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Mai più le foibe: Giornata del Ricordo 2010

foibedi Giorgio Frabetti- In questa Giornata del Ricordo 2010, è doveroso fare memoria come delle “foibe italiane”, così di quelle che potremmo chiamare “foibe perenni”, ovvero di tutti i momenti della storia passata e presente (non solo italiana), in cui conflitti a sfondo etnico sono stati risolti con stragi ed eccidi, specie di civili indifesi. Innanzitutto, le “foibe italiane”: una stagione unica nel suo orrore, che tante cicatrici ha lasciato nelle popolazioni istriane e della ex- Venezia Giulia, che hanno dovuto subire la morte dei loro cari per opera dei titini, la confisca dei loro beni e delle loro sostanze e l’emigrazione in Italia (per i più fortunati). A completamento, poi, di questa già tormentata via crucis, sulle “foibe” è, da ultimo, colpevolmente calata un’umiliante damnatio memoriae: per colpa dei comunisti, infatti, in Italia dell’Istria e delle razzie dei titini era vietato parlare (come per decenni, in Germania fu vietato parlare dei campi di sterminio). Sull’argomento, Aldo Bricco, partigiano bianco, deceduto nel 2005, superstite dal tremendo eccidio della Brigata Osoppo a Porzus ha lasciato una testimonianza agghiacciante: “tutti i rossi misero mano alle armi e fecero fuoco. Era un inferno, una strage, e noi non potevamo neanche reagire…”. Per quanto riguarda le responsabilità e le omertà che in alto loco hanno favorito l’impunità degli assassini italiani, molto è stato scritto. Tra i responsabili, alcuni hanno usufruito dell’amnistia di Togliatti  subito dopo la guerra, altri si sono rifugiati in Iugoslavia protetti dal governo di Belgrado, altri sono stati condannati all’ergastolo o a 30 anni di galera, ma sono stati aiutati dal partito comunista italiano a fuggire in Cecoslovacchia o in Unione sovietica e hanno poi ottenuto la grazia per l’amnistia di Pertini nel 1978; altri, addirittura, hanno ricevuto medaglie al valor militare e altri continuano a percepire pensioni dallo Stato Italiano. Sullo sfondo delle “foibe” italiane, quindi, agiscono gli arcana imperii della politica: le “foibe”, in particolare, sono la risultante di un mix sinistro e spaventoso di caos geopolitico (peculiare la situazione della Venezia Giulia, una specie di “zona pre-balcanica” Italiana) e di manipolazione ideologica (comunista), finalizzata a creare il caos e il terrore in vista della “soluzione rivoluzionaria finale”. Da un lato, il contesto geopolitico: rimarchevole, sul punto, la descrizione della Venezia Giulia degli anni delle “foibe” (dopo l’08 settembre 1943) del Gen. Marizza su L’Occidentale del 10/02/2009: “I tedeschi, reagendo alla defezione italiana, avevano costituito due regioni “speciali” al confine fra il Reich e la Repubblica sociale. Una, il “Territorio prealpino”, comprendeva le attuali province di Bolzano, Trento e Belluno, mentre l’altra era denominata “Litorale adriatico” e comprendeva le attuali province di Udine, Pordenone, Gorizia, Trieste, Lubiana, Fiume e Pola, compreso il golfo del Quarnaro con le isole di Cherso, Veglia e Lussino. Il “Litorale adriatico” era una zona di incontro fra varie etnie (italiani, friulani, tedeschi, sloveni, croati e addirittura 22.000 cosacchi antibolscevichi alleati dei tedeschi e trapiantati in Carnia), ma era anche una zona di scontro fra tendenze politiche diverse, addirittura opposte”. Se a questo “crogiuolo etnico” di pretto sapore balcanico, che già di per sé propizia la guerriglia più cruenta e violenta, aggiungiamo poi le “doppia morale” del PCI togliattiano che, mentre proclamava la “svolta di Salerno”, l’unità nazionale e il (provvisorio) compromesso con la Monarchia (pure responsabile del fascismo), nella realtà   speculava scientemente (su impulso di Mosca) sul caos geopolitico della Venezia Giulia, per dimostrare al mondo intero la forza della pressione dell’impero staliniano sull’Europa e sull’Occidente, il quadro si completa sinistramente: Togliatti, cioè, non escludeva la possibilità che l’iniziativa titina si sarebbe potuta collegare con iniziative insurrezionali nel Nord Italia, complicando oltremodo il quadro territoriale e ostac0lando i progetti degli Alleati (ormai suggellati a yalta) di assegnare Italia al blocco occidentale, anzichè al blocco sovietico (ricordiamo, però, che la presenza di “partigiani comunisti” rese incerta fino alla fine l’assegnazione dei balcani all’Occidente: pensiamo all’esempio greco!). In questo contesto, quindi, il già penoso quadro di guerra civile assunto dalla Resistenza in Italia, nella Venezia Giulia si tinge di livelli insuperati di brutalità ed efferatezza. In particolare, nell’azione dei comunisti titini gioca non solo il senso di appartenenza all’ideologia marxista, alla battaglia antifascista, alla vicinanza ideale con l’internazionalismo bolscevico, ma  anche un fattore propriamente patriottico, nazionalista e specificamente anti-italiano: molto forte, in particolare, è la voglia dei titini di vendicarsi degli italiani per la gestione ambigua dell’occupazione della Croazia, specie da parte del Gen. Roatta, il quale usò spesso gli ustascia (terroristi croati “fascisti” e nemici giurati dei “titini”) in funzione anticomunista, speculando sulle rivalità acerbissime tra le fazioni: le “foibe”, quindi, furono la prova massima e spaventosa di questo spirito di rappresaglia. Ci rendiamo certamente conto che ricondurre alla logica politica e militare atti efferati come quello delle “foibe” è quasi impossibile: atti del genere, più che di politica, sembrano espressione di malvagità inaudita, comprensibili forse solo facendo appello all’insondabile “mistero di iniquità” che aleggia negli abissi del cuore umano; è, però, altrettanto certo che, per contrastare tali scempi, oltre alla condanna e alla persecuzione giudiziaria, occorre una vigilanza critica e politica assidua per (tentare di) agire sulle possibili cause. E’, al riguardo,  necessario partire dall’esperienza delle “foibe” come un exemplum, allo scopo di far maturare (specie nelle giovani generazioni) una nuova e più avvertita consapevolezza etico-politica (italiana, europea e mondiale) delle degenerazioni degli odi etnici e ideologici: affinché le “foibe” non ritornino mai più, in nessun luogo della terra, in nessuna altra epoca storica. Al riguardo, la storia delle “foibe” costituisce il paradigma più nitido e trasparente di quel mix di “guerra partigiana” e “odio ideologico” individuato da Carl Schmitt come la versione più attuale ed inquietante della “lotta partigiana” contemporanea, la quale specie grazie all’aiuto dell’ideologia marxista (Lenin e Mao, ma anche Tito), ha saputo portare al massimo grado le potenzialità della guerra civile come “guerra totale”, senza regole e senza vincoli spaziali, dal raggio distruttivo di azione potenzialmente illimitato (vedi il libro la teoria del partigiano, Adelphi, 2005): è comunque molto inquietante che, finito il Comunismo, che, sulla carta avrebbe dovuto costituire la prima fonte del caos mondiale, i focolai di tensione, di terrorismo, di odio etnico etc. si siano ulteriormente diffusi, assumendo fattezze endemiche e incredibilmente brutali  (pensiamo alla lotta nella Ex-Jugoslavia, all’efferatezza della guerra di Cecenia, al conflitto Irak-Curdi etc.). Questa moltiplicazione del caos etnico-terroristico attesta senza possibilità di equivoco che non dobbiamo farci illusioni sulla freddezza della tecnica politica: infatti, molto più della tecnica politica (clausewitziana, della “sicurezza geopolitica” degli Stati e zone di influenza) può il calore delle idee e della appartenenze identitarie e nazionalistiche (la storia della Jugoslavia lo dimostra, data la forte recrudescenza dei conflitti etnici negli anni 90). Come segnale di netta (ma promettente) controtendenza, però, deve essere ricordato che proprio dal popolo che più ha sofferto gli orrori della II Guerra Mondiale, prima da parte dei Nazisti, poi da parte dei Comunisti, ovvero dalla Polonia, sia partita (grazie alla riflessione del movimento di Solidarnosh) la più acuta e consapevole sensibilità per un’Europa unita: dove per Europa unita non si intende solo l’attuale ibrido congegno dell’unità monetaria ed economica (pure importante ed utile per riscattare la volontà di lavoro e di rivincita di molti popoli slavi già sotto il gioco comunista), quanto un’ Unità nel comune patrimonio della Civiltà Cristiana e dei veri diritti umani (vedi intervista a Geremek, storico esponente di Solidarnosh in I due angoli della tavola Rotonda, in Limes 05/2009- A Est di Berlino). Crediamo sia questa la strada maestra affinché nell’avvenire dell’Italia e dell’Europa (e del mondo) di “foibe” non si possa parlare mai più.

