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Trasporti locali: Provincia e Comune di Arezzo annunciano lacrime e sangue

autobusL’Unione Nazionale Consumatori di Arezzo segnala che all’orizzonte ci sono aumenti delle tariffe dei trasporti pubblici locali e taglio delle corse.

Provincia e Comune di Arezzo hanno deciso di operare fin da subito con una riduzione dei servizi pari a 470.000 chilometri di corse, 100.000 dei quali nel capoluogo. La diminuzione dei servizi è pari al 4,8% del totale, mentre l’aumento delle tariffe è pari al 6%.Tagli e aumenti tariffari però potrebbero arrivare al 40% dal prossimo anno.

E’ quanto hanno ribadito in un incontro con i sindacati che si è tenuto venerdì scorso in Comune, gli Assessori Perferi della Provincia e Banchetti del Comune di Arezzo.

Gli Assessori hanno declinato ogni responsabilità di queste misure dicendo che a causa dei tagli a livello nazionale saranno costretti a effettuare incrementi tariffari e a ridimensionare il servizio.

Riteniamo che prima di tagliare i servizi locali, utilizzando l’alibi dei tagli nazionali, bisognerebbe puntare all’efficienza. Non crediamo che l’incremento delle tariffe e il taglio delle corse siano l’unica misura possibile: in realtà dovrebbe essere attuata come estrema ratio e invece viene applicata come prima misura, senza che si spieghi come mai si arrivi a questo, senza aver fatto altro.

E, per colmare la misura, la provincia di Arezzo è stata l’unica, tra quelle della Toscana del Sud, che ha annunciato lacrime e sangue. Le altre province sono forse più virtuose? Sanno forse amministrare meglio i soldi dei cittadini? Forse si.

Ci deve essere un recupero di efficienza. Se pensiamo agli sprechi delle amministrazioni locali, sicuramente c’è la possibilità di agire per una maggiore efficienza sul piano dell’organizzazione dei servizi. Per non parlare del piano industriale della Tiemme Spa che prevede lauti profitti per i Comuni, magari mascherati.

Invece è stata annunciata la sola volontà di voler fare aumenti, o comunque la giustificazione del perché non si cercano soluzioni alternative non è stata, di fatto, data.

Siamo polemici in questo senso: non si arriva a misure del genere senza prima aver cercato di fare tutto il resto. Da anni si parla di un’integrazione a livello di trasporto pubblico locale, e tutto questo, che sicuramente porterebbe risparmi ed efficienza, non avviene. Nonostante gli assessorati alla mobilità.

Si cerca di fare cassa e basta? Si cerca di creare disagi per danneggiare l’immagine del governo nazionale e quindi per puro calcolo elettorale? Non si sa, ma nulla di queste misure ha a che fare con l’efficienza del servizio e con il rispetto per i cittadini.

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