21 mag, 2010
Società partecipate: qualcosa si muove nella giungla
Qualcosa si muove nella giungla delle partecipate, cioè in quella selva di società in mano agli enti locali su cui i cittadini non hanno alcun controllo ma che in compenso, succhiano risorse abbondanti con risultati molto discutibili e soprattutto non misurabili, spesso senza alcuna evidenza pubblica. Nella provincia di Arezzo se ne contano addirittura 80 che nel 2008 sono costate, di soli trasferimenti, ben 67 milioni di euro (l’ente Provincia costa “soltanto” 25 milioni di euro l’anno). Da tempo denunciamo questo spreco di soldi pubblici ma evidentemente con scarso successo visto che nuovi enti inutili spuntano come funghi e impongono persino nuove tasse come dimostra la storia incredibile del Consorzio di bonifica della valdichiana aretina. Ma finalmente qualcosa si muove. Proprio mentre il Governo è impegnato a tagliare gli sprechi e a combattere l’evasione fiscale, la Camera di Commercio di Arezzo ha effettuato una ricognizione delle proprie partecipazioni societarie ai sensi della Legge finanziaria per il 2008 n. 244 del 24 dicembre 2007 ed ha scoperto (meglio tardi che mai) che molte di queste società “non risultano più strategiche e coerenti con le finalità istituzionali della CC.II.AA”. Le prime a cadere sotto la scure sono state “Valdarno Sviluppo”, “S.I.L. Soggetto intermediario Locale Appennino Centrale” e “ Etruria Innovazione”, ma altre stanno seguendo lo stesso destino. Se l’Ente che rappresenta tutte le principali categorie economiche e produttive del territorio ha ritenuto che queste società, di cui fanno parte anche gli enti locali, non hanno più alcuna ragione di esistere, c’è da crederci. E merita il plauso dei cittadini.
Se a ciò si aggiunge che molte di queste società versano in pessime condizioni dal punto di vista economico e finanziario, allora proprio non si comprendono le ragioni per cui gli enti locali (e in primo luogo la Provincia) continuano a tenerle in vita artificialmente. O meglio, le ragioni si comprendono benissimo. Soltanto che il tempo delle vacche grasse è finito. I cittadini/contribuenti si attendono a questo punto decisioni conseguenti dalla Provincia e dai Comuni, in primo luogo dal Comune di Arezzo.