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  1. FOIBE scrive:

    Luigi Papo de Montona

    L’ISTRIA E LE SUE FOIBE

    Storia e tragedia senza la parola fine Volume I

    Dalla Prefazione di Silvio Delbello, Presidente dell’Unione degli Istriani: “Nonostante tanti anni trascorsi e tanti cambiamenti intervenuti, non ci è stato ancora possibile onorare degnamente i nostri Martiri, come avremmo desiderato e come sarebbe stato nostro sacrosanto diritto.
    A tale esigenza risponde questo volume di Luigi Papo, e non poteva essere altrimenti, considerando il fatto che l’autore, oltre ad aver vissuto le vicende, da sempre le studia ed ha già pubblicato numerosi volumi sul tema.
    Le vicende di Pisino, di Vines, di Gallignana, di Cregli, di Carnizza, sono la testimonianza del martirio che agli istriani è stato inflitto dagli occupatori, e Luigi Papo le racconta con serena passione, con ricchezza di dettagli e di informazioni, con linguaggio rispettoso delle vittime.” L’autore
    Collana Historia
    pagg. 268 – aprile 1999
    Euro 18,00
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    Luigi Papo de Montona

    L’ISTRIA TRADITA

    Storia e tragedia senza la parola fine Volume II

    Dalla Prefazione di Silvio Delbello, Presidente dell’Unione degli Istriani: “Questo volume è la continuazione di quello precedente. Alla conclusione degli eventi bellici, gli Istriani hanno subito le conseguenze più dolorose della guerra stessa: persecuzioni, deportazione e morte, fuga dalla casa natìa, campi di raccolta e infine l’emigrazione in terre lontane e sconosciute. Sopprimere ed eliminare gli Italiani in quanto tali, era l’imperativo principale degli Slavi, prima ancora della lotta di liberazione vera e propria.
    Gli istriani vissero la dolorosa pagina dell’esodo tra l’indifferenza dell’opinione pubblica italiana e questa circostanza, come pure la tematica delle foibe, restano argomenti scottanti da affrontare.
    Questo libro di Luigi Papo approfondisce la narraazione dei terribili misfatti vissuti dalla gente istriana in balia del dominio slavo-comunista. I lunghi elenchi dei caduti, deportati, dispersi, massacrati in maniera atroce, infoibati, passati per le armi, sono la prova della ferocia slava contro gli Italiani.”

