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Conflitti di interesse: Corsi e ricorsi

corrado passeradi Giorgio Frabetti- Dopo il ciclo epico del conflitto di interessi berlusconiano, ecco che arriva alla ribalta il dossier Corrado Passera, patron di Banca Intesa, nominato Ministro dello Sviluppo Economico dal nuovo premier Mario Monti. Se è esagerato parlare di “sospensione della Democrazia” o di “Democrazia commissariata” dopo il Governo Monti, certo, però, il caso-Passera proietta sul Governo Monti le ombre del conflitto di interessi. Un’ombra inevitabile quando scendono in campo nell’agone politica personaggi della finanza, dell’industria: fu così per Silvio Berlusconi, è così per Corrado Passera. Beh, diciamocelo il colpo d’occhio non è dei più belli: mai Michele Sindona o Enrico Cuccia, pur tanto influenti sulla politica, hanno inteso divenire essi stessi politici. Ognuno aveva i suoi politici-mandatari e lobbysti: Sindona buona parte della DC, Enrico Cuccia gran parte del PRI di Ugo La Malfa. Un’ipocrisia si dirà: che ci sia o meno un politico come “schermo” alla fine era sempre Sindona o Cuccia che comandavano, per interposta persona! In realtà, non è così: in politica, ci sono situazioni in cui la forma è sostanza! L’art. 67 Cost. prevede che i parlamentari svolgano la propria funzione senza vincolo di mandato: la stessa cosa deve valere per i Ministri e le altre cariche dello Stato. Ecco perchè sulle figure imprenditoriali, della società civile in politica è destinato a gravare sempre e pesante l’ombra e il sospetto del conflitto di interessi: un Banchiere, un imprenditore agiranno sempre (questa è la diceria comune) sotto mandato (esplicito o meno) dei proprio consigli di Amministrazione, non in piena libertà di coscienza per il bene del Paese. In una circostanza di crisi come l’attuale, tale ombra non può che proiettare un’ombra sull’intero Governo Monti, indebolendone la credibilità. Non possiamo a questo punto non unirci a chi oggi invita Corrado Passera a imitare Mario Draghi, il quale, appena divenuto Governatore della Banca d’Italia, vendette nei giorni scorsi tutte le opzioni e le azioni detenute in Goldman Sachs e creò un blind trust che avrebbe accolto i proventi di tali cessioni e proceda autonomamente al loro investimento. Passera dovrebbe fare altrettanto e non possiamo non unirci all’invito di Bruno Perini ne Linkiesta (http://www.linkiesta.it/blogs/accadde-domani/conflitto-d-interessi-corrado-passera-dovrebbe-imitare-mario-draghi). Naturalmente, la vicenda Passera sta lanciando linfa a tutti coloro che da sempre, anche per colpire Silvio Berlusconi, invocano una legge sul conflitto di interessi. Non ci tiriamo indietro da questa richiesta, a patto, però, di non assumere verso questa proposta atteggiamenti bigotti, quasi fosse la panacea di tutti i mali. E’ la Ns. inesperienza rispetto alla legislazione antitrust (radicatasi a fatica nelle Corti, ma ancora meno nell’opinione pubblica) che ci porta a ritenere possibile che un Imprenditore, un Banchiere sceso in politica possa recidere da un momento all’altro i legami con le precedenti attività. Noi sappiamo che esistono strumenti occulti per garantire la conservazione di posizioni di controllo, che sono difficili da colpire tempestivamente e anche da prevenire con strumentazione giudiziaria. La trasparency si tutela parlando dei casi scomodi, delle leggi, degli atti su cui grava il sospetto di conflitto di interesse, e qui la stampa può svolgere un servizio pubblico fondamentale, che deve essere incoraggiato (ma anche punito in caso di abusi). La trasparency si tutela anche con maggiore prevenzione se ai tavoli istituzionali siedono politici veri e propri! Non si tratta di tessere gli elogi della vecchia figura del politico di professione; si tratta di considerare che la Politica ha le sue regole non scritte, ma fondamentali: prima fra tutte che il politico rappresenta il popolo, non singole aziende.

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