Arezzo Polis

Cultura politica, dibattito pubblico.

Varie

Tags: , , , , , , , ,

Nessun commento

  • Share

Dialogo su PDL, Macrì e dintorni

LAPSUS_FREUDIANO AVVERTENZA: Il post che segue intende presentarsi come un dialogo libero e aperto (alla Facebook) tra due amici e Collaboratori del Ns. Sito (Federico Mugnai da un parte, Giorgio Frabetti, dall’altro) sulle vicende interne del PDL e in generale del centrodestra, alla luce dei recenti sviluppi locali. Ci è apparsa opportuna questa forma di pubblicazione nella forma del “dialogo tra amici”, per il carattere particolarmente fluido e diretto che permette di trattare molti argomenti con vivacità, senza pesantezze nè prolissità-

GIORGIO: Proprio adesso rileggevo la nostra “lettera aperta al PDL”, dove la vicenda del centrodestra aretino e la candidatura di Macrì a Sindaco di Arezzo nella lista civica Arezzo Domani veniva letta come risposta di una parte del centrodestra alle domande di rinnovamento lanciati da Sara Giudice a gennaio con la petizione su Nicole Minetti (alla quale come sito aderimmo). Io non sono di Arezzo, ma mi compiaccio che ad Arezzo (come già a Milano) si lavori per un’ipotesi di rinnovamento del centro-destra. Da persona comunque abbastanza edotta sugli equilibri interni al PDL e all’universo forzitaliota in generale mi sento di dirti, Federico, che tu e il tuo gruppo Arezzo Domani avete toccato un nervo scoperto (politicamente parlando). Davvero i Dirigenti PDL sono così ottusi da giocarsi le elezioni amministrative con l’ingombrante “convitato di pietra” del BUNGA BUNGA? In provincia gioca ancora il perbenismo nelle competizioni politiche: almeno certe CAFONATE berlusconiane non te le puoi permettere (anche se i Verdini le pretendono!).

FEDERICO: Sì, Giorgio, è vero. C’è chi non ha capito la mia scelta e ciò mi dispiace. Personalmente non ci guadagno nulla a sostenere Tizio o Caio; se sostengo qualcuno è perchè intravedo un progetto maggiormente credibile rispetto ad altri. Infine la mia coscienza (e la mia ragione) si rifiutano di sostenere un partito autoreferenziale, castale, dedito all’astratto sondaggismo sordo al confronto e alle istanze della base elettorale. E’ stata una scelta dolorosa, ma necessaria. Per quanto riguarda le reazioni al mio primo articolo di appoggio a Macrì, dopo gli elogi sono arrivati gli schiaffi. In molti nel Pdl mi hanno voluto subito parlare, arrabbiati. I Capi hanno addirittura minacciato che chi appoggerà la lista Macrì sarà espulso dal partito. Hanno detto che ciò che ho scritto è inaccettabile e addirittura vergognoso. Così è la politica Giorgio!

GIORGIO: Quindi, parafrasando il celebre telegramma di Giuseppe Prezzolini a Mussolini appena espulso dal PSI ti possiamo dire “PDL ti respinge, Italia ti accoglie”?

FEDERICO: Bah, certo la mia scelta mi ha tirato dietro pesanti incomprensioni e un preavviso di espulsione dal PDL. Francamente Giorgio, in parte sono addolorato, ma dall’altra mi sento libero. Non mi riconosco più nel Pdl. Comunque le obiezioni che più frequentemente mi vengono mosse è che, assumendo queste posizioni, faccio il gioco dell’opposizione da “utile idiota”…

GIORGIO: Già mi ricordo come il noto deputato Bianconi (cui va la mia deferenza) apostrofò via facebook la Ns. iniziativa con la quale il 26/01 scorso aderimmo alla Petizione contro Nicole Minetti di Sara Giudice, più o meno in questo modo. Ci disse, in particolare, che In politica i tempi x le azioni sono importanti quanto le azioni Stesse. Quando si e’ sotto attacco si fa quadrato . Poi c’è tempo per tutto.