    Collana Historia
    pagg. 301 – novembre 1999
    Euro 18,00

  2. NON DIMENTICHIAMOLI scrive:

    LE IDEE NON SI STROZZANO, ED ANZI DAL PATIBOLO RISORGONO, TERRIBILMENTE FECONDE” (Vedetta d’Italia” 1950)

    LA VERITA’ PUO’ IMPIEGARE TANTO TEMPO A RIVELARSI MA ALLA FINE ARRIVA, SEMPRE.

    Saranno eroi tedeschi, francesi, russi, inglesi, di tutti i paesi. O gialla o rossa o nera, ognuno avrà difeso una bandiera; qualunque sia la patria, o brutta o bella, sarà morto per quella.

  3. Foibe nell'oblio scrive:

    FOIBE = OBLIO Dice:
    Aprile 19th, 2010 alle 20:19
    Sabato, 13 febbraio 2010.

    FOIBE 2010 – NELL’OBLIO
    I morti nelle foibe? Vittime di serie B di Giordano Bruno Guerri Dietro la formalità dell’omaggio, le vittime delle foibe restano di serie B. La memoria si preserva con le cerimonie. Deve intervenire la scuola: vanno rivisti i libri di testo Già nei giorni scorsi c’era da riflettere su un’indagine statistica appena realizzata da FerrariNasi&Associati. Ne risulta che se, nel 2008, il 41 per cento degli italiani aveva una discreto grado di conoscenza della tragedia delle foibe, nel 2010 la percentuale è scesa al 38 per cento. Significa che, concluso l’exploit di un programma televisivo, la tragedia istriana sta già scomparendo dal ricordo del popolo italiano, giornate o non giornate. E si tratta di almeno 10.000 italiani scagliati in profonde fosse carsiche, nella più grave e violenta pulizia etnico-politica che il nostro popolo abbia subito nel Novecento. Fra i grandi quotidiani, ieri, soltanto il Giornale ha dedicato due pagine alla Giornata del Ricordo. Per limitarsi a citare i due maggiori, Corriere della Sera e Repubblica, si sono contenuti in colonnine striminzite. Poche (e poco pubblicizzate) le iniziative regionali, e anche alcune scuole non hanno brillato. Si segnala in Lazio una meritevole iniziativa del sindaco di Roma Gianni Alemanno e del suo assessore alla Pubblica istruzione Laura Marsilio, che hanno mandato nelle zone della tragedia, insieme agli insegnanti, quattrocento studenti (altri sono stati inviati a Auschwitz, Berlino, Hiroshima): muniti di tutta la documentazione e le informazioni necessarie per capire, compreso un discorso del sindaco e dell’assessore, di storici e di educatori. Anche le televisioni hanno brillato per servizi formali, riferiti – più che all’evento in sé – alle cerimonie cui hanno partecipato il presidente della Camera Gianfranco Fini e quello della Repubblica Giorgio Napolitano. Anch’io sono stato convocato, in un tg mattutino, per spiegare cosa sono state le foibe, quasi si trattasse di un oscuro episodio risalente al medioevo. Fra i libri appena pubblicati posso ricordare soltanto, per importanza, Foibe (S)conosciute, di Maria Antonietta Marocchi (I Libri del Borghese). Eppure proprio Napolitano dichiarò, nel 2007: «Va ricordato l’imperdonabile orrore contro l’umanità costituito dalle foibe (…) e va ricordata (…) la “congiura del silenzio, la fase meno drammatica ma ancora più amara e demoralizzante dell’oblio”. Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell’aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell’averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali». Sia reso merito all’ex comunista Giorgio Napolitano, per queste parole che ammettono una responsabilità di silenzio cui non fu estraneo. E sia reso merito anche alla Commissione Difesa della Camera che ieri ha approvato una legge per attribuire la medaglia d’oro «ai liberi comuni in esilio di Fiume, Zara e Pola». Tuttavia non è con le cerimonie e i discorsi di rito che il ricordo delle foibe, e di quanto significarono, rimarrà nelle menti degli italiani. Bisognerà spiegarle in tutta la loro strategica ferocia, non come un episodio crudelissimo in una guerra crudele. Le foibe furono, oltre che una strage disumana, un modo efferato per «convincere» oltre trecentomila italiani presenti in Istria e in Dalmazia a abbandonare case, terre, affetti e tutta la storia della loro vita, per «sfollare»: togliersi di torno per sempre da uno Stato pur composto da molte etnie, come quello jugoslavo. Il problema degli sfollati è pochissimo affrontato, se non in un libro – molto bello, molto commovente – di Luciano Ghelfi, Sfollati. Una storia italiana (Tre Lune, 260 pagine, 16 euro), che però non parla neanche di sfollati istriani e dalmati, bensì di una normale famiglia in fuga dal fronte. Figurarsi la tragedia di chi sfuggiva alle foibe. Una tragedia che verrà presto dimenticata – perché si vuole che venga dimenticata – se non provvederà la scuola a inserirla ampiamente nei libri di testo. Non per un inutile revanscismo, o per dimostrare – non ce n’è bisogno – che i cattivi si trovavano in tutte le parti in lotta. Ma perché il ricordo serva davvero a coltivare la volontà di non ripetere un odio senza fine e senza fondo. http://www.giordanobrunoguerri.it

