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Orsi e Tori, La leggenda della Borsa, quarta parte: Kreuger, il Magnate dei fiammiferi

Ivar_Kreuger_business_flightdi Giorgio Frabetti- Ribelli, sostanzialmente anarchici e imprevedibili, i grandi uomini della Finanza lo sono un po’ tutti. Pochi però raggiungono il livello dello svedese Ivar Kreuger, che, a buon diritto, può essere definito il “magnate dei fiammiferi”, colui cioè che ne detenne il monopolio in Europa, fondando gran parte della propria ricchezza fino al crollo di Wall Street del 1929. La sua storia ricorda molto da vicino quella del protagonista del Grande Gatsby di Scott Fitzgerrald. Venuto alla luce in una gelida notte artica del 1880 nel borgo svedese di Kalmar da un fabbricante di fiammiferi, di temperamento vivacissimo e indisciplinato, ottenne il diploma di Ingegnere al Reale Istituto di Tecnologia turlupinando un anziano maestro affetto di sordità, al quale impose di iscrivere il suo nome tra gli allievi meritevoli. Ribelle e inquieto, parte da Stoccolma, si reca prima a Parigi, poi a Londra, dove si arruola come mercenario nel corpo di spedizione inglese in partenza verso il Sud Africa contro i Boeri. In verità, non è che si dia molto da fare nei combattimenti: divenuto amico di Cecil Rhodes, e sbandierando il diploma di Ingegnere fraudolentemente conseguito, il ns. inizia ad oliare i suoi affari. Successivamente, si trasferirà in America, dove conobbe Vanderbilt Jr., esponente allora di una delle famiglie di finanzieri americani più in vista, dal quale ottenne il denaro sufficiente per tornare a Stoccolma. Qui, si lanciò nell’avventura edilizia, consolidando il proprio talento di uomo d’affari, fondando con Paul Toll (già compagno di studi) un’impresa che spadroneggerà negli appalti svedesi per molti decenni. Un suo progetto originalissimo e d’avanguardia per le tecniche di costruzione fondate sull’uso di cemento metalizzato, cui collaboreranno anche tecnici di Chicago, è il suo trampolino di lancio, superando diffidenze e riserve della società imprenditoriale svedese. Rocambolesca la trattativa: al Committente che aveva imposto una forte penale in caso di ritardo, Kreuger risponde riuscendo a spuntare una clausola che gli assicurerà lucrose plusvalenze: un compenso maggiorato, cioè, per il caso di consegna anticipata. Così fu, e per il Ns. iniziò il lancio. Ma l’edilizia è solo un tassello delle complesse e ampie mire di Kreuger. Il quale, ben presto si getterà nel grande calderone della finanza. Mettendo a frutto la filosofia industriale appresa da Rhodes, il Ns. fonderà una serie di trust, una serie di aziende (dei più disparati settori) tutte collegate tra loro e destinate ad agire in posizione dominante, sfruttando le conoscenze dei politici e il gioco di Borsa. Due leve essenziali per permettere gli alti livelli di indebitamento di cui, allora come ora, questi complessi abbisognavano. Un simile passaggio è segnato dal prestito che riesce ad ottenere di 500.000 corone  da Oscar Rydbeck (che diverrà suo amico e complice), Presidente della Blasonata Banca Skandinava Kredit e che gli permette di trasformare la Kreuger & Toll in una Spa-Holding con vocazione al trust. E in questa veste, il Ns. si da … ai fiammiferi, rilevando e ampliando l’attività che già fu del Padre: attività che oggi farebbe sorridere, ma che allora era strategica. Con una simile “batteria d’assalto” Kreuger, pertanto, si da alla conquista della città di Jonkoping, culla dell’industria dei fiammiferi svedesi, proponendo una federazione per dominare quello che allora era il mercato mondiale dei fiammiferi (non a caso, ancora denominati volgarmente semplicemente “svedesi”). In effetti, con questa manovra, finirà nella rete di controllo di Kreuge la Swedish Match, società di produzione dei fiammiferi, che a sua volta controllava la International Match negli Stati Uniti, la British Match in Gran Bretagna, la Toyo Match e la Japan Match in Asia. Lo scoppio della Grande Guerra bloccò momentaneamente l’ascesa di Kreuger nei mercati continentali. Ma il Ns. tornerà subito all’attacco dopo la firma del Trattato di Versailles, andando all’assalto della Polonia, ottenendo il monopolio dei fiammiferi, come contropartita della concessione di un prestito al Governo Polacco. A catena, seguiranno la Germania di Weimar, Lettonia, Estonia, Iugoslavia, Ungheria. Grazie all’amicizia con Poincarè, già Primo Ministro e Presidente della Repubblica francese, Kreuger riuscirà a ottenere il controllo della Banca di Suède et de Paris e della Banca Saint-Phalle, che gli consentirà di allargare la rete del trust oltre l’edilizia e i fiammiferi, verso cioè la Ericcson (Telefoni), la cellulosa e la siderurgia: tra queste, Kreuger riuscirà a conquistare una partecipazione nel gruppo tedesco Tyssen. A metà degli anni ’20 sono circa 240 le Società che fanno capo ad Ivar: sempre certificate dai più accreditati esperti di bilancio europei,tra cui l’inglese Price Waterlouse. Uomo dalle mille contraddizioni, sarà datore di lavoro illuminato e lungimirante (la Sua società fu dotata di dispositivi di calcolo di avanguardia) e dedito a piaceri sfrenati e proibiti: frequentatore abituale della malavita, girerà voce che fosse dedito all’hascisc e all’oppio. Ma soprattutto, è il malefico talento di “genio del Debito” che ne farà un vero e proprio primato nella storia della Borsa: come Kreuger fu tra i primi a lanciare il trust, nella storia della Finanza europea va anche ricordato come uno dei più spregiudicati “finanzieri creativi”, capace di generare bolle azionarie emettendo “titoli doppi” a quelli realmente detenuti, ovvero fasulli. I nodi del suo impero finanziario verranno al pettine nel 1929: quando non riuscirà a “piazzare” le azioni della Svenska Cellulosa. Di qui, con 11 milioni di dollaro di debito con la Banca Morgan, Kreuger inizierà la sua parabola discendente. Tenta di vendere le azioni della Ericcson a copertura del suo debito, ma alla Morgan si accorgono che le azioni sono fasulle. In poco tempo, è il crollo: pur ottenuto un prestito d’urgenza di 250.000 corone dalla Rycksbank (Banca di Stato svedese), il 24 febbraio 1932, la Borsa si accanisce contro Kreuger: nei listini di Stoccolma, in poche ore, le azioni della Kreuger e Toll vengono vendute in blocco generando un pesante ribasso. A questo punto, abbandonato anche dalla Banca di Stato svedese, e nel corso di un soggiorno a Parigi con l’amico Oscar Rydbeck per “pietire” l’aiuto della Banca de Suède et de Paris, Kreuger, il magnate dei fiammiferi svedesi, viene trovato suicida in rue de Rivoli. Beffa del destino, i titoli dei Buoni del Tesoro che aveva con sé per convincere la Banca francese ad aiutarlo, si rivelano fasulli; così come molte altre carte e dossier che avrebbero dovuto servire per la trattativa. Kreuger lascia un buco  valutabile oggi in una decina di miliardi.

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