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Operazione Trasparenza

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Operazione trasparenza

Redazione.

Operazione Trasparenza. Così vogliamo chiamare l’analisi pubblica di una serie di atti posti in essere da amministratori pubblici con soldi pubblici. Non ci interessa dimostrare la buona o la mala fede delle persone, nè fare scandalo. Non giudichiamo nessuno. Ci interessano solo i fatti. Vogliamo essere informati su come siamo amministrati. La cosa pubblica dovrebbe essere una casa di vetro. Perciò vogliamo parlare delle cose che il Palazzo tiene accuratamente “riservate” e di cui la “buona stampa” non si occupa per non disturbare il manovratore.

Non siamo soli. Altri hanno iniziato prima di noi (www.informarezzo.it). Noi l’abbiamo chiamata “operazione trasparenza” e speriamo che sia solo l’inizio.


Bene, oggi parliamo di numeri e poiché il racconto sarà probabilmente complicato nel suo sviluppo (ma credo di immediata comprensione) consiglio all’

attento e affezionato lettore di sedersi comodo, magari prendendo carta e penna

per seguirmi in questo viaggio tra i numeri.

3…2…1 partiamo!

In data 3.12.2004 il Comune di Arezzo stipula con la Banca Nazionale del Lavoro un contratto di Interest Rate Swap in base al quale ad “ogni semestre

verrà liquidato il differenziale sui tassi di interessi, calcolato sul capitale nozionale sottostante”.

Uhm, fermo un attimo, mi sono già perso. Ma di cosa stiamo parlando?

“Il Mondo è sempre più infestato dalla quantità” scriveva Alfred North Whitehead e continuava con “parlare in maniera sensata è parlare di quantità”. Stiamo parlando di quantità appunto: di quantità di interessi pagati dall’Amministrazione Comunale per il debito contratto su mutui stipulati?

Non propriamente.

L’Interest Rate Swap è il contratto swap più diffuso, con il quale due parti si accordano per scambiarsi reciprocamente, per un periodo di tempo predefinito al momento della stipula, pagamenti calcolati sulla base di tassi di interesse differenti e predefiniti, applicati ad un capitale nozionale. Non c’è quindi scambio di capitali, ma solo di flussi corrispondenti al differenziale fra i due interessi (di solito uno fisso ed uno variabile).

E che cosa sono gli Swap?

Gli swap sono contratti a termine; essi prevedono lo scambio a termine di flussi di cassa, calcolati con modalità stabilite alla stipulazione del contratto. Questo sistema può permettere di annullare il rischio connesso per esempio alle fluttuazioni dei tassi di interesse o di cambio.

Usualmente si definisce acquirente dello Swap chi si obbliga a pagamenti a tasso fisso e riceve quelli a tasso variabile, l’acquirente ha una posizione

lunga sul contratto (long swap position). Dall’altra parte, il venditore è il soggetto che in cambio del tasso variabile riceve il tasso fisso ed assume quindi una posizione corta (short swap position).

Vediamo l’esempio concreto.

La Banca Nazionale del Lavoro propone al Comune di Arezzo un contratto per la copertura di un rischio di oscillazione dei tassi di interesse, su un capitale

nozionale di € 22.930.360,31  per la durata di cinque anni a partire dal 29.12.2004.

L’accordo prevede che la Banca Nazionale del Lavoro paghi un tasso fisso del 6.50% a ogni scadenza semestrale e il Comune di Arezzo, invece, si impegni a

pagare un tasso variabile Euribor 6 mesi, rilevato il giorno precedente a ciascuna scadenza del contratto, aumentato di uno spread del 2.11%.

Il pagamento avviene mediante scambio di differenziali ad ogni scadenza di periodo.

Ed ecco che cosa accade.

Fino al 31.12.2006 il tasso Euroribor 6 mesi rimane al di sotto del 4% e in particolare al 3.857% che sommato allo spread del 2.11% porta ad un tasso finale del 5.967%.

La scommessa, perché altro non si tratta che di una scommessa tra due parti sulla previsione dell’andamento del tassi nel tempo, è vinta, seppur di poco,

dal Comune di Arezzo, che incassa uno spread ovvero un differenziale positivo.

Ma dietro l’angolo si nasconde il pericolo (come ha ben raccontato la Gabanelli durante una Sua inchiesta su Report).

Con deliberazione n. 5645 del 20.12.2007 il Comune di Arezzo prende atto che il differenziale sui tassi è diventato negativo ovvero la Banca Nazionale del

Lavoro sta vincendo la “scommessa”: l’Amministrazione Comunale deve pagare Euro 7.891,48 impegnando la somma sul capitolo 16604 del bilancio 2007.

Fa niente ci rifaremo! In fondo la precedente amministrazione in soli due anni e con questa operazione ha incassato un utile di Euro 71.767,29.

Macchè, con deliberazione n. 2745 del 1.7.2008 il Comune di Arezzo prende ancora atto che il differenziale sui tassi è fortemente negativo e che quindi

la Banca Nazionale del Lavoro sta ancora vincendo la scommessa e in modo deciso: l’Amministrazione Comunale deve pagare Euro 52.100,33 impegnando la

somma sul capitolo 9060 del Bilancio 2008.

Con deliberazione n. 4406 del 10.11.2008 si prende atto di una precedente deliberazione del Consiglio Comunale, la n. 85 del 17.4.2008, con la quale si

autorizza l’estinzione anticipata dell’operazione, “previa valutazione della convenienza economica con un monitoraggio attento dell’andamento del tasso

Euroribor 6 mesi e dei tasssi forward”.

L’Amministrazione Comunale, dopo una attenta valutazione, decide di estinguere anticipatamente l’operazione, quantificando la perdita in Euro 18.000,00 e imputando la somma ai capitoli 16805 e 2956 del bilancio 2008.

“Il gioco d’azzardo consiste nello scommettere denaro o altri beni sul futuro esito di un evento”.

Oggi il tasso Euribor 6 mesi è tornato al di sotto dell’1% e pertanto, soltanto 16 mesi dopo, se non si fosse provveduto alla chiusura anticipata dell’

operazione, tra l’altro nel momento peggiore degli ultimi 10 anni, potremmo dar conto di un differenziale fortemente positivo per il Comune di Arezzo (nell’ ordine di 145.000,00 euro all’anno).

Ma non sta certamente qui il punto!

La questione è molto più seria di una semplice indicazione emanata dal Consiglio Comunale per un “attento monitoraggio dell’andamento del tasso

Euribor 6 mesi”. Appare evidente che all’interno del Comune di Arezzo, come spesso ricordato in numerose deliberazioni (ove si legge “accertata la mancanza

all’interno dell’Amministrazione di figure professionali specialistiche in materia si determina di affidare a….l’incarico di consulenza di…”) non esistono profili o meglio figure professionali con competenze tali da poter gestire operazioni finanziarie così complesse.

Del resto, probabilmente, non esistono tali figure neppure in molti Istituti di Credito.

E quindi l’auspicio è che, se è vero che “sbagliando si impara”, a nessun altro dirigente dell’Amministrazione Comunale venga in mente di inventarsi

operazioni di finanza creativa.

Già è complicato garantire il pagamento degli interessi sui mutui e prestiti contratti.

Figuriamoci le scommesse.

Il Grillo parlante

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