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	<title>Commenti a: Facebook, il pensiero collettivo e la &#8220;morte&#8221; dell&#8217;intellettuale profetico</title>
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	<description>Cultura politica, dibattito pubblico.</description>
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		<title>Di: Mugnai</title>
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		<dc:creator>Mugnai</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 11:16:51 +0000</pubDate>
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		<description>mi limito a constatare modestamente che questo mio articolo purtroppo si è rivelato profetico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi limito a constatare modestamente che questo mio articolo purtroppo si è rivelato profetico.</p>
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		<title>Di: Frabetti</title>
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		<dc:creator>Frabetti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 13:33:11 +0000</pubDate>
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		<description>Federico, come ti ho già detto, quello che dici sulla svalutazione del lavoro intellettuale è certamente vero, ma secondo me si deve tener conto che la realtà di &#039;facebook&#039; e dei &#039;social network&#039; è ambivalente. Prendi ad esempio &#039;facebook&#039;: certo, diventa fattore di imbarbarimento, se mi limito a fare &#039;test&#039; idioti o addirttura chat porno. Ma &#039;facebook&#039; permette (in potenza) un&#039;apertura culturale senza precedenti: io credo a quello che dice in punto di &#039;social network&#039; luca de biase nel suo libro &#039;economia della felicità&#039; (Feltrinelli, 2007) sulla capacità di &#039;facebook&#039; e simili di aprire gli scambi culturali in modo molto più esteso del passato. Dipende da come &#039;facebbok&#039; si usa: io personalmente sono convinto che se &#039;facebook&#039; è usato per fare cultura può diventare qualcosa di simile e di più rispetto ad esempio all&#039;esperienza de &#039;la voce&#039; di Giuseppe Prezzolini. Di più, perchè mentre &#039;la voce&#039; ebbe vita difficile per le difficoltà finanziarie ed editoriali tipiche di un giornale, la scrittura su &#039;facebook&#039; o su blog normalmente agisce su &#039;provider&#039; (google) solidi e non è condizionata da complicazioni finanziarie e gestionali. Ma lo stesso ragionamento si potrebbe applicare a Bottai: pensa se il lavoro della sua &#039;critica fascista&#039; fosse stato fatto con le facilitazioni di oggi ... (anche se forse Spirito e soci avrebbero arricciato il naso a &#039;postare&#039; come facciamo noi!).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Federico, come ti ho già detto, quello che dici sulla svalutazione del lavoro intellettuale è certamente vero, ma secondo me si deve tener conto che la realtà di &#8216;facebook&#8217; e dei &#8217;social network&#8217; è ambivalente. Prendi ad esempio &#8216;facebook&#8217;: certo, diventa fattore di imbarbarimento, se mi limito a fare &#8216;test&#8217; idioti o addirttura chat porno. Ma &#8216;facebook&#8217; permette (in potenza) un&#8217;apertura culturale senza precedenti: io credo a quello che dice in punto di &#8217;social network&#8217; luca de biase nel suo libro &#8216;economia della felicità&#8217; (Feltrinelli, 2007) sulla capacità di &#8216;facebook&#8217; e simili di aprire gli scambi culturali in modo molto più esteso del passato. Dipende da come &#8216;facebbok&#8217; si usa: io personalmente sono convinto che se &#8216;facebook&#8217; è usato per fare cultura può diventare qualcosa di simile e di più rispetto ad esempio all&#8217;esperienza de &#8216;la voce&#8217; di Giuseppe Prezzolini. Di più, perchè mentre &#8216;la voce&#8217; ebbe vita difficile per le difficoltà finanziarie ed editoriali tipiche di un giornale, la scrittura su &#8216;facebook&#8217; o su blog normalmente agisce su &#8216;provider&#8217; (google) solidi e non è condizionata da complicazioni finanziarie e gestionali. Ma lo stesso ragionamento si potrebbe applicare a Bottai: pensa se il lavoro della sua &#8216;critica fascista&#8217; fosse stato fatto con le facilitazioni di oggi &#8230; (anche se forse Spirito e soci avrebbero arricciato il naso a &#8216;postare&#8217; come facciamo noi!).</p>
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