26 ott, 2009
L’Italia pornocratica con famiglia componibile a piacere
Riportiamo integralmente il seguente articolo di Marcello Veneziani apparso oggi su www.ilgiornale.it perchè crediamo che sia un utile spunto di dibattito. Si può non essere d’accordo con Veneziani ma certamente se ne può discutere.
È permesso dire che preferisco essere governato da un donnaiolo incontinente piuttosto che da un abituale frequentatore di trans, in festini di coca e sesso? E che preferisco chi denuncia i ricattatori e li attacca in pubblico a chi li asseconda, li paga di nascosto e poi nega tutto in pubblico? So distinguere tra sfera pubblica e sfera privata, giudico chi governa da quel che fa da governatore e non da erotomane. Però lasciate che io consideri più squallido, più ricattabile e meno affidabile il politico del secondo tipo. Se poi a questo aggiungiamo il moralismo di cui si è finora ammantato insieme alla sua parte politica, allora il disgusto cresce perché lo squallore si veste pure di ipocrisia e pretende di impartire agli altri lezioni e punizioni da cui ci si sente esonerati.
Ma non ho nessuna intenzione di scrivere un trattato ideologico sulla preferenza delle escort rispetto ai trans. No, non la butto in politica.
Mi chiedo: ma che razza di Paese stiamo disegnando? Mi riferisco in particolare a due fatti. Un fatto piccolo e brutto ma che giganteggia nei media e nelle conversazioni della gente, come appunto il caso Marrazzo; e un fatto gigantesco e radicale che è passato quasi inosservato, vale a dire una sconvolgente sentenza della Cassazione che ha ridefinito il concetto di famiglia: non pensate più, hanno detto gli emeriti ermellini della II sezione penale, alla famiglia secondo natura e tradizione, padre-madre e figli, ma è famiglia «ogni consorzio di persone fra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo». Per dirsi famiglia è sufficiente una certa «stabilità del rapporto».
Insomma la famiglia come noi la intendevamo da millenni non c’è più per legge e noi stiamo ancora a parlare di mogli, madri e figli… Sulla base di quella definizione di famiglia, sono famiglie le coppie omosessuali o i conviventi di ogni tipo; se due o più studenti o lavoratori condividono per un apprezzabile periodo di tempo lo stesso tetto e hanno consuetudini di vita insieme, sono una famiglia; se un signore anziano vive con una badante ed è assistito, quella è una famiglia. E si potrebbe estendere la famiglia a interi condomini, squadre di calcio o clan di prostitute che vivono sotto lo stesso tetto e lo stesso pappone. Se Marrazzo andava davvero con frequenza nella casa del trans brasiliana, come ha dichiarato lei stessa, Natalì, e aveva un rapporto ormai consolidato e solidale da sette anni, quella di Marrazzo e il trans è una famiglia, non meno famiglia, in termini di legge, di quella che Marrazzo aveva con sua moglie e i suoi figli. Ubicata in via Gradoli, dove un tempo si nascondevano i terroristi che rapirono Moro e oggi si imboscano governatori eccitati… Ci toccherà rimpiangere il tempo delle Brigate rosse?
È una sentenza, qualcuno minimizzerà, si riferisce a una storia particolare, è una constatazione tecnica e giuridica non civile e culturale e così non ci pensiamo… Ma qui con un breve dispositivo e tre frasette si demolisce la struttura naturale e culturale su cui si è fondata da millenni ogni civiltà, non solo quella cristiana: la famiglia composta da padre, madre, figli.
Allora io mi metto nei panni in cui già sono, di cittadino comune, di contemporaneo, connazionale e concittadino di quel governatore, quei trans, quei quattro carabinieri e quei magistrati, e mi chiedo: ma che sta succedendo?
Sono tanti gli episodi di cronaca che ci raccontano di un degrado diffuso. Ma i due fatti citati hanno qualcosa di speciale perché non riguardano il Paese reale ma il Paese legale, non provengono da gente comune, poveri sfigati o emarginati ma dalle classi dirigenti, ovvero da coloro che dovrebbero guidare il Paese. Tutti dicono: non mi interessa sapere quel che fa Marrazzo nella vita privata, non giudichiamo, ognuno ha i suoi vizietti e marrazza come vuole… Ma che state dicendo? Un conto è separare, come è giusto, il giudizio politico e amministrativo dalla sfera privata e dai gusti sessuali. Un’altra cosa è far passare per normale amministrazione, vita quotidiana, il solito tran-trans, festini con trans, sesso e coca.