  4. Esuli scrive:

    Invocazione per le Vittime delle Foibe

    O Dio, Signore della vita e della morte, della luce e delle tenebre,
    dalla profondità di questa terra e di questo nostro dolore noi gridiamo a Te.
    Ascolta , o Signore, la nostra voce.
    Noi siamo venuti qui per innalzare le nostre povere preghiere
    e deporre i nostri fiori, ma anche apprendere l’insegnamento
    che sale dal sacrificio di questi Morti.
    E ci rivolgiamo a Te,
    perché Tu hai raccolto l’ultimo loro grido,
    l’ultimo loro respiro.
    Questo calvario, col vertice sprofondato nelle viscere della terra,
    costituisce una grande cattedra,
    che indica nella giustizia e nell’amore le vie della pace.
    Ebbene, Signore, Principe della Pace,
    concedi a noi la Tua pace. Dona conforto alle spose,
    alle madri, alle sorelle, ai figli di coloro che si trovano in tutte le foibe
    di questa nostra triste terra, e a tutti noi che siamo vivi
    e sentiamo pesare ogni giorno sul cuore la pena
    per questi Morti, profonda come le voragini che li accolgono.
    Tu sei il Vivente, i Signore, e in Te essi vivono.
    Che se ancora la loro purificazione non è perfetta,
    noi Ti offriamo, o Dio Santo e Giusto, la nostra preghiera,
    la nostra angoscia, i nostri sacrifici,
    perché giungano presto a gioire della splendore del Tuo volto.
    E a noi dona rassegnazione e fortezza, saggezza e bontà. Tu ci hai detto:
    “Beati i misericordiosi perché saranno chiamati figli di Dio,
    beati coloro che piangono perché saranno consolati”,
    ma anche beati quelli che hanno fame e sete di giustizia
    perché saranno saziati in Te, o Signore,
    perché è sempre apparente e transeunte il trionfo dell’iniquità.

    Mons. Antonio Santin , Vescovo di Trieste , 1959

    Monsignor Santin visse con animo indomito e mai rassegnato il periodo della occupazione titina di Trieste, subendo a Capodistria nel giugno del ‘47 una intimidatoria aggressione comunista, avente lo scopo di frenare la sua opera in favore dei suoi tormentati fratelli istriani. Aggressione che lo lasciò pesto e sanguinante ma non per questo meno combattivo nello svolgere il suo compito pastorale.

  5. Nipoti di Caduti scrive:

    ESODO DA POLA
    MARTIRI DIMENTICATI
    STRAGE DI VERGAROLLA – 18 AGOSTO 1946

    La pulizia etnica voluta da Tito a danno degli italiani, ed ammessa senza mezzi termini dai suoi massimi luogotenenti quali Gilas e Kardelj, ebbe il momento di punta negli eccidi delle foibe, proseguiti a lungo, anche dopo la guerra, in spregio al diritto positivo, e prima ancora, a quello naturale.

    Un episodio di particolare e tragica efferatezza, che conviene proporre al ricordo di tutti, fu la strage di Vergarolla, compiuta nei pressi di Pola il 18 agosto 1946, sedici mesi dopo la fine del conflitto: in una giornata di festa, elementi dell’OZNA, la polizia politica jugoslava, fecero brillare 28 mine di profondità (contenenti esplosivo per circa dieci tonnellate) che erano state depositate sulla spiaggia, provocando un centinaio di Vittime.

    Fu un atto intimidatorio per costringere la popolazione italiana ad abbandonare Pola, con un esodo in massa che coinvolse il 92 per cento degli abitanti. Ufficialmente, la paternità della strage rimase ignota per molti anni, anche se tutti sapevano quale ne fosse la matrice, ma in tempi recenti l’apertura degli archivi inglesi di Kew Gardens (Foreign Office) ha permesso di mettere in chiaro la verità, con i nomi degli esecutori materiali.

    Vergarolla fu un atto proditorio e vile, compiuto a danno di una popolazione inerme, richiamata anche da una manifestazione sportiva, e costituita in buona misura da bambini, donne ed alcune persone anziane: le 64 Vittime identificate avevano un’età media di 26 anni. Per molti altri, fu impossibile ricomporre i poveri resti, letteralmente disintegrati dall’esplosione.

    Ecco i Nomi delle Vittime conosciute (per ciascuna, con indicazione dell’età).

    BALDUCCI Leon Bruno 25
    BERDINI Amalia 34
    BERDINI Emilio 36
    BERDINI Luciana 5
    BERDINI Ornella 32
    BRANDIS Alberto 3
    BRANDIS Ferruccio 34
    BRANDIS Ida 31
    BRESSAN Gigliana 23
    BRESSAN Salvatore 27
    BRONZIN Francesca 41
    CHERPAN Paolo 24
    DEBONI (Lussi) Maria 37
    DINELLI (HEGEDICH) (Mamma) Amalia 36
    DINELLI (Nonna) Giovanna 60
    DINELLI (Papa’) Olao 37
    DINELLI (Sorella) Norina 6
    DINELLI (Zio e fratello di Olao) Otello 24
    GIURINA Nadia 11
    LUCHEZ Rosina 19
    MARAN Valeria 50
    MARCHI Silvana 5
    MARCHI (Deboni) Caterina 31
    MARESI Franco 8
    MARESI Graziella 5
    MARESI (Gilve) Jolanda 28
    MARESI Milena 3
    MARINI Liliana 23
    MARTIN Argia 42
    MARTIN Nicolò 20
    MICHELETTI Alberto 37
    MICHELETTI Carlo 9
    MICHELETTI Enzo 4
    MICHELETTI (Maresi) Caterina 37
    MINGARONI Palmira 50
    MINGARONI Riccardo 49
    MUGGIA Vitaliano 14
    NICCOLI Marialuisa 12
    NOVAK (in Toniolo) Maria 48
    QUARANTOTTO Anita 37
    RICATO Aurelio 10
    ROCCO Camilla 30
    ROCCO Gianna 5
    ROCCO Licia 8
    ROCCO Mario 36
    ROICI Ginanfranco 12
    ROICI Lucio 15
    RUPILLO (Crosilla) Adelina 24
    SABATTI Francesco
    SACCON Fulvio 3
    SACCON Riccardo 50
    SACCON Trifone 42
    SACCON (Contus in Saccon) Emma 50
    SACCON (Faraguna in Saccon) Stefania 31
    SPONZA Alberto 55
    SUCCI Carlo 6
    TONIOLO Francesco 45
    VICCHI Vilma 23
    VIDOVICH (ved. Mingaroni) Giovanna 72
    VIVODA Sergio 8
    VOLCHIERI Alfredo 28
    VOLCHIERI Jolanda 34
    ZAVERSNICH Francesco 30
    ZELESCO Edmondo 6

