30 ago, 2010
La verità sul trasporto pubblico locale tra disinformazione e “miracoli”
di Antonino Armao e Stefano Mugnai
Con una concertata manovra di disinformazione propagandistica, Comune e Provincia di Arezzo nei giorni scorsi si sono affannati a spiegare ai cittadini ed agli utenti che “un vero e proprio Tsunami sta per abbattersi sul trasporto pubblico locale”.
Così gli Assessori ai trasporti della Provincia e del Comune, Antonio Perferi e Roberto Banchetti, hanno descritto gli effetti dei tagli operati dal Governo nazionale, promettendo un aumento sicuro delle tariffe a causa di quegli stessi tagli.
Per fortuna però la Regione Toscana, per intercessione degli assessori Perferi e Banchetti, “forse” ci salverà dallo “tsunami” magari, razionalizzando costi e ricavi e assicurando così ugualmente il servizio di trasporto nonostante i tagli del Governo necessari a non far cadere il nostro Paese in un baratro peggiore di quello della Grecia.
Quindi, mentre aspettiamo che la Regione Toscana faccia “il miracolo”, gli assessori Perferi e Banchetti ci possono spiegare alcune cose.
Ci possono spiegare per esempio, come mai il Comune e la Provincia di Arezzo hanno aderito, ben prima della manovra economica del Governo, ad un piano industriale, quello della Società “Toscana del Sud – TIEMME”, presentato alla Regione nel 2009 che prevedeva (e prevede) l’aumento dei risultati di esercizio per gli azionisti (Enti locali) attraverso l’aumento dei ricavi e la diminuzione dei costi della società di gestione.
E come dovevano già nel 2009 (e devono ancora oggi) aumentare i guadagni per gli Enti locali? Con l’aumento delle tariffe del 20%, con l’aumento di altri ricavi, con l’aumento della pubblicità, con l’aumento delle sanzioni per evasione del titolo di viaggio (!)
E come dovevano già nel 2009 (e devono) diminuire i costi? Con l’aumento della produttività degli autisti, con l’utilizzo personale non dipendente (circa il 9%); con la diminuzione dei costi di manutenzione (obiettivo risparmiare € 500 mila l’anno); con la diminuzione dei costi per gli acquisti (economie di scala – obiettivo risparmiare € 700 mila l’anno); con la diminuzione delle spese generali (economie di scala – obiettivo risparmiare € 250 mila l’anno); con lo sviluppo di altre attività reddituali (es. noleggi); con l’abbattimento del 50% degli incentivi al personale legati ai noleggi; con l’aumento delle tariffe di noleggio.
Ecco che cosa avevano in mente già nel 2009 i nostri assessori con l’obiettivo di vedere aumentare i dividendi azionari dei comuni a spese dei cittadini, ben prima che il Governo varasse la manovra correttiva per il 2010.
Ebbene, vista la prontezza di riflessi con cui gli assessori Perferi e Banchetti sono intervenuti per trovare soluzioni alla crisi del trasporto pubblico locale, ci aspettiamo che, insieme alle altre province e comuni interessati, il Comune e la Provincia di Arezzo vorranno rinunciare ai ricchi dividendi promessi dalla TIEMME e vorranno mantenere così inalterate le tariffe nonostante i minori trasferimenti dallo Stato.
Se poi, per pareggiare i conti, i nostri assessori-santi riusciranno a fare altri “miracoli”, come impedire duplicazioni di indennità per gli amministratori delle società di trasporto confluite nella TIEMME ma non soppresse, oppure tagliare qualcuno degli 80 enti inutili (solo ad Arezzo) finanziati dalla Provincia e dai Comuni, destinati principalmente a foraggiare una casta politica locale che vive di prebende, ecco che allora avranno veramente reso un servizio ai cittadini, agli utenti dei servizi pubblici locali ed alla Nazione.