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Eluana Englaro: basta strumentalizzazioni

eluana_englaroRedazione- In Friuli Venezia Giulia la giunta regionale ha approvato un ordine del giorno promosso dall’Udc e appoggiato da Lega e Pdl che blocca preventivamente gli eventuali fondi (peraltro mai richiesti) dal regista Marco Bellocchio per il film ispirato a Eluana Englaro. Peccato che la decisione sul finanziamento, secondo le linee guida approvate proprio dall’attuale giunta, non spetti manco alla Regione e che il regolamento che cita l’ordine del giorno approvato dalla giunta non sia manco più in vigore. Ancora una volta su Eluana Englaro sembrano speculare tutti, la poltica che cavalca il suo caso per darsi una moralità e i produttori in caccia di una eco per le loro pellicole. Non è chiaro se sia un equivoco, l’inizio della campagna elettorale o una mossa pubblicitaria. L’ordine del giorno approvato oggi dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, promosso dal capogruppo dell’Udc Edoardo Sasco e appoggiato da Pdl, Lega e Gruppo misto, vieta infatti il finanziamento a “La bella addormentata”, pellicola che il regista Marco Bellocchio è in procinto di realizzare. Il film è ispirato alla storia di Eluana Englaro, la ragazza scomparsa nel 2009 dopo 17 anni passati in stato vegetativo permanente. Una vicenda che allora vide la contrapposizione tra Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano, e che ancora oggi divide le coscienze degli italiani. Peccato che, per ora, né Bellocchio né Cattleya, la casa di produzione, non abbiano formulato alcuna richiesta di finanziamento alla Fvg Film Commission, come conferma al Messaggero Veneto il presidente della commissione Federico Poillucci.

Non solo: ai sensi dell’articolo 10 della legge regionale 6 novembre 2006, n.21 (Provvedimenti regionali per la promozione, la valorizzazione del patrimonio e della cultura cinematografica, per lo sviluppo delle produzioni audiovisive e per la localizzazione delle sale cinematografiche nel Friuli Venezia Giulia), la valutazione sul merito del finanziamento non spetta alla Regione, ma a un comitato tecnico stabilito secondo le linee guida che, ironia della sorte, è stata proprio l’attuale giunta regionale ad approvare. Nel regolamento, infatti, si legge che: «Il Comitato tecnico di valutazione delle opere, è nominato con decreto del Direttore centrale attività produttive ed è composto da: a) il direttore del Servizio sviluppo sistema turistico regionale, con funzioni di Presidente; b) il direttore dell’Ufficio stampa della Regione; c) un funzionario del Servizio sviluppo sistema turistico regionale che svolge anche le funzioni di segretario». La Fvg Film commission, che oltre a curare l’aspetto finanziario si occupa di fornire maestranze e location agli artisti che decidono di girare le proprie opere in Friuli, ha finanziato tra gli altri “La sconosciuta” di Giuseppe Tornatore, “Come Dio comanda” di Tornatore e “La ragazza del lago” di Andrea Molaioli. Insomma, è un intervento fuori tempo massimo, quello del blocco Udc-Pdl-Lega. Come spiega ancora Poillucci al Messaggero, la legge che disciplinava la materia «è stata modificata e quindi di fatto riapprovata, il 27 ottobre 2010 e quanto al regolamento che l’ordine del giorno cita, esso non è più in vigore dal 29 settembre 2010 quando è stato sostituito da quello attuale approvato dal Consiglio regionale in carica». Lasciando stare le valutazioni di merito e guardando soltanto ai numeri, dal 2003 a oggi il fondo per la promozione del territorio attraverso il grande schermo, oltre a un’indubbia pubblicità alla Regione Friuli Venezia Giulia, che il New York Times ha definito «il giardino segreto d’Italia», ha generato un indotto compreso tra 7 e 13 milioni di euro l’anno. Dando lavoro alle maestranze e riempiendo le strutture ricettive. Numeri e obiettivi che vanno mantenuti, anche se non tutti i friulani sono d’accordo nel finanziare le pellicole di tasca propria, e non certo per questioni di coscienza. Insomma ancora una volta su Eluana Englaro sembrano speculare tutti, la poltica che cavalca il suo caso per darsi una parvenza morale e i produttori in caccia di una eco per le loro pellicole.

(Testo tratto dal sito www.linkiesta.it)

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