Non valuterò mai politicamente Marrazzo e nessun altro governante da quel che fa in camera da letto; sto parlando di una società imbarbarita, che reputa lecito ogni egoismo, ogni piacere, ogni sfizio purché consensuale. Questa è stata giorni fa la definizione di libertà sessuale posta dal massimo ideologo del nostro tempo, Luxuria, in un programma televisivo: nessun limite al sesso se fatto tra adulti consenzienti. E quando il povero Storace ha sommessamente obbiettato: dunque anche l’incesto, se è fatto tra due adulti consenzienti sarebbe lecito… lì sono insorti tutti. Ma nessuno ci ha spiegato qual è la differenza di libertà e liceità tra un incesto tra due adulti consenzienti rispetto ad altri tipi di unione, omo o trans. Eppure ci stiamo abituando a tutto, non ci sorprende più niente. Per restare ai governatori di Regioni, ormai può far scalpore solo scoprire che il governatore della Puglia Nichi Vendola frequenta di nascosto una donna, per giunta nubile e illibata…
Tornando serio, torno a chiedervi: con questi esempi e con la loro accettazione universale nel nome della libertà, che società stiamo disegnando, cosa viene fuori da questo rovesciamento e spappolamento di valori condivisi, esperienze millenarie, realtà di vita consolidate? Non è una predica da preti, non vi sto parlando di peccati e nemmeno sto deplorando la deriva pornocratica del nostro Paese pur evidente; proprio ieri scrivevo anzi un pezzo sulla necessità di conciliare sesso e religione. No, mi preoccupa la decadenza, l’allucinazione collettiva, la totale perdita dei confini non tanto fra la norma e la violazione, ma tra la realtà e l’immaginazione, tra la vita e il sogno.
Anni fa scrissi che stavano nascendo i postitaliani e Berselli su quella definizione ci fece un libro; e più recentemente ho scritto di sfamiglia, e Crepet con quel titolo ci ha fatto ora un libro. Oggi parlerei di transitaliani con sfamiglia componibile a piacere, come i mobili Ikea.
Marcello Veneziani


Il vostro accostamento del femminismo alla volgarià,barbaria e ribellione è veramente assurdo…perchè dite questo.. cosa c’entra con il caso Marazzo.
Il presidente Berlusconi è il primo artefice del degrado pornocratico in Italia.
Le abbiamo lanciate noi(noi intesi come popolazione) trasmissioni tutto tette e culi su mediaset? Non credo proprio, mi pare che la differenza polica sulla questione famiglia è patetica..quando a menarcele sono politici in gran parte divorziati e secondo me del tutto indifferenti a certe questioni.
Il degrado purtroppo è a 360 gradi,che siano trans oppure escort per me è uguale..fanno schifo entrambi ma più di tutto fa schifo chi frequenta certi ambienti e su questo il centro destra,il centro,il centro sinistra non fanno alcuna differenza!
Carla,
nessuno voleva offendere le donne, che personalmente ammiro. La mia era solo una critica di fondo sugli effetti del femminismo che hanno investito la società in maniera non trascurabile. In una Nazione che si rispetti è sacrosantemente giusto che le donne e gli uomini abbiano gli stessi diritti, le stesse opportunità. Le “crociate” delle femministe non miravano però solo a questo, ma andavano ben oltre; come in parte ho sottolineato io nel commento precedente e come ha messo in evidenza Giorgio, le donne hanno voluto cancellare l’immagine della “donna ideale” (non mi riferisco ala donna del focolare domestico). Le differenze sugli usi, i costumi, di comportamento, etc..tra i due sessi si sono affievolitè. Questo è un aspetto che rende il rapporto uomo-donna molto più precario e molto più conflittuale. E questo è un fattore di decadenza per un popolo.
Federico, la tua analisi è giusta ma manca di una ulteriore considerazione che, per motivi di spazio non è giusto trascurare. Le femministe sono solo una minima percentuale di donne, come è vero che la maggior parte delle donne non sono né barbare, né ribelli né volgari, non è pertanto giusto generalizzare. Se il rapporto tra i sessi oggi è conflittuale, se come giustamente affermi la conseguenza ha portato a sfiducia sulla famiglia naturale (moglie, marito e figli), le cause, in realtà assai complesse e di difficile sintesi, trovano un’eguale percentuale di responsabilità sia nell’uomo che nella donna che nello Stato.
