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	<title>Commenti a: Il manifesto &#8220;antiruiniano&#8221; dei cattolici conservatori. Ruini visto da destra (da &#8220;Il Foglio&#8221; 18/02/2010)</title>
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	<description>Cultura politica, dibattito pubblico.</description>
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		<title>Di: Frabetti</title>
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		<dc:creator>Frabetti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 12:00:49 +0000</pubDate>
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		<description>Comincio subito dicendo che sono laico: vengo da formazione cattolica da cui non ho mai preso le distanze e di cui mi dichiaro ora grato debitore a chi me l&#039;ha impartita, ma non mi ritengo competente ad entrare nel merito di tecnicismo ecclesiali (es. &quot;progetto culturale&quot; e simili) Quindi, il mio commento sarà limitato ad aspetti &quot;politici&quot;. Di una cosa credo l&#039;Italia sia debitrice al Card. Ruini: di aver dato una preclara testimonianza di fede calata nei problemi del mondo con fermezze e realismo, ma senza indugiare agli &quot;isterismi&quot; di certo integralismo cattolico o sedicente tale, sempre pronto a vedere &quot;Satana&quot; nel prossimo non credente! Certo, calandosi nel mondo, Ruini ... si è sporcato le mani, pagando il prezzo di essere accusato di una certa ambiguità (vedi l. 194/78, vedi vicenda della &quot;fecondazione assistita), che altro non è che il riflesso del contesto in cui Ruini opera (Ruini opera in un contesto pastorale; sull&#039;aborto non ha mutato, nè poteva farlo, la posizione dottrinale della Chiesa). Devo, però, condividere con gli Autori dell&#039;articolo un disagio che provai ai tempi del &quot;family day&quot;, quando l&#039;associazionismo cattolico diede una prova di grande forza e presenza sui temi della famiglia. Allora, richiesto da amici di prendere parte alla manifestazione, declinai per una sorta di insofferenza verso quanto stava capitando. Mi dicevo: &quot;Ma in America, in Europa, questi temi sono da Destra Conservatrice! Sono temi civili, facebti parte integrante di un &quot;pensiero forte&quot; liberale! Dov&#039;è la Ns. Destra, che appalta ai cattiolici questi temi, salvo poi cavalcarli elettoralmente!&quot;. Anni e anni di assenza di un partito conservatore in Italia, anni di ambigua presenza democristiana (che rubava voti ai conservatori, ma faceva una politica di sinistra progressista!), avevano lasciato un vuoto che, non colmato da una Destra assente dallo scenario politico, era stato occupato dai preti! Il frutto di questo &quot;laissez-faire&quot; del centro-destra verso il presenzialismo cattolico, il frutto dell&#039;abdicazione a non elaborare una visione autonomamente liberale (per quanto aperta e non laicista), per pura acquiescenza verso le Gerarchie, è Casini: che oggi, come scheggia impazzita dello scenario politico, punta a &quot;parassitare&quot; i delusi da Berlusconi, scardinando il bipolarismo, ovvero uno dei punti di maggiore stabilizzazione del sistema Italia ... in nome dei valori cattolici. L&#039;altro frutto avvelenato è Emma Bonino, ennesimo &quot;parassita&quot; delle debolezze berlusconiane,  che all&#039;anti-berlusconismo classico aggiunge la carta dell&#039;anti-clericalismo ad un armamentario &quot;giustizialista&quot; e &quot;populista&quot; di chiara marca dipietrista (facendo correre il serio rischio di rubare alla PDL la poltrona del Lazio!).  Personalmente, riterrei opportuna una svolta del centro-destra sul punto: non chiedo al centro-destra di diventare laicista, ma chiedo che faccia valere (come la DC di un tempo) le ragioni dell&#039;autonomia della politica nel rapporto con la Chiesa. Quando parlo di &quot;autonomia della politica&quot; intendo dire una maggiore consapevolezza ed organicità nel declinare la &quot;laicità positiva&quot;, che sappia calibrare il momento in cui è utile ed opportuno fiancheggiare la Chiesa (es. sui temi del fine vita, del matrimonio: mondo cattolico e mondo liberale si intersecano in una proposta di personalismo forte e non relativista) e i momenti in cui è opprtuno entrare in dialettica (ad es. sull&#039;immigrazione, e sulla costruzione di una Società multi-etnica è meglio che la Chiesa &quot;non metta bocca&quot;, perchè è meglio ed opportuna un&#039;iniziativa ed una presenza forte dello Stato).