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Quel pasticciaccio brutto del Consorzio di bonifica

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Avvisiamo tutti coloro che in questi giorni hanno ricevuto (o riceveranno) l’avviso di pagamento del contributo di bonifica da parte di Equitalia, che la nostra Associazione sta predisponendo il ricorso alla Commissione tributaria contro la richiesta del Consorzio.

Per aderire al ricorso collettivo basta presentare presso la nostra sede una copia dell’avviso insieme ad una copia del documento di identità della persona a cui l’avviso è intestato. In caso di più intestatari è sufficiente la copia del documento di identità di uno solo.

Le spese del ricorso saranno sostenute dall’Associazione.

Ricordiamo infine che gli avvisi che stanno arrivando (nonostante provengano da Equitalia) non costituiscono cartelle esattoriali e che la data di scadenza effettiva è 120 giorni dopo quella indicata nell’avviso stesso.

La nostra sede ed i nostri operatori sono a disposizione per ogni chiarimento.

Unione Nazionale Consumatori – Comitato di Arezzo – Via Crispi 23 52100 – Arezzo – Tel./Fax 0575354514 info@consumatori.arezzo.it

Sono in arrivo 47.370 avvisi di pagamento del Consorzio di Bonifica Val di Chiana Aretina (contro i 26mila dello scorso anno) ai cittadini di Arezzo, Castiglion Fiorentino, Civitella Val di Chiana, Cortona, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano della Chiana, Monte San Savino e Arezzo.

Il Consorzio di bonifica della Valdichiana aretina ci riprova e questa volta ha intenzione di raccogliere dalle tasche dei cittadini due milioni di euro a titolo di contribuzione obbligatoria per il beneficio che i proprietari degli immobili riceverebbero (il condizionale è d’obbligo) dall’attività del Consorzio.

La nostra Associazione ha già contestato lo scorso anno la legittimità degli avvisi di pagamento relativi al 2009 e contesta oggi i nuovi avvisi nel metodo e nel merito.

La vicenda, in verità, presenta aspetti assai paradossali che dimostrano l’ostinazione del Consorzio contro ogni buon senso e che meritano di essere riassunti.

Già lo scorso anno l’Unione Consumatori di Arezzo ha presentato un ricorso collettivo alla Commissione Tributaria Provinciale contro gli avvisi del 2009 ottenendo un primo risultato: i nuovi avvisi del 2010 ora contengono l’indicazione esplicita che è possibile ricorrere alla Commissione Tributaria, a dimostrazione (come abbiamo sempre sostenuto) che c’è un Giudice ad Arezzo anche per il Consorzio di bonifica con cui discuteremo degli avvisi del 2009 quando la Commissione vorrà fissare l’udienza.

Nel frattempo la Regione Toscana che già con la legge n. 47 del 5 agosto 2009 aveva sospeso le procedure elettorali di tutti i Consorzi, di fatto inibendone la potestà impositiva, è stata costretta a emanare una nuova legge “balneare” n. 47 del 5 agosto 2010 confermando la sospensione delle elezioni dell’ostinato Consorzio aretino e nominando però questa volta un Commissario straordinario per lo svolgimento solo dell’ordinaria amministrazione.

Il Commissario straordinario ha quindi sostanzialmente “recepito” il precedente Piano di classifica già approvato in carenza di potere dalla Commissione provvisoria e, sulla base di questo, ha emanato altri 47.370 avvisi di pagamento.

Tutta questa convulsa iperattività impositiva serve solo a mantenere artificialmente in vita un Ente che sostanzialmente duplica le competenze della Provincia e che la Regione Toscana intende abrogare o riformare profondamente, come ha stabilito già con la legge n. 47 del 2009 e come ha ribadito nuovamente con la legge n. 47 del 2010.

Noi non contestiamo la necessità della manutenzione dei canali di scolo delle acque piovane, riconoscendone l’utilità nell’interesse generale.

Noi contestiamo il metodo della moltiplicazione di Enti e società che si sovrappongono e duplicano costi e tasse a carico dei cittadini nelle more di un profondo riordino della materia da parte della Regione.

E contestiamo l’inesistenza del beneficio diretto e specifico che la maggior parte dei proprietari di immobili riceverebbero dall’attività del Consorzio.

Inesistenza che non giustifica contributi “di massa” come quelli richiesti dal Consorzio aretino.

In conclusione riteniamo che i costi della manutenzione dei corsi d’acqua, se rispondono ad un interesse generale debbono gravare sulla fiscalità generale ed essere esercitati dagli Enti territoriali che già ci sono.

Se poi corrispondono anche ad un interesse specifico di quei proprietari che ricevono un beneficio diretto dall’attività di manutenzione, il contributo di bonifica deve essere pagato solo ed esclusivamente da questi ultimi, così come prevede la legge.

Questo vuole la legge se applicata senza forzature e questo direbbe anche il buon senso che non sempre ispira chi ci amministra.

Unione Nazionale Consumatori

Comitato di Arezzo

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3 commenti

  1. ademaro scrive:

    Tutti sappiamo che è una tassa già pagata con le tasse già pagate,ma questi “SIGNORI” che si sono inventati un’altro carrozzone per stare seduti,e campare alle nostre spalle ci sarà mai qualche politico che pensa ad eliminare questi pasticci all’italiana?Anche se fosse una cosa “dovuta” perchè pagare un servizio riscossione a Equitalia?

  2. Aldo scrive:

    Ho fatto ricorso alla commissione tributaria provinciale per intervenuta incapacità impositiva a seguito delle L.r. Sicilia 9/86, art. 13, che spoglia tutti gli enti (consorzi stradali) di tutte le competenze sulle strade non comunali trasferendole alle province “assorbendone le competenze”. Ricorso accolto e passato in giudicato(anno 2004). Tre anni dopo arriva un’altra cartella (anno 2007): rifaccio ricorso. Accolto ma appellato. Domanda: quale azione si deve esperire per fare in modo che quel consorzio stradale sia posto in liquidazione?

    GRAZIE
    ALDO

  3. Aldo scrive:

    Ho fatto ricorso alla commissione tributaria provinciale per intervenuta incapacità impositiva a seguito delle L.r. Sicilia 9/86, art. 13, che spoglia tutti gli enti (consorzi stradali) di tutte le competenze sulle strade non comunali alle province “assorbendone le competenze”. Ricorso accolto e passato in giudicato(anno 2004). Tre anni dopo arriva un’altra cartella (anno 2007): rifaccio ricorso. Accolto ma appellato. Domanda: quale azione si deve esperire per fare in modo che quel consorzio stradale sia posto in liquidazione?

    GRAZIE
    ALDO

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