17 mag, 2010
Il Grillo parlante e la casa degli specchi
“Stop ai pagamenti dei fornitori della Pubblica amministrazione che evadono. Sarà attivo da domani il portale Consip-Equitalia tramite il quale la Pubblica Amministrazione potrà verificare eventuali inadempienze contributive o fiscali da parte di creditori a cui deve importi superiori a 10 mila euro, per poi procedere a eventuali compensazioni fra crediti e debiti” (Il Sole 24 Ore – 28 marzo 2008) 1. La prima: mi meraviglio che un consigliere comunale formuli un’ interrogazione e metta in discussione la correttezza di un amministratore pubblico sulla base di lettere anonime. (*) Egregio Professor Brezzi, se come Lei sostiene gli atti comunali sono pubblici e accessibili a tutti i cittadini, perché non provare a valutare l’ipotesi che il consigliere Macrì, così come i consiglieri Bianchi, Tulli, Paolucci e Rossi abbiamo semplicemente ricostruito personalmente i fatti, probabilmente sollecitati da alcune segnalazioni pervenute dai cittadini? Non crede che sia il consiglio comunale il vero organo politico di un’amministrazione e che ad esso appartengano anche poteri di controllo e di verifica? “Secondo il D.Lgs. 267/2000 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) il Consiglio comunale è l’assemblea pubblica rappresentativa di ogni Comune, ente locale previsto dall’art. 114 della Costituzione della Repubblica Italiana. Il Consiglio comunale è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del comune. ”. La seconda considerazione: il giornale elettronico che ha accettato di mettersi al servizio di Grillo Parlante invoca, con scelta assolutamente condivisibile, trasparenza. Sono assolutamente convinto che questa sia pienamente rispettata dal Comune di Arezzo e la conferma viene anche dal fatto che chiunque può tranquillamente reperire sul sito dell’Amministrazione gli atti. Noi, però, non sappiamo nulla del quotidiano elettronico che ospita Grillo Parlante. (*) Egregio Professor Camillo Brezzi, se come Lei sostiene, l’identità del direttore del quotidiano elettronico non è nota, come è possibile che il legale della Amministrazione Comunale (avv. Ricciarini) abbia potuto contattare il suddetto direttore chiedendo lui di fornire i dati anagrafici per poter esporre querela? E soprattutto come è possibile che il Sindaco della città abbia telefonato, il giorno seguente, al suddetto “non noto” direttore per scusarsi, inviando una lettera in data 6 maggio 2010, nella quale si ribadisce il rispetto dell’art. 21 ovvero della libertà di informazione? “Ciò posto, per dovere di chiarezza Le riconfermo grande rispetto per l’ attività di informazione, compresa ovviamente quella da Lei svolta, la cui libertà costituzionalmente garantita, è presidio di democrazia e libertà”. Sono disponibile ad incontrare il Direttore Responsabile della testata (del quale non conosco il nome) e Grillo Parlante (del quale non conosco l’ identità). Sono interessato ad un colloquio che possa chiarire i dubbi che sono stati espressi. Sono talmente tranquillo che mi permetto di invocare un confronto diretto, anche pubblico: non sono abituato a discutere con chi nasconde la propria identità dietro un’immagine. (*) Egregio Professor Camillo Brezzi, se come Lei sostiene, oggi è interessato ad un colloquio pubblico per chiarire i dubbi espressi, invocando inoltre un confronto diretto, lo faccia di fronte a tutti i cittadini ed abbia il coraggio di rispondere pubblicamente a quattro semplici quesiti: 1. Come è possibile che Lei non abbia avuto notizie in merito al “pignoramento somme presso terzi” notificatole, così come al sindaco della città, dall’avv. Ferippi nel mese di febbraio? 2. Come è possibile che Lei non abbia avuto percezione della situazione finanziaria della signora Giulia Ambrosio, persistendo invece a concedere contributi pubblici all’Ente Filarmonico Italiano per un totale di Euro 331.928,00 in poco più di tre anni? 3. Come è possibile che Lei non abbia ritenuto l’operazione inerente alle contestate delibere di giunta n. 194 e n. 195 un palese tentativo di non tutelare i diritti di un creditore? 4. Come è possibile che Lei non fosse al corrente del fallimento della società Fontemura SpA e del rinvio a giudizio de vertici aziendali per bancarotta fraudolenta, pubblicato anche dall’agenzia ANSA il 7 ottobre 2008? “Allo stesso tempo chiediamo che la valutazione dei progetti e delle attività proposte da soggetti terzi venga sempre esplicitata mediante indicatori precisi. Le associazioni chiedono che l’erogazione delle risorse pubbliche venga sempre motivata in relazione ai fini previsionali e programmatici dell’ assessorato inerente. E’ importante per i soggetti coinvolti che una richiesta di finanziamento abbia sempre una risposta, positiva o negativa che sia, certa e tempestiva, risposta che dia atto della presa visione di un progetto, e che fornisca un giudizio capace di stabilire se il progetto in questione è o non è congruo rispetto alle linee guida delle politiche culturali o giovanili di questa amministrazione Chiediamo che ci sia un regolamento chiaro, pubblico e pubblicizzato, disponibile in cartaceo e sul web, sull’utilizzo e l’ assegnazione degli spazi, delle strutture e degl’impianti tecnici in possesso del comune. Un regolamento semplice e sintetico, definitivo e non aggirabile, che consenta l’accesso ai beni immobili e mobili comunali in modo univoco e uguale per tutti. Chiediamo che qualunque associazione no profit ne possa fare richiesta, informata della gratuità o meno e in quest’ultimo caso si chiede un tariffario unico di riferimento, secondo un diritto di prelazione basato sul tempo di prenotazione”. Nel frattempo confermo la correttezza delle pratiche amministrative. Sono a disposizione della Commissione Cultura e del Consiglio Comunale per ogni chiarimento necessario. Questo assessorato, come l’intera amministrazione comunale, si è sempre attenuto ai principi di legalità e trasparenza. Ritengo di avere, in qualità di assessore, autonomia di pensiero e di giudizio sulle scelte culturali da compiere nel contesto e nel quadro del programma di mandato del Sindaco Fanfani. Un’autonomia che ha sempre puntato a garantire alla città appuntamenti, eventi e rassegne di qualità, sia musicali che teatrali che espositivi. (*) Egregio Professor Camillo Brezzi se come Lei sostiene, l’assessorato alla Cultura si è sempre attenuto ai principi di legalità e trasparenza e se soprattutto Lei è assolutamente convinto, in piena autonomia di pensiero e di giudizio sulle scelte culturali, di aver puntato a garantire alla città appuntamenti, eventi e rassegne di qualità, sia musicali che teatrali che espositivi, perché non pubblica sui quotidiani locali, che come avrà potuto verificare si sono ben guardati dallo scrivere e/o approfondire i temi sollevati, i resoconti di tutte le attività finanziate dal suo assessorato? Un semplice comunicato stampa nel quale vengano elencati, in modo sintetico e veritiero, franco e schietto, i costi di ogni singola iniziativa da Lei intrapresa in “autonomia di pensiero e di giudizio” ma con denaro pubblico? “Una procedura a evidenza pubblica (detta anche procedura aperta, gara d’appalto o semplicemente gara) è una modalità di appalto delle opere/servizi pubbliche che consente alla pubblica amministrazione di scegliere tra i vari contraenti possibili quello più economico o efficiente, garantendo la partecipazione volontaria del massimo numero di possibili fornitori con un’adeguata pubblicizzazione della gara”. (*) dal comunicato stampa del Comune di Arezzo del 14.5.2010

