Arezzo Polis

Spazio di dibattito politico e critica culturale

Politica Arezzo

Tags: ,

Nessun commento

Consorzio di bonifica: cominciamo a tagliare i costi della non-politica

costi-della-politicadi Antonino Armao -

Circola da qualche giorno una idea rilanciata dall’IDV e ripresa da alcuni esponenti Radicali, che ripropone il tema degli sprechi e dei costi della politica.

L’IDV parla di riduzione degli assessorati (che non ha) al Comune di Arezzo ma tace sul suo assessorato in Provincia.

I radicali, in modo più accorto, puntano il dito contro il sottobosco di consigli di amministrazione e di partecipate che molto spesso sono inutili duplicazioni di funzioni già svolte dagli Enti Locali ma che in compenso rappresentano degli utilissimi strapuntini per chi della politica vive e ci campa pure la famiglia. E in periodi di crisi come questi, gli strapuntini sono ancora più utili, specie quando sono occupati da amministratori non eletti dai cittadini.

In Provincia di Arezzo la mappa del potere politico, cioè le società controllate dagli Enti locali, sono ben 80 e nel 2008 sono costate, di soli trasferimenti, 67 milioni di euro. A tutto questo si aggiunge adesso il Consorzio di bonifica della Valdichiana Aretina.

Ora, nessuno disconosce la necessità di reperire le risorse per fare fronte alla sistemazione idrogeologica del territorio. Ma che circa il 30% dei contributi di bonifica debba andare in spese per il mantenimento del Consorzio, come risulta da una ricerca di Confindustria, questo è davvero inaccettabile.

E poi c’è sempre qualcuno pronto a ricordare che ridurre gli sprechi in politica è doveroso, purchè non a spese della democrazia rappresentativa.

Ma questo richiamo suona una beffa nel caso del Consorzio di bonifica che è stato costituito senza nemmeno consultare i cittadini in barba al suo Statuto che invece lo prevede espressamente.

Non so che piega prenderà la questione del Consorzio dal punto di vista amministrativo e contabile ma di sicuro la politica farebbe un buon servizio a se stessa abolendo l’Ente e restituendo le competenze alla Provincia a cui sono state tolte.

Così forse, tagliando le spese di funzionamento, la tassa di bonifica tornerebbe ad avere una sua equità fiscale e i cittadini la pagherebbero con meno mugugni.

Insomma, se dobbiamo tagliare qualcosa, cominciamo a tagliare i costi della non-politica.

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment.