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Il Grillo parlante e una cascata di diamanti

Il Grillo parlante.

Che cosa è un “Centro Giovani” o meglio che cosa dovrebbe essere? Si racconta da più parti che dovrebbe essere un contenitore di iniziative, di idee e progetti che vanno dallo sport al teatro, alla formazione, alla multimedialità, al cinema, alla musica. Molti anni fa l’oratorio rappresentava il centro giovani per eccellenza nelle nostre città, un luogo destinato alla pastorale giovanile della Chiesa Cattolica; molti giocatori famosi, da Franco Baresi a Giacinto Facchetti, ad esempio, iniziavano proprio in un oratorio a dare i primi calci al pallone. Oggi i Centri Giovani sono concepiti come punti di aggregazione di forte valenza sociale, studiati per i giovani appunto, i quali sono allo stesso tempo utenti e progettisti rispetto alle attività del Centro. L’obiettivo è quello di fornire strumenti per esprimersi, confrontarsi, arricchirsi e poter così superare, in modo creativo, i comportamenti devianti, i fenomeni emergenti come il bullismo, le dipendenze, il disagio, portando all’ interno della propria vita esperienze di condivisione e crescita personale. Le attività sono pensate per un target che va dagli adolescenti (la fascia di età è riconducibile agli studenti medi) ai giovani veri e propri (la fascia di età è quella degli studenti universitari). Gli spazi sono costruiti con il fine di promuovere una contaminazione tra soggetti ed esperienze diverse, dove chi fa musica possa incontrare chi fa teatro, chi si occupa di fumetti possa confrontarsi con i cybernauti, chi fa graffiti sui muri possa confrontarsi con chi pratica la computer grafica, ecc. Ops, ma non è la scuola che dovrebbe rappresentare questo spazio per i giovani? “È sabato 24 marzo 1984. Cinque adolescenti, tre ragazzi, Andy, Brian e John e due ragazze, Allison e Claire, allievi di varie classi di una scuola superiore di Chicago, lo passeranno, per punizioni a vario titolo, nella biblioteca dell’edificio. Il preside, Richard Vernon, che a tratti dovrà sorvegliarli e sopportarne le esuberanze, assegna loro un tema dal titolo – “Chi sono io? -. Le lunghe ore consentono ai giovani di conoscersi e di parlarsi: dopo le prime le punzecchiature e i primi inevitabili scontri, tutti e cinque, lungi dallo svolgere il compito stabilito, cominciano a raccontare e condividere i rispettivi problemi di vita”. Ad Arezzo abbiamo un Centro Giovani chiamato “Arezzo Factory” che si trova in via Masaccio 6. “Con provvedimento n. 700 del 15.2.2009 viene stipulata una convenzione con la cooperativa sociale “Al Plurale” per la gestione di un centro giovani e adolescenti in via Masaccio al numero 6 con una spesa complessiva triennale di Euro 202.500,00 a cui vanno ad aggiungersi Euro 132.000,00 finalizzati alla copertura parziale delle spese di progettazione e ristrutturazione”. In pratica l’Amministrazione Comunale concede in uso alla cooperativa Al Plurale i locali di via Masaccio, a seguito di presa d’atto e approvazione, con Deliberazione di Giunta n. 495 del 10.7.2007, del progetto presentato in data 4.5.2007 che prevede una spesa complessiva di Euro 265.000,00 di cui Euro 203.257,75 per lavori, Euro 30.000,00 per spese di progettazione, Euro 11.416,47 per imprevisti oltre IVA. Uhm, troppi numeri, cifre, riepiloghiamo! La cooperativa Al Plurale presenta un preventivo di spesa di Euro 265.000,00 per la ristrutturazione dell’immobile posto in via Masaccio, 6 di proprietà del Comune di Arezzo. L’Amministrazione Comunale si fa carico da subito di erogare un contributo di Euro 132.000,00 a copertura parziale delle spese di ristrutturazione (senza richiedere preventivi di spesa comparativi e senza neppure, evidentemente, predisporre un bando di gara per verificare se altre realtà siano in grado di gestire tale Centro). La convenzione ha durata di anni 3 rinnovabile per un massimo di due volte (pertanto si configura come una concessione della durata di 9 anni) e prevede inoltre che l’Amministrazione Comunale si faccia carico delle spese di gestione nella misura di Euro 70.000,00 all’anno, rivalutabili in base agli indici ISTAT a decorrere dal secondo anno di efficacia. La convenzione fra Comune di Arezzo e Cooperativa Sociale Al Plurale è sottoscritta in data 18.2.2008 dal presidente della cooperativa, tal Sauro Baruzzi e dal rappresentante del Comune di Arezzo dr. Vittorio Beoni (il garante della qualità del turismo?). Un Centro fortemente voluto dall’assessorato alle Politiche Giovanili. La differenze tra i 265.000,00 euro di spesa complessiva preventivata dalla Cooperativa Al Plurale (e non dall’Amministrazione Comunale) ed i 132.000,00 accordati dal Comune stesso quale contributo iniziale, è finanziata parzialmente, per Euro 53.000,00 con un finanziamento Progetto Equal. Con provvedimento n. 681 del 14.2.2008 si procede ad accordare un ulteriore contributo di Euro 2.200,00 a copertura delle spese connesse alla festa di inaugurazione per l’apertura