    Dalla strage di Vergarolla, come dal genocidio programmato a danno degli italiani di Venezia Giulia e Dalmazia, sono passati oltre 60 anni: tanti, ma non troppi per coloro che piangono i propri Caduti, e per i pochi superstiti che ricordano con raccapriccio quella tragedia agghiacciante, e la perversità delle sue motivazioni.

    Qui, si vuole soltanto rammentare il clima di terrore che si diffuse a Pola, e l’indignazione del Consiglio comunale che inoltrò un’immediata e vibrante protesta al Comando Supremo Alleato del Mediterraneo ed a quelli locali, senza alcun apprezzabile seguito: la Corte d’inchiesta non pervenne, o non volle pervenire, a risultati probanti. Anzi, a breve distanza da Vergarolla giunse notizia che anche Pola, diversamente da quanto era stato ipotizzato, sarebbe stata ceduta alla Jugoslavia.

    Di qui, l’esodo compiuto entro i primi mesi del 1947 da parte di un popolo che aveva una grande colpa, quella di essere italiano; ma che nonostante il dolore seppe affermare con grande dignità e coraggio i valori etici di civiltà e giustizia, e quello di un esemplare amore patrio.

  6. Esuli scrive:

    ABBIATEGRASSO (Milano) Parco Martiri delle Foibe
    ACQUAVIVA DELLE FONTI (Bari) Piazza Martiri dlele Foibe
    ACQUI TERME (Alessandria) Piazza Martiri delle Foibe
    ALBIGNASEGO (Padova) Viale Martiri delle Foibe
    ALESSANDRIA Via Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati
    ALESSANDRIA Via Vittime delle Foibe
    ALGHERO fraz. Fertilia (Sassari) Via Martiri delle Foibe
    ALLERONA scalo (Terni) Largo Martiri delle Foibe
    ALTAMURA (Bari) Via Caduti delle Foibe
    ALTAVILLA VICENTINA fraz. Tavernelle (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    ANCONA Scalinata Italiani di Istria Fiume e Dalmazia
    ANTRODOCO (Rieti) Giardino Martiri delle Foibe
    AREZZO Largo Martiri delle Foibe
    ARONA (Novara) Largo Martiri delle Foibe
    ASSISI – S.Maria degli Angeli (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    AVEZZANO (L’Aquila) Via Martiri dlele Foibe
    BADIA POLESINE (Rovigo) Via Martiri delle Foibe
    BARANZATE (Milano) Giardino Martiri delle Foibe
    BARI Via Martiri delle Foibe
    BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    BAUCINA (Palermo) Via Martiri delle Foibe
    BELLUNO Piazzale Vittime delle Foibe
    BENEVENTO Piazzale Martiri delle Foibe
    BETTONA (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    BIASSONO (Monza-Brianza) Via Martiri delle Foibe
    BOLOGNA Giardino Martiri d’Istria, Venezia Giulia e Dalmazia,
    BOLOGNA Rotonda Martiri delle Foibe
    BORGO SAN DALMAZZO (Cuneo) Piazzale Vittime delle Foibe
    BRA (Cuneo) Piazza Martiri delle Foibe
    BRESCIA Via Martiri delle Foibe
    BRESCIA Via Vittime d’Istria, Fiume e Dalmazia
    BRINDISI Via Martiri delle Foibe
    BRONI (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    BRUGHERIO (Monza-Brianza) Parco Martiri delle Foibe
    BUDRIO (Bologna) Via Vittime delle Foibe
    BUSSOLENGO (Verona) Viale Martiri delle Foibe
    CAGLIARI Parco dei Martiri delle Foibe
    CALCINAIA fraz. Fornacette (Pisa) Via Vittime delle Foibe
    CALCINATO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    CALOLZIOCORTE (Lecco) Parco Martiri delle Foibe
    CAMAIORE (Lucca) Via Martiri delle Foibe
    CAMOGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe
    CARAPELLE (Foggia) Via Martiri delle Foibe
    CARDITO (Napoli) Via Martiri delle Foibe
    CASALE MONFERRATO (Alessandria) Via Vittime delle Foibe
    CASERTA Via Martiri delle Foibe
    CASSANO DELLE MURGE (Bari) Parco Martiri delle Foibe
    CASTEL MAGGIORE (Bologna) Rotonda Martiri delle Foibe
    CASTELFRANCO EMILIA (Modena) Via Martiri delle Foibe
    CASTELLABATE fraz. Lago di Castellabate (Salerno) Via Martiri delle Foibe
    CASTELLABATE fraz.. San Marco (Salerno) Via Norma Cossetto
    CASTELLABATE fraz.. San Marco (Salerno) Via Giovanni Romito – Vittima delle Foibe (attesa autorizzazione Prefettizia)
    CASTELLAMONTE (Torino) Via Martiri delle Foibe
    CASTELNUOVO DEL GARDA (Verona) Via Martiri delle Foibe
    CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (Mantova) Via Martiri delle Foibe
    CEGLIE MESSAPICA (Brindisi) Via Martiri delle Foibe
    CERVETERI (Roma) Via Martiri delle Foibe
    CERVIA (Ravenna) Parco Martiri delle Foibe
    CHIARI (Brescia) Piazzetta Martiri delle Foibe
    CHIUPPANO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    CHIVASSO (Torino) Via Martiri d’Istria e Dalmazia
    CITTA’ DI CASTELLO (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    CIVITANOVA MARCHE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    CIVITAVECCHIA (Roma) Parco Martiri delle Foibe – Parco Uliveto
    COGGIOLA (Biella) Largo vittime delle Foibe
    COLLEGNO (Torino) Giardino: Esuli Italiani d’Istria
    COMO Piazza Martiri Foibe Istriane
    COMO Rondello Don Angelo Tarticchio
    COMO fraz. Albate Giardini Martiri italiani delle Foibe istriane
    CONEGLIANO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
    COPERTINO (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    CORNAREDO (Milano) Via Vittime delle Foibe
    CORTEMAGGIORE (Piacenza) Via Martiri delle Foibe
    COSTA VOLPINO (Bergamo) Parco Martiri delle Foibe
    CREAZZO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    CRESCENTINO (Vercelli) Via Martiri delle Foibe
    DANTA DI CADORE (Belluno) Via Vittime delle Foibe
    DESENZANO DEL GARDA (Brescia) Via Martiri Italiani delle Foibe
    DOMODOSSOLA (Verbano-Cusio-Ossola) Piazzale Vittime delle Foibe Istriane
    DUE CARRARE (Padova) Piazza Norma Cossetto
    DUE CARRARE (Padova) Piazza Vittime delle Foibe
    FABRIANO (Ancona) Via dei Martiri delle Foibe Istriane
    FERMO Via Vittime delle Foibe
    FERRARA Via Martiri delle Foibe
    FIRENZE Largo Martiri delle Foibe
    FOGGIA Piazza dei Martiri Triestini
    FOLIGNO (Perugia) Piazzale Martiri delle Foibe
    FONDI (Latina) Piazza Martiri delle Foibe
    FONTANIVA (Padova) Via Martiri delle Foibe
    FORLI’ (Forlì-Cesena) Via Martiri delle Foibe
    FORTE DEI MARMI (Lucca) Piazza Martiri delle Foibe
    FOSSO’ (Venezia) Via Martiri Giuliani e Dalmati
    FRANCAVILLA AL MARE (Chieti) Via Martiri delle Foibe
    FROSINONE Piazza Martiri delle Foibe
    GALATINA (Lecce) Piazza Vittime delle Foibe
    GATTINARA (Vercelli) Piazza Martiri delle Foibe
    GAVIRATE (Varese) Piazza Martiri delle Foibe
    GAVORRANO (Grosseto) Via Martiri d’Istria
    GENOVA Passo Vittime delle Foibe
    GORIZIA Largo Martiri delle Foibe
    GORIZIA Via Norma Cossetto
    GOZZANO (Novara) Via Vittime delle Foibe
    GRADO (Gorizia) Piazza Martiri delle Foibe (pass. a mare)
    GROSSETO Piazza Martiri delle Foibe Istriane
    GRUGLIASCO (Torino) Giardino Vittime delle Foibe
    GRUMOLO DELLE ABBADESSE (Vicenza) Piazza Norma Cossetto
    GUIDONIA MONTECELIO – Villalba (Roma) Piazza Martiri delle Foibe
    IMPERIA Giardini Martiri delle Foibe
    JESI (Ancona) Piazza Martiri delle Foibe
    JESI (Ancona) Via Martiri delle Foibe
    JESOLO (Venezia) Viale Martiri delle Foibe
    LANCIANO (Chieti) Piazza Martiri delle Foibe
    L’AQUILA Via Norma Cossetto
    LATERZA (Taranto) Via Martiri delle Foibe
    LATINA Piazzale Martiri delle Foibe
    LATINA Viale Martiri di Dalmazia
    LATISANA (Udine) Via Martiri delle Foibe
    LAVAGNO fraz. San Pietro (Verona) Via Martiri delle Foibe
    LAZZATE (Monza-Brianza) Largo Martiri delle Foibe
    LECCE Via Martiri delle Foibe
    LECCO Riva Martiri delle Foibe
    LEGNAGO (Verona) Via Norma Cossetto
    LEINI’ (Torino) Via Martiri delle Foibe
    LEONESSA (Rieti) Largo dei Martiri delle Foibe Istriane
    LICATA (Agrigento) Piazzale Martiri delle Foibe
    LIMBIATE (Monza-Brianza) Piazza Martiri delle Foibe
    LISSONE (Monza-Brianza) Piazza Martiri delle Foibe
    LOANO (Savona) Via Martiri delle Foibe
    LOCRI (Reggio Calabria) Via Martiri delle Foibe
    LONIGO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    LUCCA Via Martiri delle Foibe
    MACERATA Via Vittime delle Foibe
    MAIOLATI SPONTINI (Ancona) Largo Martiri delle Foibe
    MANDANICI (Messina) P.zza Carabiniere Domenico Bruno-Martire delle Foibe
    MAPELLO (Bergamo) Via Esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia
    MAPELLO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    MARCELLINA (Roma) Piazza Martiri delle Foibe
    MARINO (Roma) Piazzale Caduti delle Foibe
    MARTIGNACCO (Udine) Piazzale Martiri delle Foibe
