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Mafia, tasse, spesa pubblica: troppi “Grillo” per la testa

grillo-la-mafia-e-meglio-dei-partitidi Federico Mugnai-“La mafia non ha mai strangolato i suoi clienti, si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un’altra mafia che strangola la sua vittima.” Queste sono le parole di Beppe Grillo che hanno suscitato scalpore ed indignazione tra l’opinione pubblica e tra i partiti. Grillo ha sbagliato, sia perché è un ignorante di natura (la mafia ha ucciso molte, troppe persone), sia perché per voler incitare la folla tende sempre ad estremizzare i suoi concetti, a tirare insomma la corda. Premettendo che queste dichiarazioni sono eccessive e che la mafia non va mai difesa e che personalmente Grillo è per me agli antipodi, sia per il modo di proporsi sia per i contenuti che propone, bisogna riconoscere che se ben si riflette le sue dichiarazioni non sono prive di senso. La mafia è un potere sotterraneo che tramite le sue reti tende ad assorbire la società, a ridurla in schivitù, sfruttando i vari canali della delinquenza (sfruttamento della prostituzione, spaccio di sostanze stupefacenti, richiesta del pizzo, etc..), un potere oppressivo, arrogante, feroce. Ma ancora più subdolo è il comportamento dello Stato, specialmente in questi tempi di crisi che ci dovrebbe rappresentare, tutelare la nostra libertà individuale ed economica; purtroppo non è così: viviamo in uno Stato che si prende il 55% di ciò che un’azienda produce, uno Stato tossicodipendente che si ricorda di dare i soldi ai suoi creditori con mesi o perfino anni di ritardo, che ogni giorno punta una pistola invisibile al povero cristo che si ritrova a pagare Imu, nuove accise sulla benzina, l’aumento dell’Irpef e dell’Iva,  ridotta la pensione, a pagare bolli per l’auto e tante altre tasse che lo affliggono  fino ad arrivare ai pignoramenti perpetrati per mano di Equitalia che anche per poche centinaia di euro rovina per sempre la vita a tante persone. Intanto la spesa pubblica in Italia negli ultimi anni si è moltiplicata in modo gigantesco, i privilegi dei politici non sono stati praticamente toccati, le auto blu non si contano più, etc.. Come definire questo Stato? Siamo dinanzi ad una struttra che ha poco da invidiare a quella sovietica, ad uno Stato criminale, elefantiaco che fagocita i suoi cittadini, avido, affamato e allo stesso tempo affamatore del suo popolo (o meglio definirli sudditi?). E’ pericoloso paragonare questo sistema marcio alla mafia, perché rischia di legittimare ciò che va condannato con fermezza, ma è un dato di fatto che certe affinità ci sono. Se Grillo riscuote consenso giocandola a spararla sempre più grossa, non è perché gli italiani sono impazziti, ma semmai perché si sentono traditi e presi in giro da una classe politica inetta. Il Governo tecnico ha reso agevole l’esplosione dei grillini; se prima infatti la lotta tra berlusconismo e antiberlusconismo riusciva ad assorbire la gran parte dell’elettorato (che si divideva in tifoserie), venendo meno tutto ciò e creatasi la grande unione tra Alfano, Bersani e Casini è stato l’intero sistema politico (che già prima era delegittimato) a divenire il fulcro dei malumori, del rancore ben interpretato da Grillo. Pensate: un giorno ci siamo risvegliati senza Berlusconi con Alfano, Casini e Bersani che per il bene dell’Italia (così hanno dichiarato) vanno a braccetto insieme, mentre fino a poco prima si scannavano con dichiarazioni dai toni aspri e duri. Se la situazione economica e sociale si fosse assestata grazie alla grande intesa, oggi Grillo sarebbe un comico innocuo circondato da pochi fedelissimi; invece la situazione è semmai peggiorata e Grillo è divenuto il megafono per manifestare la propria insoddisfazione nei confronti del sistema. Gli italiani si sentono presi in giro, perché hanno capito che dietro le strategie dei vari partiti c’è  l’interesse personale di mantenere determinate quote di potere; tutto ciò mentre lo Stato strangola i poveri cristi e l’Italia è in recessione. Grillo forse non rappresenta nemmeno l’antipolitica; quando davanti hai un sistema di partiti che ben si potrebbe raffigurare come un deserto o un vuoto pneumatico, al nulla finisci per preferire (non è il mio caso) un comico ignorante, populista ed estremista. Grillo sta quindi semplicemente colmando un vuoto.

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