Se nella nostra società la donna si è progressivamente emancipata sia culturalmente che economicamente è normale che questo processo l’abbia proiettata maggiormente all’esterno e portata ad avere interessi ed impegni anche e fuori delle mura domestiche. Questo dato di fatto per fortuna incontrovertibile, non è frutto di una rivendicazione sterile ma di un delicatissimo processo di riequilibrio dei ruoli e dei compiti all’interno della società e della famiglia.
Basterebbe acquisire la consapevolezza che questo non è né un fatto che mina le fondamenta del nucleo familiare, né una motivazione per affermare l’impossibilità a sposarsi ed avere figli, per fare subito un balzo in avanti e lavorare finalmente ad eliminare gli “ostacoli reali”, in realtà di carattere molto pratico e banale.
Secondo me, l’attacco più deleterio a livello culturale contro la famiglia e che oggi costituisce (anche a livello di nuove generazioni) la più pericolosa fonte di disorientamento è la mentalità (propalata da ambienti ‘gay’ ma derivante da certo femminismo) che annulla e relativizza la differenza dei sessi.
Chissà perchè, però, a fare le spese di questa relativizzazione è sempre l’uomo e quell’etica del sacrificio (tradizione cavalleresca, guerra …) identificata tradizionalmente nel mondo maschile che si ritrova (è un caso?) in tutte le latitudini storiche nei periodi positive di vitalità e di sviluppo delle civilità.
Segno che la ‘pornocrazia’ esprime forse un ciclo di declino e di perdita di prospettive storiche da parte di un popolo.
Il nodo centrale dell’articolo non è la vicenda Marrazzo, ma bensì la constatazione del degrado civile della società odierna. Se un’istituzione millenaria come la famiglia perde identità e viene sfaldata o, comunque sia, assume un significato diverso e alternativo, è bene interrogarci su ciò per trovare delle risposte. Perchè si mette in discussione l’asse portante di una Nazione?Tante sono le cause (spesso fra loro collegate) che hanno portato a questo degrado a cui stiamo assistendo con non poco rammarico e sdegno. In questa sede, per ovvie ragioni di spazio, mi limito solo ad elencarle. La GLOBALIZZAZIONE ha spezzato i vincoli comunitari e apportato un certo RELATIVISMO che ha inciso sul senso della vita e sulla percezione stessa dei valori fondanti una società. La GLOBALIZZAZIONE ha disperso valori e ha teso ad omologare tutto, senza fare più distinzioni. Il manifesto DEGRADO CULTURALE è un’altra causa del conseguente DEGRADO CIVILE. Il 68′ ha inoltre spezzato il legame padre-figlio, così che i genitori hanno perso il ruolo di educatori nei confroti dei figli, che vivono e affrontano la vita in modo anarchico, senza regole e limiti. Il femminismo ha “mascolinizzato” le donne, che sono divenute più volgari, ribelli e se si vuole “barbare”. Non è stato affatto un movimento che ha elevato idealmente la donna; è stato anzi un movimento che ha dato il via a quella “guerra fra sessi” fra uomo e donna che non ha apportato benefici nel rapporto, ma lo ha reso ancor più difficile e meno disteso. La sfiducia sul rapporto uomo e donna, ha di conseguenza alimentato sfiducia sulla famiglia naturale (moglie, marito e figli), vista ora come un ostacolo e un pericolo e non come la cellula base di ogni società civile e di ogni Nazione che voglia guardare al futuro con fiducia e serenità.
Si però, caro marco s, deve ammettere che la stessa prudenza e lo stesso garantismo, devono valere anche per Berlusconi. O no?
l’articolo è brutto e ridicolo. Non ho altri termini per definirlo.
L’unica cosa degna di nota è che Veneziani, al contrario del paese tutto, sa già con sicurezza cosa è avvenuto nei minimi dettagli, la polvere era cocaina, Marrazzo ne fa uso, è lui nel video. Complimenti, daltronde pare che il video girasse da mesi nelle redazioni, avrà avuto modo di studiarlo e di preparare l’articolo, tenendo in caldo le sue preoccupazioni sul degrado del paese.
Marco Sulis