5 feb, 2010
A proposito del rischio idraulico
di Antonino Armao - Con soddisfazione leggiamo del rinnovato impegno del Comune e della Provincia nel portare a termine un piano per mettere al riparo importanti zone della città di Arezzo dal rischio di esondazione dei torrenti Castro e Bicchieraia.
Alcune recenti tragedie nazionali ci insegnano che certi rischi vanno prevenuti per tempo.
E tempo, infatti, ne è passato da quando il Sindaco Lucherini e l’Assessore Ghinelli avviarono questo progetto. Ma la logica della contrapposizione politica fine a se stessa, o meglio, funzionale alla mera conquista del potere e non alla pubblica utilità, fece fallire il piano che ora viene ritirato fuori dal cassetto come fosse nuovo di zecca e soprattutto tempestivo. Ma in un certo senso l’annuncio è tempestivo.
Corre l’obbligo di notare come il risveglio delle due amministrazioni cade proprio in concomitanza con la scadenza del pagamento del contributo di bonifica richiesto dal Consorzio della Valdichiana aretina (il 28 febbraio p.v.). Coincidenza o avviso pubblicitario? Un pò come fa la RAI a fine gennaio quando ci ricorda che come Lei non c’è nessuna e quindi l’altro odioso balzello, il canone RAI appunto, va pagato tempestivamente. Cosa che ho già fatto. Cosa che non mi impedisce però di gridare allo scandalo per come vengono spesi i nostri soldi e di chiederne il rimborso o l’abolizione.
Ma se Comune e Provincia fanno già tanto per prevenire il rischio idraulico, a che cosa serve il Consorzio di bonifica e soprattutto perché bisogna pagare una nuova tassa, oltre quelle che (non tutti in verità) già paghiamo alla fiscalità generale? E a che cosa serve un nuovo Ente, con altri amministratori, altro personale, con altra sede, se già Comune e Provincia sono così attenti ed attrezzati in materia? Chi ce lo spiega?
Tra la Regione ed i Comuni c’è una zona grigia, una nebulosa di enti e società in mano pubblica di cui la politica evita accuratamente di parlare e di cui le Province e le Comunità montane sono solo la facciata di rappresentanza, la punta dell’iceberg.
Quali e quante sono le società partecipate dagli enti locali? Chi le controlla realmente? Perchè? Che interessi hanno in comune questi soggetti?
Esiste una rete inestricabile di enti che sfuggono al controllo sociale dei cittadini-contribuenti-elettori e a cui, progressivamente, la politica e le istituzioni locali hanno trasferito molte delle loro funzioni e delle loro risorse, pur nel rispetto della legge.
Gli amministratori di questi enti sono nominati dai soci come in qualsiasi Società privata. Ma chi li conosce? Che cosa fanno? Quanto guadagnano? In base a quali criteri sono nominati? E le assunzioni, come le fanno? E soprattutto, a chi rendono conto?
In attesa di spiegazioni che non arriveranno, invitiamo i cittadini che hanno ricevuto l’avviso di pagamento per il contributo di bonifica (anche quelli che avessero già pagato) a fare pacatamente e legittimamente ricorso. Il Castro e il Bicchieraia, sono già in buone mani.

Brave queste nostre amministrazioni, ci inventano nuove tasse, nuovi parcheggi rigorosamente a pagamento e l’ acqua, la più cara checché ne dica il presidente di Nuove Acque Ricci, il sindaco che tre mesi prima delle elezioni (vinte da Lucherini) privatizzò questo bene pubblico con delibera consiliare n. 52 del 10/03/1999, e poi tutti questi nuovi enti satellitari con personale meticolosamente selezionato dai nostri scrupolosi amministratori. Hanno molta fantasia per creare nuovi posti di lavoro.