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“Il carrozzone” di Rossi e la questione migratoria in Toscana

1215702467506_51_ENRICO_ROSSIdi Federico Mugnai  Il “carrozzone” di Enrico Rossi va “avanti tutta”, portandosi dietro tutti i relitti di vecchie ideologie in odor di putrefazione ovunque, tranne in Toscana, dove ancora pare si venda fumo abbastanza facilmente. I partiti che compongono la coalizione guidata da Enrico Rossi sono innumerevoli e comprendono tutte le sigle possibili ed immaginabili che rappresentano la sinistra. Tutto ciò bisogna ammetterlo ha il suo fascino; vengono accontentati proprio tutti, porci e cani, in modo tale che le poltrone risultino ben suddivise, senza che il compagno di turno possa lamentarsi. Il problema però sarà accontentare tutti i rappresentati e segretari di questi partiti minoritari, con il rischio che per dare a tutti un contentino si debba stravolgere in parte ogni singola iniziativa regionale, scendendo così a continui compromessi che portano solo all’immobilismo decisionale di una giunta e all’anrchia di governo. Tutto ciò in una Regione come la Toscana che ha veramente bisogno di cambiare volto, con politiche sociali per le famiglie, i giovani e gli anziani, con liberalizzazioni varie e sburocratizzazione assolutamente necessaria. Il programma di Enrico Rossi, ahime non promette niente di buono e niente di nuovo. programma. Programma ovviamente spostato a sinistra con i soliti punti cardine: lavoro, energia pulita, integrazione degli stranieri (senza dimenticare ovviamente il punto essenziale e forse l’unico punto dove la sinistra riesce veramente a dare il suo meglio: l’ostruzionismo e la negligenza nell’applicare le direttive del governo nazionale). Peccato che il programma presenti punti tra loro discordanti ed antitetici; infatti la tutela del lavoro e l’integrazione degli stranieri se si approfondisce un pò la realtà Toscana e il programma della sinistra rappresentano un vero e proprio ossimoro! Da un recente rapporto Caritas-Migrantes, sappiamo che i cittadini stranieri in Toscana sono più dell’8% dei residenti in regione, che è molto diffuso il ricorso al lavoro nero e alla mono-committenza, che il salario medio degli immigrati è piuttosto basso (787 euro), che notevole è il disagio e la solitudine avvertita dagli stranieri, etc..E veniamo a sapere dallo stesso Rossi che, per far fronte a ciò,  verranno aperti dei centri appositi per gli immigrati dove saranno preparati al lavoro e integrati nella società. Una politica migratoria bieca che non tiene conto della capacità massima di immigrati che una società può accogliere, senza regole precise e senza i controlli necessari. E questi centri più che a far integrare gli immigrati sembrano servano come piccoli avamposti di potere, come “laboratori” dove gli immigrati verranno indottrinati a dovere. E quale integrazione ci potrà essere se agli immigrati  verranno concessi diritti, mentre i doveri saranno sempre sulle spalle dei cittadini toscani? L’accoglienza richiede una cosa essenziale: essere ben disposti verso gli altri. Quando però a noi toscani non sarà concesso di usufruire di alcuni servizi essenziali, a causa della folle spesa per trattenere tutti i migranti, come potremo essere a disposizione dell’altro? Come può una persona aiutare un’altra se egli stesso viene escluso dalla comunità, se interi quartieri della sua città si sono trasformati in piccole città straniere, se dopo tanti sacrifici vede che le case popolari vengono assegnate quasi esclusivamente agli immigrati così come i posti all’asilo nido per i figli, etc… ? Quale integrazione se si permetterà agli ultimi arrivati di calpestare i nostri simboli millenari, la nostra storia, le nostre radici, il nostro patrimonio culturale? E mentre imperversa la crisi economica e sociale chi glielo andrà a spiegare all’operaio toscano che è stato licenziato a causa del fallimento dell’azienda dove lavorava, che milioni di euro sono investiti per “preparare al lavoro i clandestini” e non per sostenere economicamente e con politiche sociali lui e la sua famiglia? Non ci meravigliamo e non ci scandalizziamo in futuro se anche nella tollerante e pacifica Toscana molti cittadini si scopriraranno un giorno insofferenti e intolleranti come avvenuto di recente in Olanda. Sarà colpa del buonismo senza regole della sinistra e della sua ideologia che la storia ha severamente condannato, ma che ancora affascina ed illude una buona fetta della Toscana.

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