8 dic, 2011
La guerra che noi preferiamo: Zagaria assicurato alla Giustizia
di Giorgio Frabetti- Forse non ci sarà quel “totale ripristino della legalità” auspicato dal Capo della Polizia Manganelli, ma è certo che la cattura della “Primula rossa” della mafia casalese Michele Zagaria segna un grande successo a favore della lotta alla criminalità organizzata casalese. Non c’è comunque da esultare: le catture seguono la circolazione delle èlites all’interno delle varie Cupole criminali, normalmente se un boss si fa catturare o è “scaricato” dai compari o è lui a invocarlo, per proteggere sè stesso e la sua famiglia. Si sa, le cose funzionano così: ad un boss arrestato segue un altro boss che prende il potere, morto un Papa se ne fa un altro. Non c’è nessun esoterismo in quanto andiamo dicendo: niente “trattativa tra Stato e Antistato”: la Polizia si sa opera così. Ma la Polizia non può sostituirsi alla società civile; è da essa che deve partire il salto di qualità per la sconfitta delle mafie. Una società civile che purtroppo nel Sud (come denunciato da Gigi Di Fiore e da Rosaria Capacchione) tende a farsi sentire contro le mafie solo quando ci sono i riflettori dei media puntati addosso (per qualche fatto di sangue di solito): No, Signori, la lotta alle mafie si fa anche (e soprattutto) con i riflettori spenti. E non c’è alternativa al “salto di paradigma” etico-politico-culturale che la lotta alla mafia esige. Solo la fine di certo spirito di clan del Sud (che porta talora a tollerare parentele compromettenti), solo la fine della cultura che vede nella Mediazione dei “Compari” la risorsa per risolvere ogni problema possono costituire ribellione efficace contro la camorra e tutte le mafie. Il popolo meridionale è un popolo fiero, intraprendente, capacissimo di “arrangiarsi”; ma “arrangiarsi” oltre un certo segno, quando cioè lo Stato è debole e incapace di far introiettare un sano ethos pubblico (come sempre nel Meridione) significa una sola cosa: legge della jungla. E lì ha la meglio inevitabilmente il più forte, il più violento: con una spirale negativa che pare non avere freni. Comprenda il Sud che contro le mafie non resta che intraprendere una lunga e tenace guerra: la guerra che noi preferiamo!