FEDERICO: Sì, lo ripete sempre: “Non è tempo qui, non è tempo qua, adesso non è il tempo di Macrì”. Con il massimo rispetto per l’esperienza politica del deputato, mi permetto però di far notare che una classe politica di centro-destra inetta al Governo Locale è il più grande regalo che si possa fare ai Comunisti per permettergli il Governo sempiterno di Arezzo e permettergli così di spolpare la città fino all’osso. L’ “utile idiota” purtroppo (per la Sinistra) rischia di essere proprio questo PDL aretino!

GIORGIO: Già si sa che per un PD in difficoltà mandare al governo nelle giunte locali un PDL inetto e impreparato diventa un diversivo utile. Se si perde un turno elettorale, si potrà così sempre vincere l’altro, uniti e compatti contro … la Destra (personificazione del male!). Com’è facile in Italia fare politica … contro! Un pò come faceva Giolitti nei primi del secolo che, quando era in difficoltà, offriva la Presidenza del Consiglio a Sonnino, Fortis etc. per bruciarli, per costringerli a fare riforme impopolari di cui lo Statista di Dronero non voleva assumersi gli oneri.

FEDERICO: Mi sono anche sentito dire (in modo a mio parere molto miope) che criticare la Minetti ed evidenziando in negativo le vicende del Bunga Bunga significa ammettere di essere dalla parte degli inquisitori di Berlusconi. Qualcuno ci ha obiettato che dicendo, come nell’articolo sulla Minetti, “non vogliamo essere rappresentati da chi frequenta Lele Mora”, era come dire: “non vogliamo essere rappresentati da Berlusconi”: perchè Lele Mora ad Arcore c’era …

GIORGIO: Questo “maccartismo” in salsa berlusconiana non porta a nulla, politicamente parlando. Questo almeno è il mio giudizio. Sì è vero come insegna mirabilmente Introvigne la demonizzazione dell’avversario fa parte della strategia di marketing tipica del Berlusconismo come anche di Reagan e Bush jr. Ma Silvio sta esagerando. Io dico: la ricetta vincente della Destra nel mondo ed in Europa è sempre stata la decenza personale. Sì ammetto che in questo ci sia anche una certa ipocrisia. Uno potrebbe dirci: ma perché vi indignate con Silvio adesso che fa il Bunga Bunga mentre tacete sulle tangenti SME, sull’Affaire Mills, sull’appartenenza alla P2, sui processi di mafia? Ma vedi, Federico, nella tradizione di Destra si giudica l’uomo politico dall’utilità delle sue azioni: magari in nome di tale pragmatismo l’uomo di Destra è più “indulgente” nel perdonare qualche machiavellismo imprenditoriale (come Bush jr. o Silvio). L’uomo di Destra non è una “signorina” dallo “stomaco delicato”: l’uomo di Destra sa che, nella politica, come nel lavoro ci si sporca sempre le mani … Ma quando un uomo come Berlusconi, nei momenti liberi, si fa abbindolare da un numero incredibile di puttanelle … No, lì la mia etica di uomo di Destra si ribella: quale comportamento più inopportuno e più dis-utile per la sua funzione di governo?

FEDERICO: Innanzitutto, un uomo così vecchio alla sua età dovrebbe stare riguardato per le funzioni che ricopre (immagina che schiatti per il Viagra che magari prende …). E poi, in nome delle sua filosofia protagonista del “far parlare di sé in qualunque modo purchè si parli” non può imporre a quelli che per lui fanno campagna elettorale di credere alla “panzana” che Ruby è una montatura dei Giudici Comunisti! Lo dica apertamente: “Io sono malato di sesso e ho sbagliato”, sarebbe valutato in altro modo, ma la faccia finita. Tu non hai idea Giorgio come queste vicende del Bunga Bunga pesino a livello locale: quando vai a fare i Gazebi, propaganda, la gente non ti parla d’altro … e ride!

