16 ago, 2011
Cesare Battisti: la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è meno uguale!
Redazione- Scampata l’estradizione in Italia per espiare la pena per l’omicidio del gioielliere di Milano Pierluigi Torregiani, l’ex-leader dei Proletari per il Comunismo Cesare Battisti, si gode il ferragosto nelle spiagge di Rio: “Non ho nessuna voglia di andarmene dal Brasile, ormai sogno perfino in portoghese. Adoro Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale, mi ricorda Napoli e Marsiglia, posti dove mi è piaciuto stare”: così l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo, Cesare Battisi, alla rivista brasiliana Piauì” dichiara all’ANSA il terrorista-scrittore, la cui vacanza sta già suscitando più di una discussione e di una polemica a causa della non ritualità procedurale di questo soggiorno, per la vigenza di un sostanziale regime di libertà vigilata, in cui lo stesso si trova dalla data della sua scarcerazione: ”Teoricamente Cesare non potrebbe allontanarsi da San Paolo – ha detto alla rivista una militante membro del comitato brasiliano per la liberazione di Battisti – perché il suo visto deve passare per alcune fasi ulteriori, ma lo studio legale che lo rappresenta mi ha garantito che tutto procede senza problemi”. Chissà se sia stata questa capacità del Ns. di concedersi “licenze” a favorire le sue continue fughe. In ogni caso, l’intervista concessa alla stampa e quel lasciarsi ritrarre dalla stampa di tutto il mondo mentre si gode le ferie a Rio (mentre legalmente dovrebbe stare in carcere) rivelanoin Battisti una sicurezza e una baldanza ai limiti della sfrontatezza e della tracotanza. Fa parte del suo personaggio questa leggenda di “primula rossa”; ma crediamo che prima o poi questa ostentazione di sicurezza e di impunità non gioverà al Ns. e alla sua immagine. Come noto, i suoi sostenitori contestano lo svolgimento del suo processo contumaciale, indiziario e basato a loro dire sulle dichiarazioni di un pentito. Una posizione non illegittima, ma non più legittima dopo che la sentenza di condanna è passata in giudicato. Per questo motivo, siamo perfettamente con Barbara Spinelli, quando sostiene: Battisti dev’essere considerato un terrorista condannato dopo un regolare processo e non un combattente di una guerra civile vittima di un processo sommario così come ritiene venga considerato dai suoi difensori. Ma pare proprio che i vari Roberto Saviano (che ha firmato a favore di Battisti) non ci sentono: evidentemente, la legge per questi signori è sì uguale per tutti, ma per qualcuno … è meno uguale!