione di servizio. Chi è interessato ad aderire a “Fermare il declino” può andare al link qui sotto indicato e aderire lasciando proprio nome e indirizzo. Grazie
http://www.fermareildeclino.it/?utm_source=Newsletter+fermareildeclino.it&utm_campaign=4530d3869e-Fundraising9_27_2012&utm_medium=email
Posso iscrivermi all’Associazione e partecipare alle attività?
Salve , come posso inscrivermi alla vs lista???
@Antonio, rettificherei il verbo “eliminare la classe politica”. Diciamo “cacciare la classe politica”. Non siamo mica le BR! Del resto, condivido in pieno l’espressione del tuo sdegno. Ciao
Purtoppo abbiamo una classe politica strafottente ed incapace tanto da portare la nostra bella Italia sul baratro, il declino dal mio punto di vista va eliminato eliminando questa classe politica, personaggi che si arrovellano alla poltrona da oltre 30 anni e più ed ancora riescono a concludere un bel nulla. Mi associo con voi sperando in un periodo migliore per i nostri figli ed un futuro per la nostra amata e bella Italia, senza lo squallore dei personaggi politici citati ma con giovani desiderosi di fare bene per la nostra Amata nazione e ce ne sono ed anche capaci.
Sono molto in sintonia con le idee e le proposte che sono alla base di quello che , auspico, divenga presto un vero movimento politico;
Come si fa per le aziende in crisi ma non ancora fallite anche la Azienda Italia necessita di un rigoroso piano industriale che individui obiettivi modalità di intervento tempistica e risultati da tradurre in proposta politica agli Italiani Buon Lavoro. A. Cis
Egr. Dott. Giannino
Quanto sotto riportato è un commento inviato al giornale “LIBERO” su un editoriale del gironalista CERVO pubblicato su una testata del sucitato giornale in cui evidenziava che la zavorra del SUD non consente lo sviluppo di questo Paese citando le lugubrazioni ed le tesi di MIGLIO a proposito del sistema paese. Bene condivido quanto da lei sostenuto nel suo programma ma sino a quando ancora persisteranno pregiudizi di questo tipo nei confronti dei meridionali gli sforzi perchè questo Paese diventi un vero PAESE UNITARIO saranno vani.
Cordiali saluti
“Egr. Direttore
Mi sorprende che un attento osservatore e obiettivo e sincero giornalista come lei possa, consentire la pubblicazione di un’editoriale il cui contenuto e riflessione di un suo collaboratore editorialista, mi riferisco alla “profezia di Miglio”, possa contenere quanto di più falso. Mi riferisco a quanto sottolineato nell’articolo di M. CERVO, riferendosi a quanto sostenuto dall’esponente ideatore della LEGA :”Si è già visto, a suo luogo, come l’incorporazione del Mezzogiorno nello Stato Italiano sia avvenuta fuori da ogni ragione storica e di ogni criterio di opportunità: fu il concorso di motivi occasionali (e l’ignoranza delle condizioni economiche e sociali delle province del Sud che spinsero gli uomini politici del Nord ed una esigua minoranza di quelli del Mezzogiorno ad annettere questa parte del paese al Sistema politico “unitario” fortunosamente “messo insieme” tra il 1848 ed il 1860. Da quanto sopra detto una riflessione è doverosa ad onore storico-sociale o il Sig. Miglio non era documentato (essendo discendente celtico, “barbari con le corna sull’elmo”) o mente sapendo di mentire, in quanto al periodo a cui si riferisce il reddito pro-capite dei Meridionali, leggi orgogliosamente Borbonici (“diversamente settentrionali” o meglio diversamente Padani ) era di 1/3 superiore a quelli del Settentrione d’Italia e con l’invasione dei Piemontesi avvenuta nel 1861 resero questa parte d’Italia povera, trasferendo la sue ricchezze imprenditoriali e socio-culturali (riducendo il numero delle scuole ) al Nord, rendendoli, come testimonia nel suo trattato storico-culturale il nostro Pino Aprile in “TERRONI” e “GIU’AL SUD”, più poveri e “INFERIORI”.
Auguro che le regioni del Sud possono configurarsi in un unico progetto politico autonomo rispettando quando sancito da una clausola Costituzionale che A.DE GASPERI saggiamente fece approvare nel 1946 in occasione dei moti indipendentisti della Sicilia che mise fine al pericolo secessionista del paese. Il “Brigantaggio” a cui Miglio fa riferimento era un nobile sentimento della negazione unitaria del paese a cui l’invasione Piemontese l’aveva ridotto.
Saluti”
P.Basile
Spero di essere uno dei tantisssssimi sudditi a gridare FERMATE IL DACLINO.
Comunque vada grazie per averci provato, OSCAR.
purtroppo i sacrifici e la povertà incipiente porta solo a lamentarci e non proporre cambiamenti tali da dare un senso alle rinuncie cui siamo sottoposti, pochi oggi capiscono la strada verso il baratro che abbiamo intrapreso, e, solo ed esclusivamente per colpa nostra o, meglio, di chi pretende di rappresentarci.
Vivo giornalmente a contatto dei piccoli imprenditori ed ancora fanno discorsi disstinguendo Berlusconi o Bersani o Di Pietro, non si sono resi conto che comunque ci si giri il risultato non cambia.
Certo l’informazione non aiuta a prendere coscienza della realtà della situazione e che i “tecnici” non hanno soluzioni realmente diverse da quelle dei nostri politici e non hanno il coraggio di fare realmente delle “rivoluzioni” che possono legarci al sistema virtuoso per recuperare il minimo livello di vita necessario a far ripartire per quanto sia possibile la nostra economia,
La vostra iniziativa è l’unica che almeno ha basi serie e non legate a carrozzoni già visti.
Grazie
@annapatrizia, più che confische, i politici hanno bisogno di fare un bagno di responsabilità. Se promettono una cosa- dice Giannino- e non la mantengano, abbiano l’onestà di dimettersi e di ammettere l’errore e non gridino al complotto demo-plutocratico-massonico-comunista-piduista. L’onestà del politico inizia da qui e l’iniziativa “fermare il declino” è molto chiara su questo aspetto. Saluti
ognuno di noi nella propria libera professione, dai professionisti ai commercianti e in qualche caso anche dipendenti pubblici di livello,
paga se sbaglia
i politici no! sarebbe il caso che anche i politici e/o i partiti avesssero le stesse responsabilità … e che intanto vendano le loro proprietà e girino allo stato i soldi mal presi a titolo di corresponsabilità se vogliono avere ancora un minimo di fiducia dalla gente
Finalmente, le grandi crisi porta con sé sempre grandi svolte.
Non ricordo il sito di “fermate il declino”,potete aiutarmi per favore?
Grazie Caterina