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‘Quark’: trent’anni di Scienza in Tv

514px-Piero_angeladi Giorgio Frabetti- In questo anno di grazia 2011, la Rai-Tv festeggia un importante anniversario i 30 anni della trasmissione televisiva “Quark”, che ha consacrato e confermato il carisma e l’autorità di Piero Angela, già giornalista del Telegiorale, uomo di vasta e poliedrica cultura; anniversario cui il quotidiano La Repubblica dedica una felice intervista di Massimimiano Bucchi nel numero di sabato 13 us. Dopo decenni di trasmissioni settoriali curate dallo stesso Angela per la RAI e dopo timidi tentativi della conduttrice-giornalista RAI Bianca Maria Piccinino nei primi anni ‘60). “Quark” è divenuta in Italia per antonomasia la trasmissione scientifica: forse oggi mostra la corda per la svariata offerta di programmi a sfondo scentifico dei canali satellitari (come History Channel etc.), ma il carisma e la simpatia di cui ancora gode universalmente Piero Angela ne garantiscono una sicura rendita di successo. E’, comunque, errato pensare che Quark abbia dato un contributo intrinseco alla conoscenza scientifica: senza voler essere volgari, la Scienza sta a Piero Angela come lo Scienziato che scrive Enciclopedie sta al Venditore di Enciclopedie … Aldilà, infati, dei meriti della trasmissione, sempre professionalmente onesta e ineccepibile, la trasmissione è “spettacolo puro”: innanzitutto per la semplice ragione, che i servizi divulgati da Quark per molti anni erano la riproposizione di filmati dela Tv americana, antesignani degli attuali History Channel, curati da giornalisti, non da scienziati. Non che Quark abbia lesinato le interviste a scienziati etc., secondo una linea più “ortodossa rispetto ai canoni del tradizionale programma scientifico; certamente, però, lo “spettacolo” inteso come cura degli effetti (vedi lo Studio in Kroma Kee, le ospitate di personaggi dello spettacolo etc.) è sempre stata una componente importante. Certo, Lucrezio diceva che per far comprendere la “dura scienza” al pubblico occorreva adottare lo stesso stratagemma per far digerire un’amara medicina ai bambini, ovvero inzuppare il bordo del cucchiaio o del bicchiere con il miele … Realismo, comunque, impone di valutare (e apprezzare anche) Quark non per … il contributo che ha dato alla Scienza  e alla conoscenza scientifica in Italia (nullo, evidentemente, e qui Repubblica sbaglia a valorizzarlo), quanto come fortunato e felice format televisivo!  In particolare, scoperchiato, dopo Quark, il “Vaso di Pandora” della spettacolarizzazione della divulgazione scientifica, la Tv è divenuta una specie di bazar (alla “Portobello”) in cui ogni presentatore proponeva la sua ricetta più o meno stravagante. Di qui, la facile tendenza dei programmi a cercare, nelle pieghe delle aporie e dei punti oscuri delle teorie scientifiche, agganci con l’occulto e la magia, preda di facili appetiti del pubblico. Sto parlando di programmi tipo Voyager, ma anche di Misteri etc. Una volgarizzazione della scienza dovuta alla facile speculazione dell’audicence? Consideriamo, però, anche che la scienza, quella moderna, pur quando rifiuta l’idea di “Miracolo”, si porta sempre con sè il convitato di pietra dell’inconoscibile, dell’inesplicato e, quindi, anche dell’occulto e del paranormale (lo stesso Angela prima di ‘Quark’ aveva riscontrato enorme attenzione e successo di pubblico con la ‘inchiesta sul paranormale’ del 1978). Comunque, senza l’idea di Piero Angela della ‘traducibilita’ in linguaggio comune del pensiero scientifico (il ‘miele’ di cui parla Lucreazio) non sarebbe mai esistito ‘Quark’. Una posizione comunque molto criticata, ad esempio, da Grasso, il quale ha sempre opposto lo scoglio della sostanziale “opacità” del linguaggio comune rispetto al linguaggio scientifico e tecnico; linguaggio specifico, settoriale, sostanzialmente impenetrabile per i non-specialisti. Una “traduzione”, comunque, secondo Aldo Grasso, non impossibile in sè, ma necessariamente più naturale e facile tramite il medium di riviste, periodici, ovvero tramite il medium della parola scritta (che più si presta all’apprendimento riflesso di un linguaggio nuovo) rispetto al mezzo televisivo, che, fondato sull’immagine, non può permettersi i tempi morti di lunghe digressioni e spiegazioni (spesso necessarie). Non e’ semplice a 30 anni di distanza trarre un bilancio. L’interesse di una trasmissione come ‘Quark’ e’ comunque certamente molto rilevante sul versante televisivo e del costume; televisivo, perche’, bene o male, la trasmissione di Angela e’ un piccolo classico del genere ‘Tv a soggetto scientifico’; dal punto di vista del costume, segna una fase di grande successo dei temi scientifici in un pubblico televisivo italiano, che pareva refrattario. Grande, comunque, è stata l’ utilita’ didattica di ‘Quark’, non a caso molto utilizzato come supporto home video nelle scuole medie (inferiori e superiori) ai programmi di scienze. Certo, la Tv puo’ esagerare i meriti e creare dei miti, e questo non va bene: come non e’ bene fare di Santoro il paladino della liberta’ di informazione, cosi’ non e’ bene fare di Angela il paladino dei lumi della ragione e della scienza in televisione.

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