22 mag, 2011
Il rapporto sesso-potere: il caso Strauss-Kahn
di Redazione- In questi giorni, a seguito dell’arresto per stupro del direttore del Fmi Dominique Strauss-Kahn si fa un gran parlare del rapporto sesso-potere. In Italia non poteva mancare il parallelo con il caso Ruby che ha visto protagonista il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Allora, nonostante il Ns. sito non si sia allineato con l’ipocrito neopuritanesimo e il femminismo strisciante che certa stampa e tv hanno ampiamente avallato, cogliemmo l’occasione per criticare Berluoni non come uomo, ma come politico, incapace di tenere uno stile adeguato allla carica che ricopre. Il caso Ruby fu il simbolo del ridicolo cui è finito l’intero Governo, sopravvissuto grazie ai voti dei “Responsabili”, degli Scilipoti di turno che inquinano la politica nostrana ed alimentano quel corto-circuito che poi sfocia o nell’astensionismo o nel voto di protesta verso i grillini (altrettanto ridicoli politicamente). Il potere quando si abbina all’harem, al bunga bunga, oppure come nel caso di Strauss-Kahn ad una insensata voluttà selvaggia, diviene insopportabile per ogni singolo cittadino. Non si tratta di predicare la verginità e nemmeno di fare i moralisti e i bacchettoni; si tratta invece di richiedere a chi esercita il potere maggior ritegno, maggiore rispetto per sé stessi e per il ruolo che ricoprono. Il potere è di per sè antipatico, perchè chi lo esercita viene visto da una fetta di società come un privilegiato, un arrivista e un prepotente; se a ciò aggiungiamo l’oscenità e la viltà dello stupro (classica violenza animalesca) o le magnifiche feste arcoriane, ecco allora che il potere diventa insopportabile per tutti. Il sesso, si dirà che fa parte dei pensieri istintivi e naturali dell’uomo, ma il sesso è nell’immaginario collettivo il sinonimo del piacere (anche se alcune volte come nel caso di Strauss-Kahn e Berlusconi è più un segnale di debolezza e narcisismo) e in una società caratterizzata dalla abulia e da un nichilismo diffuso, mal si tollera il piacere altrui (e men che meno la vita sfarzosa o il vile gesto dello stupro). Dietro Berlusconi e Strauss-Kahn si individua tutta la fragilità dell’uomo di potere: uomo condannato alla solitudine, voluttuoso, che come un novello Dorian Gray cerca di ritrovare sè stesso attraverso la vita sfarzosa, la vita mondana e allo stesso tempo trasgressiva, senza però trovare mai l’armonia tra ciò che si è, ciò che si ha e ciò che si rappresenta. Alla fine questi uomini diventano le maschere di loro stessi, tanto è grande la voragine che si è creata tra ciò che si credono di essere (uomini onnipotenti) e ciò che in realtà sono (uomini fragili).