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La sindrome del Mussolini perduto

benito-mussolini-diaridi Federico MugnaiA quasi 65 anni dalla morte di Benito Mussolini, continua ad essere vivo in larghi settori della società, l’interesse, manifestato in qualsiasi maniera per il dittatore italiano. E’ bene non fraintendere questo interessamento con una più o meno vicinanza all’ideologia fascista degli italiani, che esclusa una piccola e trascurabile minoranza, non riguarda oggi la nostra società (come alcuni allarmisti fanno intendere), ma credo vada ricercato nella voglia di molte persone di scoprire e tentare di comprendere ”l’uomo Mussolini”, andando al di là dei vari filmati Luce che lo inquadrano mentre arringa la folla dal celebre balcone di Palazzo Venezia o dei vari giudizi storici sommari che non tengono conto dei tanti aspetti su cui lo stesso Duce costruì sia il suo successo, la sua fama e il sincero consenso nei suoi confronti da parte del popolo sia la sua catastrofica e tragica fine politica ed umana . E tutto ciò perchè Mussolini rappresenta forse il personaggio più controverso e per certi versi drammatico che la storia italiana conosca, perchè verso di esso confluiscono vari e forti stati d’animo e passioni tra loro contrastanti: l’ammirazione mista a rabbia, l’amore e l’odio, l’attrazione per il rivoluzionario, per l’uomo coraggioso e  la condanna morale verso il despota; suggestioni che, nonostante il passare del tempo, pare si siano sedimentate e consolidate nel popolo italiano, tanto che il mito di Mussolini rimane intatto e semmai accresce, poichè è complessa e su certi aspetti cela un pò di mistero  la sua figura, da alimentare ancora oggi nuove discussioni in ogni sede.  Va detto che la ”sindrome del Mussolini perduto” è anche conseguenza della cecità degli storici italiani (ad eccezione di De Felice e pochi altri) che continuano a girare attorno al caso Mussolini, senza volerlo affrontare per risolverlo definitivamente. Non riuscire a storicizzare un personaggio  come Mussolini, lascia esposto il campo alle scorribande di giornalisti, appassionati, collezionisti, antiquari, etc.. Ed è inutile fingere un dato di fatto incontrovertibile: come ebbe a dire Enzo Biagi “Mussolini fu un gigante della storia” ed è dannoso oltreché puerile  per la nostra società tentare di ridimensionare o semplicemente condannare aprioristicamente ed in modo strettamente ideologico un uomo che meriterebbe un’ analisi accurata ed approfondita, anche perchè la sua vicenda umana si intreccia con il fascismo, cioè con uno dei periodi della nostra storia con cui ancora facciamo fatica a fare i conti seriamente. E se non si comprende dapprima Mussolini è difficile se non impossibile capire cosa fu il fascismo, da dove nacque e cosa rappresentò per la società italiana dell’epoca.  In questo contesto i diari di Mussolini di cui è in possesso il Senatore Dell’Utri, credo facciano parte più della leggenda, del mito del Duce che della sua storia. E con ciò non voglio assolutamente entrare nel dibattito sull’autenticità o meno dei diari o affermare che questi non esistano; anzi a tal proposito nel famoso libro-intervista di Emil Ludwig del 1932 con il Duce, “Colloqui con Mussolini”, c’è la prova che il dittatore italiano scrivesse appunti.  Scrive infatti Ludwig:”Dal cassetto del tavolo trasse (Mussolini Nda) un diario legato in pelle rossa, mi mostrò i suoi appunti scritti ogni giorno, ciascuno di mezza o una pagina….”. Penso solamente che i diari possano rivelare un Mussolini intimo e privato, tanto era solo e refrattario al mondo esterno (per sua scelta) e che quindi possa avere riversato nei diari pensieri, giudizi, frustrazioni estemporanee che tormentavano il suo animo, ma non possano assolutamente essere utili in sede storica per fare ulteriore luce su alcune importanti e decisive decisioni politiche prese dal Duce.  Come ha detto De Felice in ”Rosso e Nero”: “ questo inseguirsi di rivelazioni sulla morte e sui diari mi fanno l’effetto di una musica sempre uguale, anche se suonata con strumenti diversi. E sempre peggio. Molto più interessante sarebbe recuperare certi fascicoli che Mussolini portava con sé a Dongo, che sono arrivati a Roma; portati alla presidenza del consiglio da un inviato del Clnai (esiste la ricevuta della loro consegna) e poi…scomparsi, forse “restituiti” agli inglesi, ma voglio sperare, fotocopiati.” E’ questo il Mussolini perduto che andrebbe “riscoperto” e “rivelato”; i diari su cui gli storici, i giornalisti e gli intellettuali dibattono a volte con viva  preoccupazione e paura sono un’attrattiva per il popolo, ma non rivestono certamente una valenza storica fondamentale per comprendere al meglio il nostro passato.