    MASSA (Massa-Carrara) Parco del ricordo ai Martiri delle Foibe.
    MAZARA DEL VALLO (Trapani) Via Martiri delle Foibe
    MELISSANO (Lecce) Piazza Martiri delle Foibe
    MESSINA P.zza Martiri delle Foibe, Esuli di Istria, Fiume e Dalmazia
    MILANO Via Martiri Triestini
    MILANO Largo Martiri delle Foibe
    MIRANDOLA (Modena) Via Martiri delle Foibe
    MODENA Via Martiri delle Foibe
    MODUGNO (Bari) Parco del Ricordo delle Foibe
    MOGLIANO VENETO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
    MONCALIERI (Torino) Via Vittime delle Foibe
    MONTE PORZIO (Pesaro) Via Martiri delle Foibe
    MONTEBELLUNA (Treviso) Vicolo Martiri Giuliani e Dalmati
    MONTECCHIO MAGGIORE (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    MONTELUPONE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    MONTEROTONDO (Roma) Largo Martiri delle Foibe
    MONTESILVANO (Pescara) Via Martiri delle Foibe
    MORTARA (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    MUGNANO DI NAPOLI (Napoli) Via Vittime delle foibe
    NANTO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    NARDO’ (Lecce) Piazzale Martiri delle Foibe
    NEPI (Viterbo) Parco Martiri delle Foibe
    NERVIANO (Milano) Via Martiri delle Foibe
    NISCEMI (Caltanisetta) P.za Martiri delle Foibe di Istria, Dalmazia e V.G.
    NOCERA UMBRA (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    NOCETO (Parma) Via Martiri delle Foibe
    NOVARA Via Vittime delle Foibe
    NOVATE MILANESE Giardino Martiri delle Foibe
    NOVENTA VICENTINA (Vicenza) Via Vittime delle Foibe
    ORISTANO Via Martiri delle Foibe
    OSPITALETTO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    OSTRA VETERE (Ancona) Giardino Martiri delle Foibe
    OZIERI (Sassari) Via Martiri delle Foibe
    PADOVA Passaggio Martiri delle Foibe
    PADOVA Via Nicolò e Pietro Luxardo
    PAGNACCO (Udine) Piazzale Martiri delle Foibe
    PALAZZOLO SULL’OGLIO (Brescia) Piazza Martiri delle Foibe Istriane
    PARMA Via Martiri delle Foibe (seduta n.1 6.4.09 app.all’unanimità – str.n. 9)(Intit. N.1173 del 17.09.09)
    PASIAN DI PRATO (Udine) Via Martiri delle Foibe
    PERUGIA Via Vittime delle Foibe (Parco)
    PESARO (Pesaro-Urbino) Parco Esuli Giuliano-Dalmati
    PESCHIERA DEL GARDA (Verona) Via Caduti delle Foibe
    PIETRASANTA (Lucca) Piazza Martiri delle Foibe
    PIGNATARO MAGGIORE (Caserta) Via Caduti delle Foibe
    PIOVE DI SACCO (Padova) Via Martiri delle Foibe
    PISA Rotonda Martiri delle Foibe
    POGGIORSINI (Bari) Via Martiri delle Foibe
    POMEZIA (Roma) Via Martiri delle Foibe
    PONTE SAN PIETRO (Bergamo) Piazza Martiri delle Foibe
    PONTEDERA (Pisa) Via Caduti delle Foibe
    PORDENONE Pedonale/ciclabile Martiri delle Foibe
    PORRETTA TERME (Bologna) Piazza Martiri delle Foibe
    PORTOFERRAIO (Livorno) Via Martiri delle Foibe
    PORTOGRUARO (Venezia) Via Vittime delle Foibe (attesa delibera)
    PORTOMAGGIORE (Ferrara) Via Martiri delle Foibe
    POVOLETTO (Udine) Ponte Martiri delle Foibe
    PRATO Via Martiri delle Foibe
    PRIVERNO (Latina) Giardino Martiri delle Foibe
    PUTIGNANO (Bari) Via Martiri delle Foibe
    QUATTORDIO (Alessandria) Via della Memoria (Vittime delle Foibe)
    RAPALLO (Genova) Piazzale Martiri delle Foibe
    RAVENNA fraz. Porto Corsini Parco Martiri delle Foibe
    RECANATI (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    REGGELLO (Firenze) Via Caduti delle Foibe
    REGGIO EMILIA fraz. Coviolo Viale Martiri delle Foibe
    RICCIONE (Rimini) Piazzale Martiri delle Foibe
    RIVA DEL GARDA (Trento) Largo Caduti delle Foibe
    ROBECCO SUL NAVIGLIO (Milano) Via Martiri delle Foibe
    ROCCALUMERA (Messina) Piazzetta Vittime delle Foibe
    ROMA Via Norma Cossetto
    ROMA Via Icilio Bacci
    ROMA Via Riccardo Gigante
    ROMA (Laurentina) Largo Vittime delle Foibe istriane
    RONCHI DEI LEGIONARI (Gorizia) Piazzale Martiri delle Foibe
    ROSA’ (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    ROVATO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    ROVERETO (Trento) Largo Vittime delle Foibe 1943 – 1947
    RUVO DI PUGLIA (Bari) Via Martiri delle Foibe
    SABAUDIA (Latina) Largo dei Martiri delle Foibe