GIORGIO: Eh lo so che nella vita di Provincia la Politesse, la Pulizia formale conta molto. E non a caso, i Vescovi, il mondo cattolico sono così corteggiati dai politici, per quel tocco di politesse appunto che è così necessaria. E’ un’ipocrisia lo so, c’è molto perbenismo di facciata, ma è certo che se io fossi un candidato sindaco di Arezzo e mi trovassi nelle stesse condizioni di Silvio non ci penserei due volte a ritirarmi dalla politica. Ma tu pensa il ridicolo! Non riuscirei ad uscire di casa dalla gente che ti sghignazza per strada. Questa non è più Politica, ma è Pochade degna di Alvaro Vitali!

FEDERICO: Ah certo in Provincia ti distruggono con queste referenze alle spalle! Immaginati una delegazione PDL che, col processo per prostituzione minorile a carico del proprio leader, si reca dal Vescovo di Arezzo a dire che il PDL è per la famiglia … C’è da diventare carne da macello!

GIORGIO: Federico, mi pare di capire che molti politici del PDL (specie ex-AN di Arezzo come da altre parti) ci sia la consapevolezza della difficoltà del momento, ma ci sia la paura di prendere in mano la situazione … non c’è tempo si dice, non siamo pronti. Io rispetto queste posizioni, ma non vorrei che dietro queste parole ci fosse quel complesso attendista che condizionò Fini fino al 2008 e che sappiamo dove ha portato … Insomma, va bene che la Politica deve coltivare il senso dell’ “opportunità” e della “tempestività”, ma non mi pare che il PDL supporti bene il Capo in questi momenti.

FEDERICO: Basterebbe soltanto che gli altri dirigenti PDL invitassero il Capo alla sobrietà, ad evitare attacchi scomposti alla Magistratura per vicende tanto personali, quanto patetiche. Sarebbe già qualcosa!

GIORGIO: Attacchi ai Giudici per di più ingiustificati perché rischiano di dare evidenza alla vicenda giudiziaria più di quanto meriti: in fondo la vicenda di Silvio pare più quella di una “vittima” di un “sistema di prostituzione” (se sarà dimostrato). E’ probabile che gli Avvocati lo abbiano convinto che, a queste condizioni, gli conviene collaborare; di qui forse le cortesie usate stranamente da Silvio con i PM di Milano. Comunque, il RubyGate come già detto nel Ns. sito più che un caso giudiziario apre un problema politico. Il problema politico della “pochezza” della sua classe dirigente, che non fa che ripiegare nel “culto della personalità” del Capo (vittima di un attacco di Magistrati Politicizzati) e non sa dare prova di serietà politica …

FEDERICO: … Ma si perde in una scempiaggine al giorno! Si brucia la riforma più importante e di più largo respiro, il federalismo fiscale che, partorita a colpi di maggioranza, rischia di non essere applicata per il dichiarato ostruzionismo delle Regioni. E c’era da immaginarselo. Adesso ci siamo imbarcati nella Riforma della Giustizia, riforma necessaria e pienamente condivisibile, ma nel momento peggiore, col rischio altissimo che venga impallinata in un referendum come già fu nel 2006 per la devolution. La Lega, che vede il federalismo scappargli di mano, non fa che occuparsi di “diversivi” propagandistici come la polemica sull’Unità d’Italia e la patetica legge sulle “quote verdi” sugli Alpini …

AREZZOPOLIS: Stiamo parlando del provvedimento che avrebbe dovuto assegnare corsie preferenziali ai giovani settentrionali che avessero fatto richiesta di arruolamento nel Corpo degli Alpini. Provvedimento poi bocciato in Parlamento.

