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“Meglio nudi che in pelliccia”: la Lav scende in piazza ad Arezzo

20111002_meglio_nudi_uccidere_2di Federico Mugnai- “Meglio nudi che in pelliccia”, così provocatoriamente ha intitolato il flash mob contro l’uso delle pellicce, la Lav di Arezzo, svoltosi nel centro della città sabato scorso in concomitanza con la Fiera dell’antiquariato. Mai idea fu più azzeccata: a volte il successo delle manifestazioni è proprio proporzionale alla forza del messaggio che si vuole lanciare. Forse nemmeno le più belle parole scandite con il megafono sarebbero state sufficienti a sensibilizzare i cittadini e i turisti che passavano per il centro di Arezzo se dietro alla manifestazione non ci fosse stata la scelta da parte di alcuni giovani volontari di essere disposti a spogliarsi e poi muoversi per la città, coperti davanti e dietro da cartelloni ove si denunciava l’abominevole massacro di milioni di animali per lo sfizio umano di indossare pellicce ma anche guanti, cappucci, colletti, etc.. in pelle di animale. E mentre mezzi nudi con indosso quei grossi cartelloni scendevano per le vie del centro, una folla di gente incuriosita si fermava, commentava e rifletteva sia sullo spettacolo che si presentava dinanzi a loro, sia soprattutto sull’utilità o meno delle pellicce; a far da cornice altri volontari (tra cui il sottoscritto) consegnavano volantini che in genere venivano accolti con piacere. I cittadini che per abitudine non si pongono molte domande, a volte, devono essere scossi per informarsi su determinate questioni. Nell’era del consumismo difficilmente siamo disposti a chiederci cosa ci sia dietro un vestito; spesso magari siamo più affascinati dalla sua bellezza che da cosa e come sia stato fatto. Questa pacifica manifestazione aveva proprio l’intento di far aprire gli occhi alla cittadinanza: che bisogno abbiamo di vestirci di pelli animali? Secoli e millenni fa per l’uomo uccidere animali per indossare le loro pelli per ripararsi dal freddo era obbligatorio e se vogliamo giusto per quella legge della sopravvivenza della specie e dell’autoconservazione insita in ogni essere vivente; oggi con tutti i tessuti a disposizione, le pellicce e tutti i suoi derivati appaiono invece un inutile lusso. Perché dobbiamo uccidere per sfizio? Perché vogliamo indossare ciò che fa parte della fisionomia degli altri animali?Nell’indossare la pelliccia si scopre proprio questa eterna voglia di esibizionismo, di ostentazione e di millanteria! Quanta stupidità nel comprare una pelliccia di un animale e andare al giro a declamare ai quattro venti “l’animale che si indossa”, quasi fosse una marca famosa di cui andare orgogliosi. Queste sono le tare del materialismo che chiude la mente a troppa gente. Ecco perché manifestare a quel modo provocatorio non è stato solamente giusto, ma doveroso. Alcuni per difendersi dalle loro colpe, diranno che coloro che hanno manifestato erano dei fanatici animalisti! Qua non si trattava soltanto di una battaglia animalista (con ciò evidenziando una ideologia che spesso si esprime con un determinato modo di vivere e di pensare il mondo), ma soprattutto di una battaglia di civiltà, non di una semplice protesta, ma semmai di una manifestazione pacifica che racchiudeva in sé i semi della proposta e della riflessione comune. Perché seviziare e uccidere altri esseri viventi solo per soddisfare bisogni superflui dell’uomo? Se è pur vero che la natura non è armonia, che ivi non regna la pace, ma che bensì è costellata da eterni conflitti fra animali, non si capisce però il ruolo dell’uomo che spesso in maniera sadica abusa della natura, la distorce a suo piacimento, la cosparge di sangue a volte anche per glorificarsi di fare “belle pellicce”. Non siamo degni di essere uomini se abusiamo della nostra forza e dei nostri mezzi: finiamo così per essere criminali. Non c’è cosa al mondo più pericolosa della superficialità: accendere il lume della ragione e aprire il cuore può permettere all’uomo di ritrovare quella sensibilità capace di farlo persuadere dal vizio e di ritrovare nell’umiltà e nella semplicità delle virtù da coltivare. Se per una pelliccia occorre uccidere decine di animali, per non indossarla abbiamo innumerevoli ragioni!

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