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Università fucina di spostati? Diciamo basta!

test-di-ammissione-all-universita-test-e-quiz-per-arrivare-preparatidi Redazione- Qualche giorno fa ci ha colpito molto un servizio alla Tv ove una ragazza raccontava come dopo essersi laureata in architettura, aver sostenuto l’esame di Stato e quindi essersi iscritta all’albo, non sia mai riuscita a poter svolgere il lavoro di architetto, nonostante le sue ambizioni, le sue idee e i suoi progetti, e sia finita a dover accontentarsi a fare la segretaria in uno studio dentistico. E’ drammaticamente vero: l’Italia offre molto poche possibilità ai ragazzi più capaci e volenterosi di poter esprimere il proprio talento. Ma soprattutto in Italia, non c’è meritocrazia! E come potrà mai dirsi competitivo un Paese dove solo chi ha un po’ di fortuna e buone conoscenze riesce a sfondare? Nessuna meraviglia, quindi, se le migliori menti emigrano in altri stati a cercar fortuna, magari con il sogno di veder realizzati i propri progetti, le proprie idee innovative. Ognuno deve avere la possibilità di ambire al lavoro cui aspira, ma deve anche tener conto che il proprio successo dovrà essere proporzionale al suo valore umano ed intellettivo. Ma da dove partire per cambiar rotta? Università per tutti, era uno slogan sessantottino ed è giusto che ognuno abbia la possibilità di accedervi. Già solo a questo livello occorre un “salto di paradigma” culturale contro il “pensiero unico” vetero sessantottino e veterogramsciano dell’ “Università per tutti”. E’ essenziale che l’Università sia in grado di individuare gli studenti migliori, coloro che sono più capaci e hanno più volontà. Basta con il taboo della selezione, sentita come discriminatoria e darwiniana: iniziamo a comprendere che la selezione è essenziale per raccogliere tra gli Studenti il “buon grano”, isolando la “zizzania” di spostati, scansafatiche ed irrequieti che hanno troppo abusato di credito e favori in nome dell’errata ideologia egualitaria del diritto allo studio. Certo, è essenziale dire ancora “no” all’Università come privilegio per pochi; ma è altrettanto essenziale dire “sì” ad un’Università più selettiva capace di valorizzare i migliori. No all’Università come un luogo di ricreazione, di passatempo per giovani svogliati dello studio e forse anche della vita! Diciamo basta con l’Università-fabbrica di laureati (e di spostati)! E poi, quale tempo di tagli e di rigore come il Ns. per iniziare un serio “repulisti” dell’Università? Iniziamo con una modesta proposta:  aumentiamo progressivamente del 10% ogni anno le rette universitarie per gli studenti fuori corso (non per gli studenti che lavorano). Scoraggiamo così quegli Universitari-bambaccioni, mantenuti da papà e mamma che bivaccano all’Università, impiegano dieci anni per prendere una laurea triennale e finiscono magari per mezzo di buone conoscenze ad ottenere un buon posto di lavoro! Finanziamo con queste maggiori risorse stage, Erasmus ed altri progetti proprio a favore degli studenti più meritevoli!        

La vita è un’ immensa corsa ad ostacoli (se non un vero e proprio campo di battaglia) e non si capisce il perché l’Università non dovrebbe essere altrettanto.

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