FEDERICO: Già. Ma aldilà di ogni cosa, questi sono solo i sintomi che il centro-destra e il PDL in particolare è allo sbando, senza prospettive. Sta investendo ogni risorsa nella politica virtuale dello scontro mediatico, sta imponendo un allineamento ferreo sul Capo, giungendo a livelli di servilismo che nemmeno Achille Starace era riuscito a raggiungere ….

GIORGIO: Stai forse per criticare Verdini e soci? Ebbene ti dirò di più: in un convegno del 2006, intitolato Popolo e leader il tempo dei partiti nuovi, organizzato dalla Fondazione Magna Carta, dove si impose una “personalità” (per me è uno ’shampista’) come il Prof. e ora Sen. Quagliariello, ci fu un intervento di Verdini che già prefigurava per il centro-destra il regime dell’attuale PDL. In quegli anni, Verdini era tra quei dirigenti che già puntavano a rendere FI un partito unico sul modello dell’allora costituendo PD. In quell’occasione, l’attuale coordinatore fiorentino dichiarava che, accanto al popolo degli attivisti (degli “Staracini” di cui tu parli) c’era un “popolo” che aveva aiutato a FI a costituirsi all’indomani della discesa in campo del 1994, quasi senza aspettare la definizione di organigrammi classici di partito. Si sa: Forza Italia è nata da personale della Società Civile: Commercialisti, Avvocati, Dirigenti d’Azienda che con duro e costante lavoro hanno negli anni coltivato i loro elettori, conquistandosi  la stima sul territorio. In quella sede, però, Verdini parlava con un neanche troppo malcelato fastidio, quasi vedesse in questo personale una zavorra.

FEDERICO: Questo basta a dare la prova di quella miopia politica di cui ti parlavo. Vogliamo tener conto che questa gente va valorizzata di più degli Yes-Man che Verdini impone? Vogliamo tener conto che questo personale è la vera “spina dorsale” del centro-destra, è quello che garantisce la vera continuità a Berlusconi (per l’aderenza al tessuto locale)? Vogliamo aiutare queste “formiche” del centro-destra sul Ns. territorio a lavorare in un clima locale sereno, senza dover dar conto delle vicende personali e sessuali del povero Silvio, ma in nome di un programma serio? Vogliamo cercare un più fecondo rapporto del centro-destra con la Società Civile, invece di mandare avanti solo apparatikit improbabili? Perchè attenzione: spesso capita che questo personale, quando è schifato, se ne esce dal partito e fonda liste civiche; e spesso ha occasione di dimostrare che, a dispetto dei dettami di Roma, riesce a raccogliere voti!

GIORGIO: Io non sono un’Agenzia di Sondaggi, ma nulla mi toglie dalla tesa una convinzione: questo culto della Personalità non giova a Berlusconi. Nel 2008, con Tremonti che prometteva “lacrime e sangue” il centro-destra vinse trionfalmente; nel 2009, in occasione delle Europee, il protagonismo mediatico di Silvio pareva non conoscere ostacoli: eppure, il PDL in quell’occasione conseguì una performance mediocre, non certo all’altezza dei risultati attesi.

FEDERICO: Quello che dici è la riprova che la “baracconata” mediatica di Berlusconi non serve al Partito o per lo meno non è così determinante. Determinante invece è il lavoro di Professionisti, Società Civile, più o meno legata al Partito (il cd “Popolo delle Partite IVA”), che ha radicato in questi anni la proposta berlusconiana come la più proposta socio-economica al momento più adeguata per i ceti medi.

GIORGIO: Sì, personalmente, sono sempre meno convinto che le Tv siano state decisive da sole a decretare il successo berlusconiano. Con le disgrazie che Silvio ha attraversato e l’esposizione mediatica negativa che in Tv ha ricevuto, sarebbe finito molto prima! E’ il “popolo” delle formiche, della Società Civile che ha decretato il successo prima di Forza Italia, poi del PDL, non gli improvvisati attivisti del Meno male che Silvio c’è!