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comincio subito dicendo che sono laico: vengo da formazione cattolica da cui non ho mai preso le distanze e di cui mi dichiaro ora grato debitore a chi me l&#8217;ha impartita, ma non mi ritengo competente ad entrare nel merito di tecnicismo ecclesiali (es. &#8220;progetto culturale&#8221; e simili) Quindi, il mio commento sarà limitato ad aspetti &#8220;politici&#8221;. Di una cosa credo l&#8217;Italia sia debitrice al Card. Ruini: di aver dato una preclara testimonianza di fede calata nei problemi del mondo con fermezze e realismo, ma senza indugiare agli &#8220;isterismi&#8221; di certo integralismo cattolico o sedicente tale, sempre pronto a vedere &#8220;Satana&#8221; nel prossimo non credente! Certo, calandosi nel mondo, Ruini &#8230; si è sporcato le mani, pagando il prezzo di essere accusato di una certa ambiguità (vedi l. 194/78, vedi vicenda della &#8220;fecondazione assistita), che altro non è che il riflesso del contesto in cui Ruini opera (Ruini opera in un contesto pastorale; sull&#8217;aborto non ha mutato, nè poteva farlo, la posizione dottrinale della Chiesa). Devo, però, condividere con gli Autori dell&#8217;articolo un disagio che provai ai tempi del &#8220;family day&#8221;, quando l&#8217;associazionismo cattolico diede una prova di grande forza e presenza sui temi della famiglia. Allora, richiesto da amici di prendere parte alla manifestazione, declinai per una sorta di insofferenza verso quanto stava capitando. Mi dicevo: &#8220;Ma in America, in Europa, questi temi sono da Destra Conservatrice! Sono temi civili, facebti parte integrante di un &#8220;pensiero forte&#8221; liberale! Dov&#8217;è la Ns. Destra, che appalta ai cattiolici questi temi, salvo poi cavalcarli elettoralmente!&#8221;. Anni e anni di assenza di un partito conservatore in Italia, anni di ambigua presenza democristiana (che rubava voti ai conservatori, ma faceva una politica di sinistra progressista!), avevano lasciato un vuoto che, non colmato da una Destra assente dallo scenario politico, era stato occupato dai preti! Il frutto di questo &#8220;laissez-faire&#8221; del centro-destra verso il presenzialismo cattolico, il frutto dell&#8217;abdicazione a non elaborare una visione autonomamente liberale (per quanto aperta e non laicista), per pura acquiescenza verso le Gerarchie, è Casini: che oggi, come scheggia impazzita dello scenario politico, punta a &#8220;parassitare&#8221; i delusi da Berlusconi, scardinando il bipolarismo, ovvero uno dei punti di maggiore stabilizzazione del sistema Italia &#8230; in nome dei valori cattolici. L&#8217;altro frutto avvelenato è Emma Bonino, ennesimo &#8220;parassita&#8221; delle debolezze berlusconiane,  che all&#8217;anti-berlusconismo classico aggiunge la carta dell&#8217;anti-clericalismo ad un armamentario &#8220;giustizialista&#8221; e &#8220;populista&#8221; di chiara marca dipietrista (facendo correre il serio rischio di rubare alla PDL la poltrona del Lazio!).  Personalmente, riterrei opportuna una svolta del centro-destra sul punto: non chiedo al centro-destra di diventare laicista, ma chiedo che faccia valere (come la DC di un tempo) le ragioni dell&#8217;autonomia della politica nel rapporto con la Chiesa. Quando parlo di &#8220;autonomia della politica&#8221; intendo dire una maggiore consapevolezza ed organicità nel declinare la &#8220;laicità positiva&#8221;, che sappia calibrare il momento in cui è utile ed opportuno fiancheggiare la Chiesa (es. sui temi del fine vita, del matrimonio: mondo cattolico e mondo liberale si intersecano in una proposta di personalismo forte e non relativista) e i momenti in cui è opprtuno entrare in dialettica (ad es. sull&#8217;immigrazione, e sulla costruzione di una Società multi-etnica è meglio che la Chiesa &#8220;non metta bocca&#8221;, perchè è meglio ed opportuna un&#8217;iniziativa ed una presenza forte dello Stato).</p>
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