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  1. Angelo Paratico scrive:

    Ottimo articolo.

    Fra due settimane uscirà il libro dello storico Francese Pierre Milza presso Longanesi, il titolo è Gli ultimi giorni di Mussolini in cui avvalora la pista inglese, che però è stata battuta prima da Luciano Garibaldi e da De Felice.
    Per quanto riguarda le lettere perdute permettetemi di segnalare un mio romanzo storico, con una introduzione per nulla romanzata e solo storica, uscito l’anno passatp presso Mursia. Il titolo è BEN.

    Saluti
    A. Paratico

  2. E. Hauri scrive:

    Complimenti, ogni tanto si trova un articolo equilibrato sulla figura storica di Mussolini.
    Senza rancore ne nostalgia verso un tale personaggio storico, che personalmente definirei un “tragico commediante”, da oltre 50 anni storici e pseudo storici si sforzano in voli pindarici sull’interpretazione del contenuto dei suoi diari, al fine di dimostrare che essi sono veri oppure falsi. Si dice: non scrive di altri uomini politici del tempo, sbaglia alcune date, fa errori di sintassi e grammatica, non esprime opinioni su questi o quello, é prolisso, parla solo del tempo e della natura, etc etc. Per quanto avesse dovuto essere ufficiale per la politica ed il regime egli aveva il carteggio segreto ed il carteggio privato, e per tali incarti certamente scriveva l’uomo pubblico, il Duce. Ma perché non pensare anche che l’uomo era estremamente solo, non aveva amici, non poteva fidarsi di alcuno, che stava cavalcando la tigre e non sapeva come fare a scenderne. Ed allora scriveva sul suo diario personalissimo, sul suo “giornale” i suoi pensieri intimi, le sue frustrazioni, per scaricarsi. Potrebbe sembrare una definizione sciocca, ma se egli fosse stato nella condizione psicologica quasi regressiva di dirsi “caro diario ti scrivo”? Sarebbe forse interessante che il Sen. Dell’Utri sottoponesse all’esame di uno psichiatra geriatrico i diari che detiene, siano essi veri o falsi.

  3. Frabetti scrive:

    Articolo molto lucido e puntuale specie nella chiusa dove si accenna alla vera questione aperta dei ‘dossier’ perduti di Mussolini a Dongo (tra cui quello sul ‘delitto matteotti’ che fece disperare De Felice finchè fu in vita).
    In ogni modo, io credo che il fascino perdurante della personalità di Mussolini riesiede in quanto disse Prezzolini ne ‘la voce’ del 25 dicembre 1913: “Chi è Mussolini? Un uomo!”. In questa formula era indubbiamente racchiusa una grande intuizione, l’intuizione di Mussolini come uomo ‘cesareo’, come ’singolo’alla Max Stirner, come uomo con una personalità e una vocazione molto forte … per fare la storia e lasciare un segno.
    In un momento di sbandamento come quello della crisi del dopoguerra, uno come lui poteva apparire un punto fermo nella nebulosa e nell’incertezza.
    Questo lato della personalità di Mussolini affascina ancora.
    E’, però, certamente forzato pretendere ridurre il fascismo alla sola “singolarità” di Mussolini; e questo indubbiamente toglie valore alla controversia dei diari; il fascismo, infatti, fu movimento molto più complesso ed articolato: ad esempio, l’affermazione del regime a ‘partito unico’ fu frutto di una dialettica sociale e politica molto complessa (tra ‘fascismo- regime’ e ‘fascismo-movimento’, tra l’ anima nazionalista-fiancheggiatrice e l’anima sindalista-rivoluzionaria) in larga parte imprevista e non da addebitarsi alle intenzioni di Mussolini.

  4. Antonino Armao scrive:

    Grande articolo Federico. Sarebbe stato un bell’intervento al convegno sui diari di Mussolini.

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