27 gen, 2011
La Shoah: dietro ad Auschwitz l’ombra del Gulag
di Federico Mugnai- E’ doveroso mantenere intatta la memoria del genocidio ebraico. Doveroso, perchè la Shoah rappresenta per l’Occidente una macchia indelebile nella sua storia spesso costellata invece da grandi innovazioni, rivoluzioni che ne hanno fatto il faro della civiltà mondiale. Non è però sufficiente ricordare i milioni di ebrei trucidati e sterminati nei vari campi di sterminio tedeschi, se alla memoria non si aggiunge la comprensione di questo immenso misfatto del Novecento. E si badi bene, che comprensione del fenomeno non vuole assolutamente dire parziale giustificazione o comunque cercare delle attenuanti a ciò che è accaduto; altresì comprensione significa capire a fondo di quali folli convinzioni si nutrivano Hitler e i nazisti e quali fossero le cause remote che avevano dato il via al genocidio ebraico. Come sottolinea egregiamente lo storico tedesco Ernst Nolte nel suo famoso libro “La guerra civile europea-1917-1945″ non si può trascurare l’importanza della rivoluzione bolscevica dell’Ottobre del 1917 in Russia, senza la quale forse il nazismo non sarebbe giunto al potere. Dobbiamo ricordare la sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale, gli iniqui trattati di pace di Versailles e come questi avessero inciso negativamente in larghi strati della borghesia e anche proletari, facendo affiorare il revanscismo tedesco. A ciò dobbiamo aggiungere che intanto l’obiettivo del bolscevismo era quello di fare una rivoluzione mondiale che avrebbe impedito tutte le guerre, creare una società senza classi, senza Stati, etc.. Una società idilliaca da raggiungere mediante un lungo percorso, ma al quale l’umanità sembrava essere predestinata. Era stato lo stesso marxismo a ribadire che la storia si muoveva lungo un crinale diretto e determinato che conduceva al socialismo e che quindi tutti gli impedimenti che si sarebbero frapposti rappresentavano il male. Come condizione primaria per raggiungere i fini a cui aspirava il bolscevismo era l’abbattimento della borghesia mondiale e la distruzione sociale e fisica di tutto il sistema europeo. E tutto ciò aveva prodotto un terrore senza eguali nelle menti di molta gente dell’Occidente e specialmente nella mente di Hitler. Grande impressione aveva fatto lo sterminio di milioni di kulaki, degli oppositori politici, etc.. operato in Russia. A ciò si deve aggiungere la convinzione errata di Hitler che la rivoluzione bolscevica fosse opera degli ebrei. In realtà ci furono ebrei bolscevichi, come ve ne furono altrettanti che, opponendosi al comunismo russo erano stati trucidati o condotti nei campi di lavoro forzato. L’ossessione di Hitler per gli ebrei nacque dalla sconfitta subita dalla Germania nella prima Guerra mondiale, le cui colpe molti generali facevano ricadere sugli ebrei tedeschi, che, a loro avviso avevano speculato sulla guerra e non avevano dato il loro contributo per la vittoria tedesca (affermazioni che forse non rispecchiano la realtà). L’ebreo rappresentava per Hitler il nemico per eccellenza insieme al comunismo; l’ebreo aveva per Hitler il doppio volto del bolscevico e del capitalista (usuraio), entrambi emblema dell’universalismo e del cosmopolitismo che voleva indebolire economicamente e politicamente la Germania. La grande crisi economica del 29′ fu per Hitler la prova che le sue tesi folli, sostenute con tenacia nel suo celbre libro, “Mein Kampf”, avessero in realtà fondamento. L’eliminazione del popolo ebraico avrebbe significato per Hitler una “grande opera di pulizia” etnica che avrebbe rafforzato la razza germanica. L’antisemitismo nazista nasceva proprio dalla volontà di creare l’uomo nuovo, purificato dalle scorie e dai parassiti all’interno della società. Nasceva come “socialismo biologico” che, come socialismo politico, voleva in tutto e per tutto, “eliminare” miseria e bisogno, senza però trasformare profondamenta l’organizzazione della produzione, ma intervenendo in modo quasi chirurgico sulle pretese escrescenze che mettevano in pericolo la salute del “corpo del popolo”. Come i bolscevichi avevano eliminato i nemici di classe, così i nazisti si prefiggevano di eliminare la razza ebraica, perchè entrambi erano considerati la causa di tutti i mali che attanagliavano il mondo. Da una parte l’odio di classe, il mito dell’uguaglianza e del socialismo di Stato, dall’altra l’odio razziale e il falso “mito” della superiorità della razza ariana. Ed è qui che si evince il nesso causale tra nazionalsocialismo e bolscevismo, tra Auschwitz e Gulag. Non possiamo prescindere dalla forza proprompente delle ideologie e delle pretese di queste ultime di rigenerare la società e i popoli, per capire come si sia potuti arrivare all’Olocausto. Ed Hitler che voleva raggiungere i suoi scopi, con l’antimarxismo, l’antisemitismo e il disprezzo per la democrazia e il liberalismo, mise in risalto la necessità di creare un’alternativa al comunismo e al capitalismo. Per capire il clima in cui il popolo ebraico si trovò a vivere quei terribili anni, è necessario riportare un passo del discorso del Fuhrer del 30 Gennaio 1939: “Io voglio oggi essere di nuovo un profeta: se il giudaismo finanziario internazionale, dentro e fuori dell’Europa, dovesse riuscire a gettare ancora una volta i popoli in una guerra mondiale, il risultato allora non sarà la bolscevizzazione della Terra, ma l’annientamento della razza ebraica in Europa.” E non è un caso se la “soluzione finale” ebbe inizio dopo l’attacco di Hitler all’Unione Sovietica che per il Fuhrer rappresentava la culla dell’ebraismo mondiale. Infatti la “soluzione finale” della questione ebraica voleva significare l’inizio della nuova era che il nazismo auspicava. E a dover pagare il caro prezzo delle folli idee naziste fu un popolo, quello ebraico, che seppe soffrire, testimoniare l’inferno che aveva vissuto e risorgere con orgoglio dalle macerie e dall’orrore dell’Olocausto, con la nascita dello Stato di Israele nel 1948. Non possiamo quindi non ammirare questo popolo a cui oggi ci stringiamo per ricordare i milioni di innocenti sterminati durante i terribili anni del secondo conflitto mondiale.
Ottimo articolo.
Troppo spesso si dimentica che dietro l’universo concentrazionario dei lager c’è, come antecendete e come modello, l’Arcipelago Gulag.
Il revisionismo moderato (da non confondere con il più abietto negazionismo) può servire ad incrinare l’idea della Shoah come male assoluto ed incomparabile, aprendo così nuove prospettive di contestualizzazione e di storicizzazione.
http://archive.org/details/LaShoah.ProblemiDibattitiIdeologie