30 dic, 2010
Il “legittimo impedimento” rispetta la Costituzione? Forse sì!
(Redazione) Pubblichiamo il seguente post tratto dal Blog Giornalettismo.com, che riporta lo stralcio delle dichiarazioni del giudice costituzionale Sabino Cassese rilasciate alla Stampa di domenica e contenti indiscrezioni sulla posizione che in seno alla Corte Costituzionale va delineandosi sul “Legittimo impedimento”. In particolare, il Relatore Sabino Cassese starebbe elaborando un parere secondo il quale tale impedimento non sarebbe automatico (essendo verificabile da qualunque autorità giudiziaria) e, quindi, non introdurrebbe alcuna immunità legata allo status di Premier o di Ministro. Se la sentenza fosse confermata, per Silvio e i suoi sarebbe una vittoria significativa: la Corte, in particolare, accoglierebbe un principio regolativo dei rapporti di potere conflittuali tra Governo e Magistratura che ben potrebbe aprire la strada a soluzioni legislative più consolidate per uscire dall’enpass politico-istituzionale degli ultimi 02 anni.- Secondo indiscrezioni la Corte costituzionale sarebbe pronta a validare il legittimo impedimento, ma con una sentenza interpretativa. Lo scrive La Stampa in un articolo a firma di Federico Geremicca: la Corte Costituzionale sarebbe pronta a rigettare con una sentenza interpretativa il ricorso del pubblico ministero De Pasquale contro il cosiddetto legittimo impedimento, lo scudo con legge ordinaria che oggi permette a Silvio Berlusconi di evitare di presentarsi in aula nei processi che lo attendono. Questa, almeno, è la soluzione che il giudice relatore del caso (Sabino Cassese) proporrà agli altrimembri della Corte, che torneranno a riunirsi per la sentenza l’11 o il 12 gennaio. La spiegazione della sentenza la fornisce lo stesso Geremicca:”Proviamo a spiegare nella maniera più semplice possibile l’orientamento maturato dal relatore e, quindi, quel che la sentenza di gennaio dovrebbe affermare.Nella sostanza, il sottile confine che fa del legittimo impedimento una norma costituzionale oppure incostituzionale, sta tutto in una parola- chiave: automatismo. Secondo il relatore, infatti, se si ritenesse (interpretasse) che l’essereministro o presidente delConsiglio costituisse di per sé un legittimo impedimento a rispondere alla convocazione in tribunale da parte dei giudici, questo equiparerebbe di fatto lo «scudo» ad una vera e propria (e automatica) «immunità» che, in quanto tale, andrebbe disciplinata con legge costituzionale. Se, al contrario, la valutazione del legittimo impedimento invocato dall’imputato (in questo caso si parla di Berlusconi) venisse di volta in volta affidata al giudice di competenza, allora nulla osterebbe a che lamateria fosse regolata (come è nel caso, appunto, del legittimo impedimento) con legge ordinaria. Ed è precisamente così, secondo la «sentenza interpretativa » che la Corte si accingerebbe ad emettere, che la legge andrebbe dunque intesa e, quindi, applicata”.