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Fini, il grande “cannibale” della Politica

fini_camera1_adn--400x300di Giorgio Frabetti- Dopo nemmeno un anno dalla fondazione, il movimento FLI arriva alla prova delle elezioni amministrative in forti difficoltà; i più maligni (o più realisti?) dicono che di fatto FLI è in liquidazione, dopo un rapido esaurimento politico. Vero, l’ultima parola spetta alle urne, ma i segnali in questa direzione sono purtroppo per Fini tanti, troppi. Innanzitutto, la grottesca sortita del suo stesso leader, che, per ripararsi da un probabile fiasco elettorale, ha subito messo le mani avanti dicendo che “lui è proiettato alle elezioni politiche!”. Nè fanno ben sperare discorsi come quelli tenuti da Bocchino ad Arezzo: un discorso per altro onesto e corretto, niente da dire; certo, però, quando ti trovi un leader nazionale che viene in trasferta in “provincia” a dirti “al primo turno stiamo a guardare e poi trattiamo al ballottaggio”, cosa puoi dire? La montagna ha partorito il classico topolino! Evidente l’imbarazzo e la mancanza di idee, di strategie che non siano il rinvio e la dilazione. Uno stile doroteo, che non è in linea con lo stile aggressivo inaugurato da Fini e dai suoi think thank: sospesi ed indecisi tra le “piraterie” di Pennacchi e il moderatismo delle “colombe”, FLI è immobile. Occorreva tanto rumore, per performance così modeste?  Il movimento finiano nacque da un atto di coraggio e ribellione dal Pdl, partito sofferente alla dialettica interna. Nacque con l’intenzione di fare pressione su Silvio con la forza del suo progetto che doveva essere parallelo a quello di Silvio. Subito arrivarono però i primi fiaschi: la truppa finiana era modesta nei numeri e molto divisa al suo interno.  All’inizio appoggiava il Governo e poi a Camere chiuse il Sabato e la Domenica si scagliava contro di esso con i peggiori epiteti dipietristi. Vista questa situazione e con l’emergere del caso Ruby, il Gianfry nazionale pensò bene di staccare la corrente al Governo costituendo la Santa Alleanza e il terzo polo, in un’ottica che lo vedeva non solo subalterno alla sinistra, ma anche allo stesso Casini che non essendosi alleato con Silvio nel 2008 assumeva a priori la leadership del gruppo. Fini disse: “Fli non sarà una An in piccolo, ma un Pdl in grande”..Abbbiamo vista come è finita: Fli è un partito inconsistente a livello locale e nazionale come formula politica. Se possibile, la vicenda di FLI registra un caso incredibile e con pochi precedenti di autentico “cannibalismo” politico.  Io non discuto le intenzioni (che ritengo personalmente oneste) di Fini: io discuto le realizzazioni di Fini, del tutto inadeguate dal punto di vista politico.  D’accordo che il Presidente della Camera ha inteso interpretare il proprio ruolo in una chiave più dinamica e più politica, facendo della Terza Carica dello Stato una specie di speaker, ovvero una specie di Patrono del Parlamento; e nessuno mette in dubbio che di questa figura avrebbe potuto esserci bisogno per pungolare una “costituzione materiale” che vede il Parlamento sempre più subalterno all’Esecutivo. Costituendo, invece, il Partito e gettandosi “a pesce” nello scontro con Berlusconi, Fini ha finito per bruciare il partito e sè stesso. Un esito che comunque attestava un difetto strutturale della sua azione politica, puntualmente denunciato da questo sito: Fini, infatti, consumò presto il proprio credito politico, mostrandosi troppo succube ad una logica “dipietrista”, redditizia nell’immediato in termini di attenzione, ma povera di prospettive a medio raggio: il Ns., infatti, si inerpicò nella crisi di governo di novembre che finì solo per “valorizzare” Silvio, per altro già toccato dallo scandalo Ruby, fino alla magra figura di dicembre (quando il suo gruppo si sfaldò alla sfiducia) e fino al Convegno di febbraio dove di fatto il partito si frantumò ulteriormente nella divisione “falchi”/”colombe”. No, non c’e’ nulla da fare: la parabola finiana e’ la prova dell’assenza di prospettive di una posizione di semplice contestazione che ‘demolisce’ senza costruire. E Fini, il grande ‘cannibale’ del centrodestra, e’ stato cannibalizzato a sua volta dalla rigidita’ della sua politica.

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