7 apr, 2011
La Lega Nord propone la milizia volontaria regionale
di Redazione- Pubblichiamo di seguito un articolo apparso in questi giorni su “Il Foglio” sulla proposta leghista di costituire una milizia volontaria regionale per aiutare la Protezione civile. Al di là delle polemiche suscitate da questa proposta, che soprattutto a sinistra ha rievocato la famosa MVSN fascista, istituita nel 1923, crediamo che è bene riflettere a mente fredda un merito alla questione. Riteniamo che il volontariato sia una risorsa, sia per ricreare quello spirito comunitario (oramai perso), sia per ristabilire quella connessione tra le varie generazioni. In Italia infatti dobbiamo fare in modo che i giovani si sentano protagonisti, che si possano dedicare ad attività civiche e sociali, che possono essere utili per maturare moralmente e umanamente, in modo potersi poi inserire nel mondo del lavoro con più facilità. Il volontariato è il più grande antidoto per spazzare via gli egoismi, la noia e il nichilismo dilagante all’interno della società. E’ l’unica via di uscita per farci sentire tutti partecipi e fieri di essere italiani. Ovviamente affinché questo strumento sia efficiente, la Lega Nord dovrebbe capire che bisognerebbe una volta tanto tralasciare i campanilismi e dare a questo tipo di proposta sul volontariato una connotazione di carattere nazionale- La proposta della Lega Nord per la costituzione di una sorta di milizia volontaria regionale da affiancare alla Protezione civile, che possa intervenire su delibera dell’esecutivo ma anche su quella dei consigli regionali, ha suscitato immediate reazioni, quasi tutte negative, da parte degli altri partiti. Anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha bocciato l’idea leghista, affermando che non esiste paese, anche federale, con forze armate regionalizzate. Le opposizioni invece hanno pensato a una provocazione o a un tentativo di rilanciare le ronde, mai entrate in regime (oppure, più allarmisticamente, a un tentativo di creare uno stato nello stato). Secondo la stampa italiana la proposta prevederebbe che “le milizie siano composte, tra l’altro, da cittadini italiani volontari cessati dal servizio senza demerito con età inferiore ai 40 anni” e che “il reclutamento avverrebbe su base regionale” e “i volontari dovrebbero prestare servizio un mese all’anno”. Un’idea mutuata dal modello della Guardia Nazionale statunitense. Al di là delle interpretazioni di parte politica e degli aspetti tecnici, per la pubblica opinione il tema potrebbe non essere del tutto inopportuno. Secondo un sondaggio di AnalisiPolitica, svolgere un servizio, che sia civile o militare, per il proprio paese, viene ritenuto dalla maggioranza degli italiani “un obbligo morale per tutti i cittadini”.TAVOLA 1. Può dirci se è molto, abbastanza, poco, per nulla d’accordo con questa affermazione? “Fare un servizio per l’Italia, civile o Militare, dovrebbe essere un obbligo morale per tutti i cittadini” Un’opinione mutata di poco dal 2005, quando fu abolita l’obbligatorietà della leva. Servizio militare che era, in realtà, già effettuato su base regionale, visto che le destinazioni di impiego erano da anni il più possibile vicino alla residenza del militare. Dagli italiani, come si evince dal sondaggio, viene poi valorizzata la funzione formativa di quello che era il servizio di leva: per il 53 per cento degli italiani “fare il servizio obbligatorio, militare o civile, aiutava parecchio i giovani a diventare adulti”. Ricordiamoci che nelle statistiche, in Italia, si parla ormai di “giovani” riferendosi anche a uomini di 35 anni. TAVOLA 2. Può dirci se è molto, abbastanza, poco, per nulla d’accordo con questa affermazione? “Fare il servizio obbligatorio, militare o civile, aiutava parecchio i giovani a diventare adulti” La quota di chi è d’accordo, inoltre, aumenta con il crescere dell’età, 59 per cento tra i 36 e 55enni e 62 per cento tra chi ha più di 55 anni. Fasce di popolazione che presumibilmente conoscono meglio la questione, avendola vissuta direttamente. La proposta leghista contiene anche ciò che pare essere un riferimento al sistema svizzero, cioè il prestare servizio un mese all’anno continuativamente per un certo periodo. Su questo aspetto la pubblica opinione è ancora più favorevole. I due terzi dicono che “il servizio come in Svizzera, un breve periodo all’anno con il lavoro tutelato e che non ti faccia perdere le occasioni di lavoro se sei giovane, sarebbe una buona scelta per tutti i cittadini e per le nostre Forze Armate che avrebbero personale sempre addestrato”. TAVOLA 3. Può dirci se è molto, abbastanza, poco, per nulla d`accordo con questa affermazione? “Il servizio come in Svizzera, un breve periodo all’anno con il lavoro tutelato e che non ti faccia perdere le occasioni di lavoro se sei giovane, sarebbe una buona scelta per tutti i cittadini e per le nostre Forze Armate che avrebbero personale sempre addestrato” Analizzando i dati sembra quindi che l’ipotesi di un impegno civico e sociale dei cittadini possa essere accolto con favore. Inoltre, sempre secondo gli italiani, l’introduzione della mini-naja o della Guardia nazionale ipotizzata da Bossi, potrebbe avvicinare la parte più giovane della popolazione alle istituzioni, in quanto meno legata al mondo prettamente militare e più vicina al contesto quotidiano della cittadinanza. METODOLOGIA Universo popolazione italiana adulta Campione rappresentativo, 800 casi Committente Analisipolitica.it Realizzazione Ferrari Nasi & Associati, Milano Rilevazione 22-24 Marzo 2010 Documentazione completa www.sondaggipoliticoelettorali.it