    SALO’ (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    SALO’ (Brescia) Galleria Martiri delle Foibe
    SAN BONIFACIO (Verona) Piazza Martiri delle Foibe
    SAN DANIELE DEL FRIULI (Udine) Via Luxardo
    SAN DONA’ DI PIAVE -Calvecchia (VE) Via Martiri delle Foibe
    SAN GIOVANNI ILARIONE (Verona) Via Martiri delle foibe
    SAN GIOVANNI LUPATOTO (Verona) Parco Martiri delle Foibe
    SAN LAZZARO DI SAVENA (Bologna) Via Martiri delle Foibe
    SAN MAURO TORINESE (Torino) Vittime delle Foibe e degli Esuli da Istria, Fiume, Dalmazia, Alto Isonzo.
    SAN MINIATO fraz. Ponte a Egola (Pisa) Via Vittime delle Foibe
    SAN SEVERO (Foggia) Largo Vittime delle Foibe
    SANREMO (Imperia) Via Martiri delle Foibe
    SANTA MARINELLA (Roma) Parco Martiri delle Foibe
    SANT’ANGELO LODIGIANO (Lodi) Via Martiri delle Foibe
    SAONARA (Padova) Via Martiri Giuliani e Dalmati
    SASSARI Via Martiri delle Foibe
    SASSO MARCONI -Borgonuovo (Bologna) Piazzale Vittime delle Foibe
    SASSUOLO (Modena) Piazza Martiri delle Foibe
    SAVIGLIANO (Cuneo) Via Martiri delle Foibe
    SCAFATI (Salerno) Via Martiri delle Foibe
    SEDICO (Belluno) Via Martiri delle Foibe
    SELCI (Rieti) Piazza Martiri delle Foibe
    SEREN DEL GRAPPA (Belluno) Via Vittime delle Foibe
    SERIATE (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    SERVIGLIANO (Fermo) Via Martiri delle Foibe
    SETTIMO TORINESE (Torino) Via Vittime delle Foibe
    SOVIZZO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    SURBO (Lecce) Largo Vittime delle Foibe
    TARANTO Piazzale Vittime delle Foibe
    TEMPIO PAUSANIA (Olbia-Tempio) Via Martiri delle Foibe Istriane
    TEOLO (Padova) Via Martiri delle Foibe
    TERAMO Via Martiri delle Foibe
    TERAMO fraz. Piano d’Accio Via Norma Cossetto
    TERMINI IMERESE (Palermo) Largo Martiri delle Foibe
    TERMOLI (Campobasso) Largo Martiri delle Foibe
    TERRALBA (Oristano) Piazza Martiri delle Foibe
    TOLMEZZO (Udine) Largo Vittime delle Foibe ed Esuli di Istria, Fiume, Dalmazia ed A.Isonzo (II Guerra Mondiale e dopoguerra)
    TOMBOLO fraz. Onara (Padova) Via Martiri delle Foibe
    TORRE MAGGIORE Foggia) Via Martiri delle Foibe
    TORTONA (Alessandria) Giardini Esuli Istriani, Fiumani, Dalmati e Rimpatriati
    TRENTO Via Vittime delle Foibe
    TREVISO Piazza Martiri delle Foibe
    TRICASE (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    TRIESTE Largo don Francesco Bonifacio
    TRIESTE Via Norma Cossetto
    TRIESTE Viale Martiri delle Foibe
    TROFARELLO (Torino) Via Martiri delle Foibe
    TUGLIE (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    TUORO (Caserta) Via Martiri delle Foibe
    UGGIATE TREVANO (Como) Piazzetta 10 febbraio – Giorno del Ricordo delle Vittime delle Foibe e dell’Esodo
    URGNANO (Bergamo) Piazza Martiri delle Foibe
    VALDOBBIADENE (Treviso) Parco Martiri delle Foibe
    VALEGGIO SUL MINCIO (Verona) Via Martiri delle Foibe
    VARESE Via Istria – Martiri delle Foibe
    VASTO MARINA (Chieti) Via Martiri Istriani
    VEDELAGO fraz. Casacorba (Treviso) Piazza Martiri delle Foibe
    VELLETRI (Roma) Via Martiri delle Foibe
    VENEZIA fraz. Marghera (Venezia) Piazzale Martiri Giuliano-Dalmati delle Foibe
    VENTIMIGLIA (Imperia) Giardini Martiri delle Foibe
    VERBANIA (Verbano-Cusio-Ossola) Via Norma Cossetto
    VERCELLI Via Martiri delle Foibe
    VICENZA Largo Martiri delle Foibe
    VIGEVANO (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    VIGONZA (Padova) Via Martiri delle Foibe
    VIGUZZOLO (Alessandria) Piazza Vittime delle Foibe
    VILLAFRANCA IN LUNIGIANA (Massa Carrara) Piazza Martiri delle Foibe
    VILLONGO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    VITERBO Largo Martiri delle Foibe Istriane
    VITTORIA fraz. Scoglitti (Ragusa) Via Martiri delle Foibe
    VOGHERA (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    VOLPIANO (Torino) Via Vittime delle Foibe
    ZOAGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe

    I Morti dimenticati
    Non troverete i loro nomi sui libri di storia nelle scuole.
    Per questo parleremo di Loro.
    INDOCTI DISCANT ET AMENT MEMINISSE PERITI
    (chi ignora impari e chi conosce ami ricordare)

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