31 lug, 2011
Onore a Giuseppe d’Avanzo, il grande … giustizialista
Redazione- Solitamente, nel Ns sito la parola ‘giustizialista’ ha un’accezione negativa, intesa come facile e volgare speculazione sulle disgrazie dei potenti. Consentiteci pero’ per un giorno di sospendere le polemiche e di rendere onore alla prematura e improvvisa scomparsa di un decano del giornalismo d’assalto e giudiziario come Giuseppe d’Avanzo, morto ieri nella sorpresa e nello sgomento di tutti a soli 57 anni. Non e’ bene riprendere la polemica sui giornalisti che doppiano le inchieste, in questa sede. Perche’ aldila’ delle critiche doverose e comprensibili in sede politica, la scomparsa di d’Avanzo e’ una grande perdita per il giornalismo italiano. D’Avanzo conduceva un giornalismo che sicuramente avrebbe meritato critiche, ma di cui comunque nessuno avrebbe potuto mettere in discussione l’onesta’ e il rigore professionale. Tanto per capirci: non si sarebbe mai sporcato come Marco Travaglio che nel 2001 per promuovere il suo ‘Odore dei Soldi’ ando’ da Luttazzi ad accusare Berlusconi di mafia e stragi e per di più’ in piena campagna elettorale. Grintoso si, spregiudicato si, antiberlusconiano di ferro, ma con la religione … delle carte processuali. Va a suo merito una coraggiosa presa di posizione sulle intercettazioni hard di Berlusconi del 2008, quando, prendendo le distanze dai vari De Gregorio, Travaglio, Flores d’Arcais, non ebbe dubbi nel ritenerle poco meno di ’spazzatura’. Inutile, quando fai giornalismo giudiziario devi essere più’ rigoroso e realista del solito, perche’ e’ un attimo sconfinare nella calunnia. D’Avanzo lo sapeva e per questo la sua figura si stagliava bel alta e lontana dai vari Travaglio, Santoro e soci, tesi a far ’spettacolo’ sulle disgrazie giudiziarie altrui (e di Silvio in particolare). D’Avanzo non era una ‘comare’ del Giustizialismo italico, ma ne era (nel bene e nel male) un Decano. Onore alla sua memoria.