FEDERICO: Appunto Giorgio! Io pensavo francamente che “Meno male che Silvio c’è!” fosse una fase temporanea del partito che si doveva amalgamare riconoscendosi in un leader. No, non pensavo che il Pdl vivesse quasi esclusivamente del culto di Re Silvio. Il Pdl si è dimenticato della fase costruttiva che doveva preparare il dopo Silvio. Il Pdl come partito è lontano dalla gente perché si disinteressa dei bisogni delle persone. Non ha sviluppato dei collegamenti tra politica e attività sociali. Come non pensare alla sinergia tra associazioni dei consumatori, sindacati e partito che sono alla base per avere a livello locale il sostegno degli elettori. Invece niente! Ecco un altro motivo che mi ha portato a sostenere Francesco Macrì.

GIORGIO: Quale nuovo corso ti aspetti da Macrì? Già ho letto su Arezzonotizie che è molto criticato per certi peccatucci edilizi (veri o falsi che siano no lo so). Non avverti il pericolo che questa dissidenza al PDL, questo parlare di “rinnovamento” alla fine sia funzionale ai soliti “giochi di potere”?

FEDERICO: Giorgio, francamente spero e penso di no. Per quanto riguarda i “peccatucci edilizi” si tratta delle solite voci degli avversari, che non perdonano a Macrì di essere stato un ottimo assessore durante la giunta Lucherini. Se Macrì si accontentasse del successo che potrebbe ottenere alle amministrative e rientrasse nel Pdl per dirigerlo a livello provinciale divenendo il nuovo lacchè dei potenti di Roma, deluderebbe chi oggi lo sostiene con tanta passione e speranza. In Macrì intravedo, oltre alle capacità politiche, anche l’onestà intellettuale e morale per non tradire la sua base elettorale.

GIORGIO: Da ultimo, io e te abbiamo fatto “una bandiera” di Sara Giudice etc, come simbolo del “nuovo che avanza”. Certo, la petizione su Nicole Minetti ha avuto molto successo, molte speranze. Chi oggi ti avversa potrebbe però dirti, non a torto, che al momento io poi non ho letto un rigo di programma, di strategia di rinnovamento PDL di Sara Giudice e soci. In effetti, non guasta un supplemento di attenzione al “nuovismo”, al “giovanilismo”  di effetto solo mediatico ma di poca sostanza politica (Civati, Serracchiani insegnano!). Già molti gridano al bluff su Renzi, cosa ci impedisce che sia lo stesso di molti che oggi si proclamano “rottamatori” del PDL? E comunque la discussione sul “nuovo” deve partire da Arezzo: Sara Giudice è lontana! Tu cosa dici?

FEDERICO: Cosa dico Giorgio? Sara Giudice si presenta a Milano con una sua lista civica, così come Macrì ad Arezzo. Ora devono raccogliere consensi e lanciare un messaggio forte al Pdl. Ovvio, che durante la loro campagna elettorale, dovranno far capire, perché loro sono diversi da chi gestisce il Pdl e cosa vorrebbero fare per costruire un centrodestra alternativo. Certamente Giorgio non è oro colato tutto ciò che luccica! Macrì e Giudice dovranno stare attenti a chi entra a far parte del loro progetto, perché altrimenti rischiano di essere screditati. Per quanto riguarda Renzi, io credo si tratti di una persona che ha superato gli steccati ideologici e soprattutto guardi oltre al berlusconismo e all’antiberlusconismo che uccidono la buona politica a destra come a sinistra. Penso che in parte anche a destra i vari Macrì e Giudice fioriranno in tutta Italia e spero diano vita ad un confronto più sereno tra centrodestra e centrosinistra, non contaminato da certe contrapposizioni inutili e dannose che oltre ad inasprire il clima politico (e sociale), hanno l’effetto di allontanare la società civile dalla politica.

Share

Lascia un commento