9 nov, 2011
Gli orfani del Berlusconismo
di Giorgio Frabetti- Da poco è caduto Berlusconi, e subito si affacciano gli orfani del berlusconismo: naufraghi che la fine di questa èra politica sta trascinando con sè in una perigliosa deriva. No, non sto parlando dei pidiellini, ormai in fuga, ma della Sinistra antiberlusconiana! Ad assistere, infatti, alla puntata di Ballarò di ieri sera, si tagliava col coltello il disagio della Sinistra antiberlusconiana, letteralmente sorpresa (e forse terrorizzata) dalla crisi del Governo Berlusconi. Una crisi nata tutta all’interno della maggioranza, senza che peso alcuno abbiano avuto iniziative, voti di sfiducia, campagne di stampa dell’opposizione. L’opposizione aveva pensato fuoco e fiamme per far cadere il Governo: dove non riuscì la folla inferocita di Piazza del Popolo, riuscì nell’impresa Gabriella Carlucci … Una situazione obiettivamente paradossale e frustrante per le opposizioni, che certo non giova alle loro quotazioni e alla loro credibilità, palpabile nei paradossi a Ballarò formulati da Lucia Annunziata: tanto più sorprendenti, in una giornalista solitamente molto lucida ed equilibrata, segno evidente (questa la mia personale opinione) di una momentanea compulsione isterica, segno della difficoltà del momento. E se Berlusconi ha ingannato il Presidente della Repubblica? Se poi non si dimette? E se poi il PD, che si è impegnato a far approvare al più presto la legge di stabilità, si vede ingoiare il rospo di leggi che liberalizzano i licenziamenti? Un crescendo di argomenti assurdo e a tratti folle: perchè Berlusconi che subodora elezioni dovrebbe spingersi a leggi impopolari sui licenziamenti, quando è al suo interno diviso? E perchè Berlusconi dovrebbe rimangiarsi la promessa di dimissioni, quando l’ha formalizzata in una nota divulgata dal Quirinale? Sfiorando peraltro (lui debolissimo) la crisi istituzionale? L’avesse detto a Studio Aperto … Attenzione, perchè ad essere preso di mira, più di Berlusconi, era il Presidente Napolitano, reo di essere stato troppo indulgente con Berlusconi. Segno evidente delle storture di quella posizione che in questo sito abbiamo più volte denominato “fondamentalismo costituzionale” e alla sua “doppia morale”, secondo la quale la Costituzione si osserva alla lettera se sfavorevole a Berlusconi, ma se ne pretende strappi e forzature quando diventa scomoda per la Sinistra! Morale della favola? Adesso che Berlusconi va via e la Sinistra si avvicina al Governo, la paura fa novanta. Non c’è da stupirsi: non tarderanno gli italiani a rendersi conto dell’opposizione irresponsabile della Sinistra, prodiga di dossier e scandali, più che di proposte. I nodi, con la crisi economica, stanno venendo al pettine e nei dintorni di Santoro, Annunziata etc. si è già fiutata l’aria. Noi lo avevamo detto nel sito: il centrodestra avrebbe potuto mettere in crisi gli avversari antiberlusconiani recuperando iniziativa politica, con mosse a sorpresa, con strategie di riposizionamento, ristrutturazione etc. delle posizioni dell’avversario: in questa chiave, il Ns. sito propose fin da gennaio il “rinnovamento” del centrodestra, venendo subito tacciato di eresia! Ora, tardivamente, il centrodestra, con la mossa delle dimissioni del premier (dilazionate fino all’approvazione della legge di stabilità), sembra aver recuperato un sussulto di astuzia e di acume politico. Poca cosa, evidentemente, nella prospettiva di rinnovamento del centrodestra; molto nella prospettiva di “punire” gli eccessi e le strumentalizzazioni dell’antiberlusconismo politico. Infatti, più si dovesse accentuare, con la crisi di Governo, la tendenza allo sbandamento della stampa di Sinistra più accesamente radicale, tanto più se ne gioverebbe la causa di una gestione moderata della crisi politica ed economica che il Paese sta attraversando, propiziando così il clima per governi più moderati, rappresentativi e consolidati.