del Centro che avviene il 16.2.2008. Bene, abbiamo finanziato l’apertura di un Centro Giovani con Euro 132.000,00. Abbiamo trovato copertura economico-finanziaria alla spesa di gestione di Euro 202.500,00 per tre anni: l’Amministrazione Comunale provvederà a riconoscere alla cooperativa Al Plurale una somma mensile pari ad Euro 4.090,90 IVA inclusa per la gestione delle attività interne al Centro, oltre ad una cifra annuale di Euro 25.000,00, liquidata in unica soluzione entro il mese di marzo di ogni anno dietro emissione di regolare fattura. Proprio un bel Project Financing per la realizzazione di un’iniziativa pubblica, con oneri finanziari a carico esclusivamente della pubblica amministrazione. Ma non è finita. Con provvedimento n. 4128 del 9.11.2009 si provvede ad approvare la graduatoria inerente il bando “Le Associazioni al Centro” di 7 progetti da realizzare “inderogabilmente” all’interno del Centro Giovani Arezzo Factory, finanziari con una spesa complessiva di Euro 30.000,00. Si va dal meritevole progetto presentato dal Calcit di Arezzo per la realizzazione di un corso di giornalismo e grafica destinato ai giovani della durata di 60 ore, al ciclo di incontri “Educare alla diversità e prevenire il bullismo omofonico” presentato dall’associazione Pratika con un contributo pubblico di Euro 4.500,00. Ma ce n’è per tutti i gusti: dal progetto promosso dall’associazione Ucodep dal titolo “La Repubblica Domenicana è più vicina” con un contributo di Euro 4.316,30 al reading per la pace realizzato dalla Associazione Rondine Cittadella della Pace con un contributo di Euro 1.450,00. Ma il punteggio più alto pari a 27 su 30 è assegnato dalla Commissione Giudicatrice al Circolo Baobab (promotore assieme all’associazione Melodika dello sfortunato Capodanno 2010 nelle piazze della città) che beneficia di un contributo di Euro 4.500,00. Di che cosa si tratti non è dato saperlo visto che a tutt’oggi il laboratorio non risulta tra i 19 segnalati all’interno del sito ufficiale del Centro Giovani Arezzo Factory. Per la serie “progetti studiati per i giovani, i quali sono allo stesso tempo utenti e progettisti rispetto alle attività del Centro” come ama ricordare l’ assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Arezzo. “Il bando è un atto della Pubblica Amministrazione con il quale viene esternata e pubblicizzata la determinazione di contrarre”. Possibile che per attivare SETTE laboratori finanziati con la somma complessiva di Euro 30.000,00 sia stato correttamente deciso di ricorrere a un bando pubblico (meno corrette appaiono le finalità e le modalità) mentre per aggiudicare la gestione di un Centro Giovani, con un impegno di spesa triennale di Euro 334.500,00, sia stato sufficiente prendere atto di un preventivo di spesa presentato da una Cooperativa costituita nel febbraio 2000? Certo la Cooperativa sociale di tipo B Al Plurale è nata attraverso il progetto Archè, (Programma d’iniziativa Regionale per la creazione e modellizzazione d’impresa per l’inclusione sociale) su iniziativa (spin off) della Cooperativa sociale di tipo A Progetto 5 di Arezzo. Ed è pur vero che nello statuto della Cooperativa è previsto che gli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate (stage, tutoraggi, borse lavoro, tirocini, contratti a tempo determinato e indeterminato) avvengano prevalentemente attraverso la collaborazione con il Servizio Sociale del Comune di Arezzo, con il Dipartimento di Salute Mentale della ASL 8 di Arezzo, con l’Ufficio per l’Impiego della Provincia di Arezzo e con la Casa Circondariale di Arezzo. Sta di fatto che l’impegno di spesa non si limita ai 334.500 euro. Con provvedimento n. 1803 del 28.4.2008, viene affidata, sempre alla cooperativa Al Plurale, l’organizzazione artistica della rassegna di primavera promossa dalla Circoscrizione n. 3 di Saione con un contributo di Euro 7.295,00. E l’anno seguente, con provvedimento n. 2114 del 5.6.2009, viene nuovamente affidata alla cooperativa Al Plurale l’organizzazione artistica della rassegna di cui sopra ma questa volta con un impegno di spesa di Euro 13.000,00. Raggiungendo così, al momento, la ragguardevole somma di Euro 384.795,00. Alcuni eventi promossi all’interno del Centro hanno titoli davvero interessanti. Si va dalla serata “Aperitivo Spagnolo” al “Torneo di briscola, scopone e tressette”. Dal torneo di “Guitar Hero” su Playstation alla serata “Aperitivo Irlandese”. Si continua con la serata “Aperitivo-Oroscopo” fino al “Corso di Flamenco”. E ancora serata “Aperitivo + DJ Set” e “Festa Jamaicana”. E poiché il quotidiano LA NAZIONE questa settimana ha catturato la nostra attenzione con lo splendido articolo dal titolo “a cena al bar, il contagio collettivo happy hours” crediamo opportuno, per venire incontro alle esigenze dei giovani, di promuovere un evento all’interno del Centro Arezzo Factory che sia “il complemento indivisibile della movida” aretina. Una cena ai tempi dell’happy hours!

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