9 feb, 2012
IMU, c’è chi dice “no”
di Giorgio Frabetti- La prossima entrata in vigore dell’IMU (la patrimoniale sugli immobili del Governo Monti estesa alla prima casa derogando alle decisioni del Governo Berlusconi) sta accendendo l’attivismo dei militanti Tea Party, che sull’IMU stanno ingaggiando una decisiva battaglia. Commenta Giacomo Zucco, portavoce nazionale del movimento: “L’abolizione del pagamento della tassa sulla prima casa nel 2008 fu forse una delle poche cose significative fatte dal governo Berlusconi. Monti ha decretato la nascita dell’IMU, una nuova imposta che andrà a ripristinarla ed inasprirla, grazie a rendite catastali riviste (al rialzo). Ma qualcosa si può fare, e vi invitiamo a farlo!”. Nel comunicato del Documento (http://www.teapartyitalia.it/), si lancia una proposta semplice e clamorosa: portare l’aliquota dallo 0,4% allo 0,2% non sembra tanto, ma dal punto di vista simbolico è di per sé una grande vittoria, vista la pioggia di tasse in arrivo dal governo Monti. Conclude Zucco: “Questa mozione è un primo passo verso la presa di coscienza che svegliarsi dal torpore e riprendersi la libertà è possibile ma solo se si parte dal basso, dalle comunità dove viviamo”. E’ auspicabile che questa campagna non si esaurisca in una protesta, in una fiammata una tantum, ma sia il primo passo per un ripensamento della fiscalità degli immobili adeguata alla realtà sociale italiana e non distorta dal fine del mero “fare cassa”. Adeguata alla realtà sociale, perchè”tra le tante anomalie l’Italia- dice il Manifesto Tea Party- è infatti una Nazione ricca di proprietari di immobili e la maggior parte delle famiglie vive in una casa di proprietà; non distorta: la riduzione IMU deve diventare per i Comuni la cartina tornasole di una corretto uso della fiscalità; in nome di questa odiosa tassa, non dovranno, cioè, crearsi odiosi extra-gettito, non indispensabili magari per colmare deficit strutturali, ma per costituire prebende ai “soliti noti” e un giro di risorse per le solite cricche clientelari e corporative. Ma da qui, il moto riformatore deve essere più vasto e incisivo. Ad esempio, perchè non pagare l’Imu anche in base ai mt quadrati di una casa? Ad esempio: fino a 50 mt quadri non paghi l’Imu e poi per i restanti la paghi. In questo modo chi ha una mega villa dovrà pagare tanto, mentre chi ha una casa piccola pagherà una cifra molto minore. Inoltre si può diminuire l’imposta sulla primacasa e aumentare quello sulla seconda e soprattutto sulla terza, etc. A margine, poi, una piccola chiosa per dovere di cronaca dobbiamo introdurla: è certo vero che la tassazione sulla casa è la patrimoniale perfetta, perchè si esplica su un valore immateriale come quello catastale. Consideriamo, però, che l’aumento del valore catastale, dobbiamo anchedire che ciò va però a vantaggio di chi vuol vendere una casa. Ecco allora che si apre un altro fronte di lotta: la chiave per alleggerire l’IMU sta nella rimodulazione complessiva della tassazione immobiliare, diversificando la tecnica impositiva, affinchè questa contempli un più efficace prelievo sui trasferimenti e non solo sul possesso (come nell’attuale IMU), almeno per colpire i trasferimenti immobiliari dove più facilmente alligna non solo il nero, ma anche l’illecito e la corruzione: dalle società immobiliari di comodo (costituite solo per spillare rendite “fondi neri”) alle transazioni infra-gruppo o compiacenti (vedi scandalo case popolari Milano prima delle elezioni) dai corrispettivi troppo bassi e ridicoli per essere credibili. La battaglia sull’IMU, quindi, è solo all’inizio.