30 gen, 2011
Paolo Guzzanti e il sogno di una Destra diversa
(Redazione) Pubblichiamo questa accattivante ed interessante presentazione del Blog di Paolo Guzzanti da parte del Suo Autore, che, pur scritta nel 2006 (prima del clamoroso strappo dell’Autore con il premier sulla “Mignottocrazia”), è molto presaga dell’avvitamento che, di dì a poco, il centro-destra avrebbe conosciuto, perdendo gran parte della forza propulsiva e di riferimento culturale fin lì esercitata. Il messaggio di Paolo Guzzanti di rinnovamento in senso liberale della Destra non lo si può in nessun caso far cadere nel vuoto e merita la massima attenzione. Colpisce molto il carattere ‘aperto’ della sua proposta, che, quindi, intende essere un ‘canale aperto’ per chiunque (specie giovani) sappia avanzare proposte culturali originali e interessanti. Il Ns. sito raccoglie la sfida. La vicenda altalenante di Paolo Guzzanti (dall’antiberlusconismo al berlusconismo e poi all’antiberlusconismo) ci pare, però, anche emblematica della fragilità del ‘backround’ della cultura liberale italiana. Abbiamo già citato la vicenda emblematica del ‘Giornale nuovo’ di Indro Montanelli, divenuto, negli anni ‘90, contemporaneamente fucina del berlusconismo (Granzotto, Pasolini Zanelli, Liguori) e dell’antiberlusconismo (Montanelli, Orlando, Travaglio etc.) più accesi. La cultura liberale in Italia è stata prevalentemente accademica, giornalistica e con poca pratica della politica: adusa alla retorica e all’intransigenza come cultura di opposizione, o troppo subalterna, cortigiana quando al potere. Lo stesso Guzzanti esprime bene in sè stesso queste contraddizioni. Ecco perchè il Ns. sito ritiene di raccogliere la sfida di Guzzanti, attraverso l’iniziativa che si dirà. Da sabato 05 marzo prossimo e per 12 settimane, fino a Pasqua, uscirà un breve saggio (riassuntivo) della celebre “Intervista sulla Destra” di Giuseppe Prezzolini (raccolta da Claudio Quarantotto nel 1977). Una testimonianza preziosa di un grande esponente della storia e della cultura italiana, che crediamo abbia molto da insegnare anche adesso agli Italiani e possa dare un contributo eccezionale alla purificazione dei concetti-base che costituiscono le radici della Destra e del Liberalismo italiano.-Benvenuti. Questo blog è ancora in costruzione, ma già potete considerarlo casa vostra, leggere, scrivere, discutere, fare quello che volete. Perché l’ho chiamato Rivoluzione Italiana? Semplice: perché l’Italia non ha mai avuto la sua rivoluzione democratica e borghese, quella che in modi diversi ma non troppo hanno avuto l’Inghilterra nel 1688, gli Stati Uniti d’America con la guerra di indipendenza e di rivoluzione democratica culminata nella dichiatazione del 4 luglio 1776, e la prima parte della rivoluzione francese del 1789, prima che degenerasse nel mostro che produsse tentacoli e orrori fino ai nostri giorni attraverso il nazional socialismo hitleriano e il comunismo marxista. L’Italia ha avuto il Risorgimento, che è stato una vicenda di compromessi e colpi di mano e di cui si sa ancora così poco, il fascismo nato da una costola socialista (Mussolini era il leader indiscusso dell’ultrasinistra e la speranza di Lenin) e sviluppato in una morsa contraddittoria del peggio e del meglio degli italiani, ed è poi caduta sotto la cappa di piombo di un dominio culturale comunista con la gestione politica degli eroici ma insufficienti partiti democratici che hanno fatto la Repubblica e l’hanno mantenuta in piedi. Poi un colpo di mano giustizialista ha lasciato in piedi soltanto comunisti e quel che restava dei cosiddetti nostalgici missini del fascismo. Quando il vecchio partito comunista stava per prendere il potere è intervenuto Silvio Berlusconi che ha sparigliato le carte, ha chiamato tutti i dispersi in un campo appena costruito e la catastrofe è stata sventata. Ma la rivoluzione liberale, democratica e borghese non si è mai vista. Berlusconi ha fatto quel che ha potuto, che è moltissimo, e ancora farà quando lo rimetteremo in sella a Palazzo Chigi. Ma intanto metà del nostro popolo, specialmente quello di Forza Italia, è scappato frustrato, disgustato, deluso, furioso, umiliato. Il 13 maggio del 2001 eravamo 11 milioni. Il 10 aprile di quest’anno [2006 Ndr] eravamo 9 milioni. Due milioni di votanti sono desaparacidos, spariti, annullati.
Ma sono riemersi quando ho scritto un furibondo articolo questa estate, intitolato “La Forza Italia che vorrei”. Allora migliaia di cittadini sono usciti dalla delusione e dalla rinuncia e hanno visto una picccola luce. Quella luce si sta ingrandendo. Quella luce sta illuminando di nuovo gli italiani che vogliono un Paese rivoltato come un guanto, liberato da tutte le falsità prepotenti, suppponenti, arroganti, dittatoriali, confezionate come bocconi avvelenati, con cui i comunisti hanno finora governato attraverso la Rai, attraverso la struttura informativa di Mediaset che è sotto il loro controllo (altro che conflitto di interessi di Berlusconi!), attraverso tutti i giornali che contano, attraverso le cattedre universitarie, attraverso generazioni di insegnanti da loro stessi creati attraverso l’imposizione della “vulgata”. Che cos’è la vulgata? E’ l’insieme delle falsità che loro spacciano per verità e che sono ormai inchiodate nella memoria degli italiani, avvelenati dalla televisione e dai media. La nuova luce è quella della libertà, ma la libertà è soltanto il nome di una lapide funeraria se non è garantita dalla verità. La verità precede la libertà e la libertà precede l’eguaglianza. Noi vogliamo la verità, noi vogliamo la libertà e sappiamo che la lotta sarà durissima e forse mortale. Non sarà per un caso che io, come ex presidente della ex Commissione Mitrokhin (una commissione che ha scoperto tutto e di cui voi non sapete niente) vivo sotto scorta di due macchine e quattro uomini armati, da tre anni.
Ma voglio che siate voi ad esprimervi. Volete la rivoluzione? Una rivoluzione pacifica, senza violare le leggi, una rivoluzione di gente libera e onesta che non pratica la violenza, ma che è pronta a battersi per la propria patria? Se è questo che volete, questa è la vostra casa. E se è questo che volete, allora dovete aiutarmi a costruire nelle vostre città, ovunque sia possibile, luoghi per incontrarci, sedi anche volanti di Rivoluzione Italiana. Aspetto di sapere che cosa ne pensate e che cosa desiderate. Aspetto di leggervi e poi di vedervi e poi di trovarci insieme nelle strade, nei teatri, nelle piazze, ovunque si svolga la vita civile per dare all’Italia la Rivoluzione Italiana che non ha mai avuto e che è sempre stata troncata sul nascere. Vai al link: http://www.paologuzzanti.it/?page_id=37