12 mar, 2012
Moana Pozzi, a volte ritorna
di Giorgio Frabetti- Ho fatto un balzo sulla sedia l’altra sera, quando nella rèclame Tv dello show di La7 di Serena Dandini, The show must go off, è comparsa l’immagine di Moana Pozzi: imitazione perfetta della più proteiforme tra le imitatrici italiane, Sabina Guzzanti. Era lì, come nulla fosse accaduto, come non fosse morta, a riproporre i test-psicologici-tormentoni che l’avevano resa celebre ad Avanzi nel 1991-92, quando si atteggiava a guru dell’educazione sessuale con il suo Partito dell’Amore (della serie “se incontri un uomo importante che ti può dare un posto di lavoro e sei disoccupato a)Ti fai sod……..; b) Preferisci dormire sotto i ponti; c) gli allunghi il curriculum?”). Tormentoni al vetriolo, proposti da un piccolo e biricchino demonio di malizia, mascherato dietro la faccia e il sorriso d’angelo incorniciato nei biondi capelli di Moana. Nel 1992 quando ero ragazzo, io mi scompisciavo dal ridere; ma adesso … francamente, io non ho visto mai un comico fare l’imitazione di un morto! Il compianto Alighiero Noschese dovette bruciare il repertorio (a detta degli insiders gustosissimo) che aveva preparato su Aldo Moro per il varietà Ma che sera caduto per disgrazia nei giorni del rapimento dello statista democristiano ad opera delle BR. Gigi Sabani si astenne dall’imitare Enzo Tortora, quando finì in carcere e anche dopo quando, maschera tragica ormai segnata dal male incurabile, dedicò gli ultimi anni di giornalista e militante radicale per una “giustizia giusta”. Sabina Guzzanti va in netta controtendenza e la cosa mi crea disagio. Questa sera, ho parlato con una mia grande amica di questa mia sensazione, e lei giustamente mi ha fatto notare che Moana è un pò come Elvis Presley, quei personaggi che in fondo per la leggenda non sono morti. Si sa, come per Elvis ci sono state segnalazioni della sua presenza viva in parti del mondo, così fu per Moana (al punto che si arrivò ad aprire un’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma, per stabilire se la porno star era morta davvero). E’ il destino dei personaggi bene o male entrati nella leggenda, è lo stigma del mito. E chi lo sa? Forse ai familiari della porno star fa piacere questa imitazione della Guzzanti, forse fa sentire loro Moana ancora viva, presente. Sarà. A me la cosa mette disagio. Io voglio ricordare di Moana la grande delicatezza e discrezione con cui se ne è andata, stroncata da un brutto male che a 33 anni le ha portato via giovinezza, fama, denaro, avvenenza. Morta con quella dignità da gran Signora quale era, con il portamento regale e dignitoso con cui portava il mestiere di porno star, senza mai deporre garbo, intelligenza, sempre con quel non so che di biricchino che pure coglieva con finezza la stessa imitatrice Sabina Guzzanti negli anni ‘90. Vederla rediviva artificialmente in Tv mi sembra una patetica caricatura, che non rende giustizia alla persona. Oggi quella caricatura, con il senno del poi, appare di cattivo gusto, sgarbata e irrispettosa, come una risata lanciata nel clou di un funerale. Sabina Guzzanti impari la lezione del Fellini di Otto e Mezzo: talvolta, l’arte rende migliore servizio ai ricordi, alle persone che non ci sono più, con il silenzio.