26 ott, 2011
Bruxelles: il buongiorno si vede dal mattino?
di Giorgio Frabetti- Puo’ darsi che sull’ atteggiamento non ostile, comprensivo dell’UE verso l’Italia pesi la presa d’atto di Merkel e Sarkozy di aver commesso una ‘gaffe’ verso il nostro Paese. Per quanto male si possa dire di Berlusconi, i sorrisini e gli sfotto’ di domenica sono stati quantomai inopportuni specie considerato che Francia e Germania hanno i loro problemi anche loro e tutti si e’ sulla stessa barca (o bagnarola) europea. Coesione, invoca il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, affinchè si rompano gli indugi e si lavori seriamente per il risanamento e la crescita. E coesione invochiamo anche noi.D’accordo, che la UE “non ha alternative”; d’accordo, che se non ci si adegua sui titoli italiani si addenserà una tempesta che costringerà il Tesoro ad un nuovo salasso fiscale; d’accordo, che siamo con le spalle al muro e che alle riforme non ci sono alternative. Sarà questa la volta buona? Per il momento, la famosa ‘lettera di intenti’ che il premier ha presentato a Bruxelles e’ di fatto quasi la replica della ‘dichiarazione d’intenti’ che hanno accompagnato la ‘ristrutturazione’ della Manovra bis di agosto. Assisteremo ancora al deja vu di un Governo che a Bruxelles promette e a Roma si rimangia? Le premesse purtroppo ci sono tutte: come ad agosto ci sono gia’ i Sindacati sul piede di guerra contro le facilitazioni previste sui licenziamenti. E quanto a capacita’ del Governo di opporsi alle lobby che inevitabilmente insorgeranno non e’ che il buongiorno si veda dal mattino: è di ieri la sconfitta del Governo su una mozione PDL sulla Responsabilità per invalidita’. Non vorremmo che, finiti i peana a Bruxelles, riprendano le lotte intestine dei vari Crosetto, Formigoni etc. Il clima, di fatto già pre-elettorale, non è di quelli che propizia misure impopolari. Del resto, le dichiarazioni di Bossi, il quale, in concomitanza alle prime positive notizie da Bruxelles, ha ribadito “Decido quando si vota! Io ho il coltello dalla parte del manico” non lasciano certo ben sperare sulla tenuta della maggioranza: della serie, si alle riforme UE, ma con il fucile spianato! Difficile dire che il Governo dia garanzie quanto a capacità di mantenere le promesse; difficile dire che da qui si possa generare sul lungo periodo un positivo influsso sullo spread. Ma non è difficile immaginare come si comporterà Bossi, se a lungo andare il costo di questo ennesimo compromesso dovesse rivelarsi troppo oneroso e impopolare per il suo elettorato.