14 ott, 2011
Indignados, quale futuro inseguite? Le vostre idee sono ridicole!
di Federico Mugnai- “Indignati di tutto il mondo unitevi!” C’è chi va dicendo che in questi momenti di crisi è necessario che qualcuno faccia sentire la propria voce dal basso, protesti e poco importa il messaggio che vogliono lanciare, ciò che è fondamentale è manifestare, segno di partecipazione, di monito nei confronti di chi esercita democraticamente il potere. E poi, dove sono i valori tramandati dalla Resistenza, dove la voglia di giustizia e di uguaglianza, dove la società del progresso per tutti? Così si interroga anche Stéphane Hessel, diplomatico francese, ex partigiano, novantatreenne che invece di godersi la pensione, rimembrare nella propria mente le sue gesta eroiche, ha deciso di mettere benzina sul fuoco con un libretto fin troppo celebre, dove affronta i mali della nostra epoca e lancia un grido che ha saputo farsi ascoltare diventando un vero manifesto che supera gli schieramenti politici e le divisioni ideologiche. D’accordo, l’indignazione è il primo passo per un vero risveglio delle coscienze. Purtroppo, nessuno ha spiegato ad Hessel che non è in corso alcuna guerra mondiale, che non c’è un Hitler, uno Stalin & Co.; e che “quella” Resistenza non c’entra nulla con i termini attuali del confronto politico! Personalmente, gli indignados mi fanno pena; oltrechè rabbia. No, dico questo per esperienza personale. Ero per le strade di Madrid per la Gmg, affollate da più di un milione di cattolici provenienti da tutto il mondo per accogliere il Papa, con quello spirito gioioso, suggestionato da quell’atmosfera che inebriava l’amore per Gesù, rafforzato dalla pace interiore che in quei momenti si vive. Cosa pensano di fare gli indignados? Per protesta, tirano un gavettone ad un pellegrino! C’è da diventare matti a vivere in clandestinità, a vivere da “primule rosse” della sovversione, a pagar fiori di Avvocati … per finire a tirare un gavettone al primo sfigato che passava! Ma cosa vogliono questi indignados? Aria fritta, a sentirli: guardando i video su youtube che sponsorizzano gli indignados e leggendo i loro manifesti, viene da rabbrividire per la stupidità e la nullaggine dei programmi. Sono contro il capitalismo, contro le banche, a partire dalla Bce e dalle varie banche nazionali, contro qualsiasi Governo. Affermano che tutto il sistema è marcio, che in realtà c’è un 1% di potenti che vuole mettere alla fame il restante 99% della popolazione, che destra e sinistra sono d’accordo, che ogni singolo individuo è in realtà trattato come un burattino e che loro uomini e donne illuminati vogliono riconquistarsi i loro spazi, chiedono a gran voce di sovvertire l’intero sistema. La regia degli antagonisti, dei centri sociali, dei Blackblock e di tutti i componenti delle frange estremiste di destra e sinistra con l’aggiunta di qualche professionista dell’antipolitica è chiara. Da quegli sciacalli che sono, non potrebbero che prediligere l’azione proprio in questo momento di crisi economica e sociale: ma non ci vuole la sfera di cristallo per prevedere domani un triste spettacolo con atti di vandalismo, teppismo e tanta rabbia. No, decisamente quella di domani non sarà una legittima protesta per “il pane” o il “carovita”. O meglio, qualche manifestante illuso e in buona fede lo crederà: domani sarà in realtà l’ennesima sfilata carnevalesca dei nemici della civiltà occidentale che trova le sue fondamenta con la rivoluzione francese e con oltre due secoli di conquiste sociali e civili. Va bene, la democrazia ha i suoi difetti, ma lo abbiamo sperimentato come altri sistemi siano ben più nocive; il capitalismo è imperfetto eppure tanta ricchezza, libertà individuale, di impresa etc ha creato e, infine il ruolo delle banche è centrale nella vita degli stati, delle imprese e dei singoli. Ma allora cosa volete, cari indignati con la bava alla bocca? Cosa andate cercando?
Alle proteste caotiche della peggior gioventù, l’altra parte di società è chiamata a rispondere difendendo certi principi e valori fondamentali, ma aprendo attraverso una manifestazione pacifica e propositiva ad una fase nuova per la politica e per l’Occidente. Così metteremo a tacere per sempre gli sciacalli.