17 gen, 2010
C’è voglia di aria nuova in politica
di Antonino Armao -
C’è voglia di aria nuova nel PdL di Arezzo dopo l’uscita di Stefano Baldi che entra nell’UDC, seguito a ruota dai consiglieri Giorgetti, Barbagli e Matteucci che costituiscono il gruppo consiliare “Arezzo futura”.
I democristiani? “Gente strana, ignoranti, sembrano dei personaggi minori di un romanzo ottocentesco francese”. E i dirigenti del Partito Comunista? “Dei damerini dalle abitudini smaccatamente (alto) borghesi”. Parole sante. Parole di Sir Alan Campbell, ambasciatore britannico a Roma tra il 1976 e 1979 nella sua lettera di fine incarico inviata al suo Ministero degli Esteri. Oggi, che la DC e il PCI non esistono più, personaggi come quelli descritti dall’ambasciatore inglese dominano ancora la scena politica a destra e a sinistra.
Intanto nel Lazio Renata Polverini, alla quale mi legano rapporti di amicizia sindacale e stima personale, si confronta con la radicale Emma Bonino, un campione della “bella politica” (non quella di Veltroni) che fa onore al suo avversario. Se vivessi nel Lazio voterei per Renata senza ombra di dubbio, ma con un pizzico di dispiacere per Emma.
Mentre Oliviero Toscani, il fotografo, si candida a governare la Toscana. Lo fa per i Radicali, ma chiede l’appoggio del centro-destra. Segno di quanto le carte si stanno rimescolando.
Dice Toscani: “ci sarebbe davvero il rischio di vincere e di battere la sinistra che qui governa da oltre sessant’anni”. Un modo per portare “energie nuove” al potere, e la novità spesso conta molto più dell’identità politica, soprattutto quando si tratta di elezioni locali. “Sarebbe interessante – aggiunge – andare al potere con chi non ha mai visto il potere in questa regione, e forse affronterebbe le cose con più energia e con più entusiasmo”. Infatti è il conformismo di sinistra, quello dei damerini dalle abitudini smaccatamente (alto) borghesi, il peggior pericolo per il futuro della Toscana e per il destino di Arezzo in particolare.
In Toscana voterei volentieri il radicale Toscani. Sento che c’è un’assonanza gravida di imprevedibili conseguenze in questa candidatura. Anche se governare una regione è cosa un pò diversa dal fare fotografie. Però una scossa ci vuole.
Non è bastata “Mani pulite” a fare pulizia dei bizantinismi della vecchia politica, segno evidente che non era una catarsi (come purtroppo molti hanno creduto) ma solo l’epilogo di una faida mortale contro Craxi, Andreotti e Forlani. E il killer gira ancora indisturbato.
Che cosa c’entra tutto questo con l’uscita dei quattro consiglieri comunali del PdL?
C’è ancora voglia di aria nuova in politica.

In Lazio voteri senza dubbio per la Polverini.
Come voglia di cambiamento e innovazione mi sembra sufficente.
Alla Bonino qualche merito lo riconosco, ma senza nessuna simpatia, perchè non dimentico di considerare quale massa di ” mantenuti della sinistra” si porterebbe dietro una Sua eventuale vittoria alle regionali.
Vogliamo seriamente pensare a cambiare qualcosa o no ?
Io Giorgio, non mi limito alla questione etica dell’aborto e dell’eutanasia, ma anche alle politiche sociali verso la famiglia, ai diritti che la Bonino è disposta a concedere agli omosessuali, a discapito degli eterosessuali a cui spetterebbero ancora maggiori doveri. E poi Emma Bonino non è una laica, ma una laicista, una fanatica anticlericale che festeggiò quando gli studenti e i docenti dei Fisica della Sapienza riuscirono ad impedire al Papa di tenere un discorso all’Università per l’inizio dell’anno accademico. A mio avviso una persona non si può valutare solo dalle sue idee in materia economica.
Io credo che Antonino abbia assolutamente ragione a stimare Emma Bonino, e a rammaricarsi del fatto che non sia nelle truppe del centro-destra. Emma Bonino è una donna di grande preparazione economica e amministrativa e sicuramente avrebbe puntato a fare del Lazio un’Amministrazione di eccellenza. Certo, c’è la questione “bioetica” … e affidare la Sanità Regionale alla competenza (quasi esclusiva) di una radicale che proclama da sempre e per principio (non per opportunismo politico come gli ex-DS) l’eutanasia … non è un gran biglietto da visita! Vaticano a parte, affidare ad un politico di questa fatta un settore tanto strategico di una Regione come la Sanità (settore da sempre soggetto a razionamento) è una cosa che può effettivamente sconcertare e costituisce un ostacolo per la Bonino nella conquista della poltrona regionale.
Non condivido il tuo giudizio politico ed umano su Emma Bonino. Illuminanti sono le parole scritte su questa specie di donna da Giuliano Ferrara:” Detesto Emma Bonino, spero che perda le elezioni. E’ una intollerante, un’abortista sfegatata e una militante del torto negatore travestita da libertaria, una innamorata di sé dall’insopportabile accento vittimista, una cercatrice di cariche meticolosa e fatua, la complice non candida, ma molto candidata, del peggior Pannela, una pallona gonfiata come poche, un ufficio stampa ambulante, un disastro di donna en colère e di personalità pubblica.
Aggiungo che un partito il quale accetta di candidare una simile prepotente dopo essersi sentito dire sprezzantemente: “lo corro, se venite anche voi, bene, sennò ciccia”, è un partito di dementi.
Chiaro?