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Il grillo parlante e il Teatro dell’ Aretino Pietro

Il Grillo parlante

“Perché io so io e voi non siete un cazzo” scriveva Gioacchino Belli e l’esilerante Marchese del Grillo dell’Albertone nazionale, si impadroniva di questa frase per significare agli ospiti dell’Osteria che “la legge non è uguale per tutti”.

Ma non solo la legge non è uguale per tutti; anche le selezioni comparative sembrano non essere procedure finalizzate alla selezione delle eccellenze e sembrano neppure regolate da norme certe all’interno dell’Amministrazione Comunale.

Tutt’altro sembrano regolate dal desiderio, probabilmente legittimo (mai dire) di trovare giusta collocazione ad amici e parenti.

Oggi parliamo di teatro !

Il lettore attento e perspicace potrebbe da subito obbiettare: “Ma quale teatro se ancora oggi il Petrarca risulta chiuso nonostante gli innumerevoli proclami e markette giornalistiche sui quotidiani locali ?”.

Verissimo!

Ma Arezzo dispone pur sempre del teatro della Bicchieraia, oggi intestato all’ Aretino Pietro, la cui immagine interna è caratterizzata dalla grande pittura di Roberto Remi che armonicamente ne ricopre il cielo.

Procediamo.

Con provvedimento n. 5453 del 13.12.2007 a firma dell’assessore alla Cultura Camillo Brezzi è stato conferito al sig. Andrea Biagiotti l’incarico di direttore artistico per la gestione teatrale del suddetto teatro Pietro Aretino: incarico assegnato a seguito selezione comparativa su curriculum, che ha portato ad identificare nel sig. Biagiotti, la personalità cittadina di spicco, perfetta per ricoprire tale ruolo.

Il compenso è stato determinato in Euro 18.000,00 annui (il sig. Biagiotti è insegnante presso l’Istituto Santa Caterina e docente presso la Libera Accademia del Teatro e della Danza, ove svolge anche il ruolo di direttore artistico).

Ecco allora che il sig. Biagiotti si mette subito al lavoro per confezionare tre stagioni teatrali dai costi a dir poco bizzarri.

Con deliberazione n. 659 del 2.10.2007 viene approvato il piano organizzativo della stagione teatrale anno 2007/2008 con un impegno di spesa totale di Euro 117.500,00 di cui Euro 48.000,00 compartecipati da Coingas SpA ed Euro 30.000,00 da Bancaetruria; con deliberazione n. 625 del 30.9.2008 viene approvato ulteriore piano organizzativo della stagione teatrale anno 2008/2009 con un impegno di spesa totale di Euro 151.816,00 di cui Euro 48.000,00 compartecipati da Coingas SpA ed Euro 30.000,00 da Bancaetruria; con deliberazione n. 529 del 29.9.2008 viene infine approvato il piano organizzativo della stagione teatrale anno 2009/2010 con un impegno di spesa totale di Euro 171.858,00 di cui Euro 54.000,00 compartecipati da Estra SpA, Euro 30.000,00 da Bancaetruria ed Euro 20.000,00 dalle ACLI.

Tre stagioni teatrali per totali Euro 441.174,00 oltre ai 36.000,00 euro riconosciuto al sig. Biagiotti quale direttore artistico; quindi un totale di spesa di Euro 477.174,00

(novecentoventitremilioninovecentotretntasettemilasettecento del vecchio conio).

L’impegno pubblico (ma l’assoluta mancanza di rendicontazione non permette di calcolare precisamente quanto sborsato dall’Amministrazione Comunale) ammonta ad Euro 119.327,00 oltre agli oneri SIAE e quant’altro. Proviamo a fare un semplice calcolo?

Determiniamo in 30 gli spettacoli presentati nei tre anni. Calcoliamo un sold out del teatro ad ogni serata e quindi 115 spettatori paganti a spettacolo. Otteniamo così 3450 spettatori che hanno assistito agli spettacoli durante i tre ultimi anni (e vogliamo essere benevoli nel calcolo considerando che ad ogni spettacoli gli spettatori sia stati diversi dal precedente e così via).

Bene, la spesa totale (477.174,00) diviso il numero di spettatori (3450) fa euro 138,11 per ogni spettatore (di cui 35 euro a carico delle casse comunali).

Vista la qualità degli spettacoli proposti, del resto in 3 anni, ben 9 spettacoli sono stati presentati da compagnie locali e ben 3 dalla scuola di teatro ove il sig. Biagiotti esercita la professione di insegnante (per una spesa desumibile dagli atti di liquidazione pubblicati dall’Amministrazione Comunale di Euro 10.700,00), una riflessione nasce spontanea.

Ma non converrebbe accordare un contributo “trasferta” ad ogni spettatore aretino ovvero pagare treno, cena (e che cena) e biglietto d’ingresso, offrendo una serata al teatro Verdi di Firenze?

Con 138 euro a spettatore possiamo addirittura permetterci una trasferta al teatro Sistina di Roma ad assistere al Pinocchio con Manuel Frattini.

E ve lo dice un Grillo Parlante!

Paolo Casalini

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